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Autore: worlsad    08/07/2017    1 recensioni
- Piccola ingenua, tu non hai alcuna possibilità di scegliere. Questo è il tuo destino che tu lo voglia oppure no. Quindi evita tutte queste sceneggiate e comportati nel modo corretto- affermò la donna intrecciandole i lunghi capelli biondi in una treccia laterale.
- SI, mia signora- replicò la ragazza torturandosi le mani.
Fra pochi minuti sarebbe tutto finito.
Fra pochi minuti la sua vita sarebbe terminata.
Fra pochi minuti il mondo come lo conosceva sarebbe cessato di esistere.
Genere: Angst, Drammatico, Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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La ragazza aprì gli occhi lentamente e si guardò intorno confusa.
 
Non riconosceva nulla del paesaggio in cui era immersa, nemmeno un piccolo dettaglio.
 
Gli alberi le erano estranei, i cespugli sconosciuti ed il cielo indifferente.
 
Tentò di alzarsi ma una fitta lancinante la bloccò al suolo e quando i suoi occhi si posarono sulla gamba destra capì il perché.
 
Un lungo taglio seghettano le percorreva il polpaccio in orizzontale mente il ginocchio era ridotto ad un cumulo di lividi.
 
La ragazza trattenne un grido soffocato e posò una mano sulla ferita.
 
Non sapeva come se l’era procurata e sinceramente non era sicura di volerlo sapere.
 
Tutto ciò che ricordava era un enorme palazzo bianco e una miriade di persone in divisa.
 
- Grazie a Dio ti sei svegliata – affermò un ragazzo avvicinandosi e provando ad appoggiarle una mano sulla spalla.
 
La ragazza afferrò il pugnale nella fodera sinistra della cintura e lo estrasse come se fosse abituata ad impugnarlo.
 
Lo strinse forte nella mano destra mentre con la sinistra continuava a tamponare la ferita.
 
Quel movimento così comune e quasi normale, le sembrava assurdo.
 
Non era mai stata un atleta o un’appassionata di armi.
 
Lei preferiva cucire e rammendare ed allora perché sapeva come impugnare perfettamente una lama bianca?
 
- Cosa ci faccio qui? – chiese la ragazza strisciando lontano dal forestiero.
 
- Non ti ricordi niente? – domandò a sua volta il ragazzo ritirando il braccio.
 
La ragazza scosse la testa ma tenne il pugnale in posizione.
 
Se solo il ragazzo avesse provato ad aggredirla, lei lo avrebbe ucciso con un colpo alla gola.
 
- La botta deve averle distrutto il cervello- disse un’altra voce poco distante.
 
- Io direi di abbandonarla- replicò un terzo ragazzo sistemando quello che sembrava uno zaino.
 
- Reagan se non chiudi quella fogna che chiami bocca, giuro che ti uccido- sentenziò il ragazzo davanti a lei voltandosi per qualche istante.
 
- Cosa ci faccio qui? – chiese di nuovo la ragazza a voce più alta.
 
- Sei stata ferita in battaglia e noi ti abbiamo trascinato fino a qui per evitare che ti prendessero- rispose il ragazzo sedendosi sull’erba umida di rugiada.
 
- Quale battaglia? – disse la ragazza guardandolo negli occhi.
 
- Qual è l’ultima cosa che ricordi? – domandò Reagan indossando lo zaino ed osservandola attentamente.
 
- Ricordo un palazzo ed una cerimonia religiosa- rispose la ragazza incerta.
 
- Ha scordato tutto- replicò il ragazzo girandosi verso i suoi compagni.
 
- Si è scordata di noi- aggiunse il secondo ragazzo mettendosi in piedi.
 
- Questa è proprio una situazione del cazzo- affermò Reagan grattandosi la testa.
 
   
 
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