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Autore: Tipregofammiprovare    11/06/2017    0 recensioni
Le ispirazioni sono difficili.
A volte il mondo ci sembra una scatola piena di ricordi, che nasconde migliaia di ispirazioni nella quale ci immergiamo bendati. Una scatola come quella che Maria Luisa, una scrittrice in crisi, trovò nella sua soffitta in una notte insonne.
Una scatola, nella quale Maria Luisa trovò un antico raccogli pensieri, che celava un'antica promessa: quella di scrivere una favola, per i suoi amici.
Così, tra una tazzina di caffé e i mille ricordi, Maria Luisa cominciò a scrivere, ma si accorse, dalle prime tre pagine, che qualcosa non andava...
Dal Capitolo 11:
Jaco ebbe un sussulto: come aveva fatto a capire?
"Solo una domanda, poi non ti chiedo più nulla" disse Maryblu, con un sorriso "Perché mi state aiutando? In fondo sono un'intrusa.".
"Non ti stiamo aiutando, ti stiamo proteggendo." rispose Jaco cercando di dissimulare l'imbarazzo creatosi prima.
"Da cosa?"
"Dall'ira del Re.." disse secco.
Genere: Avventura, Azione, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Raccolta | Avvertimenti: Contenuti forti
Capitoli:
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“L’attesa del piacere, è essa stessa il piacere”
Le mie scuse, per aver fatto aspettare così tanto i personaggi
Impazienti, di compiere il loro destino
E il lettori, impazienti di leggere le loro avventure..


Capitolo 19

“No Asya! Così hai troppi punti scoperti!” urlò per l’ennesima volta Maryblu, prendendole la spada che a malapena riusciva a mantenere: “Se non fai attenzione, potrebbero colpirti e farti davvero male. Devi imparare a non lasciarti i punti scoperti”.
Era una bella mattina, dal cielo limpido. Il sole splendeva leggero nel giardino della locanda di Diego, prestato gentilmente alle due per allenarsi in pace e lontano dalla dimora di Maryblu dove, oltre al rapimento di Asya, avvenivano cose strane…
Oh, di che genere?
Ma cosa deve fare un narratore per fare il suo lavoro in santa pace?!
Non saprei..
Magari rispondere alle domande?
Mettere qualche avverbio in più e qualche subordinata in meno?
Smettere di fare il finto democratico?
Hai l’imbarazzo della scelta, come vedi
Asya guardava Maryblu con uno sguardo che era giusto tra la grande frustrazione che provava e la voglia matta di imparare in fretta, anche se il suo stato fisico non le permetteva di fare granché. Ricordiamo che aveva avuto una febbre molto alta dovuta all’infezione che aveva preso al profondo taglio che si era inferta alla falange del mignolo sinistro, e che era riuscita a guarire, grazie alle cure di Maryblu, e soprattutto a quelle di Diego, che aveva pagato i medici migliori per permetterle una guarigione veloce. 
Maryblu ricordava fin troppo bene, guardando l’amica ancora debole volteggiare goffamente la spada, ma decisa ad eseguire i movimenti netti, 
le urla di dolore, provenire dalla stanza in cui i medici la operarono, e i pianti, quelli che Asya stessa cercava di dissimulare, le notti, per la grande sofferenza che provava.
Ma eccola lì, con la spada per lei troppo pesante, per Maryblu troppo leggera, con i riflessi lenti, e la fatica impressa sulla fronte.
Maryblu era stata tante volte sul punto di rinunciare alla sua avventura, nel salvare la principessa dal malvagio Soleir..
Eh no, non poteva, 
perché altrimenti la favola sarebbe finita già
E diciannove capitoli son fin troppo pochi!

… ma al contrario di quello che pensava la voce fuoricampo di cui noncenepuòfregaridmeno..
Non sai usare la “barra spaziatrice”?
 …Maryblu aveva semplicemente paura di rimanere ancora in quel paesino, troppo vicino alla madre di Asya.
“In realtà non voglio più fare la ladra, e poi sono curiosa.” Aggiunse Maryblu inopportunamente.
Inutile fu anche la disponibilità di Diego, che nel frattempo a poco a poco era venuto a conoscenza di tutto il misfatto e della vita difficile delle sue amiche, nel rassicurarle la protezione di Asya, nel caso in cui quest’ultima non fosse partita assieme a Maryblu e fosse rimasta a casa.
Ma niente, non c’era verso di convincerla Maryblu, non voleva lasciarla ancora da sola. Pensò, che al suo fianco, sarebbe stata più protetta.

