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Autore: sarakoala    16/06/2017    0 recensioni
Personaggi del gruppo di role werewolf's shadow 2.0 ambientato nella città di Rookbow, città dei dannati.
Personaggi usati:Sara maga ordinaria che utilizza la magia del solid script
The Big Black Boss mago che usa la magia delle ombre e degli heartless, soprannominato the big black boss, è uno dei criminali d'elite della città.
Le parole di Daimonas risuonarono nella mente della ragazza, per arrivare in quel luogo erano saliti su una sfarzosissima limousine e lui le aveva chiesto "Perché uno dovrebbe fare tutto questo?A me sembra inutile."
-Come fai a dire che tutto questo non è inutile?-
Lo sguardo di Sara ora era diverso, c'era molta tristezza e malinconia e questo l'uomo lo notò e ne fu sorpreso.
-E' ciò che ho scelto, è ciò che voglio.-
Genere: Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Come aveva fatto a ritrovarsi così velocemente tra le sue grinfie, era capitato tutto talmente velocemente che la ragazza non aveva avuto il tempo di rendersene conto.
Era la prima missione che attuava come Master della gilda assieme ad Astral, Lacie e Daimonas, non come semplice criminale, ed aveva voluto cominciare con qualcosa di grande che avrebbe mostrato a tutti di cosa era capace la Werewolf's Shadow.
Per questo si era subito diretta nella stanza della gilda adibita alle richieste speciali, in cui i committenti si mostravano richiedendo particolari abilità e compiti, l'uomo che avevano trovato aveva chiesto loro di raccogliere determinate informazioni e distruggere tutto ciò che il suo nemico aveva creato.
Per farlo i quattro si erano infiltrati nel night club del nemico ispezionando ogni stanza, per non dare nell'occhio il committente aveva offerto a tutti abiti adatti per non dare nell'occhio, tutti infatti avevano succinti abiti da donna e sfarzosi gioielli.
Lei aveva scelto un abito nero, molto lungo con una notevole spaccatura al fianco, senza spalline e con una cintura ai fianchi, come gioielli aveva semplicemente messo una collana di diamanti.
Avevano controllato vari piani di quell'ampio edificio trovando molte informazioni ma ad un tratto l'attenzione di tutti venne attirata da qualcuno che non avrebbero dovuto vedere.
Dei nemici a loro ben noti che avrebbero messo a rischio l'intera operazione, dopo averli incrociati erano stati in grado di non destare troppi sospetti ma poi si erano divisi, ed era stato in quel momento che lui l'aveva presa.
Era impossibile per Sara non riconoscere quella presa forte e violenta sulle sue braccia, il cuore l'aveva capito molto prima della sua mente però.
L'uomo l'aveva trascinata in mezzo alla folla muovendosi come un'ombra silenziosa, portandola con sé era poi entrato in una stanza in cui erano completamente soli.
Il pavimento rosso aveva al centro un ampio tappeto viola, al centro della stanza un letto sfatto con varie maniglie ai bracci e con le coperte sporche di sangue. C'era una finestra che mostrava la città ma era in parte coperta da delle tende viola.
La luce soffusa dava alla stanza un'aura romantica e sensuale.
Non appena l'uomo lasciò il braccio di Sara lei si appoggiò alla porta, che era stata chiusa a chiave da lui stesso.
Nemmeno in una situazione simile si risparmiava, se la voleva doveva averlo non importava quanto quel luogo fosse disgustoso.
Non voleva nemmeno vederlo...
Lui però si avvicinò lentamente a lei, posando la mano sul suo mento e costringendolo a guardarla, quanto poteva odiare quel viso perfetto?
Quanto poteva odiare quegli splendidi occhi bluastri dentro cui non si vedeva la minima luce, cosparsi da orrendi tenebre, capaci d'incutere timore e disperazione ma allo stesso tempo d'incantare. Al loro interno si era persa chissà quante volte, come si era persa nel sapore di quelle labbra che altrettante volte l'avevano ferita mordendola mischiando il sapore del sangue al loro.
Non c'era la minima imperfezione in quel viso freddo come il ghiaccio.
-Non mi sarei mai aspettato di trovarti qui.-
La sua voce le fece venire i brividi, perché doveva essere così debole?
-Ti preoccupa possa disturbarti di fronte alle tue puttane?-
Rispose lei sorridendo altrettanto freddamente, non aveva problemi a tenergli testa, qualsiasi cosa avrebbe fatto non gli sarebbe importati, si trovava anche lui in quel night club quindi era ovvio pensare a cosa ci facesse. Avrebbe tanto voluto che non le importasse eppure quella cosa l'aveva ferita, si odiava ed odiava lui anche per questo.
