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Autore: Eikosmile    02/07/2017    0 recensioni
" - "Ti dico solo che mi ha fatto un pompino da paura, penso che lo dovrebbe fare di mestiere." Gli tirai uno schiaffo sulla gamba facendo finta di rimproverarlo, ma lui rise e io rimasi incantato dai suoi occhi. - "Dopo siamo andati in camera sua, lei si è spogliata e mi ha strappato i vestiti di dosso. Poi ci siamo sdraiati, lei sotto, io sopra.. "- un lampo passò nei suoi occhi ed un sorriso famelico si fece strada tra le sue labbra. -"Te lo mostro"- dicendo ciò si sdraiò sopra di me ridacchiando. E io deglutii a fatica la poca saliva rimasta. Che stava facendo? "
Jamie, un ragazzo di 17 anni, affronta la sua piccola cotta nientepopodimeno che per il suo carismatico e figo migliore amico d'infanzia Christopher.
Oltre a loro, che sono i protagonisti del racconto, saranno presenti anche punti di vista di altri personaggi (sempre a tematica omosessuale). Come George, amico di Jam, un ragazzo studioso e divertente che conoscerà una persona piuttosto burbera con cui non andrà molto d'accordo (o forse sì?). Desirée, la migliore amica di Jamie che si caccerà sempre in mille guai. E poi chi lo sa, andando avanti lo scoprirete!
Genere: Angst, Erotico, Fluff | Stato: in corso
Tipo di coppia: Yaoi, Slash
Note: Lemon, Lime | Avvertimenti: Tematiche delicate | Contesto: Contesto generale/vago, Scolastico
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   CAPITOLO 1

CANNELLA

 



Tra vent'anni sarai più infastidito dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. Perciò molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.

-Mark Twain

La neve. La neve assomiglia incredibilmente alle persone. Ogni cristallo di ghiaccio è diverso l'uno dall'altro: uno è piccolo, un altro grande, un altro ancora più gelido. Certi si incastrano tra loro meglio di altri, alcuni invece rimangono soli. Poi ci sono quelli che si fondono insieme e formano un unico cristallo. E, cosa più importante, tutti prima o poi si sciolgono.

Mi portai la tazza di tè alle labbra.

"Dio, che freddo" fui colto da un brivido che mi fece sfregare una mano sul braccio, il cui tremante, teneva la tazzina. Mi girai verso la finestra e notai che le strade di Rotherham, nel South Yorkshire erano sommerse dal bianco e che probabilmente Dianna, mia madre non aveva acceso il riscaldamento.

Guardai l'orologio ed erano appena le sette di mattina. Quel giorno mi ero svegliato piuttosto presto, non che fosse una novità dato che mi svegliavo quasi sempre all'alba.

Sbuffai, mancava ancora parecchio tempo, così cominciai a girare distrattamente il cucchiaino nel tè.

Ho sempre amato il tè, fin da bambino. Ma solo quello inglese. Ricordo che una volta mia madre portò a casa una famosissima marca di tè nero indiano, penso si chiamasse Indian Tea Cha, o qualcosa del genere. Ero felice, perchè ero convinto che mi sarebbe piaciuto, ma appena lo assaggiai feci una faccia così disgustata che mia madre rise per mezz'ora. Ecco spiegata la storia del perchè ho giurato eterno amore solo e unicamente al tè inglese.

Anche mia madre lo adora, ovviamente, dato che sono molto simile a lei; abbiamo lo stesso carattere e gli stessi gusti, il mio unico rammarico è l'aspetto. I miei capelli e la foma degli occhi troppo simili a lui. A mio padre. Un uomo, se si può definire tale, egoista, ipocrita e con una tre

menda morbosa passione per l'alcol che ci ha abbandonati con i suoi fottutissimi debiti, mentre io avevo tre anni e mio fratello appena due mesi. Dianna ha dovuto fare tutto da sola, per questo lavora il triplo. Fortunatamente adesso abbiamo zia Penny che ci aiuta e devo dire che anche l'assegno mensile di Jim dà il suo contributo.