E non ci fu verso nemmeno di convincere Diego, a partire con le ragazze, poiché troppo impegnato per la locanda.
Sì okay, ora basta con questi flashback
Muoviti con la narrazione!
“Ragazze vi ho portato un succo di frutta!” era la voce di Diego, che interrompeva il narratore dal picchiare la voce fuoricampo e l’allenamento estenuante di Asya, che fu lieta di quei sorsi freschi.
“Come procede l’allenamento?” chiese, non appena Asya si fu allontanata per prendere quei raggi di sole che le scaldavano la pelle sudata.
“Guarda, non me lo chiedere.” Rispose Maryblu scoraggiata
“Tasto dolente, eh?”
“Non so se è perché la sua convalescenza non è ancora terminata, ma non riesce nemmeno a reggere la spada in mano, e non le ho dato quella del Re, che è obbiettivamente più pesante! Come vedi le ho dato lo stocco che uso io quando…. Beh, hai capito. Ma fosse solo la spada il problema! Non sono riuscita a trovarle una disciplina di combattimento che le venga naturale! Sicuro che non vuoi venire tu?” gli chiese nuovamente Maryblu, nella speranza vana che qualcosa potesse cambiare.
“Guarda, verrei anche Maryblu, lo sai… però non posso lasciare i miei genitori. E poi adesso ho la locanda di cui devo occuparmi. A proposito, come vi trovate tu ed Asya nella stanza? Vi manca qualcosa?”
“La stanza è arredata bene, i letti comodi… peccato che noi, o meglio, io, sento ancora quella voce.” Disse Maryblu preoccupata.
“Ancora quella voce Maryblu?” chiese apprensiva Asya, che nel frattempo era ritornata “Perché non me l’hai detto?”
“Beh, l’ho dimenticato..”
Aspetta aspetta
Quale voce?
“Quella che sento quasi ogni notte, da quando sono tornata dal lungo viaggio” rispose Maryblu alla voce fuoricampo che la guardò sorpresa…
( no, ma continuate pure la conversazione! Caffè? Cappuccino? Cosa desiderate?)
“Un altro succo di frutta!” rispose Asya sorridendo a Diego.
“Che tu continui con gli allenamenti!” disse categorica Maryblu
Sapere da dove proviene questa voce
Scoprire cosa dice
Parlare con l’autrice per prendere il tuo posto, dici che è troppo?
Per adesso, direi proprio di sì!
Asya ascoltò l’amica, e riprese, o meglio, provò a riprendere la spada per mimare l’amica.
“Maryblu, che tipo di combattimenti hai provato fino ad ora?” chiese Diego a bassa voce, osservando i movimenti stanchi di Asya.
“Per ora ho provato ad insegnarle ad arrampicarsi, e finché il ramo non è alto, non ha problemi perché è più leggera di me… ma ha poche forze nelle braccia, ed il dito le fa ancora male”
“Mmh, poi?”
“La corsa. Voglio che impari a scappare. E’ veloce, ma ha poco fiato. Infine le sto insegnando a difendersi con la spada… quello non si può chiamare ‘attaccare’ ” rispose Maryblu con le braccia conserte e lo sguardo severo.
“Hai provato con il combattimento a distanza?” Chiese sorridendo speranzoso
“Che cosa intendi?”
“Arco e frecce, ci hai pensato?”
“Ma dai! Se non riesce nemmeno a tenere lo stocco! E poi davvero, apprezzo il consiglio Diego, ma non ho un arco, o meglio, è rotto. Era di mio padre, sai… ”
“Tu provaci, tentar non nuoce, l’arco e le frecce le metto io”
Ed ecco la prima morale della favola
che tra l’altro, è già stata presa e ripresa.
“Va bene… ti darò ascolto!” concluse Maryblu.. “A proposito di tentare… sei più riuscito ad aprire il diario della principessa?”
Un momento, fermi tutti!
Ma cosa diamine c’è adesso! 
Il diario della principessa 
Non è stato ancora aperto?
No! Se lasciassi finire di parlare Diego e magari nel frattempo ti trovassi un hobby più produttivo del mettere il naso in narrazioni che non ti riguardano!
SOTTO CONSIGLIO DELLA VOCE FUORICAMPO, il narratore spiegò a tutti coloro che si sono persi in questi diciannove capitoli, come sono andate le cose:
Mentre Asya guariva, venne a sapere, assieme a Diego, le avventure passate nel castello, e soprattutto delle sue domande…
E quali?
Su, i lettori vogliono saperle, sai!
Stai dicendo che i lettori non sono abbastanza intelligenti da arrivarci da soli?
STO SOLO DICENDO CHE IL LETTORE
QUANDO LEGGE, APPUNTO
VUOLE RILASSARSI,
NON SPREMERSI LE MENINGI.
“La smettete?! Non riesco a concentrarmi!” urlò Asya sfinita.
