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Autore: neveah    07/07/2017    1 recensioni
Erano giovani, innamorati della vita e con un futuro da scrivere. Il destino li ha portati via troppo presto: questo il mio modo di ricordarli. Un piccolo tributo a degli angeli spesso dimenticati.
Genere: Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna, Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti
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Il balcone di casa affaccia sul mare cantato da Omero, Virgilio e Ovidio.

Sorge l'alba livida di una domenica di primavera, illuminando a giorno lo Stretto con le sue tonnare e le sue leggende.

Ancora assopiti sono Scilla e Cariddi ma un demone pi spaventoso dei due mitologici mostri marini alberga nel cuore deluso di una ragazza di ventiquattro anni.


Negli occhi da cerbiatta di Maria Rita non c' pi spazio per i sogni. Fissano l'asfalto, distante due piani. Fissanol vuoto, il nulla.

Un'ombra marcata, indelebile, da sempre sul suo sorriso dolce di ragazza caparbia e onesta.

Onest e onore per cozzano in una terra dominata dalle cosche.

Un cognome ingombrante che tarpa le ali anche ad una bellissima Fata Morgana che riuscita a costruire il suo futuro lontano da vicende di 'ndrina e malavita.

Non basta lo studio, la laurea in economia a pieni voti, Francoforte e Bruxelles da visitare con i compagni di studi: non sono strumenti sufficienti a sottrarsi ad una famiglia di ndrangheta.

Non guariscono quel malessere profondo che pu spegnere anche la voglia di vivere.

Una vita normale, almeno in apparenza. Quel giro di usure, omicidi, pentiti che le fluttuano attorno le fanno sentire il peso della vergogna.

Il lungomare reggino non soltanto il kilometro pi bello d'Italia. A volte difficile abitare quest'angolo di costiere e tesori dimenticati, duro e severo come l'Aspromonte.


La Reggio Calabria, quella bene non ha mai trattato Maria Rita come una ragazza qualsiasi: nessuno vuole avere a che fare con lei, seppur non ha mai rubato neanche una morositas. Nessun legame con la ragazza imparentata con dei boss mafiosi.

Quel cognome un macigno, una lettera scarlatta che macchia anche i momenti pi felici.

Maria Rita sorride. Uno di quei sorrisi appena accennati sui suoi bellissimi lineamenti mediterranei.

6:50. La figlia disconosciuta dalla sua Terra, si affaccia al balcone di casa, al secondo piano.

Guarda gi.

Lo Giudice: un macigno per i suoi sogni, un peso troppo grande per le sue fragili spalle.

Decide di morire. Forse gi morta di solitudine.

E poi si lancia. Adesso anche lei una sirena nel mare di Omero.


***** ****

(Maria Rita Lo Giudice, figlia di un boss pentito, si tolta la vita a soli 24 anni il 4 aprile del 2017)

   
 
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