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Autore: Stillintoyou    10/07/2017    1 recensioni
GoreGore app si presenta come un applicazione molto simile a Wattpad, ma incentrata solo ed esclusivamente sulle creepypasta.
Ad Aiden viene suggerito il download da parte del proprio appstore, ed affascinato dall'idea di avere tra le mani un'intera libreria di sole creepypasta, decide di scaricarla.
Ma GoreGore non è proprio ciò che dice di essere, ed assieme ad altri nove ragazzi, chiamati GoreGore readers, si ritrova catapultato in qualcosa molto più grande.
GoreGore è tutto meno che ciò che potrete pensare.
Siete pronti a giocare per la vostra vita?
Genere: Horror, Mistero, Suspence | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash, FemSlash
Note: nessuna | Avvertimenti: Tematiche delicate
Capitoli:
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Durante la notte chiusi l'applicazione. I miei “compagni d'avventura” mi avevano detto che non ci sarebbero stati riscontri negativi della cosa, perché tanto mi arrivavano normalmente le notifiche.
La mattina seguente mi alzai, e come ogni giornata regolare, andai a scuola nella mia più totale solitudine, pronto ad accettare il fatto che una volta a scuola mi sarei ritrovato circondato dalle persone.

Il telefono non mi aveva segnato nessuna notifica da parte di GoreGore, per cui ero tranquillo.

Una mattinata normale, insomma.

Incrociai anche i ragazzi, ma per loro fui come un fantasma. M'ignoravano prima (tranne Axel) e m'ignoravano anche adesso. Persino i ragazzi che erano nella mia stessa classe.

Eravamo “sconosciuti”, e tali rimanevamo.

L'unica cosa a cui feci caso, erano Ivonne e Corey. Non avevo mai notato quanto fossero vicini i due.

Si sorridevano come vecchie anime innamorate, come se esistessero solo l'uno per l'altra.

Ma era okay. Il mio cuore si sentì sprofondare, ma sotto sotto era okay.

Sapevo bene di non avere chance con Ivonne, e Corey era decisamente più affascinante di me.

L'ultima campanella scolastica suonò, e questo segnava definitivamente la fine delle lezioni.

Mi avviai verso l'uscita, con la testa bassa ed ignorando totalmente ogni singolo sguardo che si abbassava su di me. Avevo gli occhi puntati sul telefono, mentre entravo nell'applicazione.

Era troppo strano che non ci fosse nessuna notifica.

‹‹ Aiden! ›› sentii la voce squillante di Ivonne. Sobbalzai. Le sue braccia si gettarono attorno al mio collo. Mi aveva abbracciato. Mi aveva... abbracciato?

Sentii il mio cuore fermarsi, per poi fare un salto enorme. Allargai le braccia, sorpreso ed interdetto tra l'abbracciarla anche io a mia volta o far finta di niente, facendo, di conseguenza, la figura del cretino.

Ma a quanto pare fu il mio corpo a scegliere per me.

Lei si allontanò, ridendo in modo frivolo ‹‹ non sei pratico degli abbracci, vero? ›› e rise ancora. Aveva le gote rosa, mentre rideva, ed il suo naso si arricciò leggermente. Era veramente la creatura più bella mai vista prima.

‹‹ Ah... sì, vero ›› riuscii a dire.

Poco dopo, dietro di lei, comparvero Corey, Deakin e Annaleen.

Corey aveva tutta l'aria di chi voleva bruciarmi vivo, mentre Deakin, invece, era il solito “sono figo. Troppo figo per badare a ciò che mi succede attorno”.
Annaleen era l'unica che invece sembrava essere tranquilla nei miei riguardi, e mi sorrise quando incrociò il mio sguardo.

‹‹ Noi stiamo andando alla biblioteca comunale ed aspetteremo assieme l'inizio della storia. Ci sembra giusto riunirci.... e stabiliremo qualche regoletta tutta nostra! Ci stavamo chiedendo se... beh... sì, insomma, ci farebbe piacere se venissi con noi ›› la voce di Ivonne era così gentile che mi veniva da dirle di sì senza pensarci nemmeno, ma Corey s'intromise, sollevando l'indice per far notare il suo disappunto sulle sue parole.

