Crossover
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Autore: fulmineo    15/06/2017    1 recensioni
L'arrivo in una città dove non conosci nessuno, uno fra i più difficili disturbi da curare e l'avvicinamento alla musica. Riuscirà questo e l'incontro con persone speciali a cambiare la vita di una ragazza?
Genere: Azione, Generale, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash, FemSlash, Crack Pairing | Personaggi: Telefilm
Note: AU, Cross-over, OOC | Avvertimenti: Tematiche delicate, Violenza
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Era una bella giornata a LA e, all'aeroporto della Città degli Angeli, era appena atterrato un volo proveniente dal Medio Oriente, dal quale scese una ragazza alta, dai lunghi capelli castani legati in una coda che le ricadeva sulla spalla sinistra e gli occhi giogio-ambrati, con indosso un'uniforme militare.

Prese il suo borsone e salì sull'autobus che l'avrebbe portata fuori città, mettendo il suo I-Pod nelle orecchie e, diversi minuti dopo, arrivò a destinazione.

Camminò col borsone in spalla lungo tutto il Boulevard, sino a raggiungere una casa isolata dalle altre, a pochi metri dalla spiaggia.

Era casa sua, una bella villetta comprata online mentre era al fronte, così da assicurarsi un posto in cui vivere una volta finito il suo servizio militare ed invece i suoi piani erano cambiati.

Picchiò all'improvviso tre commilitoni e, senza troppi complimenti, venne congedata definitivamente e cacciata a casa.

Arrivata a casa, aprì il cancello con le chiavi, che l'agenzia immobiliare le aveva fatto recapitare al fronte tramite posta, poi la porta e la richiuse alle sue spalle, posò il borsone a terra e decise che, come prima cosa, avrebbe fatto una bella doccia e si sarebbe cambiata, visto che voleva visitare la città.

Ci mise non più di venti minuti e, quando ebbe indossato maglietta, jeans e snickers, chiuse la porta e se ne andò a passeggiare. Non aveva una meta precisa, voleva solo vedere la città.

Ma, arrivata nella zona commerciale, un uomo la urtò "Al ladro!!" Sentì gridare e, quasi inconsciamente, come se il suo corpo si fosse mosso da solo, iniziò a seguirlo.

Lo raggiunse e lo placcò da dietro, finendo entrambi a terra "E tu chi sei, stronza?" Chiese, senza ricevere risposta "Vediamo se così parli." Disse, prendendo un coltello dalla tasca posteriore dei jeans.

La castana non pareva affatto spaventata e, dopo avergli bloccato il braccio ed averlo disarmato, lo colpì con un pugno allo stomaco ed uno al viso, facendolo cadere a terra e si sedette su di lui, pronta a colpirlo, con alcuni passanti fermatisi a guardare o riprendere la scena "Ferma, Polizia!" Gridò autorevole una ragazza alta, dai lunghi capelli mori e gli occhi scuri, puntandole una pistola.

La poliziotta e due colleghe sopraggiunte glielo intimarono ancora, ma fu tutto inutile, in quanto la castana colpì il tizio altre due volte, con rabbia "Lascialo andare o sparo!" Intimò un'altra poliziotta dai capelli biondi lunghi fin sopra le spalle e gli occhi azzurri.

Arrivò poi la ragazza derubata, che s'avvicinò alla poliziotta mora "Aspetta, Jane! Non sparatele..."

"Maura! Dovresti essere al lavoro..."

"Pausa pranzo, ma non è questo il punto." Riprese la bionda dagli occhi verdi "È malata, non sta bene... Vedi?"

Jane e le due colleghe abbassarono la rispettiva arma, chiedendo poi ai curiosi di allontanarsi "Come fai a dirlo?"

"I suoi occhi... Sono vuoti ed inespressivi. Lei è qui, ma la sua mente è altrove. Insomma... Il suo IO è stato compromesso, si può dire." Cercò di spiegare in parole semplici.

"Maura, che diavolo stai dicendo?"

"Che dovresti arrestare lui e chiamare un'ambulanza per lei!"

Fu la poliziotta castana a chiamare l'ambulanza, mentre Maura s'avvicinò con cautela alla castana, che aveva tirato un altro pugno al tizio "Stai attenta, potrebbe colpirti..."

Maura si inginocchiò accanto alla ragazza "Ciao! Io sono Maura Isles, una dottoressa... Grazie per aver recuperato la mia borsetta! Ma... Che ne diresti di venire con me in ospedale e lasciare che la Detective Rizzoli arresti questo delinquente?"

Dopo pochi minuti la castana guardò Maura, che le sorrise e poi si scansò dal tipo, che la poliziotta bionda ammanettò e portò via "Brava, Maura." Disse Jane "Ma dovrò parlare con lei."

"Sarà difficile... Ti farò sapere." Rispose mentre arrivava l'ambulanza "Vieni... Ti farò delle analisi e tutti gli esami del caso per vedere cos'hai. Che ne dici? Voglio solo aiutarti."

La ragazza guardò Maura e la seguì, senza proferire parola, salendo con lei sull'ambulanza "Eva, vai con loro e tieni d'occhio quella ragazza!" Disse Jane.

"D'accordo!" Rispose Eva, la poliziotta castana, facendo cenno al Paramedico di aspettarla e salì in ambulanza con loro, sorridendo alla castana e salutandola.

Eva notò subito che Maura non toccava la giovane e questo le fece venire un sospetto, ma non disse nulla, perché ben sapeva che Maura amava le teorie basate su risultati scientifici o da essi confermate e non quelle campate per aria.

  
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