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Autore: books_violin_of_a_fangirl    16/06/2017    1 recensioni
Beatrice é una violinista. Si trasferisce in America, luogo protagonista da sempre dei suoi sogni. Qui conoscerà l'amore, le nuove amicizie e nuove persone che segneranno il corso della sua vita. Ma come finirà la sua storia?
Genere: Comico, Generale, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Beatrice guardò il ragazzo con stupore mentre lui ricambiava con un sorriso sghembo. «Tu?!» Fu l'unica parola che riuscì a pronunciare. «Senti mi dispiace tanto per stamattina, sul serio. Comunque io sono William». «Vabbè senti, non ti preoccupare... Abbiamo due mesi per provare e non abbiamo il tempo per certe scemenze... Beatrice, mi chiamo Beatrice» Rispose timidamente ma con decisione: Quel ragazzo non la ispirava tanto. «Non mi sembri di qua, da dove vieni?». «Sono italiana». «Vedo che abbiamo evitato il noiosissimo momento delle presentazioni, ringraziamo il cielo. Ora, Anderson al pianoforte, e tu, De Martini, al violino. Forza!» Fu Mr. Schimdt a parlare, il maestro di composizione; Era lui ad occuparsi di manifestazioni di questo tipo. Beatrice aveva un po' di difficoltà a capire cosa diceva, a causa del suo forte accento: Il signor Schimdt era tedesco e, anche se lei adorava il tedesco, non aveva un inglese comprensibile per un'italiana che non parlava quella lingua. William si sedette e si girò a guardarla e lei non poté fare a meno di pensare quanto fosse bello mentre si sentiva brutta accanto a lui, ma non le importava: Era troppo orgogliosa per sentirsi diversa da una persona solo perché quella era più bella di lei. La lezione passò velocemente: William si dimostrò davvero gentile ed era sorprendentemente simpatico; era comunque l'apparenza, visto che non lo conosceva. Beatrice aveva sempre pensato che più le persone erano belle, più erano antipatiche. Stava per uscire quando sentí qualcuno chiamarla. Era Will. «Hey, posso chiederti una cosa?». «Certo!» «Hai già visitato Central Park?». «Ehm, no. Non ho avuto tempo... Tra il trasloco e le lezioni...» «Andiamo, ti ci porto io!» «No Will, Non voglio fare la rovina-fidanzati» «Ma non é niente di che... Solo un gelato...» «Per questa volta non può essere... Hai una ragazza e io ho un impegno. Scusami... Ci vediamo domani?» «Si. Buona giornata allora... Ma la prossima volta non accetterò un no come risposta...» Disse sorridendo e Beatrice sorrise a sua volta. Era vero: Aveva un impegno. Un'amica sua e di Tessa, Anne, si doveva sposare. Si erano conosciute circa cinque anni prima. Anne, come Tessa, studiava pianoforte ed era venuta a fare l'Erasmus a Roma. Si erano conosciute durante l'ora di "Musica d'orchestra". Bea e Tessa avevano aiutato Anne a trovare un affitto economico e a studiare l'italiano. Così quando cinque mesi prima, le due italiane avevano comunicato all'amica americana che si sarebbero trasferite, Anne ricambiò loro il favore. Beatrice faceva da damigella alla ragazza insieme a Tessa. Dovevano scegliere il vestito. L'appuntamento era alle quattro. Uscirono dal negozio di vestiti circa tre ore dopo: Anne era una ragazza molto estroversa, con dei gusti un po' stravaganti. Aveva preso un vestito in stile principesco (Bea li odiava: Vedeva le sposine come le torte nuziali) e per le damigelle aveva scelto un vestito che arrivava sopra il ginocchio, di colore rosa antico ed esageratamente pomposo -almeno per i suoi gusti - Era orribile! La giornata trascorse velocemente, così come le settimane che, in tempo di niente, portarono al matrimonio. Beatrice iniziò a prepararsi alle sette. I capelli