‹‹ Correggiti: farebbe piacere a voi. Io me ne chiamo fuori ››

Deakin schioccò la lingua, sbuffando rumorosamente e guardandolo con aria di disappunto.

Corey, però, lo ignorò.

‹‹ Lascialo perdere ›› sbuffò di nuovo Deakin, rivolgendomi, con mio stupore, un sorriso appena accennato. Cordiale, oserei dire.

E non avevo mai visto Deakin sorridere.

‹‹ Allora, sarai dei nostri? ›› chiese nuovamente Ivonne.

‹‹ Vengo volentieri ›› risposi, forse con troppo entusiasmo nella voce.

Lei si scambiò uno sguardo d'intesa con Annalee, poi annuirono all'unisono, come se avessero appena avuto una discussione telepatica, entrambe ebbero un risolino simile a quello dei cartoni animati.

‹‹ Fantastico! Allora andiamo! ››

E, contornati dal continuo borbottare contrariato di Corey, cominciammo a camminare verso l'uscita della scuola.

Dentro di me non riuscivo ancora a credere al fatto che Ivonne mi aveva appena abbracciato.

Era così surreale! Non poteva essere vero. Stavo sicuramente dormendo.

Cercando di non farmi vedere, strinsi i pugni il tanto giusto da sentire le unghie infilarsi nella pelle.

Il dolore, sebbene leggero, mi fece capire che no, non stavo dormendo.

Ma anche la facciata data alla porta d'ingresso me lo fece capire.

Perché, sì, ero talmente concentrato sull'abbraccio di Ivonne che non mi resi nemmeno conto che il portone della scuola era chiuso.

‹‹ T-tutto okay? ›› domandò premurosamente Annalee.

Dietro di me sentii le risate di Corey.

‹‹ Sì ›› mormorai imbarazzato, massaggiandomi il naso, certo che da lì a poco avrei cominciato a sanguinare.

Ma pur di non dare la soddisfazione di sentire che mi ero fatto veramente male, ignorai le domande di tutti gli altri ed aprii il portone, fermandomi, però, non appena vidi che nei gradini di fronte a noi c'era seduta l'unica persona che non avrei mai pensato di vedere.

Luna.

I capelli color platino, dal vivo, erano così lunghi da sfiorare il pavimento.

Era seduta sul primo gradino, con la testa china.

Capii che era lei solo perché i ragazzi di fronte a lei la guardavano in modo incuriosito.

Come ho già detto, Luna non esce mai, per cui erano normali quegli sguardi così stupiti.

Ivonne si sporse appena oltre le mie spalle, fissando Luna incuriosita.

Probabilmente loro non l'avevano nemmeno mai vista oltre lo schermo del telefono, data la tempesta di sussurri che si era creata alle mie spalle.

‹‹ Quella è – ››

‹‹ Sì, è Luna ›› risposi rapidamente, girandomi per guardare il viso della ragazza.

Cavolo... da così vicino era anche più carina.

Come se avesse sentito il commento, improvvisamente, Luna si mise in piedi e si girò.

Era magrissima, e la sua pelle era ancora più pallida di quanto fosse nella foto.

I suoi occhi avevano un trucco nero pesante, e sotto l'occhio sinistro c'era disegnato un cuoricino.

Indossava dei tacchi vertiginosi. E, considerando la sua altezza già abbastanza elevata, ora sembrava di vedere un palo della luce, tanto che era alta e magra.

Si formò un ampio sorriso sulle sue labbra nere, mentre scuoteva ritmicamente la mano nella nostra direzione ‹‹ Ehi, Aiden! ››
intimidito, e un po' in soggezione per gli sguardi delle persone presenti, stupiti del fatto che la conoscessi, bofonchiai un “Ehi, Luna...” e forse lei si rese conto del mio enorme imbarazzo, considerando che abbassò la mano e la sua espressione divenne strana.

Si morse nervosamente il labbro inferiore, e si sistemò la gonnellina nera ‹‹ sono venuta per parlare con te... ››

‹‹ Con me? ››

Annuì timidamente, cominciando ad accarezzarsi il braccio sinistro, mentre dondolava sul posto.

Mi sentivo doppiamente in imbarazzo, e cominciai a fare un passo nella sua direzione, mentre Anna si schiarì la gola, come per attirare l'attenzione.

