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Autore: Aven90    21/06/2017    6 recensioni
Mille parole in cui cerco di spiegare che Lady Ansia e Mister Disagio sono fatti l'una per l'altra.
Genere: Comico, Demenziale, Parodia | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: Nonsense | Avvertimenti: nessuno
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PERSONAGGI

Famiglia di lei:

lei: Lady Ansia
sua madre: Wonder Patata
suo padre: Lord Sfiga

Famiglia di lui:
lui: Mister Disagio
sua madre: Lady Instabilità Emotiva
suo padre: Lord Ansia
suo fratello: Wonder Ego

 

 

C’era una volta, o meglio, c’erano una volta due famiglie che abitavano l’una molto distante all’altra, nel Paese di soli Nobili guidata dalla saggia mente di Re Abusivo, che era definito Usurpatore per motivi dimenticati, ma che però era saggio e quindi non aveva mai subito rivoluzioni.

In ogni caso, in un paese di soli nobili era tipico incontrare portantine ovunque, grandi signori trasportati da schiavi il loro unico scopo era proprio quello, e nel frattempo cantare qualche canzone per rallegrare il signore o la lady che si faceva trasportare.

Andava di moda, ma non voleva dire che tutti seguivano in maniera pedissequa questa tendenza. Anzi, Lady Ansia passeggiava fra le vie lastricate della città accompagnata dalla superba madre, Wonder Patata, la quale, robusta e fiera dalla pelle beige, camminava impettita.

“Oddio! Oddio! Oddio!”

Lady Ansia ripeteva quella parola ogni tre secondi precisi.

“Oddio, oddio, oddio”

“Allora, Lady Ansia! La finisci, che devo passeggiare per la città per poi prendere un bel caffè con il famoso ambasciatore?” la redarguì Wonder Patata, che quando camminava emanava un fortissimo odore di fritto.

“Ma… ci stanno seguendo!E se poi l’ambasciatore non viene? Eh? E se poi il caffè è freddo? Mamma, ho la tachicardia e stanotte non ho dormito pensando a TUTTO IL TEMPO se oggi mi rompevo un tacco!”

“Ma che stai dicendo!” chiese inviperita Wonder Patata alla figlia. Non era facile trattare con lei. “pensavo che per questa settimana il fondo lo avessimo toccato quando tuo padre nel portarmi la colazione a letto è inciampato sulla sua stessa ciabatta – camminava intelligentemente a piedi scalzi – e mi ha rovesciato addosso il succo di mirtillo!Il succo di mirtillo, dannazione! Non il solito caffè o tè! Dannazione!”

“Oddio, eccolo!” esclamò cambiando tutt’altro discorso Lady Ansia. “perché p seduto così? Cosa sta aspettando? Ho i capelli a posto? La mia gonna è abbastanza a paralume? Devo o no sistemarmi il corsetto?”

“Calmati, Lady Ansia”

Disse Wonder Patata, recuperando il suo aplomb per non fare brutta figura davanti all’ambasciatore, che aspettava composto sul tavolino da bar.

 Entrambe si sedettero, anche se Lady Ansia continuava a guardare a destra e a sinistra in attesa di qualcosa, poi si concentrò sull’ambasciatore, che stava dicendo qualcosa a proposito di un aperitivo, e la sua mente partì per lidi inesplorati, dove lei e lui erano soli.

“… Per questo motivo ho indossato un sacchetto sulla testa” concluse l’ambasciatore, finendo un discorso che lady Ansia non aveva sentito, intenta com’era a preparare il suo matrimonio con… “E voi dovete essere lady Ansia! Quale onore! Io sono Mister Disagio!” si presentò con un inchino e aspettò inutilmente la mano di lei per il baciamano.

Lady Ansia cominciò a sudare freddo. “Questo che vuole? Perché mi guarda? Vuole il baciamano? E se la sua bocca fosse piena di germi? E se la mia mano fosse piena di germi? Oddio, oddio”

Per superare l’empasse, Mister Disagio disse: “Volete vedere la mia collezione di farfalle?”