Nonostante tutto lei l'amava, erano passati più di cinque anni dal loro primo incontro ma nulla era cambiato in lei.
-Lo sai che non ho altre all'infuori di te. Se sono qui è per ben altri motivi, li hai visti anche tu no?Gli altri boss. Questo luogo non da nell'occhio e, come sicuramente saprai, ci sono delle stanze per delle riunioni per chi è al potere. Perché sarebbe stato costruito in questo modo questo posto squallido. E se tu ti trovi qui con loro è certamente per una missione.-
Quelle parole tolsero una parte della rabbia dal suo cuore, ma non intendeva mostrarglielo, continuava a sorridergli in maniera beffarda.
Ci fu un lungo silenzio tra i due, l'uomo sapeva bene a cosa si riferiva ma ancora non l'aveva toccata, tutto ciò la stava rendendo inquieta.
-Ciò che facciamo insieme è speciale, non intendo farlo in un luogo così abbietto. E' importante per me...-
-Allora perché mi hai portata qui?-
Rispose lei distogliendo a fatica lo sguardo, per quanto lottasse le parole che uscivano dalle sue labbra la incantavano sempre.
-Volevo vederti.-
-Potevi farlo anche da lontano.-
-Ma non è la stessa cosa. Non posso sentire il tuo profumo inebriante, non posso toccare la tua pelle, non posso saggiare il tuo intero essere. E questo non mi basta.-
-Non ti accontenti mai...-
Rispose la ragazza ora imbarazzata, lui sapeva bene quali erano le parole che servivano per incantarla, lui rispose con un sorriso divertito.
-Non sarei dove sono se mi fossi accontentato.-
Le parole di Daimonas risuonarono nella mente della ragazza, per arrivare in quel luogo erano saliti su una sfarzosissima limousine e lui le aveva chiesto "Perché uno dovrebbe fare tutto questo?A me sembra inutile."
-Come fai a dire che tutto questo non è inutile?-
Lo sguardo di Sara ora era diverso, c'era molta tristezza e malinconia e questo l'uomo lo notò e ne fu sorpreso.
-E' ciò che ho scelto, è ciò che voglio.-
-Tutto il nostro mondo si basa su beni materiali, tu hai tutto ma...-
-Ma cosa?Credi che non sia abbastanza?Non mischiarmi a feccia che non è in grado di ottenere ciò che gli spetta!-
Disse lui stavolta con un gelo nella voce, non capitava spesso si rivolgesse così a lei ma in quel momento, anche solo per un istante, aveva ricordato il passato.
-Non ho detto questo S...-
-Non pronunciare quel nome!-
Stavolta il suo tono era stato molto più aggressivo ed aveva perfino perso la calma che caratterizzava il suo viso, ora era una pura maschera di rabbia ed aveva perfino colpito la porta accanto alla testa di Sara, lei però non aveva battuto ciglio rimanendo perfettamente immobile.
Nella mente dell'uomo passarono vari istanti della propria vita, la sua infanzia, il momento in cui aveva cambiato tutto, il giorno in cui l'aveva incontrata, i piani per farla innamorare e tenerla per sempre tra le sue mani, quei giorni in cui avevano condiviso tutto fingendo non ci fossero altre cose da ottenere dalla vita, tutte le carezze, il giorno in cui lei aveva visto per la prima volta il suo volto, gli omicidi che aveva compiuto, i corpi dei suoi nemici dilaniati nel sangue, tutto ciò che aveva ottenuto calpestando il mondo intero.
Perché doveva fargli rivivere ogni dettaglio?
Per calmarsi l'uomo si allontanò sistemandosi davanti alla finestra, ammirando l'oscurità che avvolgeva la città, riottenendo così la sua solita calma.
La ragazza lo osservò da lontano, erano pochi ormai i momenti in cui lo vedeva così, in cui tutto l'odio quasi passava, in silenzio si avvicinò accostandosi al suo fianco.
-Non intendo rivivere il passato, solo perché ne sei a conoscenza non significa puoi parlane Sara. E' una cosa che non deve esistere e che non fa parte di me.-
-Menti a te stesso, come hai fatto con me...-
-Non ti saresti mai avvicinata se avessi saputo la verità.-
Rispose lui voltandosi e sorridendole, afferrandole la vita attirandola ancora di più a sé, lei non si oppose appoggiando le mani sul suo petto.