‹‹ Ehm... noi cominciamo ad andare, se no ci occuperanno tutti i posti in biblioteca. Teniamo un posto anche per te, okay? ››

‹‹ Oh, andate alla riunione? Posso venire anche io? Vorrei essere aggiornata dal vivo! ››

‹‹ Sì, sì, okay, va bene ›› sembrava tremendamente scocciata dalla presenza di Luna.

Eppure, lei, non era poi così tanto turbata dalla cosa.

Sarà stata un po' la mia immaginazione, o forse il fatto che in quel momento mi sentii tremendamente in colpa per la mia reazione di poco prima, ma ora provai una sorta di... tenerezza.

Luna era abituata a quelle reazioni da parte delle persone?

Salutai il gruppo alzando la mano, ma loro mi passarono accanto senza nemmeno ricambiare la cosa. Eravamo di nuovo estranei.

Che stessero facendo così per via di Luna?

‹‹ Scusami, non volevo creare disagi ›› mormorò lei, come se avesse sentito i miei pensieri.

E subito mi venne una strana sensazione allo stomaco. Il senso di colpa.

‹‹ Tranquilla ›› mi affrettai a dire, poi mi guardai attorno.

Non volevo essere visto.... con lei. Quindi cominciai a scendere le scale, facendole con la testa il cenno di seguirmi. Meglio spostarsi da lì.

Sfortunatamente in quella scuola contava anche chi frequentavi. E se ti vedevano con gente strana, automaticamente eri un tipo strano.

E, come già detto prima, non appartengo alla categoria “sfigato”, ero piuttosto nella norma – anche se con la pecca fatale che non amavo particolarmente interagire nella vita reale –, e farmi vedere assieme a Luna... beh... abbiamo capito.

Quindi andammo nel retro della scuola, dove c'erano le scale d'emergenza.

Di solito lì andavano le coppiette per... fare cose, e bastava un finto colpo di tosse per capire se era occupato o meno. Ne diedi uno, e non sentendone uno in risposta, capii che era libero.

Ci sedemmo nella parte alta, l'unico punto che non era visibile.

Lei, timidamente, si spostò una ciocca di capelli dietro l'orecchio.

Si vedeva lontano un miglio che non era abituata a quella vicinanza.

‹‹ Allora, cosa mi devi dire? ››

‹‹ Ti volevo parlare di tutta questa situazione. A me... dispiace che tu ti sia ritrovato in quest'applicazione. E non potevo spiegarti ogni cosa tramite app, o Goregore si sarebbe infuriata e saresti finito subito nella Dead End. Voglio spiegarti tutto. Voglio aiutarti ››

Sospirai in modo frustrato. Ancora non mi andava bene l'idea di poter morire da un momento all'altro per colpa di un'applicazione.

‹‹ Okay.... ››

‹‹ Da quanto non apri l'applicazione? ››

‹‹ Da... poco fa, perché? ››

‹‹ Perché se non apri l'applicazione per 24 ore morirai ››

Istintivamente sollevai gli occhi al cielo, sbuffando ‹‹ Okay, bene, praticamente questa è l'applicazione della morte ››

Le sfuggì una risatina macabra, ed annuì ‹‹ praticamente sì. La chiamano anche l'applicazione suicida ››

‹‹ Beh, ma... io non voglio morire ››

e la sua espressione, a quelle parole, divenne seria. Annuì di nuovo, e prese in mano il telefono, cominciando a girarselo tra le mani come se fosse un anti-stress.

‹‹ Dicono che Goregore non sia altro che un'applicazione demoniaca, che una volta scaricata ti metta in comunicazione con uno spirito o un demone.

Non so se è una cosa vera, ma di vero c'è che ci sono diverse possibili dead end.

Il vero scopo di questo gioco non si sa... non ancora, almeno. Ma non è sicuramente quello di partecipare come squadra per creare una fantastica creepypasta, anche se si presenta in questo modo ›› prese un respiro, come se avesse parlato tutto d'un fiato ‹‹ è più un gioco di sopravvivenza, a quanto pare. Nel senso, noi siamo i protagonisti di una creepypasta, e per ora lo siamo tutti assieme... ma solo uno prevarrà. Ma onestamente penso che alla fine moriremo tutti ››

‹‹ Visione pessimistica, direi ››

‹‹ Sono realista ›› si girò verso di me, con uno scatto che sembrò essere quasi innaturale ‹‹ penso che chiunque sceglierebbe di vivere, piuttosto che morire, no? ››

‹‹ Beh... ››

‹‹ E se la scelta diventa “ammazza o sii ammazzato”? Tu cosa sceglieresti? ››

rimasi in silenzio.