Jim è stato il secondo marito di mia madre, abbiamo stretto un legame profondo io e lui, l'ho sempre considerato come un vero padre. Poi da questo matrimonio sono nate le due gemelline, le mie sorelle.

Le amo, li amo, la mia famiglia è tutto per me.

"Jam, diamine! Non lo senti il citofono!?" l'urlo di mia madre mi riscosse dai miei pensieri. Guardai l'orologio e cavolo, era passato in fretta il tempo! Poggiai la tazza sulla scrivania, recuperai lo zaino e mi precipitai ad aprire la porta. Una folata di vento gelido mi prese alla sprovvista ma, eccolo lì. Il mio migliore amico, sorridente e solare che allargava le braccia dicendomi "Hey Honey Bun, alleluia, pensavo di morire congelato qui fuori per aspettarti".

Christopher William Lanford aka mio migliore amico fin dalla preistoria. Seriamente, ci conoscevamo in particolare dal primo giorno di asilo, quando io caddi e lui corse da me pronto a soccorrermi con quei suoi begli occhi blu corrucciati per la preoccupazione. Da allora non ci separammo più.

"Scusami, buongiorno Boo" lo salutai io con un sorriso a trentadue denti. Io e tutta la mia famiglia ormai lo chiamavamo Boo e questo grazie alle mie gemelline che gli hanno affibbiato tale soprannome. Lui era una specie di fratello per me.

"Si ok, ora abbracciami che mi stanno facendo male le braccia". Mi accorsi solo ora che aveva le braccia ancora aperte, perciò risi e lo abbracciai per poi costringerlo a chinarsi e dargli un bacio sulla guancia.

Già chinarsi. Insomma, potrò pure avere capelli biondi e occhi nocciola, ma il mio più gran difetto, dopo la testardaggine, rimarrà sempre l'altezza. Misuro 1 metro e 69, praticamente quasi una spanna e mezza in meno di Chris. E questo dava a lui la possibilità di chiamarmi "nano", cosa che odiavo.

"Nano non prendere la bici, andiamo a piedi, tanto ora ha smesso di nevicare". Appunto. Lui aveva una strana ossessione ad affibbiare soprannomi, privilegio riservato solo me a quanto pare, visto che tutte le altre persone le chiamava per nome. Però ci feci subito l'abitudine, mi faceva sentire importante e, in qualche modo, speciale.

"Allora, come stai?" mi chiese tirandosi su il cappuccio.

"Non c'è male, ho solo un po' di sonno" risposi io sbadigliando e coprendomi prontamente la bocca con la manica del cappotto. -"Tu?"

"Lo vedo" sghignazzò il moro "io sto alla grande! Fra una settimana c'è la grandiosa partita contro i Black e non vedo l'ora!"

Sgranai gli occhi e sbattei una mano sulla fronte. "Hai ragione.. Cavolo! Non ci avevo pensato! In questi giorni la scuola mi sta uccidendo e ho saltato diversi allenamenti, spero di farcela" Sospirai. Io e lui eravamo nella stessa squadra di basket della scuola da tanti anni. Frequentavamo il terzo anno nella Oakwood High School, una scuola pubblica posta in centro città.

"Mmh" mormorò pensieroso "Dai, non ti preoccupare, oggi pomeriggio fermati in palestra, facciamo qualche canestro, ti va?" disse Chris facendomi l'occhiolino.

"Si, certo che mi va."

"Bravo bimbo."

Mi fermai. "Scusa? Bimbo a chi?" dissi corrucciando la fronte e incrociando le braccia. Lui rise e così mi abbassai, presi un po' di neve e gliela lanciai. Chris gridò un "Ehi!" offeso e imitandomi mi colpì in pieno viso.

