Storie originali > Avventura
Segui la storia  |       
Autore: Davos    12/07/2017    0 recensioni
Il Cosmo, un luogo pieno di meraviglie e storia.
Le otto più potenti monarchie del Cosmo si affrontano tra loro per la pace, subordinati al Notaio.
La fiamma blu e bianca si sta accendendo, portando il sangue a nascere.
Genere: Avventura, Guerra, Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Violenza
Capitoli:
 <<    >>
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
La Terza Accademia era riapparsa agli occhi del Notaio, dopo tanto tempo che non la vedeva.
Il vecchio edificio era ancora in fase di riparazione, mentre il giardino era stato ripulito dalle macerie.
Diversi studenti erano seduti nelle panchine, leggendo e studiando, tornati alla vita precedente alla guerra.
Il Notaio guardava i giovani con occhi da morto, sapendo la fine che avrebbero fatto a causa di Ason e Sona.
Il vecchio e il suo assistente entrarono nella sala principale, acclamati dalla folla di studenti presenti.
Diversi professori uscirono dalle loro classi, ammirando il Notaio e applaudendolo.
Tutti tornarono al silenzio quando apparve il Rettore, arrabbiato per il rumore.
Il broncio di Jerome Bomble divenne un sorriso non appena vide il suo vecchio amico, andandoli immediatamente incontro ad abbracciarlo.
Tutti tornarono a posto, mentre i viaggiatori e il Rettore si recarono nell’ufficio di quest’ultimo.
L’ufficio era rimasto buio, ancora con la finestra abbassata, quella  che dava verso il cortile interno.
Lo studio era rimasto chiuso, ma una nuova aria riusciva ad essere respirata.
Jerome Bomble si sedette, facendo accomodare anche gli altri due.
“Credevo che ti fossi trasferito nell’ufficio di Tancredi.”
“Vecchio mio, quell’ufficio è pieno di vergogna, non intendo infangare anche il mio nome.”
I due risero di gusto, mentre Ravon si guardava intorno, come se stesse aspettando qualcuno.
La porta si aprì ed entrò dentro una ragazza ansiosa di vedere i due.
L’Assistente si alzò dal suo posto, abbracciando la dolce ragazzina, che ricambiò al suo abbraccio.
Il Notaio sforzò di alzarsi, ma la stanchezza lo lasciava seduto sulla sedia.
Kyo Leivl non era cambiata quasi nulla dal loro ultimo incontro.
Jerome rimase zitto, osservando la scenda piena di tenerezza, guardando il Notaio con una strana preoccupazione.
Dopo che l’abbraccio si sciolse, Ravon guardò il Notaio con occhi da cucciolo, senza dire una parola.
Il Notaio fissò per un momento il Rettore, poi parlò.
“Sì, puoi uscire in giardino con Kyo .”
I due ragazzi, contenti, si fiondarono fuori dall’ufficio, lasciando il Notaio da solo con l’amico.
L’ambiente cambiò immediatamente, diventando più freddo.
Jerome si sporse in avanti sulla scrivania, facendo avvicinare il vecchio verso il suo volto.
“Notaio, questa Accademia sta diventando una gabbia di matti.”
Il vecchio non credeva a quelle parole.
“Ho sentito di certe notizie riguardo al sovrano di Ziro, il detentore del Trono d’Ossidiana; mi vengono i brividi solamente a pensarci.”
Il volto del vecchio incominciò a diventare pallido, avendo capito della paura che sentiva l’amico.
Per un momento il Notaio si accarezzò la folta barba, cercando un modo per rompere il ghiaccio, ma non arrivò a nulla.
Il Rettore guardava fisso la fotografia che aveva sulla scrivania, la quale ritraeva Kyo.
“Notaio, devi portare Kyo via con te prima che sia troppo tardi. Il Preside Tirsifen ha cominciato le epurazioni, ha già fatto eliminare gran parte del Collegio, invischiato in affari con l’Esercito Inferiore.”
Il Notaio si grattò la testa.
“Ma Jerome, Tirsifen è stato eletto proprio perché possiede il carattere giusto per fare certe azioni.”