Non sapevo cosa rispondere. Mi sembrava una domanda così assurda, ed allo stesso tempo così vera.... che non sapevo come reagire.

Uccidere o essere ucciso? Sarei mai stato in grado di uccidere qualcuno?

‹‹ Te lo dico io... sceglieresti di ammazzare qualcuno, piuttosto che morire tu. È una scelta più che umana, dettata dall'istinto di sopravvivenza. Goregore metterà anche di fronte a queste scelte, lo so. Ne sono certa. ››

‹‹ Come fai a sapere tutte queste cose? ››

‹‹ È parecchio scontata come cosa ››

Annuii. In effetti lo era, ma sperai vivamente di non dovermi mai trovare di fronte ad una simile scelta.

L'idea di dover uccidere qualcuno mi lasciava l'amaro in bocca.

Sarei mai riuscito, poi, ad andare avanti come se niente fosse?

‹‹ Comunque, non ti preoccupare. Non permetterò mai che tu sia messo di fronte a questa scelta ››

sgranai gli occhi, poi corrugai la fronte.

Prima ancora che potessi chiederle cosa volesse dire con quella frase, lei sorrise e si strinse nelle spalle. Un sorriso tetro, ma allo stesso tempo rassicurante ‹‹ non permetterò che qualcuno ti faccia del male. Ti proteggerò io. ››

‹‹ Non... non ce n'è bisogno. Nel senso, in teoria sono gli uomini a proteggere le donne, no? ››

Gonfiò le guance, sollevando un sopracciglio ‹‹ questo è un commento sessista poco carino, sai, Aiden? ››

‹‹ Non voleva essere un commento sessista ›› brontolai contrariato. Era un dato di fatto.

E, comunque, non volevo che lei facesse niente del genere.

‹‹ E poi, cosa vorresti dire? Che uccideresti al posto mio? ››

‹‹ Se la tua deep story ti chiederà di uccidere il giocatore che cercherà di ucciderti... sì ››

Corrugai la fronte, di nuovo.

‹‹ Non ho ancora capito come funziona questa deep story... ››

‹‹ Te l'ho già spiegato. È sempre uguale, quella spiegazione... solo che dal momento in cui comincerà la creepypasta, la tua deep story si aggiorna anche segnando la tua possibile dead end, senza però dirti come, perché... beh, se no sarebbe spoiler! ››

‹‹ E come faccio a sapere se qualcuno cerca di uccidermi? ››

‹‹ Lo capirai man mano che la storia va avanti. La deep story è in prima persona per tutti, e quindi varia un po' per tutti.

La story, che ciò che trovi nella schermata Home dell'applicazone, è la storia che condividiamo tutti assieme. Lì trovi la storia nostra storia, raccontata in terza persona ››

‹‹ Cioè, come se qualcuno ci stesse osservando e riportasse tutto? ››

‹‹ Più o meno. Goregore analizza le deep story di tutti, ciò che ci è accaduto e trascrive la storia, riportando le eventuali morti e come sono avvenute.

Te l'ho detto, siamo i protagonisti di una creepy pasta. Purtroppo non so dirti altro su come funzionano... chi vivrà vedrà. Letteralmente parlando. ››

Annuì, incerto se ridere o meno a quell'allusione sul “chi vivrà vedrà”.

‹‹ Senti, ehm... e che mi sai dire riguardo ai lucchetti presenti nei profili dei giocatori? ››

‹‹ Parli del terzo quadratino con l'icona del lucchetto? Sono i dati in comune con un giocatore.

È semplicemente una deep story in comune. ››

‹‹ Ossia? ››

‹‹ Ti spiego: puoi scegliere solo una persona con il quale condividere la deep story, e deve essere qualcuno di fidato. Qualcuno che può correre in tuo aiuto, se tu, per esempio, ti ferisci.

Se si decide di avere la deep story in comune si hanno anche dei vantaggi, perché puoi sapere tutto dell'altra persona in tempo reale e viceversa, ed in caso di alleanza diventa una potentissima arma.

