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Autore: GiadaO95fire    21/06/2017    0 recensioni
La guerra tra due potenze si combatte da secoli, chi dei due riuscirà a dominare?
Leggete se avete coraggio...
Genere: Azione, Guerra, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: Otherverse | Avvertimenti: Spoiler!
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The Assassins Il sole non era sorto, eppure l’aria era calda e secca, l’odore del mare si fondeva con quello della selva. Guardavo fuori dalla finestra quando un soldato, spalancando la porta, entrò madido di sudore balbettando qualcosa di incomprensibile, allora cercai di farlo calmare: Calma e spiegati!: e lui, riprendendo fiato, cominciò a spiegarsi meglio: Mia signora…qualcuno si è intrufolato nella torre nord, ho visto dei cadaveri sgozzati!: e io: Raduna una pattuglia qui fuori e cercate di non far arrivare qui gli intrusi, ad ogni costo!:, il soldato uscì e io corsi davanti alla sala delle riunioni. Bussai una sola volta e le porte si spalancarono, appena entrai, tutti i generali alzarono gli sguardi. Mi sentivo molto imbarazzata, presi fiato e corsi all’orecchio del generale Kainen e gli dissi cosa stava accadendo; lui si alzò e dalla sedia e invitò gli altri a seguirlo fuori dalla sala, prima che uscisse mi ordinò: Va a controllare la torre e poi avvisami. Non farti scoprire!:. Uscì e si unì agli altri generali. Senza farmi sentire, esplorai la torre con spada sguainata e attenta ad ogni minimo rumore. Il corridoio era pieno di cadaveri con arti spezzati, teste mozzate e gole tagliate; solo una volta avevo visto una cosa simile e solamente un gruppo di persone ne era capace: la setta di Rothschild. Mi girai di scatto, tornai di corsa dal generale e riferire quanto visto ma, non appena arrivai al terrazzo, trovai una scia di cadaveri. Uscii nel terrazzo e ritrovai i generali con le spade in mano, non capendo cosa succedeva mi avvicinai e chiesi: Generale cosa…:, non riuscii a nemmeno a finire la frase che una lama trapassò il petto del Generale Kainen; dopo che il corpo si accasciò, vidi il responsabile di tutto. All’improvviso sentii un dolore lancinante al fianco sinistro, sentii le gambe tremare e cedere. Non riuscivo più a muovere un muscolo, con lo sguardo intravidi il coltello che mi aveva provocato un semplice graffietto. Riconobbi l’impugnatura bianca con scritte color oro e il marchio inconfondibile che non potrò mai dimenticare. Vidi l’intera carneficina davanti ai miei occhi e io, non potei fare nulla per fermarlo, potevo solo guardare impotente. Si muoveva talmente veloce che nemmeno 8 generali esperti, poterono nulla contro quella furia. Non appena li uccise tutti, si girò verso di me e dopo essersi avvicinato, adoperò la sua lama nascosta e me la puntò alla gola. Presi fiato e chiesi: Cosa ci fai tu qui? Sei venuto per finire il tuo lavoro assassino?: lui rispose: Non ancora, cerco informazioni sui traffici illegali di Jirwol. Sono venuto per trovare risposte!: e io: Quindi fai una carneficina delle persone che le hanno!:; d’un tratto il suo viso fu ad un pelo dal mio e, per qualche strana ragione, il mio cuore prese a battere più rapidamente. Due uomini incappucciati entrarono e uno di loro chiese in tono scocciato: Hai finito? Non siamo qui per divertirci!: e l’assassino: Beh avete lasciato il lavoro a me, mentre voi stavate seduti a guardare dalla torre!: e l’altro: Noi abbiamo tolto di mezzo tutti gli altri della roccaforte, tu solo 4 gatti in una stanza!: e l’assassino: Non cominciare, forza torniamo a Chisleb!:. I due avvicinandosi, mi sollevarono da terra e l’assassino aggiunse prima di essere trascinata via: E comunque, so chi può darmi le risposte che voglio!:; il suo sguardo era fisso su di me, il significato delle sue parole era lampante. Nemmeno dopo un’ora il veleno accennava a diminuirne l’effetto, il dolore al fianco almeno era diminuito grazie ad una fasciatura, intinta di una strana e viscida sostanza verde. L’unica cosa che mi faceva compagnia, era la luce della luna che penetrava da un oblò e illuminava la cella in cui ero, su una nave diretta a Chisleb, non per mia spontanea volontà. Passarono un paio di notti e finalmente riuscii a potermi muovere, anche se le corde limitavano i miei movimenti; a rovinare quel momento di ritrovato sollievo, ci pensò il cigolio della porta. Con fare misterioso e guardingo entrò il mio aguzzino personale, la sua faccia era coperta dal cappuccio, come la prima volta che lo vidi. Mi era sempre rimasto in mente, la sua più totale assenza di pietà e perdono. Cominciò ad andare avanti e indietro per la