erano acconciati in modo semplice: Le ciocche di davanti erano state legate dietro, come se fossero una codina, con un nastrino e le punte erano state arricciate. Cercava di essere il più semplice possibile, in modo da equilibrare col vestito. Si era truccata leggermente: L'eyeliner nero definiva l'ombretto color carne che era stato sfumato verso l'esterno della palpebra con un ombretto più scuro. Una volta finito, si sentiva soddisfatta: era riuscita nel suo intento. Si guardò un'ultima volta: I capelli erano a posto, stessa cosa il trucco (aveva messo anche il fard rosso e il rossetto rosa antico) e in più si ricredette sul vestito dal momento che la scollatura a cuore, senza bretelline, in fin dei conti non era così male, così come la parte della gonna (nonostante fosse piena di voilà [scusate ma non so come si scrive]). E poi c'erano le sue scarpe: I tacchi! Quanto odiava i tacchi? Se poi erano a spillo! Erano dello stesso colore del vestito e la facevano sembrare stangona! Ma era necessario metterli anche se in macchina teneva un paio di ballerine nere a parte. Erano già le dieci e si avviò verso casa della sposa con Tessa, vestita in modo simile a lei. La funzione comincio verso l'una. La chiesa era gremita di gente: La maggior parte erano studenti della loro stessa scuola, per cui Giulia e Tessa conoscevano qualcuno di vista. Rassicurarono un'ultima volta la sposa e si avviarono lentamente verso l'altare. Si sentiva imbarazzata... Verso le due erano già al ristorante, o meglio, nel "cortile" adibito a celebrazioni di questo tipo. Era il 15 di Dicembre e si congelava, e lei si chiedeva se con questo tempo era proprio necessario stare là fuori. Stava ritornando dal bagno quando fu chiamata da Will. «Bea, ciao!» Era con lo smoking e toglieva il fiato (che già mancava a causa della bassa temperatura, infatti iniziò a tossire come un'imbecille) «Ciao W-Will!» Disse tossendo «Anche tu qui?» «Anne era una mia compagna di corso... Comunque sei molto bella!» Molto bella?! Ma se si sentiva un ippopotamo sui trampoli! Non sapeva camminare con i tacchi, continuava a tossire e in più aveva un vestito delle stesse dimensioni di un campo da football! Nonostante questo, lo ringraziò timidamente. Gli si avvicinò una bionda. Era carina: Occhi verdi, capelli ricci, magrolina e minuta. «Amore, chi é questa?» Ovviamente, come tutte le bamboline sdolcinate, a Beatrice la tipa non calava giù! E poi "questa"?! E che é una camionista alle prese con il bon-ton?! Will, leggermente arrossito, rispose con le presentazioni: «Jessica, questa é Beatrice, la violinista di cui ti ho parlato. Beatrice, questa é Jessica, la mia ragazza» Con la sua vocina stridula, la biondina rispose «Ah... Ma quindi saresti tu la "migliore violinista per un concerto come quello"? Ma in teoria, non dovrebbero prendere persone con un po' di stile e, magari, di bellezza? O, quantomeno, ragazze ne capiscano di moda, visti che dovrebbero suonare in pubblico... Ah, comunque io suono il flauto traverso!» Bea aveva un carattere esigente: Era dolce ma competitiva, sempre allegra e scherzosa (chiedetelo a quella povera Tessa) ma orgogliosa, ma soprattutto era intelligente e non sopportava certe provocazioni, nonostante il pensiero della gente non le importasse affatto! Rispose quindi: «Ma una volta, chi suonava uno strumento non doveva avere un briciolo di cervello? Evidentemente prendono anche le oche... E comunque, mia cara, hai tutto il trucco sbavato!» e guardando Will riprese «scusami William, devo andare da Anne» e detto questo si voltò e se ne andò soddisfatta.
   
 
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