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Autore: Debbie_93    24/06/2017    0 recensioni
Fotografie di vecchi edifici al buio, piscine abbandonate, abitazioni in fiamme e in tutte quelle foto lui c'è.
Sono stato qui scrive sul retro di ognuna.
Genere: Dark, Mistero, Sovrannaturale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Piccoli demoni dagli occhi cavi, la pelle bianca mi fissavano. Il loro sguardo penetrava la mia anima, riducendola in pezzi. Lentamente le loro mani si avvicinavano a me, al mio corpo sepolto dalle ceneri di un giorno senza tempo.
Indossavano vestiti rosso cresimi, lasciando intravedere le loro unghie affilate. Attenti erano ai miei pensieri, delicati i loro respiri sulla mia pelle. Mi trascinarono giù nel pozzo della solitudine, a cibare i loro animali dai denti affilati e la carne lacerata. Nel buio trascinavano lunghe catene arrugginite e pesanti, strisciando sotto la terra.
Il silenzio gli accompagnava nelle notti d'estate, sotto la pioggia battente di un temporale. Attendere e sanguinare, sperare e soffrire senza nessuna via di fuga.
Il suono di un vecchio carillon posto su un sedia circolare dalla stoffa consumata e strappata. A terra una catena con chiodi appuntiti. Poco più avanti un tavolo, anch'esso circolare con dipinto sopra una spirale a due colori: rossa e nera. Ruotava in continuazione in senso antiorario, producendo cigolii fastidiosi, che facevano eco nella piccola stanza: tappezzata di pelli di animali ormai vecchie. Sul tavolo erano poste delle vecchie sbiadite tazzine da the.
Tutto era illuminato da una luce rossastra da una piccola lampadina sopra i miei occhi. Nessun urlo, nessun altro a parte me e la collezione di bambole in ceramica che mi fissavano da un ripiano dall'altra parte della stanza. Il loro silenzio fendeva l'aria come un coltello a doppio taglio, solo alcuni sussurri ne distorcevano l'armonia.
Alcune scritte ricordavano alle anime perdute: la via del non ritorno. Le immagini di giovani donne impicchiate ad alberi morenti, il lamento di streghe bruciate sul rogo, gli occhi cavi di bambini seppelliti da tempo e uomini violenti con il sangue imbrattato sulle mani.
Il cuore si ferma, il respiro accelera e la speranza è una coperta che scivola via dalla pelle rovente. Percependo solo il nulla in quella stanza in compagnia delle proprie paure. Quando ti sta osservando, i nervi si tendono e ogni cosa diviene reale.
Lascia solo che non arrivi alla tua anima, che sta gridando pietà. Respira e guarda oltre, i denti affilati non arriveranno alla tua mente e ciò che conosci diverrà solo prova che tutto questo esiste. La sua lingua tagliente non è nulla in confronto alla solitudine di un corpo freddo, a una notte senza luna.
Un bicchiere d'acqua, un piatto con all'interno del pane. La fame è solo una sensazione come l'inquietudine e la paranoia. La calma resta al suo posto, mentre il suo respiro spacca in due la mente. Sussurra ancora parole incomprensibili, si nasconde nel buio.
La luce rossa illumina i suoi occhi scavati, bianchi da pupille nere e iridi rosse. Le sue mani si fanno strada nella luce. Urla, lamenti, sussurri, ruggiti e ossa che si spezzano si nascondono alla sua ombra.
Il sapore del sangue, del ferro e del sale alla bocca. Vedo solo questo, mentre una goccia d'acqua bagna la mia guancia facendola assomigliare ad una lacrima.
I miei occhi sono fissi nei suoi, e non me ne posso staccare: sono come una calamita che mi attrae verso di lui al suo richiamo. Fotografie di vecchi edifici al buio, piscine abbandonate, abitazioni in fiamme e in tutte quelle foto lui c'è.
Sono stato qui scrive sul retro di ognuna.
Lo stomaco si contorce, il cuore sobbalza, mentre ride e prende la mia ombra trascinandola verso di sé. Il buio m'inghiotte in un rumoroso e freddo tunnel fatto di incubi e paure. Mi guardo attorno, nulla si distingue. Mi trascina ancora sempre più a fondo, ma della mia voce non sento nulla. Piccoli fuochi s'intravedono e altri come lui preparano al calore della brace catene roventi. Le domande non hanno risposta, quando la vita finisce un'altra si fa avanti. Lui si ferma, mi osserva e non riesco a capire che cosa vuole da me.
Il suo viso è nero e risaltano solo quegli occhi magnetici colmi d'orrore. Un suono animalesco si fa strada fra il buio, sussurra ancora e si avvicina al mio orecchio. Il sangue cola dalla sua bocca, dalle sue mani e sulla pietra sotto i miei piedi. Il suo sguardo non sfiora l'ambiente circostante, né le tazza da the e né le bambole di ceramica.
Lo vedo prendere qualcosa con lentezza, se lo passa all'altra mano. Io attendo quando penso di scappare e fuggire ovunque. Sono costretta a guardarlo immobile, fra le catene di chiodi e la bocca cucita. Mostra una foto che ritrae una ragazza a letto e la figura di lui accanto ad esso.
   
 
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