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Autore: demonsnow    13/07/2017    0 recensioni
« Il cielo si tinge di rosso all’orizzonte, ma l’alba è ancora lontana: è la sfumatura cupa delle nostre anime martoriate, [...]. »
Genere: Drammatico, Triste | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Guerre mondiali
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Scaglie di cielo sulle ali di piombo

È

 tutto blu quassù, blu come il pigiama in flanella di Anja, con le nuvole che si sfaldano in batuffoli di cotone grezzo e minuscole case che rilucono a terra nell’imitazione abbozzata di ricami sfumati di sole. C’è una quiete quasi surreale in questo stralcio di cielo che nemmeno il rombo assordante del motore può sovrastare, né il rondò infinito delle eliche che mi tartassa i timpani in queste ore di massacri: potrei giurare d’udire i sospiri dell’Altissimo quando volge i Suoi occhi cangianti su di noi, osservandoci e forgiando i nostri volti nella memoria affinché l’unico confine sul quale ci sarà concesso sorvolare allo scoccare della nostra ora saranno le porte dell’Inferno.

Ma non lo è forse già questo stesso, freddo suolo deturpato d’infiniti solchi che ci ostiniamo a chiamare casa?

Ed è lì che ti ho lasciata, con la tua fragile, fragile innocenza che s’incrina e si fa cristallo delicato dinanzi i mali del mondo.  O, amore mio, mi ameresti ancora... se sapessi ch’io, l’uomo a cui hai votato ogni fibra del tuo puro essere, ogni fibra di te, quassù in questi cieli di zucchero recito il crudele ruolo di superba Parca con falci ben più affilate di semplici forbici? Rideresti ancora di me e con me mentre osserviamo Helga e Marie contendersi un ultimo bacio ruvido dopo la buonanotte? Mi lasceresti ancora poggiare il palmo contro il tuo ventre traboccante di vita, o l’orecchio per carpirne il segreto?

Il cielo si tinge di rosso all’orizzonte, ma l’alba è ancora lontana: è la sfumatura cupa delle nostre anime martoriate, che si fanno indegne persino del fresco alito stantio che ci accarezza il viso in spifferi leggeri nello sganciare l’ennesima bomba s’un fazzoletto di terra innocente.




Di queste case

non è rimasto

che qualche

brandello di muro

Di tanti

che mi corrispondevano

non m’è rimasto

neppure tanto

Ma nel mio cuore

nessuna croce manca

È il mio cuore

il paese più straziato.

(San Martino del Carso, G. Ungaretti)

note dell’autrice.

In sezione si parla così spesso di ufficiali delle SS e conflitti morali che il tutto è quasi diventato un orribile cliché, se non l’è già, ma la mia intenzione nel buttar giù questo brano non era di certo quella di condividere un sermone a riguardo. Francamente non credo ci sia nemmeno molto da dire su questo scritto, se non che il protagonista è un anonimo pilota della Luftwaffe tedesca in volo su un’altrettanta anonima città britannica. È tutto un concatenamento di ricordi e speranze e disillusioni come solo una visione romanzata di un conflitto di tali entità può essere, niente di più e niente di meno... Perché l’orrore di un massacro senza senso stravolge e sradica qualsiasi certezza e oggi, a settantotto anni dal via di quelle barbarie, il mio passo ancora vacilla dinanzi la disumanità di cui l’uomo è capace.

demonsnow

   
 
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