Sia la madre che la figlia guardarono l’ambasciatore come se fosse pazzo. Forse lo era, tuttavia Lady Ansia si innamorò perdutamente di quell’ambasciatore, che si limitò a dare un plico a Wonder Patata e andarsene, facendo svolazzare il suo mantello.

Tutta contenta, al ritorno a palazzo LadyAnsdia strepitò con suo padre, lord Sfiga.

“E dai, fammi sposare con lui! Combina un matrimonio, ti prego!”

Queste ed altre frasi utilizzava per convincere il genitore, il quale nel frattempo cercava di stare attento che non gli cadessero i lampadari in testa.

“Oh, Gesù! Non capisco come mai non ci provi tu. Cosa sei, neonata che ci devo pensare io?”

“Ma… ma…a e se poi non mi risponde? E se poi mi rifiuta? Oddio, oddio!”

///

“Padre, Madre… ho trovato la donna dei miei sogni”

La voce seriosa dell’ambasciatore echeggiò per la casa, ma nessuno lo stava ascoltando: Lord Ansia stava cercando il suo bastone da passeggio ovunque, il fratello, Wonder Ego, gli mollò molto signorilmente una pernacchia con l’ascella dicendogli “Chi se ne frega di te, sei il minore., Io invece sono il numero Uno”

“Oh, stai zitto, Wonder Ego! E Voi, Madre?“

“FIGLIO MIO SEI TORNATO VIVO!“ esclamò la madre, lady Instabilità Emotiva, abbracciandolo e  baciandolo come se fosse tornato dalla Terza Guerra dei Ventilatori, nonostante fosse finita da un paio di decenni.

“In realtà, non me ne frega niente se hai trovato la tua tipa perfetta. Adesso sparisci, mollusco” proseguì, trattandolo con assoluto distacco e freddezza.

L’ambasciatore sospirò e disse al padre “E comunque, il vostro bastone da passeggio è proprio qui, dentro il portaombrelli”

“ODDIO FINALMENTE! Temevo fosse perdto, temevo dfosse stato rapito dagli alieni! E tu, com’è che si chiama questa tua nuova fiamma?”

“Lady Ansia!”

“Si chiama come me! Solo che io sono un lord… e se poi tu scambi i nomi e non sappiamo a chi ti rivolgi? Eh, ci hai pensato? Forse no, vero, e poi…”

“BASTA! LORD ANSIA, FUORI DAL CORRIDOIO!” esclamò imperiosa Lady Instabilità Emotiva, per poi rivolgersi con voce dolcissima verso duo figlio “perdona tuo fratello, Wonder Ego, guarda come si comporta”

Lord Ego passava tutto il giorno a rimirarsi allo specchio, dicendo a se stesso quanto era bello e forte.

“Quanto sono bella da un o a… Wonder Ego?” stava dicendo.

“Il punto è che non puoi metterti con una che si chiama come tuo padre… sniff…”

 E la madre si mise a piangere rumorosamente.

Mister Disagio sospirò: forse era meglio, per lui e Lady Ansia, sposarsi in segreto, anche se non aveva idea di come avrebbe potuto fare per trovare dei testimoni credibili per le nozze.

In ogni caso, capitò che, qualche giorno dopo, lady Ansia e Mister Disagio si incontrarono per strada, in mezzo a un elevato traffico di portantini.

“Oddio sei tu!” esclamò la ragazza, sudando fredda.

“Anche tu sei tu, senza la tua croccante madre!” esclamò Mister Disagio, che con quel commento imbarazzò fortemente la sua interlocutrice.

“Mia madre non è croccante, stronzo” ribatté furibonda, per poi pentirsene subito dopo e rimanendo muta, in preda a una lotta interna, pensando se si fosse offeso oppure no, ma senza chiederglielo.

“Allora ci sposiamo?”

Lady Ansia svenne. Era davvero la donna perfetta per lui.

   
 
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