-Eppure sono qui. Hai finto di essere una persona diversa, di non avere quasi nulla a che fare con la criminalità, di essere uno come tanti, appena sono caduta nella tua trappola hai distrutto tutto ciò che mi circondava...-
-Non potevo perderti.-
Rispose lui semplicemente mentre la ragazza ricordava il dolore di quei giorni.
-Ti volevo con me.-
-Anche allora avevi ormai già tutto.-
-Ma avevo bisogno di avere te.-
-E ne hai bisogno anche ora?-
-Non è evidente?-
L'uomo appoggiò la testa sulla spalla di lei, abbracciandola semplicemente, era tutto così innocente...
-Ho costruito un'intera vita, ho creato un nome che la gente non potrà cancellare.
-The Big Black Boss...-
-Tu sei tra le uniche due persone che conoscono il mio passato, ma non fa parte di me, non più.-
La ragazza lo abbracciò a sua volta sorridendo.
-Non è triste avere tutto ma essere vuoti dentro?-
-E' per questo che ti ho al mio fianco.-
-Hai distrutto la tua vita ottenendone un'altra, come fai a dire che ne sia valsa la pena?-
-E' questo ciò che voglio. Per quanto sia una strada lastricata di cadaveri e sangue io ho te. Non importa quanto le tenebre che mi circondano siano oscure e gelide. E' per questo che ti ho allontanata da tutti.-
-E non hai pensato a come potevo stare io?-
-Si, ma senza di te non potevo continuare, sarei semplicemente diventato una bestia sanguinosa che si sarebbe autodistrutto. Non posso sopportare l'idea che tu abbia un altro e che se scomparissi tu potresti avere un'altra vita, questo mi impedisce di morire.-
-Rinchiudendomi in una gabbia.-
-Ti posso dare tutto di questo mondo, ma devi essere soltanto mia.-
-E come posso sapere che tu non abbia altre?-
-Perché anche io sono nella gabbia con te.-
Per tutto il tempo non aveva mai smesso d'abbracciarla, era l'unica ancora che gli impediva di rivedere il passato.
Da sempre aveva odiato la sua misera vita, troppo povero per qualsiasi cosa aveva dovuto sopportare la fame e la povertà per tutta la sua infanzia, vedendo a pochi passi da lui un mondo completamente opposto. Odiava tutto di sé e della sua vita...per questo aveva ucciso i suoi genitori, l'avevano fatto nascere in quelle condizioni così misere offrendogli una vita altrettanto misera, dovevano pagare, era stata tutta colpa loro.
In seguito aveva iniziato a costruire il suo impero, ingannando, uccidendo ed ottenendo così tutto ciò che desiderava. Quella smania di potere lo portava ad essere incauto più del dovuto.
Poi come se nulla fosse un giorno l'aveva incontrata e l'aveva desiderata.
Non era stato un semplice desiderio carnale, era qualcosa di molto più profondo, da quel giorno la sua vita si era divisa tra le bugie che le raccontava facendogli credere di essere un bravo ragazzo ed i momenti in cui portava avanti il suo dominio.
Era riuscito a legarla a lui indissolubilmente ed in seguito per esser certo di non perderla aveva ucciso chiunque avesse un contatto con lei, che fossero uomini o donne non dovevano portargliela via. Aveva iniziato ad essere sempre più freddo e calcolatore per evitare che capitasse e questo era accaduto anche nel suo lavoro, era diventato un essere invincibile. Ma con il potere era cresciuto anche il numero dei nemici, non poteva mostrare alcuna debolezza e soprattutto non poteva mostrare ciò che provava per lei o le avrebbero fatto del male. Per questo ogni volta la rapiva e le lasciava dei profondi lividi, voleva credessero si trattasse solo di un gioco, per confonderli aveva rapito altre ragazze ma le aveva semplicemente uccise e nient'altro.
La solitudine che aveva provato così tante volte era sparita con lei, come poteva farne a meno?
La mano di lei lo riportò al presente, tutto ciò che desiderava era stare lì, al potere e con lei tra le mani che dolcemente gli accarezzava la schiena.
Anche se le aveva mentito non aveva nascosto totalmente ciò che era, ed ormai lei sapeva tutto di lui.
-Non andare via Sara...-
Era completamente pazzo e pericoloso, ma ormai lei non aveva più via di scampo da molto tempo, ogni volta riusciva a farla tornare indietro con gesti che solo loro conoscevano.
-Non lo farò.-
   
 
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