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Autore: Brighella    06/07/2017    0 recensioni
Giacinto.
Un normalissimo impiegato. Un normalissimo amore. Una normalissima storia.
Fino ad Elena.
Arriverà un normalissimo amore. Ne siamo davvero così sicuri? Scopritelo da voi!
Genere: Commedia, Sentimentale, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Incompiuta
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-Giacinto & Elena

Il viaggio in auto fu una specie di tortura psicologica per entrambi.

Dopo l’abbraccio, Elena era diventata silenziosa. Lasciando Giacinto ancora più confuso. Si aspettava che lei si sciogliesse raccontandogli cosa la facesse così soffrire, ma trovò un muro di ghiaccio alto quanto la sua insicurezza.

D’altro canto, Elena si vergognava profondamente. Aveva rovinato la possibilità di conoscere una persona nuova, gentile e disponibile come lo era stato Giacinto tutta la sera.

“Mi conosce da poco, e non ha esitato a stringermi. Di sicuro sperava in ben altro. Come tutti.”

Era incerta se considerarsi bipolare o meno.

Arrivarono sotto casa di Elena. Lui indugiò per qualche secondo, e toltosi la cintura disse:

“Mi sono divertito.” Disse Giacinto, pentendosi subito di quelle parole.

Elena non rispose.

“Elena, non preoccuparti, può succedere di crollare. È tutto ok.” Cercò di rincuorarla. Dentro di sé percepiva la distanza che Elena stava silenziosamente creando tra loro.

Elena si tolse la cintura, aprì la portiera e si limitò a dire:

“Ciao.” Il più meccanico e gelido saluto.

Giacinto la guardò aprire il portone di casa, attonito.
 

-Elena

“È un maiale come gli altri. Mi è bastato piangere e subito lui si è fiondato ad abbracciarmi. Ci mancava solo che mi palpasse il sedere. Tutti stronzi.”

Nonna mi salutò, e io la apostrofai con una parolaccia. Nonna si pietrificò, seguendomi con lo sguardo mentre lanciavo via la borsa e le scarpe a calci.

Questa era una di quelle tipiche situazioni in cui difficilmente si scinde chi sia il bersaglio della nostra ira. Il dolore che fino a qualche minuto prima mi dilaniava, si era convertito in cupa rabbia.

Iniziai a chiedermi il perché avessi accettato di uscire con quel sempliciotto. Mi buttai sul letto dopo esservi svestita. Non mi struccai nemmeno.

In quel momento, il telefono squillò. Era un messaggio di Giacinto.

“Ciao Elena, mi dispiace che sei stata male stasera. Ognuno ha i suoi mostri da affrontare, e voglio assicurarti che nonostante tutto è stata una serata piacevole, e sono stato bene con te. Mi rendo conto di essere praticamente uno sconosciuto per te, ma se hai bisogno di parlare, io ci sono. Ti auguro una buonanotte, ci vediamo domani al lavoro.”

Lessi e non risposi. Mi irritava la sua capacità di essere gentile in ogni caso; devi scappare quando incontri una ragazza così. Chiusi gli occhi, dato che la frustrazione mi aveva fatto salire le lacrime agli occhi. Mi addormentai in fretta, mentre una lacrima mi solcava la guancia, lasciando una scia fresca e salata. 
   
 
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