"Cosa ca..? Questa me la paghi Hippie dei miei stivali!" ribattei rincorrendolo e prendendolo in giro per via dei suoi capelli cioccolato leggermente lunghi. Continuammo a lanciarci neve per tutto il tragitto e arrivati a scuola ci abbracciammo e ci dirigemmo nelle nostri classi.

"Jamie Digby Lynwood sei in ritardo".

Alzai gli occhi al cielo irritato "Mi scusi Miss Smith, non ricapiterà più."

"Mi spiace, ma in quanto tuo educatore e professoressa sono costretta a provvedere, domai starai a scuola tutto il pomeriggio."

"Certo Miss" sbuffai e andai a sedermi.

Miss Smith era la mia insegnante di matematica, rigida come una pietra e probabilmente quella non possedeva manco un cuore, non a caso era l'unica materia che avevo sotto la media. Grazie al cielo quest'ora l'avrei passata con Desiree.

La conobbi il primo anno e diventammo subito amici. Parlammo tutto il tempo, di solito le lezioni mi annoiavano a morte, soprattutto matematica. Insomma ero bravo a scuola, ho sempre avuto ottimi voti, ma non mi impegnavo tanto. Avevo la fortuna di riuscire a capire le cose in fretta e così me la cavavo anche semplicemente studiando il giorno prima.

La campanella suonò e cambiammo aula perchè ci aspettavano un paio di ore d'inglese e letteratura, insieme anche a George. Quest'ultimo era amico di Des già dalle medie, perciò divenne di conseguenza anche mio amico. Era un ragazzo strano, studiava davvero tanto e da quel che avevo capito, i suoi genitori gli facevano sempre pressioni per la scuola. 

Restai per tutte le due ore con la testa appoggiata sul banco ascoltando distrattamente la lezione. Mentre osservavo George prendere appunti e staccarsi dal foglio solo per riaggiustarsi gli enormi occhiali sul naso, che cadevano ogni tre minuti.

Le ore passarono veloci fortunatamente e quando sentii la campanella di fine lezioni sospirai di sollievo. Mi stiracchiai al posto e seguii con lo sguardo Des infilare i libri nello zaino e andammo in atrio.

Restammo ad aspettare per qualche minuto ed ecco che vidi Chris venire verso di noi, accerchiato dai suoi amici e mano nella mano con la sua nuova fidanzata. Lui era il contrario di me, io ero timido, goffo, imbarazzante, facevo fatica a fare amicizia. Chris invece amava stare con la gente, era loquace e dotato di un carisma unico, questo lo aveva portato ad una certa popolarità a scuola. Non a caso stava con una delle più belle ragazze di tutta la contea. Marika Barrie, ultimo anno, capelli rossi e fisico da urlo.

Sinceramente non capivo come potesse piacergli, certo era bella, ma anche molto molto superficiale.

Si fermò davanti a me e salutò tutti i suoi amici dando loro una pacca sulla spalla. Alcuni li conoscevo, ad esempio Spina, Bad e Tyler, suoi amici da anni che trovavo sinceramente degli ignoranti epocali. Prendendo come esempio solo il fatto che loro tre si divertivano a bullizzare quelli del primo e secondo anno.

Per ultima se ne andò la rossa che si fermò a parlare con lui.

"Mar, devo andare con Jamie ad allenarmi, ci sentiamo sta sera va bene?" disse Chris circondandole i fianchi con le mani.

"Patato io sta sera non posso, arrivano i miei parenti a cena e non riesco manco a stare al telefono" rispose lei facendo il broncio. "Però potresti venire a casa mia venerdì. Sai, i miei genitori non ci sono...e puoi restare da me fino a notte fonda" propose maliziosa.

Storsi il naso sentendo quelle parole, insomma quanto poco pudore aveva quella ragazza, stavano insieme da manco una settimana.

"Sarebbe magnifico" rispose Chris facendole un occhiolino "fino a notte non si può però, il venerdì io e il nano qui abbiamo la nostra speciale serata cinema"

Esultai interiormente per il fatto che lui aveva preferito stare con me che passare la notte con quell'oca della sua fidanzata.

