Storie originali > Thriller
Ricorda la storia  |       
Autore: Yondum    06/06/2017    1 recensioni
“Mi spieghi che senso ha nasconderlo così in alto?” Mi chiese Lele. Semplice, perché mia mamma è molto bassa.
L'idea per questo racconto, diviso in tre parti, è frutto di uno spezzone di vita vera ed il seme da cui è nato il tutto è un articolo di un giornale provinciale che ha attirato la mia attenzione. La storia è poi cresciuta, diventata particolare e verosimile grazie al web ed alla cronaca nazionale. I nomi dei personaggi, le loro azioni ed i loro pensieri sono frutto della finzione e della mia fantasia.
E' un thriller semplice, non ha la classica struttura dove il protagonista è alla costate ricerca del metodo più veloce per morire. Mi piace dire che è una via di mezzo con il giallo, io lo considero così.
Vi ringrazio per il tempo che mi avrete concesso.
Buona lettura
Genere: Comico, Slice of life, Thriller | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
   >>
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
"Mi spieghi che senso ha nasconderlo lì?" mi chiese Lele mentre continuava a sfogliare il giornale sdraiato sul mio letto appena rifatto. "E mi spieghi anche cosa ci fai con un giornale vecchio di un giorno, Andrea?" concluse.
"Per il teschio pieno di Tequila che mi avete regalato, aspetto solo che finisca per poi sfoggiarlo come un residuato ristorativo, troppo particolare per essere buttato nel cassonetto del vetro." Risposi riponendolo nella sua borsetta di carta. "Sarà solo nel momento in cui sarà vuoto che mia madre dirà che non lo vuole vedere perché gli ricorda che a questo mondo esiste anche la Tequila." continuai issandomi sulla scrivania di legno per poi nascondere la borsetta in fondo all'ultimo piano della libreria ad oltre tre metri di altezza.
"Tua madre, odia così tanto gli alcolici che sembra nata in un'altra epoca. Cos'è gli anni venti sono ritornati? Non si è ancora insospettita per il bicchierino che lasci sulla scrivania ogni sera?" Mi fece notare Lele abbassando il giornale.
"Ogni tanto c'è anche dell'acqua." Risposi innocente "Mia madre non ha mai bevuto, lei è il tipo casa e chiesa, come Valeria, con la sola differenza che mia madre abitava a cento metri dalla chiesa. Mentre Valeria addirittura a un chilometro e mezzo e tra le due mete di strada ce n'era!"
"Dario. Quando ha raccontato quella battuta sulla sua sorellina è stato davvero perfido. Eppure la loro famiglia è davvero tutta casa e chiesa: non bevono, non fumano e non hanno macchinoni. Mi domando come fanno a divertirsi." disse Lele continuando a leggere. "Vabbè, lasciamo stare i bei racconti da bar. Hai qualcosa per me?" mi chiese infine Lele accartocciando il giornale e buttandolo nel cestino.
Io e Lele lavoriamo nello stesso settore ma lui, al contrario di me, ha un lavoro fisso e ben pagato. Mentre io sono ancora un disoccupato alla ricerca di quel fantomatico posto di lavoro, anche un impiego temporaneo non mi dispiacerebbe. Mi basterebbe un posticino che il nostro Governo illegittimo si ostina a propagandare con così tanto ardore. Allora, per non farmi crescere la muffa nel cervello, ho continuato a coltivare degli hobby: faccio sport, mi dedico alla lettura, cucino a casa per la famiglia, coltivo un misero orticello e scrivo.
Scrivere è forse l'hobby che preferisco. È rilassante, non mi obbliga a restare all'aria aperta anche se viene giù un acquazzone. Mi permette di evadere da questa realtà che il più delle volte ci opprime e ci frena. Mi sento libero di sognare e di pensare a tutto quello che mi fa più divertire e rileggerlo, rileggerlo più volte per così dire "Ma che cavolo pensavo quando ho scritto questa castroneria? È peggio della storia di Dumbo, l'Elefantino volante!” quando lo rileggo dopo un po' di tempo.