Anche se penso che a quel punto avresti la tua personale deep story e quella in comune.

Se uno dei due muore, la common story si annullerà automaticamente ››

I suoi occhi brillavano, come se mi stesse facendo una richiesta specifica attraverso quella spiegazione. Avrei dovuto condividere la mia deep con lei?

No. Non volevo.

Annuì tra me e me, senza un motivo preciso, poi sospirai.

‹‹ Capito. Grazie, Luna ››

‹‹ Prego. ›› mormorò, quasi delusa, poi abbassò nuovamente lo sguardo sul proprio telefono.

I capelli color platino, sotto quell'ombra creata dal parapetto della scalinata, sembravano grigi e le davano l'aria di una vampira uscita da chissà quale telefilm.

‹‹ Perché uccideresti al posto mio? ›› domandai istintivamente. Ed era strano, perché non ci stavo nemmeno pensando in quel momento.

Fu come se non fossi io a parlare.... o forse ci stavo pensando inconsciamente. Non c'era motivo, in quel momento, di cominciare a farmi viaggi mentali. Era solo suggestione.

Lei sollevò di colpo la testa, sorpresa da quella domanda, e cominciò a torturarsi il labbro inferiore.

‹‹ Perché sì. Sei l'unico, alla fine, che mi tratta come un essere umano ››

‹‹ Ma... ci parliamo da ieri ››

‹‹ Ma mi parli, almeno ›› accennò un sorriso amaro ‹‹ e sopratutto, mi parli come se fossi un essere umano. E poi sei una brava persona, non meriti nemmeno di stare imprigionato in questo gioco della morte ›› non volevo sapere come potesse essere certa che fossi o meno una brava persona, e tanto meno volevo sapere come mai diceva quelle cose.

Eppure, sul gruppo sembrava chiacchierare tranquillamente con gli altri. A parte con Ivory...

Beh, indubbiamente, come ha detto lei “chi vivrà vedrà”.

Era inutile avere così tanta fame di informazioni, in quel momento. Una valanga di novità sarebbe stata inutile, e avrei dimenticato tutto dopo poco tempo.

Così, decisi che era giunto il momento per metterci in cammino verso la biblioteca.

Dovevo solo fare la strada più isolata, così da evitare di incrociare eventuali compagni di classe, o comunque la maggior parte delle persone della mia scuola.

Nonostante tutto, preferivo evitare di incrociare i miei compagni.

 

La strada verso la biblioteca comunale sembrò essere un cammino verso l'infermo. Caldo a parte, c'erano fin troppe persone che conoscevo. Il che era scontato, considerando l'ora ed il luogo.

La biblioteca comunale, e la strada per essa, era situata nel centro della nostra cittadella degli studi.

Cercare di evitare tutte quelle persone era come camminare sulla brace bollente a piedi nudi e pretendere di non ustionarsi.

Quindi, optai semplicemente per camminare qualche passo davanti a Luna, fingendo di fare tutt'altra cosa e di non essere in sua compagnia. Fortunatamente sembrava aver afferrato il concetto, e camminava a distanza, mentre premeva cose sullo schermo del mio smartphone.

Sensi di colpa? no. Non ne stavo provando. Ma sapevo che quello, comunque, non era un comportamento umano. Sopratutto dopo quello che aveva detto.

Ma alla luce dei fatti, chi poteva dirmi se quello era un trucco, o se effettivamente pensava quelle cose? Chi poteva assicurarmi che Luna non fosse contro di me?

Varcata la soglia della biblioteca, si sentii il grido di Axel dalla fine della stanza ‹‹ Ragazzi! Siamo qui! ›› e se qualcuno non aveva notato la nostra presenza, in quel momento, fui certo che tutti l'avevano notata. E forse anche chi c'era fuori dalla biblioteca.

Axel e la finezza e riservatezza erano sconosciuti.

Luna azzerò totalmente la distanza e mi si affiancò, ma non osò nemmeno sfiorarmi per sbaglio, mentre scendevamo i pochi gradini e camminavamo verso il tavolo che il resto del gruppo aveva occupato. C'erano due sedie vicine e vuote, poste stra Ivonne e Deakin.

Luna era palesemente a disagio, ma sembrò rilassarsi quando mi vide poggiare il fondoschiena sulla sedia.

