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Autore: lovi85    01/07/2017    0 recensioni
Un ragazzino amante dei romanzi horror, si ritrova nel bel mezzo di una strana e paurosa avventura nei giorni in cui è costretto a stare dalla zia a causa dell'assenza per lavoro dei suoi genitori.
Genere: Azione, Horror, Thriller | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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18:30

Cavolo se faceva freddo quella sera.

Ricordo che la zia stava preparando la cena, i miei non c'erano. Erano fuori città per questioni di lavoro.

Per questo chiesero a mia zia di tenermi con lei per qualche giorno.

Io ovviamente al pensiero di passare del tempo con mio cugino, ma soprattutto di non

andare a scuola, dato che ero stato colpito da un'influenza terribile, non potevo che essere al settimo cielo.

Ci aspettavano giornate intere da trascorrere ai videogiochi ed altre diavolerie simili.

Comunque, per non farla lunga, ero felice come una pasqua.

Ancora non lo sapevo, ma quella mia gioia iniziale si sarebbe tramutata presto in ansia e terrore.

La cena era ormai pronta e zia ci invitò tutti a prendere posto a tavola.

Oh, che buono! Era una bravissima cuoca e le riusciva favolosamente qualsiasi piatto.

Questa volta si trattava di melanzane alla parmigiana, manco a dirlo, il mio piatto preferito.

19:30

Consumammo la cena in silenzio, interrotti di tanto in tanto dalla televisione che faceva di tutto per farsi notare, senza riuscirci minimamente dato che eravamo tutti concentrati sul nostro rispettivo piatto.

Finito di mangiare, la zia ci ordinò di lavarci i denti e di andare a letto.

Io protestai energicamente dato che ero solito andare a letto molto più tardi.

Infatti, prima di andare a dormire, mi piaceva fare qualche partita ai videogiochi e leggere qualche pagina di un buon libro. E per buon libro io intendevo o romanzi gialli, o libri horror.

Certamente non mi sarei mai aspettato di far parte in prima persona in un'avventura di quest'ultimo genere.

Non ci fu niente da fare, la zia non accettava repliche e così, mi ritrovai nella camera degli ospiti appoggiato sul letto e a luci spente già dalle diciannove e trenta manco fossi un bimbo di tre anni.

Non ricordo a che ora riuscii ad addormentarmi, ricordo però benissimo che stavo facendo un incubo terribile. Così orribile che svegliandomi di soprassalto ero convinto di aver sentito un urlo disumano. Appioppai presto la colpa di questa suggestione alla vividezza del sogno e mi girai di lato per cercare di riprendere sonno ed accesi la lampada che era sul comodino di fianco al letto.

23:45

L'occhio mi cadde sulla sveglia, erano le ventitre e tre quarti, quando quel delinquente di mio cugino, che era di un anno più grande di me, mi fece quasi venire un infarto spuntando all'improvviso dalla finestra aperta in fondo alla stanza.

Dopo le parolacce di rito che ci scambiammo, io per lo spavento e lui per puro divertimento, cominciò ad armeggiare con un piccolo televisore che era stipato sulla mensola nell'armadio ed una vecchia console per videogiochi. Mi disse che quella sera non aveva voglia di starsene da solo nella sua stanza, che era situata giusto sopra quella che in quel momento stavo occupando io. Continuò col suo smanettare per qualche minuto, e poi si girò soddisfatto annunciando che tutto era pronto per giocare. Gli dissi che se sua madre si fosse accorta di quanto stava accadendo in camera, saremmo finiti sicuramente nei guai. Tutti e due.

Lui mi rispose con tranquillità che non sarebbe mai venuta a saperlo dato che era solita chiudere a chiave dall'esterno la porta della sua camera. Io rimasi sbigottito per qualche istante, poi mi ripresi e gli chiesi spiegazioni.

Mi disse che una volta, di notte gli era capitato di uscire in strada nel sonno e che lo ritrovarono solo il mattino successivo addormentato sullo zerbino all'ingresso.

Era sonnambulo!

Cacchio che figata, avrei voluto esserci, sai che risate!

Mi fece promettere di non dire alla zia che era scappato dalla finestra, che avevamo giocato ai videogiochi a notte fonda e soprattutto di non dirle che mi aveva confidato della porta e del sonnambulismo.

Feci giurin giurello e non appena sul video del televisore comparve la scritta "Street Fighter II" mi scordai di tutto e mi lanciai a capofitto nel gioco.

01:45

Erano passate due ora da quando avevamo iniziato, quando d'un tratto mio cugino sentenziò con aria seria e pensierosa che era ora di tornare nella sua stanza.

Si precipitò alla finestra e uscendo mi chiese di mettere tutto a posto.

Feci come mi era stato chiesto e me ne tornai a letto.

Il tempo passava ed io non riuscivo a dormire, perché pensavo e ripensavo alla faccia di mio cugino e all'espressione che aveva stampata sul volto. Sembrava quasi non essere lui.

Questo mi rendeva inquieto e di conseguenza avevo perso il sonno.

Ripensai anche alla storia della porta chiusa a chiave, e non potevo fare a meno di credere che fosse davvero un'esagerazione chiudere a chiave un ragazzino nella sua stanza solo perché era sonnambulo e soprattutto, a detta di mio cugino, era capitato solo una volta che fosse riuscito ad arrivare fino in strada.

Certo, la zia per comportarsi così aveva sicuramente le sue buone ragioni.

A questo pensiero mi dissi che non potevo giudicare, non essendo presente tutte le notti e quindi di non poter constatare la reale gravità della situazione.

Trovai un pò di tranquillità in queste parole e finalmente crollai in un sonno profondo e senza incubi.

   
 
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