“No, non è vero. Tirsifen non è un essere umano comune,  la sua mente si eleva sopra i sentimenti, eliminando ogni senso di giustizia. Abbiamo fatto male ad eleggere lui, sembra sia intenzionato ad entrare in guerra dalla parte del sovrano di Sirdia.”
Al Notaio venne il mal di stomaco come sentì quel nome, ricordando il brutto incontro avuto con Aphon V.
“Jerome, voi Rettori dovete far capire al Preside che il Collegio non deve scendere in guerra, sarebbe controproducente anche per tutti voi.”
“Mio vecchio amico, porta con te Kyo, io tenterò di salvare parte degli studenti allontanandoli dalla guerra vicina. Il Collegio non nutre alcuna ostilità contro di te, ma le voci affermano che il Preside voglia eliminare l’Esercito Inferiore, e soltanto con l’aiuto degli Otto pensa di raggiungere tale obbiettivo.”
Rimasero zitti, ascoltando il rumore degli studenti correre nel corridoio.
 
“Come va al Fulcro?”
Kyo dondolava i piedi mentre stava seduta sulla panchina.
Ravon era felice, ma l suo volto esprimeva una tristezza interna, come se fosse successo qualcosa.
“Non stiamo facendo molto, il Notaio è partito in viaggio con me.”
“Sì, questo lo vedo, ma perché siete in viaggio?”
L’Assistente si grattò la testa, cercando un modo per non dire la situazione del Cosmo alla giovane.
“Affari importanti del Fulcro, ne va della sicurezza del Cosmo.”
“Tra poco inizierò il mio tirocinio, non vedo l’ora di vivere al Fulcro.”
“Ti stancherai presto, la notte è l’unica cosa che si vede.”
In quel momento qualcuno toccò le spalle di Ravon, irrigidendolo.
“Guarda chi c’è, l’assistente del Notaio.”
La voce di Leimtov era piena di disprezzo e odio, come se non avesse ancora accettato la fine dei suoi sogni.
Kyo socchiuse gli occhi, cercando di mandare via il rivale.
“Vivach, questi non sono affari tuoi.”
“Davvero, Leivl, allora perché sono qui?”
Il ragazzo non era cambiato, ma i suoi occhi scintillavano, mostrando qualcosa di oscuro e profondo.
“Vai via, non ci fai nulla qui.”
“Ho cose migliori da fare, quindi vi lascio.”
Leitmov scomparve tra le fronde degli alberi ancora in piedi, lasciando i due di nuovo da soli.
Kyo era disgustata da Leitmov, ancor di più di quanto lo fosse stata con Darilio, ora in prigione.
“Da quando sono la prima dell’Accademia, tenta sempre di stuzzicarmi, dicendo che io sia la nuova Darilio, pupilla del Rettore. Le sue intenzione non mi piacciono, sento puzza di colpo di cattedra ogni volta che lo vedo.”
I due si alzarono dalla panchina, incominciando a camminare.
In quel momento arrivarono il Notaio e Jerome Bomble, ancora parlando tra loro.
Il Notaio era terrorizzato, come se avesse sentito qualcosa di terribile.
Gli occhi del vecchio erano rossi e gonfi, stanchi di sentire notizie brutte.
Kyo e Ravon si avvicinarono, facendoli fermare la conversazione.
Il Rettore abbracciò furiosamente la giovane ragazzina, l’Assistente notò come stesse piangendo.
“Kyo, mi mancherai durante questi mesi di tirocinio. Fai la brava, mi raccomando.”
La ragazzina sorrise, versando qualche lacrima anch’essa.
Il Notaio strinse la mano del Rettore, guardandolo profondamente negli occhi, come se li stesse ancora parlando.
“Ravon, dobbiamo andare adesso, prepara tutto.”
Una carrozza arrivò lungo la strada, prendendo i viaggiatori.
Il cancello si aprì, lasciando passare i cavalli e chiudendo, finalmente, quel tortuoso viaggio.
Il Notaio guardava fuori dal finestrino, i suoi occhi erano tristi, preoccupati sul futuro.