Tornando dalle mie divagazioni sul tema, riposi a Lele "Veramente … si. Guarda un po' qui!" gli risposi porgendogli un foglio stampato. "Si tratta di un articolo del Gazzettino di Cinisello, un quotidiano paragonabile al Giornale di Treviglio, a dir poco scandaloso dal punto di vista grammaticale. Per fortuna lo scrivono soltanto in internet. L'articolo riguarda l'inseguimento, da parte della Polizia Stradale di Seriate, di una Golf nera rubata."
"Ricordo la notizia, c'era anche sull'Eco …" rispose Lele mentre leggeva l'articolo del Gazzettino ed io recuperavo dal cestino l'Eco di Bergamo. Trovato l'articolo, e stirato come meglio poteva, lo porsi anche quello a Lele. "Allora? Cos'hai in mente?" chiese lui perplesso.
"Un esperimento, magari mi riesce anche bene. Come vedi sull'Eco di Bergamo non ci sono molte informazioni, di contro il Gazzettino di Cinisello ne fornisce specifiche sul luogo dove è stata fermata la macchina e poche sulle dinamiche dell'inseguimento. Pensa che sul sito del Gazzettino ho trovato anche decine di foto di ottima qualità." dissi "Allora ho intenzione di esporre i fatti, farmi delle domande e poi cercare delle risposte. Ti va di seguirmi e magari di partecipare?" chiesi infine.
Lele annuì e mi indicò di andare avanti. "Cosa sappiamo?" incominciai "Allora due notti fa tre ragazzi, tra i 20-25 anni, sono stati inseguiti dalla polizia stradale di Seriate perché erano alla guida di una Golf nera rubata poco più di una settimana fa a Paderno Dugnano. L'inseguimento inizia a Cavenago fino all'uscita di Cinisello Balsamo ma una volta fuori altre volanti delle forze dell'ordine si aggiungono all'inseguimento per fermare i tre fuggitivi. I ladri raggiungono le Campagne di Muggiò, una frazione di Cinisello, e si danno alla fuga nei campi. Non sono stati arrestati!" conclusi appiccicando all'armadio l'articolo di giornale.
"Questo l'avevo letto anch'io. Posso dedurre qualcosa?" mi propose Lele.
"Vai pure!" risposi sorridendo e accendendo il tablet.
"Posso dire che i tre provengono da quelle zone, ho bazzicato i dintorni di Milano e sai benissimo che il nostro vecchio parroco era di Cinisello. Quando hanno proposto di andare a trovarlo, ha portato tutto il gruppo ad una biciclettata in mezzo ai campi della cittadina. I furfanti conoscevano la zona e, nel panico, hanno raggiunto il terreno di casa per darsi alla fuga." disse Lele.
"Bravo Lele, vedo che hai studiato. Passiamo al Gazzettino di Cinisello. L'articolo non ci dice nulla di più dell'Eco, anche lui fa delle ipotesi sputacchiate più della pronuncia di “Power Rangers”, ma il sito ci ha fornito almeno una decina di foto utili della macchina abbandonata e scattate prima che la polizia la analizzasse. La Stradale ha atteso l'alba per portare via la macchina e un fotografo volenteroso, sicuramente un contadino tecnologico, ha fatto delle foto."
"Come fai a dire che era un contadino?" mi chiese Lele.
Lo guardai stranito, possibile che solo io avessi visto questo particolare? "Vedi che la prima foto è rialzata? Direi che si trova a tre metri da terra e, visto che è l'alba ed è quasi tempo di rullare il frumento, non mi stupirei di un trattore in campagna. Anzi ricordami di segnare sul calendario che devo vangare l'orto" risposi io. Lele mi fece cenno di andare avanti, o forse mi mandò a quel paese.
"La seconda foto interessante ritrae il sedile del guidatore, doveva essere un contadino che se la sta passando molto bene -che foto nitida, direi un S5 o meglio un S6- si notano bene dei dettagli. Li vedi?" chiesi a Lele porgendogli il tablet.
"Il sedile è spostato tutto all'indietro e la sua inclinazione è da lombalgia. L'autista è molto alto!" mi rispose Lele soddisfatto.
"Nient'altro? Bè, quello lo avevo notato anche io ma nota anche sul lato opposto, quello del passeggero, anche il suo è molto indietro, ma non è inclinato come l'altro. Quindi erano due stangoni ed un nanetto …" Lele stava per protestare "… se era uno stangone anche il terzo, come ci sarebbe stato nei sedili posteriori?" risposi anticipando la domanda del mio socio.
