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Autore: Saelde_und_Ehre    06/07/2017    2 recensioni
Da un vecchio manoscritto datato 3 Aprile 2012.
Sogni, illusioni, speranze fantastiche e desideri irrealizzabili.
Il progetto originale doveva essere una sorta di fiaba in più capitoli, che però, per un motivo o per l'altro, non sono mai stati scritti.
Fin dall'inizio, più che un vero e proprio intento "letterario", il vero scopo dietro questo racconto era quello di mettere per iscritto un mio delirio mentale.
P.S.: Durante la lettura, è consigliabile l'ascolto di queste tre belle canzoncine (solo per intenditori ^^):
- Dornenreich - Nächtlich Liebend
- Alcest - Sur l'autre rive je t'attendrai
- Strauss - An der schönen blauen Donau (sul bel Danubio blu)
alle quali devo l'ispirazione per questo delirante racconto.
Genere: Introspettivo, Malinconico, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Contesto generale/vago
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Sola, una tempesta impetuosa nel cuore e il silenzio intorno a lei, la fanciulla si inoltrava nel folto della foresta, protetta dall'impenetrabile cappa della notte. Come una pellegrina vagava inquieta per i luoghi più impervi, per dimenticare se stessa, placare la burrasca in lei, e ritrovarsi di nuovo, insieme alla pace a lungo bramata… ma per quante fossero le miglia che si lasciava alle spalle, il suo sguardo si volgeva sempre indietro, ai barlumi di speranza che come fuochi fatui la attraevano nuovamente, suscitandole ricordi e vane promesse, al suo amore lontano e ai suoi silenzi.
Una musica arcana giunse soffusa dalle intricate profondità del bosco; la fanciulla si lasciò guidare da quel richiamo irresistibile, più forte della sua volontà, il suo spirito e la sua mente improvvisamente svuotati da ogni pesantezza.
Continuò a inoltrarsi tra gli alberi, finché giunse in una radura. Si guardò intorno impaziente, in cerca degli spiriti silvani che l'avevano chiamata fin lì: ma davanti a lei solo le acque leggermente increspate di blu di un fiume e, oltre quei calmi flutti, l'immensità ancora inviolata della selva.
Stanca dopo il tanto camminare, la fanciulla si sedette sulla riva erbosa del fiume, contemplando la luce argentata delle stelle specchiarsi sulla superficie scura dell'acqua, animata da uno strano sentimento - speranza?
La musica non accennava a cessare, vibrava e pulsava piena di vita nell'aria come provenisse dal cuore stesso della foresta - era questa a infonderle un sì profondo senso di pace e a cullare la sua anima; era la fonte delle sue speranze. Il suono si faceva sempre più vicino, e presto la avvolse, sfiorando e pizzicando dolcemente le corde più sensibili della sua anima: era una melodia familiare, la dolce melodia di un flauto proveniente da qualche parte là, oltre il fiume…
Ella lo cercò a lungo, e infine lo vide. Simile a un elfo dei boschi, sedeva sulla verde riva opposta, le note del suo flauto erano tutte per lei. La luna creava pallide sfumature sui suoi capelli e illuminava il suo volto dolce, assorto: era il suo amore… a separarli, come un abisso, solo la sponda invalicabile di un fiume. Provò a chiamarlo, ma non conosceva il suo nome. Tuttavia, egli percepì la sua presenza e si volse spontaneamente verso di lei, il volto rischiarato da un sorriso di sollievo dopo la lunga attesa, e anche quando smise di suonare, la musica continuò a riecheggiare tra le navate della foresta - o forse era solo immaginazione? Che il suo amato fosse realmente lì, non aveva dubbi…
I loro occhi s'incontrarono gioiosi, leggendosi dentro a vicenda in un dialogo segreto tra due anime, ed egli tese la mano verso di lei come a voler superare, con quel gesto, tutte le distanze, e rompere la muraglia che li separava… e mentre gli spiriti della notte cantavano per loro, i due amanti si levarono al di sopra di ogni cosa e si riunirono cullati dalla notte, danzando a lungo tra gli alberi, in riva al fiume, incuranti della neve che, cadendo a fiocchi leggeri su di loro, ornava i loro capelli di bianche ghirlande…
In quella notte quieta il tempo pareva essersi fermato; la rassicurante oscurità aveva gettato un velo di velluto sulla malinconia del giorno, e nel sogno più dolce le anime e i cuori dei due giovani si erano uniti. Protetta dalle braccia di lui, la fanciulla pregò silenziosamente la notte, sua unica fonte di conforto, di vegliare su di loro in eterno, confinando per sempre l'inquietudine che si era lasciata alle spalle nella trappola del giorno, ove la luce impietosa rende la realtà più evidente, e i sogni si dissolvono nel suo chiarore…
Ma presto la sensazione di completezza, la gioia, la pace dell'anima, la abbandonarono, le deboli fiamme del mattino illuminarono l'oriente e sollevarono il nero sipario, mettendo fine alla lieta rappresentazione della notte. La musica si arrestò così come dall'incanto della notte era sorta, le arpe si acquietarono, i violini tacquero, e il silenzio del sonno mattutino avviluppò la foresta. Lei non stava più volteggiando tra le braccia del suo amato al ritmo di quella musica antica come la Natura stessa… lui era sparito senza un bacio, senza una parola di commiato, o forse non era mai stato davvero lì con lei - era solo un sogno?
Seduta sulla sponda del fiume, lo sguardo sulla riva opposta, cercava invano una traccia di lui. Ma lui non c'era, era andato via insieme alla musica dolce del suo flauto.
La luce dell'alba novella increspava la superficie dell'acqua di sfumature dorate, le foglie degli alberi si tingevano di smeraldo, vibrando al vento, senza tuttavia rendere la loro spettatrice partecipe della magnificenza del loro risveglio. Le inquietudini, rischiarate dal calore mattutino, ripresero nel suo cuore consistenza di piombo, e quella luce pura e viva non ebbe che un fioco riverbero in lei. La luce portò con sé una nuova consapevolezza, la consapevolezza che quell'amore non avrebbe mai potuto realizzarsi in quel mondo, alla luce del sole, né assumere la consistenza delle cose concrete…
Da una distanza breve come un refolo di vento primaverile ma vasta come un oceano in tempesta rievocava le ombre di quella notte fugace, reminiscenza di una realtà mai vissuta. Quel calore tiepido non poteva portarle conforto; l'aria era fredda nei suoi polmoni vuoti… ogni fibra del suo corpo desiderava solo lui, e solo il suo amore avrebbe potuto riscaldarla…
Sedendo sulla riva attendeva il suo ritorno, ma lui non era lì… e solo quando l'oscurità fosse scesa avvolgendo ogni cosa col suo rinnovato splendore e i sogni si fossero confusi con la realtà sensibile, ella avrebbe ritrovato il suo amato ad aspettarla sull'altra sponda, per condurla in un mondo diverso, fino al giorno in cui si sarebbero ricongiunti, ed ella avrebbe potuto vivere in lui, e lui in lei..

“Mein Leben will ich leben in Dir,
doch nur träumen läßt mich
das Träumen vom Wir.
Traum, mein Schatz, mein endloses Glück,
nicht heute, nicht morgen, nicht schick’ mich zurück.”

 
   
 
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