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Autore: Crateide    12/07/2017    5 recensioni
| Modern!AU |
"Macaria sbatté ripetutamente le palpebre, perplessa.
- In che senso? – chiese, mentre si lasciava ammaliare dal profumo indefinito che emanava il suo insegnante.
- Vediamoci questo pomeriggio, alle 16:00, in piazza dell’Unità – le rispose semplicemente l’uomo, sfiorandole una ciocca di capelli corvini.
Macaria dischiuse le labbra e rimase a fissarlo imbambolata.
“Mi ha... mi ha... chiesto di uscire?!”."
Genere: Commedia, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Crack Pairing
Note: AU, OOC | Avvertimenti: Incompiuta
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Prompt: orsetti di peluche.

Gruppo facebook: il giardino di Efp.

Numero parole: 857.

 

 

 

 

 

 

Macaria sentiva gli sguardi di tutti pesare su di sé come macigni.

Non c’era nessuno, nell’aula, che non si fosse fermato ad assistere al suo sudato e difficile esame, che non trattenesse il respiro ad ogni domanda che le rivolgeva Thanatos per metterla in difficoltà.

Chiunque, dagli studenti agli assistenti del professore, tacevano, ascoltavano e osservavano muti e impettiti.

In fondo – pensava Macaria, mentre si lambiccava il cervello per trovare una risposta valida alle domande rivoltale – Thanatos glielo aveva detto durante le loro lunghe chiacchierate su Skype: il fatto che si frequentassero, seppur virtualmente, non significava che il suo esame sarebbe stato una passeggiata o meno difficile rispetto a quello dei suoi compagni. Se desiderava mantenere la sua media del trenta, avrebbe dovuto sudare le proverbiali sette camicie.
- La sta massacrando – sentì sussurrare ad un tratto alle proprie spalle, da qualcuno che probabilmente avrebbe rinunciato a dare l’esame, se si considerava il tono di voce oltremodo terrorizzato con cui aveva pronunciato tali parole.

Thanatos sollevò di scatto la testa e guardò la folla di studenti assiepata dietro di lei.

“Accidenti com’è bello!”. Macaria scosse con forza il capo. “No, non lasciarti distrarre!”.
- Silenzio, voi! – disse il professore, sbattendo una mano sulla cattedra, per poi tornare a rivolgersi a lei – Bene, signorina, vedo che ha studiato in modo assai approfondito la mia materia.

Macaria sussultò.

Era forse finita? Stava per darle un voto?

Guardò l’orologio appeso al muro e solo allora si rese conto che l’aveva interrogata per più di un’ora!
- Come tutte le altre – rispose con la gola secca.
- Immagino. Vedo che ha tutti trenta e trenta e lode.
- ...Sì.

Thanatos chiuse gli occhi per un breve istante e quando li riaprì li fissò dritto nei suoi, folgorandola.
- Aggiunga un altro trenta e lode alla lista – disse infine.

Macaria trattenne il respiro e il desiderio di abbracciarlo. Annuì e rimase ad osservarlo mentre verbalizzava il suo voto.

 


*  *  *

 

 

Macaria si sentiva ancora più eccitata, confusa e frastornata della prima volta che si erano dati appuntamento.

Adesso che aveva passato l’esame, adesso che Thanatos Elisio non era più uno dei suoi insegnante, avrebbero potuto frequentarsi in libertà, alla luce del Sole.

Eppure, nonostante questa consapevolezza, non trovava pace. Continuava a tormentarsi le mani e a spostare il peso del corpo da un piede all’altro.

Guardò l’orologio che aveva al polso e si rese conto di essere in anticipo di dieci minuti. Di solito lo era sempre Thanatos – almeno nei loro pseudo-appuntamenti su Skype – ma adesso...

“E se ci avesse ripensato? Se non volesse più vedermi?” pensò, mentre una gocciolina di sudore le correva lungo la schiena e le tremavano le vene nei polsi.

Abbassò il capo e fissò un punto indefinito del marciapiede, mentre il cielo si schiariva e il Sole tornava a brillare verso ovest. Un velo di lacrime le offuscò la vista.

“Ieri sera al telefono mi è sembrato strano” si disse, “era come se mi stesse nascondendo qualcosa”.

Macaria serrò i pugni intorno alla tracolla nera.

“Basta, torno a casa!”.

Fece per volgersi, ma la figura slanciata di Thanatos la inchiodò lì dov’era. Deglutì il groppo che le aveva chiuso la gola e rimase in attesa di un qualcosa che non sapeva nemmeno lei. Si fissarono negli occhi, finché non fu l’uomo a rivolgerle un raro sorriso, che lo rese ancora più bello e sensuale di quanto non fosse già.
- Ciao – la salutò – è molto che aspetti?
- Ci-ciao – rispose – no. In fondo, siamo entrambi in anticipo.

Thanatos le si accostò con due lunghe falcate, in silenzio. Teneva le braccia nascoste dietro la schiena, come a celare qualcosa. Macaria fece per sporgersi, ma lui la trattenne.
- Aspetta – le disse – chiudi gli occhi, prima.
- Perché?
- Ho una sorpresa per te.

Macaria sbatté ripetutamente le palpebre e, un po’ titubante, annuì.
- Bene. Ora tendi le mani.

Lo fece e, poco dopo, sentì qualcosa di piacevolmente morbido sui palmi.
- Posso riaprirli, adesso? – chiese, curiosa.
- Sì.

Appena risollevò le palpebre, si trovò davanti tre orsacchiotti di peluche bianchi che la osservavano con dei grandi occhioni azzurri. Sorrise e guardò Thanatos, ancora più confusa.
- Come mai…?
- È il mio regalo per il tuo trenta e lode – le rispose prontamente, senza lasciarle il tempo di concludere la frase – sei stata la prima persona a cui l’ho messo. E, soprattutto, che l’ha meritato.
- Thanatos, non dovevi...
- ...Non finisce qui.

Macaria strinse al petto i tre peluche e lo guardò confusamente.
- Hai un’altra sorpresa? – gli chiese.

Thanatos le prese il viso fra le mani e annuì, guardandola con infinita dolcezza.

Senza che se ne rendesse conto, si ritrovò avvinta in un bacio appassionato, che le tolse il fiato. Il tempo sembrò fermarsi, lì, in quella piazza, mentre tutti i dubbi che fino a quel momento l’avevano tormentata si scioglievano come neve al Sole.
- Ti amo – le sussurrò Thanatos sulle labbra, quasi lo sospirò.

Macaria sorrise e un diffuso rossore le imporporò le guance pallide.
- Ti amo anch’io, Thanatos.

E si smarrì di nuovo in un bacio da tanto – troppo – tempo anelato.

 

 

 

 

 

 

Angolino dell’autrice:

Ok.

Questa mini-mini-long mi sta ufficialmente sfuggendo di mano, se si considera che in teoria per colpa (o merito?) della mia cara Napee ho un altro prompt già bello che fillato e che alzerebbe il rating almeno all’arancione.

Che dire? Questo capitolo trasuda fluff a non finire e spero di non aver fatto venire il diabete a nessuno.

Spero che sia stato di vostro gradimento.

 

Senza pretese,

Elly

 

 

 

   
 
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