‹‹ Ora che ci siamo tutti, poggiamo i telefoni sul tavolo con l'applicazione aperta ed attendiamo tutti insieme l'inizio della Story ›› disse Corey.

‹‹ Da quando sei tu il capo, Chor? ›› brontolò contrariata Annabelle

‹‹ Da quando sono il primo della zona ad aver scaricato quest'applicazione ››

e nessuno ebbe da obbiettare. Aprimmo tutti l'applicazione e posizionammo i telefoni al centro del tavolo.

‹‹ Okay, qualcuno ha qualche proposta per delle regole in comune? ››

Axel alzò la mano, e Corey gli fece cenno con la testa per dargli il permesso di parlare ‹‹ niente sesso prima del matrimonio ››

calò il silenzio – non che prima ci fosse chiasso – e lo osservammo tutti attentamente, interdetti tra il rovesciargli addosso il tavolo e il mandarlo a quel paese.

Tranne Ivonne, che sghignazzava silenziosamente, sotto le occhiatacce di Corey ‹‹ e nessuno ha ancora detto cosa ne pensa delle mie scarpe nuove ››

‹‹ Mi fanno cagare ›› rispose seccamente Corey, quasi ringhiandogli contro ‹‹ e sono serio. Qualcuno ha qualche regola precisa? ››

‹‹ Penso che la regola principale sa stabilire, è quella di avvertire se qualcuno ha una dead end nella deep story ›› disse Ivonne, scrollando le spalle ‹‹ altre regole, attualmente, non me ne vengono ››

‹‹ Che senso ha avvertire della dead end? Intendo, anche se lo diciamo? Non cambia! Si muore e basta. Ed è spoiler ›› controbatté Rain

‹‹ Chi se ne frega se è spoiler! Dobbiamo abituarci all'idea che qualcuno morirà! ››

‹‹ E magari passare più tempo assieme con quella persona ›› aggiunse Deakin, ed improvvisamente nessuno aveva più niente da controbattere sul fatto della dead end.

‹‹ Personalmente, non la trovo così cattiva come idea ›› aggiunsi. Deakin mi fece l'occhiolino, seguito da un cenno della testa che concordava con le mie parole.

‹‹ Okay, vada per questa regola banale ››

‹‹ Propongo di fare una riunione al mese ›› azzardò Luna

‹‹ E perché? ›› sbuffò Ivory

‹‹ Resoconto mensile e punto della situazione... sempre se non saremo tutti contro tutti ››

E non era male come idea. Anche se la maggior parte del gruppo la stava guardando con gli occhi infuocati, per il suo intervento, Ivonne annuì e le rivolse ciò che sembrò essere un sorriso d'incoraggiamento.

‹‹ Buona idea! ›› batté le mani sul tavolo, guardando il resto del gruppo come se volesse incitarli ad approvarla.

Semplicemente, annuirono all'unisono.

‹‹ Okay, se non avete altre idee, partiamo con la spiegazione generale per il Niubbo Aiden che non sa praticamente niente, ancora ›› esordì Corey, già scocciato dal fatto di dovermi parlare ancora una volta.

‹‹ Luna mi ha spiegato qualcosa ››

‹‹ Ma il resto della spiegazione spetta a me. Quindi cuciti la bocca e ascolta ››

Improvvisamente, pregai che la prima Dead end spettasse a lui.

‹‹ Ognuno di noi dieci giocatori ha una sorta di titolo identificativo, e non sono i nostri nickname, ma il modo col quale ci identifica il gioco in base alle azioni che svolgiamo durante la storia.

Alcune di queste sono già state identificate dalla storia precedente. Quella che è stata interrotta per la morte di Mya. A volte, per mantenere segreta l'identità per personaggio, in caso si tratti di azioni chiave per la storia, si usa il titolo identificativo in modo che quella persona possa agire in modo indisturbato.

È già successo. Ovviamente, il giocatore col titolo sa che quello è il proprio... ma gli altri no. E nessuno deve scoprirlo! ››

Ivonne storse il labbro, notando la mia espressione palesemente confusa ‹‹ Corey, fai schifo nelle spiegazioni.

Okay, Aiden... ti spiego in modo pratico. Nella scorsa storia, nonché in quella che continueremo, è comparso uno di questi titoli. “La Yandere”. Nessuno, tranne la diretta interessata, sa di chi si tratta.