 
Kyo si era addormentata, stanca del viaggio.
Ravon osservava il suo maestro, cercando di capire cosa stesse pensando.
“Capo, cosa  ti ha detto il Rettore?”
Il vecchio guardò con i suoi occhi lacrimosi al giovane assistente.
“Il Collegio è pronto a dichiarare guerra contro i figli di Sin, ha intenzione di aiutare i quattro troni minori nella loro lotta.”
In quel momento l’Assistente capì tutto.
Il dolore rimaneva silenzioso dentro quel luogo, mentre il Fulcro, luogo sicuro, si avvicinava sempre di più, lasciandosi alle spalle il pericolo del Cosmo.
Passò diverso tempo dalla partenza, ormai vicino al finire.
Ravon guardava le stelle, sentendo le proprie guancie tagliate dalle lacrime.
Il Notaio non aveva parlato per tutto il viaggio, lasciando che Kyo dormisse nei suoi sogni più spensierati.
“Ravon, promettimi di proteggere Kyo in caso di mia morte.”
“Ma, capo, il Fulcro è al sicuro, non c’è alcun pericolo…”
“PROMETTI!”
Le lacrime uscivano dagli occhi del vecchio, quasi posseduto da altre menti a causa delle notizie ricevute.
In quel momento il giovane si sentì insicuro, pensando a quanto le sue parole potessero essere illusorie e non veritiere riguardo alla sicurezza del Fulcro.
“Ti prometto, capo, proteggerò Kyo e anche il Fulcro, fino a quando avrò vita.”
Il tutto tornò silenzioso, facendo calmare l’intera situazione all’interno della carrozza.
 
Il Palazzo di Ziro era coperto da arazzi e tendoni.
Il simbolo della famiglia reale svettava su ogni cosa, mentre i soldati, vestiti in armatura, marciavano sopra i ponti e le strade della città.
La sala del trono era piena di persone, soldati di ogni grado e tipo.
Un banditore si mise davanti al trono nero, attirando l’attenzione di tutti.
“Ho l’onore di presentare a voi riuniti qui il nostro sovrano; ecco a voi Ason MXXXVI, il Re d’Ossidiana.”
Tutti si inchinarono, mentre il sovrano entrava trionfante dentro la stanza, raggiungendo il trono mentre veniva scortato dalle guardie.
Le mani si appoggiarono ai bracciali del trono, mentre le porte venivano chiuse, in un atmosfera buia e paurosa.
Il sovrano guardò tutti con i suoi occhi di fuoco, incominciando il proprio discorso.
“Oggi inizia il mio nuovo regno. Per anni, gli abitanti di Ziro hanno dovuto soffrire, sottoposti a leggi ingiuste e involontarie, come quelle delle Carte degli Otto. Mio padre, Ason MXXXV è stato un grande re, ma non abbastanza grande da andare contro il perfido amministratore del Fulcro. Io riporterò a Ziro ciò che ai miei antenati è stato sottratto, presto Sin tornerà alla ribalta sono un nuovo Cosmo. Da oggi io sono Ason il Primo, Ason il Fondatore, Ason il Guerriero, Ason il Re d’Ossidiana.”
Tutti applaudirono con il sorriso, forzati dalle spade dei soldati, anch’essi impauriti dalle parole del re.
Tutti i generali si riunirono attorno al trono, ascoltando con grande attenzione al loro sovrano.
“Sona avrà preparato sicuramente il suo esercito per affrontare ogni evenienza, quindi noi agiremo diversamente. Le Antiche Rovine di Sin appartenenti a Zentia saranno invase dai soldati del sale, per questo motivo  ho intenzione di attaccare altri obbiettivi che mia sorella non si aspetta.”
Il sovrano si alzò dal trono, facendosi seguire dai generali all’interno del suo studio privato.
Ason vestiva con un lungo mantello verde, un’armatura nera fatta di pura ossidiana e indossava un elmo con due corna simili a quelle di un ariete.
Lo scettro nella mano del sovrano era un lungo bastone d’oro che finiva con un quadrato scuro.
Dopo alcuni passi, finalmente Ason si sedette nel suo studio di legno profumato e ricco di piante verdi e ben nutrite.