Le domande, che si posero anche Asya e Diego erano tante, e le risposte erano forse contenute nel diario della principessa, che ahimè, non si apriva, perché sigillato da un dispositivo tecnologicamente brevettato per aprirsi solo da..
“Tecnologicamente brevettato”?
Okay ho capito!
.. da un INCANTESIMO che poteva essere spezzato solo dalla voce del proprietario di quel diario, cioè, della principessa. (VA BENE?!)
“Si esatto.” Sentenziò Diego scoraggiato “Ho provato di tutto, ma purtroppo non sono un mago, quindi, non posso spezzare l’incantesimo” concluse grattandosi la testa e sorridendo per scusarsi. “Comunque, dopo passa nel mio studio, così ti do l’arco” disse infine Diego, prima che una cameriera della locanda lo venne a chiamare.
E così, dopo due ore passate a legare ed imbavagliare brutalmente e violentemente la voce fuoricampo, con la collaborazione speciale dell’addetto agli effetti speciali e a quelli naturali, Asya continuò il suo allenamento con la spada, e Maryblu salì nello studio da Diego.
Lo trovò seduto dietro la scrivania, mentre leggeva una lettera.
“Diego!” urlò Maryblu, dimenticandosi tutta la sua buona educazione ed il suo tatto da qualche altra parte!
“We Maryblu” disse calmo, alzando lentamente la testa e sorridendogli.
Ma non era un sorriso sincero, era un sorriso triste, di quelli che si fanno quando si ha appena inghiottito un rospo bello grande, e questo, Maryblu lo sapeva: “Interrompo qualcosa?” chiese Maryblu, incuriosita dallo sguardo preoccupato di Diego.
“Nono, figurati… accomodati pure” disse alzandosi per porgerle la sedia “Adesso ti prendo l’arco e le frecce”.
Maryblu attese paziente Diego, che si ripresentò dopo pochi minuti con il diario della principessa, che era rimasto intatto dall'ultima volta che Maryblu lo aveva rubato, un piccolo arco di frassino, elastico e maneggevole ed una faretra di pelle contenente 10 frecce in buono stato. “Oh!” esclamò Maryblu prendendole in mano “Dove hai preso queste cose?” chiese curiosa.
“Erano di Igor” disse guardando quegli oggetti un ultima volta.
Maryblu era basita, ma allo stesso tempo triste, e mentre malediceva la sua empatia, diede a Diego una pacca sulla spalla. “Sei sicuro che vuoi darmeli? ”
“Ma sì dai, io non saprei proprio cosa farmene. Igor era bravo con il tiro con l'arco, era bravo anche con lo spadone, io sono un po’ una frana, lo sai.” Disse infine sorridendo “E poi, sai, c’è la possibilità che tu possa incontrarlo lungo il cammino, e chissà, magari gliele restituisci, da parte mia”
Maryblu sgranò gli occhi: “L’avete trovato?! Non ci credo!” 
Diego mostrò a Maryblu la lettera che stava leggendo prima, che si scoprì da parte di un cliente abituale della locanda. 
Maryblu si sedette al suo posto, e la lesse con calma.
“Ma questa è una notizia bellissima!”
Hey! 
Voglio sapere anche io cosa c’è scritto!
Diego prese una mappa di Acciderbolandia, e la mostrò a Maryblu, ignorando completamente le richieste della voce fuoricampo. 
“Vedi, è stato avvistato qui, qui e anche qui. Il tizio, come hai letto, è un tipo che viaggia molto. Gli ho raccontato che cercavo mio fratello, gli ho dato una descrizione dettagliata, e mi ha detto che l’ha visto. Mi ha anche riferito, però, che il nome non corrisponde… quindi potrebbe essere un’altra persona, che semplicemente gli assomiglia…”.
Maryblu ascoltava con attenzione e guardava i punti nella mappa.
“Se vuoi, visto che comunque a breve dovrò partire, potrei fare un salto in queste città… forse non tutte, perché comunque siamo in ritardo con la partenza, ma almeno l’ultima, cioè Crowville, e magari potrei chiedere in giro.” Disse Maryblu “In fondo, tu hai fatto tanto per noi, non mi costa niente”
“Mi faresti davvero un grande grosso favore! Peccato che non sappiamo il nome con cui si spaccerebbe… e in realtà non sappiamo neanche se è lui davvero” 
“Diego tu non abbatterti. Vedrai che scopro qualcosa, e appena posso, ti mando una lettera per avvertirti!”
Diego sorrise, pieno di gratitudine nei confronti di Maryblu. “Lo faresti?”
“Che domande! Certo che lo farei!”

