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Autore: neveah    07/07/2017    1 recensioni
Erano giovani, innamorati della vita e con un futuro da scrivere. Il destino li ha portati via troppo presto: questo è il mio modo di ricordarli. Un piccolo tributo a degli angeli spesso dimenticati.
Genere: Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna, Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti
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Il balcone che affaccia sul mare di Omero e della Fata Morgana. Una livida alba di domenica illumina a giorno lo Stretto con le sue tonnare e le sue leggende.

Un'ombra pesante aleggia sul tuo sorriso di ragazza che ce l'ha fatta.

La laurea a pieni voti, Francoforte, Bruxelles...Sempre più grande, sempre più lontana. Lontana da Reggio Calabria.

Lontana da quel cognome che pesa come un macigno.

Perché il lungomare reggino non è soltanto il kilometro più bello d'Italia. . Questa fantasmagoria di costiere e tesori dimenticati, a volte, è difficile da abitare. Dura e severa come l'Aspromonte.

Un'onta quel cognome che ti accompagna da sempre e per sempre. Una lettera scarlatta che macchia anche i momenti più spensierati, i più felici.

Il desiderio di una vita normale, un peso troppo grande per le tue spalle fragili.

E in questa fredda mattina di primavera decidi. Decidi di morire di solitudine.

Un attimo, un salto soltanto. E sei, per sempre, nel mare delle sirene.


***** ****

(Maria Rita Lo Giudice, figlia di un boss pentito, si è tolta la vita a soli 24 anni il 4 aprile del 2017)

   
 
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