Andai avanti e sulla foto successiva notai la stazione della radio. Lasciai il tablet a Lele e mi diressi al computer, sono un pochino più veloce se ho tra le mani una tastiera. "Ecco qui la stazione che stavano ascoltando, da in tempo reale la situazione del traffico e l'altro ieri notte davano la replica della partita tra l'Armani e la Virtus. Sono fanatici di basket ed hanno voluto commentare insieme la partita, visto che all'ora della diretta dovevano dormire." dissi.
"Bene, ottimo. Guarda qui?! I passamontagna sono ancora piegati e imbustati sotto al sedile del guidatore." disse Lele "Non ne hanno avuto bisogno."
"Devo fare una chiamata." dissi scandendo bene le parole. La mia mente viaggiava ed era alla ricerca di risposte, risposte a domande molto indiscrete ed pericolose. Presi il telefono e cercai in rubrica il numero del mio assicuratore.
"Chi chiami?" mi chiese Lele.
"Il figlio del barbiere, Lorenzo, è stato assunto dalla mia assicurazione e si sono ben premurati di farlo subito mio referente assicurativo." risposi facendo partire la chiamata.
"E speri che ti riveli informazioni sensibili su dei clienti?"
"Se sarò convincente … Pronto? Lory? Ciao belo, tutto apposto? Prego non ti preoccupare … si, non c'è bisogno di ringraziarmi per lo sconto. Mi dovevano un favore … ascolta, ho bisogno del tuo aiuto e speravo che tu potessi aiutarmi … si, è un po' illegale quello che sto per chiederti ma ti prego, sono disperato. Sono riuscito a trovare una GoPro a poco in internet. Di solito quelli delle consegne sono puntuali ma ieri non è arrivato il pacco. Ho letto stamattina di un furto ai danni di una TNT di Porto Mantovano e, rintracciando il pacco, ho letto che era immagazzinato lì." raccontai.
"Si esatto vorrei che tu controllassi se … dai non fare storie. Non ti ho chiesto nome, cognome e codice di licenza di uccidere del proprietario. Ho bisogno di sapere se è stato rapinato, si o no. ASCOLTA, è un regalo per una bella stella, non vorrei che mi mandasse a spasso al suo compleanno … bravo! Vedo che hai capito …" rimasi un attimo in attesa ad ascoltarlo "Ok … allora facciamo così: mandami solo un “SI” o un “NO” per messaggio ed io sarò soddisfatto. Va bene? Grazie, la prossima volta ti indico un ristorante dove mangi di un bene che ti sembrerà di stare a casa, pensa che cucinano come cucina tua mamma. Ok? … eh eh eh e per chi la spisìga! Ciao belo! … … Uff … Torna a casa bamboccio, tua madre si che cucina benissimo, lo sanno tutti!" dissi una volta chiusa la comunicazione. Certe conversazioni mi tirano fuori ogni genere di insulto che neanche immagino realmente. Insulti insensati detti dietro alle spalle che rimangono come vizio a chi ha fatto il mio mestiere.
"In effetti il barbiere ed i figli sono un pochino in carne." disse Lele squadrandomi male.
"Che c'è?" proprio mentre posavo il telefono mi arriva un messaggio da Lory "SI! L'amministratore della TNT aveva assicurato sia il magazzino che ogni tipo di merce depositata!" dissi.
"Di quanto?" chiese Lele incuriosito.
"Non me ne frega nulla di quanto, il proprietario era assicurato contro i furti e certamente era da un po' che pagava i premi dell'assicurazione. Con questi momentacci un onesto imprenditore deve ricorrere anche a questo per sopravvivere." dissi io sprofondando sulla mia vecchia sedia di legno con il cuscino di paglia. Lei, quella povera sedia, scricchiolò una risposta non tanto simpatica ma non ci badai.
"Vorresti che il proprietario si fosse fatto derubare per incassare il premio dell'assicurazione?>> chiese Lele.