E la sua identità deve rimanere tale, così da poter continuare la storia senza che nessuno lo interrompa. Lo scopo di ognuno di noi è vincere e sopravvivere. Goregore invia spesso delle missioni, in modo da rendere la storia più interessante. È l'applicazione, infatti, l'anima principale di tutta la storia.

La volta scorsa, la Story diceva che la Yandere aveva pianificato qualcosa contro Mya. Ma non aveva detto né cosa né perché, ed attualmente non sappiamo chi sia la Yandere.

Ovviamente ognuno di noi indagherà per conto proprio per smascherare chi si cela dietro questi titoli, etichette o chiamali come ti pare. ››

‹‹ Okay, capito... ›› Mica tanto. Avrei imparato col tempo. ‹‹ Cos'è una Yandere? ››

‹‹ Terminologia Otaku. Un personaggio in sintesi è un personaggio – prettamente femminile – socievole, simpatica e tranquilla con tutti ma in realtà è una persona talmente gelosa del ragazzo o ragazza della quale è innamorata, ed è disposta ad uccidere chiunque cercherà di sottrarglielo o cercherà di ucciderlo e... sì, insomma, Aidennuccio, apri google e cercalo se vuoi sapere di più ›› rispose fiero Luke. Doveva essere patito di queste cose, e quella ne era una prova concreta.

Con quella spiegazione, guardai Luna. In fondo, lei aveva detto che sarebbe disposta ad uccidere per me. Che fosse lei la Yandere?

Chiusi gli occhi. No, le conclusioni affrettate non erano certamente una buona idea.

‹‹ In ogni caso, pensiamo che la Yandere fosse proprio Mya. Aveva una strana ossessione nei confronti di Luke ed Adrien. e ne era effettivamente gelosa, quindi... ›› commentò Ivonne, cominciando a giocare con una ciocca dei capelli ‹‹ il fatto che Yandere stesse programmando qualcosa contro di lei, potrebbe essere tranquillamente il fatto che sia morta. Insomma... tornerebbe tutto. ››

Corey scosse la mano, lasciando intendere che quell'argomento poteva tranquillamente chiudersi lì, e quindi riprese in mano le redini del discorso ‹‹ A parte questo, Aiden... lo scopo principale è la sopravvivenza. Questa è la cosa principale da sapere. Man mano che andremo avanti capirai ›› tagliò corto Corey, e fui grato di quella sintesi.

Annuirono tutti all'unisono, concordando con lui, per poi abbassare lo sguardo sui telefoni, che s'illuminarono tutti insieme. Li prendemmo, e silenziosamente leggemmo tutto.

Come già preannunciato, nessuno disse nulla riguardo i possibili titoli/etichette, e nessuno disse niente riguardo al ruolo che ricoprivano.

La notifica, infatti, comparì nella sezione My deep story.

La mia mi fece gelare il sangue.

 

My deep story

Day one

 

Il gioco comincia alle 2 PM.

Ho incontrato la Yandere.

Sono confuso da tutto ciò che sta succedendo.

Non capisco come funziona GoreGore.

Chi è la Yandere?

MoonieBoo mi sta osservando.

 

Ho incontrato la Yandere.

Quello era segno ufficiale che non era quella Mya.

E, a dire il vero, non mi preoccupò più di tanto, considerando che avevano già detto che era già comparsa. Di conseguenza, ovviamente, era qualcuno del gruppo.

O forse dovevo preoccuparmi, effettivamente?

In ogni caso, ciò che mi fece accapponare la pene, fu quel “Moonieboo mi sta osservando”.

Girai velocemente gli occhi verso Luna, un'altra volta. Ed effettivamente mi guardava in un modo inquietante, con un sorriso appena accennato e gli occhi quasi sgranati.

Il mio telefono s'illuminò un'altra volta. La notifica di un messaggio privato... proprio da Moonieboo.

Deglutì, ed andai ad aprirlo.

 

@Moonieboo

Tranquillo, Aiden. Di me ti puoi fidare.

Ma non fidarti di chi agisce in modo

troppo gentile e degli occhi dolci.

Qui tutti sembrano docili, ma nessuno è agnello...

Qui sono tutti lupi.

  
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