"Va bene, allora vado. State sempre insieme voi due, non è solo una scusa perchè hai un'altra vero?" disse lei avvicinandosi alla bocca del moro.

"Ahh gelosona" le soffiò a fior di labbra e prontamente lei si lanciò famelica sulle sue.

Restarono a scambiarsi saliva per minuti e finalmente quando ebbero finito, lei se ne andò sculettando e senza degnarmi di uno sguardo.

"Jamie io vado allora. A domani" disse Des e mi salutò con un bacio sulla guancia facendo un cenno anche a Chris, che rispose subito.

"Allora tea boy, salve" si rivolse finalmente verso di me e lo abbracciai.

"Incominciamo ad andare?", annuii e camminammo verso gli spogliatoi.

Dopo svariati minuti di silenzio "Allora amico, come va con la Jones?" mi chiese tirandomi una gomitata.

"Chi? Desiree? Va tutto bene perchè?"

"Dai.. siete amici da tanto, insomma non te l'ha ancora data" ghignò lui. Io per risposta sbuffai, odiavo quel lato del suo carattere.

"Non sono come te Chris. Le voglio bene" risposi stizzito.

"Lo so, lo so. Alcune volte mi scordo che sto parlando con te e non con quegli altri. Tu sei un ragazzo d'oro" rise e mi voltai per guardarlo male, appena vide il mio sguardo si schiarì la voce e continuò "Volevo sapere se ti piaceva".

"No è mia amica" risposi in fretta. "Tu dovresti stare attento con la Barrie, stai insieme a lei da più di cinque giorni, poi rischia di sentirsi importante".

"Nah, Marika sa come sono fatto. Poi Tyler mi diceva di tenermela buona per qualche settimana, giusto per rimettere a posto la mia reputazione".

Incominciamo col dire che Chris non ha mai avuto una ragazza, o almeno solo per un paio di giorni. Di solito le sfruttava solo per andarci a letto e loro erano più che disposte, non si erano mai illuse. Non mi andava a genio il suo comportamento, ma era sempre stato così.

"Comunque se non ti piace Desiree è meglio così, non sono ancora pronto a condividerti con qualcuno" disse mettendo una mano sul cuore come gesto teatrale, ma sapevo che era assolutamente serio.

Lui era l'essere più possessivo nei miei confronti che conoscevo, mi trattava come se fossi piccolo e indifeso, come se dovessi essere protetto da tutto e da tutti.

Christopher era un ragazzo fantastico, quasi sempre di buon umore. Ma aveva un difetto epocale; doveva sempre avere ragione su tutto ed ogni suo sbalzo d'umore doveva interferire anche su gli altri. Se era nervoso, per esempio, ti faceva un testa grande quanto un pallone da basket con le sue paranoie. Se era arrabbiato per qualcosa, finivi sicuramente per litigarci anche tu, anche se non centravi nulla. Perciò era d'obbligo restare sempre calmi e pazienti quando era di cattivo umore.

Raggiungemmo gli spogliatoi e velocemente ci spogliammo per metterci la tuta da basket della nostra squadra.

Incominciammo a fare qualche canestro come riscaldamento e poi iniziammo una piccola partita per vedere dove non ero bravo.

"Ok Cupcake vieni qui, ti insegno un po' di trucchi su come parare"

Andai davanti a lui e prendendo la palla cominciai a palleggiare. Poi con uno scatto mi girai per tirare ma lui mi si parò davanti rubandomi la palla e andando a fare canestro. Continuammo così per quasi un'ora e ogni volta lui riusciva a rubarmi la palla. L'ultima volta si mise persino a ghignare prendendomi in giro. Così mi girai, gli rubai la palla e incominciai a correre per tutto il campo con quella in mano.

"Ma dove vai? Torna qui nanetto!" urlò correndomi dietro. Ad un certo punto mi sentii afferrare per le spalle.