… “ ..Certo che lo farei!..”
“..Certo che lo farei!...”
“..Certo che lo farei!....”
...La voce squillante di quella ragazzina, rimbombava nella sala oscura, illuminata soltanto dalla luce che emanava la scena tranquilla dei due ragazzi, ignari di essere spiati, da due occhi color nocciola nei quali il viso di lei, si specchiava in un gioco infinito di specchi e labirinti...
Ah, povera piccola Maryblu!
Volevi farla franca? 
Nemmeno immagini, in che guaio ti stai mettendo... 
I ragazzi si abbracciarono in segno di amicizia, e si congedarono.
Ma gli occhi color nocciola, spiavano, e spiavano ancora.
E chissà, per quanto tempo l'avrebbero fatto!
...
...
Che vuoi?
Perché mi guardi così?
Nulla, mi ha solo sorpreso il fatto che stranamente tu non abbia fatto nessun commento strano su questa narrazione ambigua.

Quando Maryblu tornò in giardino, trovò Asya ancora ad allenarsi. 
Ma quanto era goffa nei movimenti!
"Asya, tranquilla, posa la spada, ora facciamo un'altra cosa"
Maryblu le mostrò l'arco e le frecce in modo scocciato. Sembrava non avere speranze e non sapere come portarsi dietro Asya senza mettere a rischio la sua incolumità.
Si posizionò a venti passi dall'albero, insiprò, espirò, tese l'arco, prese la mira, e lanciò dritto nella corteccia dell'albero, che venne colpita.
Spiegò movimento per movimento ad Asya, le posizionò il corpo, le mani con cautela: " Hai solo dieci frecce a disposizione, per favore, non perderle."disse Maryblu estraendo la freccia dall'albero ancora intatta.
"Per favore Maryblu! Perchè non mi dici direttamente che non ti fidi di me e basta?!" sbottò esausta Asya "E' tutto il giorno che mi guardi così, con quell'aria da sufficienza."
"Ma cosa stai dicendo? Asya, sto cercando di prepararti ad ogni evenienza! La Foresta non è un parco giochi! Potresti morire! Cerca di capirlo!". 
Asya si zittì, e con rabbia, eseguì i movimenti prima spiegati da Maryblu. La prima freccia si perse nella chioma dell'albero.
La seconda anche e la terza, addirittura, superò l'albero.
"No! Non così Asya! Non ci stai neanche provando! Non ti ho detto di chiudere un occhio, Asya, tienili entrambi aperti! Se ti trovassi nella foresta circondata da nemici, devi avere la visuale più ampia possibile... mi stai ascoltando ?!" 
"Ah no? Sì che ci sto provando! Da quando sono guarita ci sto provando e ti sto ascoltando!" e così dicendo, senza nemmeno guardare, prese la quarta freccia, la tirò e questa andò di fianco la corteccia dell'albero, lasciando il segno. 
Maryblu la guardò sottocchio, e cercò di controllare la sua sorpresa nascondendola dietro un'espressione corrucciata.
"E quello cos'era? Una tua prova? Per favore! Mia nonna lancerebbe meglio!"
La quinta, la sesta e la settima freccia vennero tirate allo stesso modo della quarta, e tutte e tre, presero la corteccia dell'albero.
"Che ne dici di questo, eh? Tua nonna questo lo saprebbe fare?" disse rabbiosa Asya.
"Mia nonna..." sentenziò Maryblu con sguardo di sfida "...lancerebbe ad occhi chiusi."
A quel punto, Asya si voltò verso Maryblu che non si mosse di un millimetro. 
Inspirò, espirò, prese la freccia, e lentamente caricò. 
Chiuse gli occhi, lanciò la freccia.
Pazza! 
Uccide l'unica persona che potrebbe aiutarla!
La freccia volteggiò per aria, verso il viso di Maryblu...
Ma spostati da lì!
Vuoi davvero rimetterci quel bel faccino che ti ritrovi?!
...questa, le sfiorò il viso, procurandole un graffietto sulla guancia rossa, e tagliandole una ciocca di capelli che cadde a terra.
La freccia entrò nella locanda, sfiorando i vari camerieri, e finì per colpire una mela, posta su un vassoio, che venne inchiodata al muro, e che poi ricadde a terra, tagliata a metà....
OMMIODIO!!!

POTEVA ESSERCI QUALCOSA DI PIU' BANALE
DI UNA MELA PRESA PERFETTAMENTE?!
...una mela che poi diventò MAGICAMENTE una banana (Va bene così?)
Asya riaprì gli occhi, come se fosse stata per lungo tempo in trance, ma quando li riaprì, la scena si muoveva ancora a rallenti... ( Ma che fine hanno fatto gli addetti agli effetti speciali?!)
Non lo sai che quando 
si attivano questi effetti
anche gli addetti sono coinvolti?
(Specie se sono sottopagati...)
Maryblu corse verso di lei.
Fu un attimo, ma Asya capì che la sua freccia aveva movimentato troppo la scena
"Scappa! Scappa!" urlò Maryblu, che se la diede a gambe, seguita da Asya:"ADDESTRAMENTO COMPLETATO!"

 
  
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