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Autore: phantophobia    08/06/2017    1 recensioni
"Stai dicendo che farai l'università?"
"è quello che ho appena detto"
"ma, Matte... cioè, tu fai schifo in tutto. Non solo a scuola. Lo dico in amicizia ovviamente!"
"fottiti Lucre. Sarò uno studente universitario pieno di figa"
Ovviamente nulla di tutto ciò si è avverato... o quasi.
Mi chiamo Matteo, ho 23 anni e sfogo le mie giornate in questo sito. perché non può essere che solo a me capitino certe cose. condivido la mia vita da nerd perdente. since 1993
Genere: Comico, Satirico, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Lotto da quasi tre anni contro quelle persone affabili che amano prendersela con gli altri esclusivamente per le scelte che queste hanno deciso di intraprendere: faccio riferimento alla facoltà universitaria che orgogliosamente (o magari no) frequento da 4 anni, alti e bassi permettendo, e che mi sta portando soddisfazioni, ma soprattutto enormi delusioni. Esatto, perché a saperlo prima probabilmente non avrei mai cominciato l’acclamata facoltà di Filosofia. Anzi, trovo che per correttezza già alle superiori i professori dovrebbero avvertire a cosa si và incontro scegliendo delle strade così “tortuose”.
Ma il punto non è questo: stavamo parlando di quei burloni che mi sfottono perché il mio “lavoro” è pensare. Non saprei se definirlo vero e proprio bullismo, perché in realtà passo da vittima a carnefice (pensateci due volte prima di attaccarmi od offendermi) e spesso divento il bullo della situazione.
A proposito, io mi chiamo Matteo e ho la bellezza di 23 anni. Fiero portatore sano di scarsa voglia di studiare, affascinante cultore della vita nerd, sostenitore dell’esistenza single (non per scelta) e malato compulsivo per le tette. Cosa c’è di strano?! Assolutamente nulla, ma ci tenevo a farvelo sapere.
Queste righe sghembe che state leggendo sono una specie di sfogo personale per tutte le cose che vanno storte nella mia patetica vita. (Amare le tette e non poterne disporre… è vita questa?)
Stavamo dicendo che frequento fieramente la facoltà di Filosofia, decisione che mi è valsa non pochi problemi. Non parlo solo di chi mi sfotte, ma anche di chi è convinto che questa carriera mi condurrà inevitabilmente al suicidio (e all’omosessualità). Credo che la gente dovrebbe rivedere la propria opinione sui filosofi. Noi pensiamo, non facciamo consulenze psicologiche! (ma per un buon prezzo se ne può anche parlare)
In ogni caso, nonostante i miei scarsi successi scolastici, non prevedo in futuro di tagliarmi le vene o di rinunciare alla mia passione per i bei seni sodi. Probabilmente mi trovereste d’accordo solo sulla questione della disoccupazione. Sì, laurearsi in filosofia non ti apre le porte per grandi aziende multimiliardarie, ma del resto nemmeno quei saccenti di giurisprudenza possono vantare, dopo anni di intenso studio e puzza sotto al naso, un lavoro che gli faccia cacare soldi. Siamo tutti sulla stessa barca, e naviga su torrenziali acque marroni.
Oggi ho incontrato il mio amico Giulio. Frequenta filosofia ma il suo rendimento è sicuramente più produttivo del mio. È alla costante ricerca della ragazza perfetta, ma poi, quando se ne presenta l’occasione, non prova nemmeno a flirtare campando scuse sulla sua inadeguatezza fisica da cervellone con il fisico da sollevatore di pdf. Per questo motivo, a volte lo chiamo Giulia. Con lui/lei ci siamo conosciuti tre anni fa, primo giorno di università, due facce disperse e troppo assonnate (avevo deciso di festeggiare la sera prima concedendomi una maratona di serie tt. Si, ho detto “tt” riferendomi a quelle serie tv ad alto tasso di scene di nudo femminile. In ogni caso mi stavo godendo la prima stagione di game of thrones con una birra e troppi salatini e mi sono deciso a riposare le mie stanche membra solo intorno alle 3). Ma ci siamo capiti subito io e lui. Chiamatelo pure colpo di fulmine (non che mi sia innamorato di quella pigra testa di cavolo) ma abbiamo recepito subito che avevamo tanto in comune da condividere. Una tra tutte l’amore incondizionato per le giovani protagoniste svestite di anime e manga.
Mi rendo conto che detta così potrei sembrare un insignificante ventitreenne pervertito e nerd fino al midollo, ma in fondo, molto in fondo, oltre la crosta superficiale, io sono molto di più. Sono molto peggio. Come dice mia madre, la mia ragazza perfetta è una donna sordo-cieca che possa sopportare le idiozie che pronuncio ogni 3 minuti. Mia madre mi ama parecchio, direi che soffre di una complessa sindrome da attaccamento. Quando mi sono trasferito negli alloggi universitari ha festeggiato con mio padre e si sono ubriacati.
Comincio a pensare di non essere una persona tanto facile.
Sto divagando, ciò che ci tenevo a scrivere è che oggi, dopo aver incrociato Giulio in sindrome pre-mestruale, ci siamo concessi un aperitivo al bar per i fichetti di università importanti (filosofia non rientra tra queste), atteggiandoci come se venissimo dai più prestigiosi college europei (Giulio si era portato un cardigan per l’occasione) e, in una giornata che si preannunciava noiosa come le altre, ho conosciuto Cristina, che Giulio ha premurosamente soprannominato “Due-meloni”.




Phanto
   
 
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