"Preso". Mi strinse da dietro facendomi alzare da terra e io provai a dimenarmi dalla sua presa.

"Fermo, fermo. Lasciami! Sei anche sudato che schifo!".

Lo sentii ridere sommessamente vicino al mio orecchio. "Faccio schifo? Allora abbracciami su" disse lui prendendo la palla che avevo in mano e lanciandola via. Poi mi fece girare e mi abbracciò. Continuai a dimenarmi per poco tempo ma poi mi stancai e rimasi fermo tra le sue braccia.

In quel momento sentii l'odore del suo sudore, che scoprii non essere tanto sgradevole, percepii le sue braccia forti su di me, i suoi muscoli tonici tirati. Inconsapevolmente iniziai ad arrossire e a sentirmi accaldato. Ero confuso e quella situazione mi stava piacendo, non sapevo come, non sapevo in che modo, ma mi piaceva, fin troppo. Passarono un paio di minuti, e il tutto stava diventando troppo per me. Andavo a fuoco.

"Ok ok basta Boo, così mi soffochi" sussurrai piano. .

"Addirittura? La prossima volta che ti stringo così forte da non farti più respirare dimmelo prima, non voglio certo che tu muoia" disse ridendo, probabilmente aveva notato che ero totalmente rosso. "Andiamo a farci la doccia?"

Annuii con poca convinzione. Mi ero scordato che fare gli allenamenti da soli significava farci la doccia insieme e il cuore iniziò a battermi forte, non capivo perchè mi agitavo per così poco, avevo sempre fatto la doccia con lui. Mi vergognavo per caso? O era altro?

Questa storia andava avanti da circa un paio di mesi, con Chris mi sentivo quasi sempre in imbarazzo, mi agitavo facilmente ed ero confuso sul motivo di perchè sentivo tutto ciò. Quello che sapevo, anche se non capivo come, era che ero attratto da lui e questo mi spaventava a morte. Il suo profumo era cambiato e mi faceva sentire più vulnerabile.. 

Wow quindi sei frocio Jamie? Te ne vuoi stare zitta tu? Stupida vocina del mio inconscio. 

Non lo so, non mi era mai piaciuto un ragazzo prima di allora, e in effetti neanche le ragazze, non le avevo mai viste in quel modo. Comunque sarebbe orribile se Chris lo venisse a sapere e sono sicuro che questa sia solo una fase. Probabilmente dovevo trovarmi una fidanzata.

"Jam, andiamo?" Mi si parò di fronte Chris completamente nudo e io di riflesso mi coprii gli occhi.

"I-io penso che farò la doccia a casa Boo, tanto non sono molto sudato"

"Come vuoi piccolo", poi aggiunse ridendo " togli pure le mani, sto andando" e si allontanò. Sospirai di sollievo e tolsi le mani dagli occhi.

Non potevo continuare così, mi odiavo quando lo facevo, dovevo fare qualcosa, qualsiasi, per farmela passare.

ANGOLO ME:

Ehi! Benvenuti nella mia nuova e piccola storia. Questo è il primo capitolo, ne ho già scritti un bel po' e poi vi dirò che giorni deciderò di pubblicare. Fatemi sapere se vi piace! Più o meno avrete intuito di cosa parlerà la storia, vi svelo che all'inizio procederà lentamente ma man mano che va avanti incominciano le sorprese e vari colpi di scena ;)

Ho cercato a lungo dei "prestavolto" per aiutarvi ad immaginare meglio i personaggi, ho trovato alcuni ragazzi che possono avvicinarsi all'idea che ho di loro nella mia testa.

Questo è Chris (immaginatelo con gli occhi chiari) anche se in realtà del modello che ho scelto per lui non sono ancora del tutto convinta:


Questo è Jamie invece :

Le immagini di altri personaggi poi ve le inserirò nel corso dei capitoli.

Spero veramente sia di vostro gradimento.

Un bacio,  :*

  
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