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Autore: ffancy    17/06/2017    2 recensioni
Una raccolta di brevi storie (300 parole) sulle coppie della mitologia greca in chiave moderna.
aestethic!AU
Scrivetemi sette parole chiave e un pairing e io vi scrivo una storia.
I - Ade/Persefone: converse rosa, biglietti, auto nere sportive, la nebbia di novembre, Rimbaud, il lucidalabbra alla ciliegia, solitudine.
II - Efesto/Afrodite
III - Zeus/Era
IV - Ares/Artemide
V - Dioniso/Arianna
VI - Amore/Psiche
(commentate e scrivetemi per nuovi prompt!)
Genere: Dark, Romantico, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash
Note: AU, OOC | Avvertimenti: nessuno
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Dioniso/Arianna | 415 parole | aesthetic!AU

pigiama party, lacrime, Caribbean Nightmare, coccole, rock ‘n roll, inizio, fiducia

 

Davvero non posso crederci, le avevano detto le sue amiche, quando aveva raccontato loro di Teseo. E dire che ha rinunciato a tutto per te; sembrava un ragazzo così gentile.

Arianna, che veniva da una famiglia ricca di banchieri dove la crudeltà si celava dietro la gentilezza, non aveva osato ribattere.

Aveva resistito stoicamente a tutto, dagli sbaciucchiamenti fra Danny e Sandy di Grease, alle canzoni di Shawn Mendes – ma quando erano passate ad obbligo o verità non aveva più resistito.

« Racconta del tuo ultimo bacio, » le avevano chiesto, e Arianna, col suo stupido pigiama addosso, si era chiusa in bagno ed era scoppiata a piangere.

Si era addormentata qualche ora dopo, con la testa appoggiata al lavandino - e si era svegliata soltanto al suono di una voce tiepida, melodiosa, che sapeva di cocco e di rum e chiamava il suo nome. Dioniso indossava una giacca di pelle, aveva i capelli spettinati e le guance rosse; « Da quando le amiche mia sorella dormono nel bagno? », aveva chiesto.

« Da quando è finita con Teseo. Sei tornato adesso? »

« Ero a una festa. Non hai idea di quanti Caribbean Night abbia ingurgitato, potrei vomitarti addosso. »

Arianna, che da bambina era stata innamorata di Dioniso, arrossì un poco volgendo lo sguardo al soffitto: « Non ci provare neanche, cretino. Di chi era la festa? »

« Un amico. Io – non sopporto di vederti così. Saresti dovuta venire anche tu, questa sera: c’era tutto quello che una ragazza può desiderare: drink, ragazzi, rock ‘n roll. Dimenticati di quel figlio di puttana. »

C’era qualcosa di meraviglioso nell’intimità della sua voce, nella appena percettibile scoordinazione nei suoi movimenti, pensava Arianna, nelle ombre morbide che i ricci bruni gettavano sulla fronte e soprattutto nella mano che le stava tendendo, invitandola ad afferrarla.

« Neanche lo conoscevi ... »

« Conosco te, Ari. E, cazzo, sono le tre di notte: io sono ubriaco e tu sei triste, tu sei così ... ahhh, non lo so neanche ... » La guardò afferrare timidamente la sua mano e alzarsi per appiattirsi con la schiena contro il muro, timida. « Ma ti conosco da quando sei nata. Potresti fidarti di me, ogni tanto. »

Arianna appoggiò la testa sulla spalla di Dioniso, dove all’odore del rum si mischiava un odore più intimo, intenso, buono. Pensò che quell’odore era parte di lei come quello del petto di sua madre, dei capelli di suo fratello. Dioniso.

« Mi fido. »

   
 
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