stanza giocherellando con un coltello, credo che volesse delle risposte ma lui non pronunciava parola, allora decisi io di parlare: Sai bene che non ti dirò nulla assassino! Puoi torturarmi quanto ti pare e piace, ma non mi caverai parola…:, in lampo mi puntò il coltello alla gola e di nuovo, il suo viso fu ad fiato dal mio, in quel momento vidi i suoi occhi blu come il mare e uno sguardo di chi ne ha passate tante. Quasi non sembrava l’uomo che avevo visto fare una strage qualche giorno prima. Lui disse con tutta la calma del mondo: Tu non immagini nemmeno tutti i trucchi che conosco per farti parlare, senza far uscire una goccia di sangue!:, dopo quelle parole non riuscii più a fiatare, la sua minaccia era reale. Sentii sormontare la paura dentro di me e credo che lui se ne accorse, allora disse: Brava hai capito!:, mi accarezzo la guancia con il coltello e continuò: Bene, iniziamo allora! Ho saputo che sono partite delle navi verso Chisleb, voglio sapere cosa trasportano!:, avevo ancora una paura folle, ma fortunatamente qualcuno aprì la porta, prima che potessi svuotare il sacco; era un altro assassino che annunciò: Abbiamo appena attraccato al porto!:. Il mio aguzzino si alzò e disse: Bene, allora scendiamo! Me ne occupo io di lei!:, per un istante potei rilassarmi ma, la mia solita sfortuna era sempre con me. Fin da quando misi piede sul molo, l’assassino continuava con gli spintoni, cercai di dire: E se mi mettessi a gridare?: e lui: Nessuno farebbe niente, la gente è abituata a vedere uno schiavo maltrattato!:; un paio di volte inciampai e caddi a terra, mentre la gente intorno guardava indifferente. Quello che aveva detto era vero, nessuno faceva niente oppure faceva finta di niente, pensavo che con il governo templare le cose sarebbero andate meglio di come erano, ma a prima vista sembrava che fosse peggiorato. Mi sentii peggio di una cane bastonato, come poteva il gran maestro lasciare che succedesse una cosa del genere ancora. Nel mentre che camminavamo, un gruppo di uomini ci circondò, uno di loro chiese: Qui non passa nessuno, togli quel cappuccio e fatti vedere!: e l’assassino: Qui sotto non vi è nulla se non un vecchio assassino!:, l’uomo parve calmarsi e disse: Mi chiamo Lion signore!: e l’assassino: Lion, spero ti sia arrivato il messaggio!: e lui: Certo, chiedo scusa per questa accoglienza ma, con i templari non possiamo stare tranquilli! Posso sapere chi è la ragazza?: e l’assassino: Lei era l’amante di Samuel Frenney!:, lo guardai storto e gli risposi: Non sminuirmi assassino, anche io sono un templare!: e lui: E un fardello, vorrei fare un giro per controllare!: e Lion: In tal caso noi possiamo aiutarti, la porteremo nel nostro nascondiglio!: e l’assassino: Bene, ve l’affido a voi!:. Due uomini mi presero dalle braccia e mi trascinarono via. Passarono due ore e ancora non ero riuscita a liberarmi dalle corde, dato che ero costantemente controllata da Lion e i suoi compagni; pensandoci, era la seconda volta che mi catturava l’assassino ma, questa volta, la questione era più seria e non ero sicura delle risposte che volesse. Da una apertura del soffitto, senza accorgermene, scese l’assassino alle mie spalle e proprio in quel momento, riuscii ad allentare le corde; lui con non curanza, mise le mani nelle corde e stringendole, mi fece prendere un colpo. Lui mi tappò la bocca e mi disse all’orecchio: Volevi andare da qualche parte?!:, il mio cuore batteva all’impazzata, il suo respiro nella mia pelle mi fece venire i brividi. L’assassino mi tolse la mano dalla bocca e disse a Lion: Questa città è deserta!: e Lion: Si, per colpa di questi maledetti templari, la gente ha paura ad uscire in strada!: e l’assassino: Non mi sorprende che abbiano paura! Sai qualcosa riguardo alle navi templari che sono arrivate in questo porto?: e lui: Mi spiace signore, nessuno sa cosa trasportassero, non era permesso a nessuno avvicinarsi!:, allora l’assassino si rivolse a me: Milain, tu sai cosa trasportavano?: e io: Certo, trasportavano tuniche templari!: e lui: Quindi stai dicendo che non ne hai idea nemmeno tu! Immaginavo che non ti avessero detto nulla a riguardo!: e io: Ma dai, non starai giocando la carta del “Non ti dicono nulla perché non sei importante”, beh con me non funziona! Meglio se cerchi qualche altra strategia!: e lui: Allora non ti dispiace dirmi la verità! Cosa trasportavano?: e io: Cosa vuoi che ne sappia?!: e lui: Hai desiderio di farti male, non è vero? Ti accontenterò più tardi se vuoi!:, Lion si intromise e disse: Signore, forse potreste cercare risposte al castello!:
   
 
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