"Esatto. Il succo della questione è chiaro: i ladri si sono dati da fare per rubare dal magazzino di un corriere di Porto Mantovano, portandogli via la refurtiva di alcune migliaia di euro. Perché fare centosessanta chilometri mentre potevano derubare un corriere di Milano o addirittura le Poste? Erano più vicini, perché andare così lontano?"
Lele rimase in silenzio per alcuni minuti mentre io appendevo vari appunti sull'armadio. I pezzi del puzzle si stavano componendo e le immagini si facevano, nella mia mente, più chiare di minuto in minuto.
"Come hanno fatto a rubare la macchina? Impossibile che in otto giorni le autorità non l'avessero notata o trovata?" chiese Lele.
"Ho letto in internet che con un Jumper, uno scatolino interessante, trovato su internet ed una centralina nuova i ladri ti portano via la macchina in quattordici secondi. Con lo stesso attrezzo inserito nello spinotto dell'accendisigari ti schermano la macchina dal segnale GPS e chiunque può usarla per qualunque scopo. Se l'avessero tenuta nascosta finché non fosse servita allora bastava schermare solo il GPS." risposi.
"Guarda, in questa foto i guanti sono buttati a caso sul sedile dietro." mi disse Lele indicandomi una foto dal tablet.
Osservai le foto e un'altra ipotesi mi si formò nella calotta. "Ho un'idea …" mi rimisi al computer e cercai le aziende vicine della TNT derubato e trovai un'azienda con un nome molto familiare. "Vedi questa azienda? Ci lavora un'amica di una ragazza che ho conosciuto tempo fa a Brescello. La tipa era uno schianto ed in più era la guida di un museo del cinema su Don Camillo e Peppone. Da cosa nasce cosa e per un po' ci siamo frequentati ma la distanza era tanta e mi prudeva spesso la nuca." raccontai lanciando uno sguardo d'intesa a Lele.
"E allora vi siete lasciati?" chiese malizioso Lele.
"Mai stati insieme, in compenso ricordo che una sua amica lavorava come contabile per questa ditta. Mi ha raccontato che fanno incisioni su metallo con laser ad alto potenziale. Dopo che smisi di scendere dalle loro parti, rimasi in contatto con lei ed ora …" mi misi a scrivere al computer per mandarle un messaggio "… chiediamole aiuto!"
Nel giro di un'ora la ragazza era agganciata e incominciai a chattare con lei per avere più informazioni possibili. "Certo che sai come agganciare le ragazze … vai a vedere sul profilo? OH MIO DIO … … … Non potevi conoscerla un po' più bella?" chiese Lele quasi spaventato.
"Quell'amica aveva ..." poi gli feci vedere l'altra amica.
"Ecco, già molto meglio. Le hai chiesto se ha visto qualcosa?" chiese Lele.
"No, non può avere visto niente. Mica lavorano anche di notte. Si ricorda che dopo il furto la polizia è stata lì ed il proprietario del TNT ha detto che le telecamere erano lì solo per spaventare i ladri, degli spaventapasseri. Invece la mia cara amica sapeva che quelle telecamere erano funzionanti fino alla settimana scorsa." risposi.
"Quindi chi è che mente?" chiese Lele.
"Me lo stai anche chiedendo? Io le credo, è un informazione affidabile, pensa che le avevo chiesto se quella ragazza con cui mi vedevo fosse uscita con qualcuno ed ha specificato l'ampiezza del mio palco, l'ha paragonata al palco di un cervo americano! È affidabile, quindi rimangono solo pochi indizi per risolvere il caso. Indizi che non abbiamo e che non potremo mai avere!" dissi sorridendo.
"Perché? Hai scoperto che l'amministratore della TNT mentiva. Cosa ti manca per risolvere il caso?" chiese Lele.
Lo guardai demoralizzato ma non quello sguardo da chi è bloccato e non sa come andare avanti, ed allora si butta sui porno, ma quello sguardo che dice: “Ecco, adesso tocca alla polizia!”