I generali presenti rimasero in piedi, vestiti rigorosamente con le loro grandi armature e i loro lunghi mantelli.
“Voglio sapere che razza di piani state preparando per l’inizio della guerra.”
“Mio sovrano e comandante, avevamo intenzione di attaccare le Rovine di Sin come pretesto e nel mentre puntare dritto su Zentia.”
“Quanti soldati volete usare come pretesto?”
“Sui duemila soldati di terra, mio signore.”
Ason si alzò dal suo scranno, buttandosi furiosamente contro il vecchio generale, il quale si era portato le mani davanti alla faccia per proteggersi.
Gli occhi di brace del sovrano caddero su quelli timidi del generale, che cadde a terra sulle ginocchia, alzando le mani al cielo.
“Duemila soldati! Duemila soldati sono troppi! Voglio almeno cento soldati, il resto sarà sparso tra i principali centri del regno di Zentia. Un primo gruppo potrebbe entrare nella capitale come spie e mendicanti, così da aprire le porte della città in caso di nostro attacco. Sona non si sporcherà le mani, lei è troppo debole e graziosa per fare certe cose, quindi manderà sicuramente uno dei suoi strateghi. Attaccheremo Zentia con la cavalleria e qualche fante, basta che siano molti e forti.”
Il generale rimase a terra, fissando il sovrano in cerca di pietà.
“Si rialzi, non abbiamo molto tempo per certe cose.”
Tutti i generali erano zitti, aspettando che il loro re si risedesse sulla sua sedia.
Un altro generale, molto più basso e più barbuto, tirò fuori da una borsa un foglio
“Sire, questi sono i seguenti centri di produzione di armi del regno di Zentia. “
“Generale, io non intendo attaccare le fabbriche di armi, voglio che gli abitanti di Zentia muoiano per la fame. Intendo prevalere sul Cosmo e mi serve una dimostrazione plateale, qualcosa che faccia indietreggiare tutti dinanzi al mio estremo e supremo potere. Zentia sarà assediata e fatta cadere, esigo che vengano occupati almeno due giorni di assedio, non di più. Le Isole Seta sono un luogo prestigioso per la produzione di cereali e lavoro tessile, voglio che parte dell’esercito si infiltri in queste colonie di Sona e bruci ogni cosa, non lascerò risorse ai miei nemici.”
“Ma signore, non sarà pericoloso distruggere le risorse nemiche? E se ci servissero in futuro?”
“Nel futuro che vedo io il Cosmo brucia nelle fiamme della mia vendetta e della mia ascendenza, inchinandosi davanti all’unico vero sovrano, l’imperator e comandante di ogni esercito e ogni popolo. Attaccate le Isole di Seta e distruggete ogni cosa presente lì. Fate cadere le difese di Zentia, conquistata la città conquisteremo anche gli altri mondi e colonie affiliate. Datemi ciò che è mio, io mi ripagherò.”
Detto questo, Ason prese dalla tasca destra un paio di monete di argento e le buttò sul tavolo, facendoci gettare i generali sopra.
I vecchi generali lottarono tra loro fino a quando tutte le monete non scomparvero tra le mani di alcuni, lasciando che gli sconfitti uscissero dall’ufficio con il volto triste.
Ason, dopo aver visto lo scontro tra i suoi generali, prese un bicchiere di vetro e lo riempì con qualche intruglio scuro.
“Prima che andiate, voglio dire una cosa. Dite a tutti i governatori e nobili che, chiunque collaborerà con i nemici pagherà le conseguenze con la derisione eterna e il sacrificio della vita.”
Dopo aver detto questo, tutti i generali di Ason uscirono dalla stanza, lasciando il sovrano a bere la sua bevanda.
Nel mentre, qualcuno nell’ombra, guardava con sdegno le decisioni di Ason.
 
 
 Spazio autore: 
Capitolo che non si discosta molto da quello precedente. 
Ringrazio ancora tutti. 
Davos 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
 
Leggi le 0 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<    >>
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Avventura / Vai alla pagina dell'autore: Davos