"Noi non siamo della polizia e non abbiamo mica le risorse che hanno tutti gli investigatori della tv. Ecchecazzo, mica sono la J.B.!" dissi. "Ho solo scoperto che i tre ragazzi, due italiani e forse un albanese, giocano a Basket a livelli da Prima Divisione ma che non hanno né la testa né la voglia di impegnarsi. Tifano Milano e quasi sicuramente si sono conosciuti tifando per la stessa squadra. Uno di loro è vanitoso, il guidatore, ha lasciato sul volante e sulla leva del cambio nuovi di fabbrica delle rigate di un anello molto vistoso, quasi pacchiano. Uno di loro è un camionista, l'autista, quello che sedeva sul sedile del passeggero un muratore, ci sono tracce di calce e polvere rossa di mattoni, mentre il terzo è un ladruncolo professionista di bassa statura, invidioso verso gli altri per la loro altezza ma abbastanza sveglio da guidarli durante il furto. Se fosse stato lui alla guida non li avrebbero mai pescati." raccontai.
Lele rimase in silenzio. "Non ho ancora finito …" ripresi io "… ma non ho altri elementi." conclusi scuotendo la testa.
"Allora inventa un finale. Immagina come sono andate le cose e poi racconta. Siamo partiti da questo, da un qualcosa di diverso da un tuo racconto."
Annuii, poco convinto. Il mio dubbio primario era che con pochi indizi dovevo far combaciare una storia plausibile. I ladri come hanno trovato il colpo ? Chi gli ha fornito l'auto? Chi li ha contattati per il “furto” alla TNT? A chi dovevano riportare la merce?
Dubbi che aumentavano ma che piano piano formavano nella mia testa una storia a dir poco incredibile ed assurda. "La soluzione più plausibile è che i tre abbiano rubato la macchina per conto dell'amministratore della TNT e che abbiano inscenato un furto ai danni dell'azienda. Così quel povero martire si incassava il premio assicurativo e loro potevano rivendere la merce portata via su internet con molta calma. Ormai internet è diventato più efficiente di un ricettatore, una figura professionale che lentamente sta svanendo nel nulla ma che ci riserva ancora molte sorprese." riflettei e, come il flash a tradimento di un fotografo scarso, scattò una scintilla di follia nella mia testa.
"Conclusione troppo semplice?" mi chiese Lele incuriosito dal mio silenzio.
"Avevo notato anche un pezzo di cartoncino nella macchina rosso e bianco. Non era molto grande ma sembrava molto a …" frugai in mezzo a quel marasma che era, ed è tutt'ora, la mia scrivania. Volarono piccoli foglietti gialli, libri letti e poi dimenticati, libri stampati e poi dimenticati al loro niente, miniature in stagno non ancora montate ma acquistate solo per sfizio di averle, monete fuori corso, banconote straniere, un assegno da cinquecentosessantatre euro a mio nome da una vecchia società ormai fallita. Fotografie e fototessere, maschili e femminili, giornali di attualità con data di sei mesi or sono. Insomma, se l'entropia avesse una forma solida, ebbene, assumerebbe sicuramente la forma della mia scrivania. "Questo!" dissi finalmente riemergendo da quel caos con un biglietto bianco e rosso, più grigio e rosso, tra le dita.
"Il biglietto di una partita?" rispose Lele dopo averlo letto.
"Non una partita qualunque. Una partita al Forum di Assago." mi buttai ancora sulla chat e le chiesi se sapeva che squadra tifasse l'amministratore della TNT.
"Come fai a dire che quel biglietto è importante?" chiese Lele.
"È il biglietto per un partita dell'Armani, questo conferma che sono tre tifosi e che vanno al Forum quasi ad ogni partita in casa. Quindi possono anche essere del circondario o della zona di Milano.>> risposi aspettando una risposta dalla chat.
"Ma come farà a sapere che squadra tifa quell'uomo?" chiese Lele.
"Lei ha l'ufficio del carogna proprio di fronte. Non conosco nessuno che … Inter!" rimasi di sasso per due motivi "Forse ho dato poco peso ai ricettatori, esistono ancora ed hanno ancora più potere che mai. E forse ho indovinato come sono stati ingaggiati i tre ladruncoli da strapazzo!"
​"Andrea, io ti porto dalla Polizia. Prova a raccontargli questa storia, magari ti ascoltano. Non sembra tanto campata per aria, anzi hai raccolto informazioni importanti. Devi condividerle!" mi disse Lele afferrandomi per le spalle.
   
 
Leggi le 1 recensioni
Ricorda la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
   >>
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Thriller / Vai alla pagina dell'autore: Yondum