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Autore: Brighella    14/07/2017    0 recensioni
Dove può portarti la voglia di sapere?
Che destino può esserci per chi naviga nell'ignoto?
La pazzia è figlia della fame dell'ignoto.
Ferdinand Nelly, non lo sa ancora. Un'antica istituzione che lo guida, un lontano grido.
Questo è il sentiero di un Ricercatore.
Genere: Dark, Horror, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Violenza
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Monesh e Ferdinand raggiunsero il loro alloggio. Il cocchiere aiutò Monesh a portare Ferdinand sul letto, e disse:

“Andrò all’ufficio postale per recuperare i telegrammi che vi sono arrivati in questi giorni. Sono tutti molto preoccupati per voi.” Il tono era quello di un nonno preoccupato per il proprio nipote.

Monesh annuì, e il cocchiere uscì. Si sedette sul suo letto, e cercò di capire perché non era in grado di parlare; o meglio, nel momento in cui provava, la gola e le corde vocali gli ardevano come una fornace, percependo una sorta di dolore da ustione per tutta la laringe.

Cercò di ricordare alcune delle parole della creatura, ma davvero non sapeva come esprimerle. Sapeva solo che toccare la lancia lo aveva ferito. Nonostante fosse profondamente affascinato dalle leggende e dai miti, temeva di ammettere a se stesso, che quella creatura, fosse il Dio Morto.

I suoi anni di studio, i suoi primi successi nel campo dei testi antichi e la sua profonda conoscenza delle credenze dimenticate non bastavano a rassicurarlo. Si sentiva piccolo e impotente, di fronte a qualcosa che ancora, non era in grado di comprendere.

Ferdinand gemette, segnalando che stava riprendendo conoscenza.
 
 
La nave attraccò nei pressi di Bar, in Montenegro. Di norma, gli spostamenti del Rettore erano ufficiali, dato che rappresentava la figura più importante dei Ricercatori.

La decisione di raggiungere i due Ricercatori fu affrettata proprio dalla loro sparizione. Il Rettore viaggiava solo, su un treno diretto al paesino vicino all’obiettivo della spedizione.

Mentre il treno solcava quella terra antica, il Rettore leggeva interessato un vecchio libro, ma purtroppo, una decina di minuti dopo iniziò a percepire una lieve emicrania che gli tolse il piacere della lettura.

Non si accorse di essere osservato da due piccoli occhietti verdi. Decise di prendere il pugnale e controllarlo; il metallo nero presentava piccole striature arancioni, una ruggine impossibile da prevenire. Con una pietra altrettanto scura, iniziò a passare sia il taglio della lama che il lato sul minerale. Quella che per chiunque sarebbe sembrata ruggine, si depositò sul terreno, e formò un piccolo scoiattolo, che morì dopo qualche secondo. Il bimbo ne fu talmente sorpreso da ridacchiare, e il Rettore si accorse di lui.

Lo sguardo del bambino si spostò dal mucchietto di polvere che fu uno scoiattolo agli occhi del rettore.
Incrociò una sguardo freddo e spaventoso, che rivelò un qualcosa che soltanto la fantasia di un bambino poteva vedere. Corse via verso la carrozza dove molto probabilmente erano seduti i suoi genitori.

Ci era abituato ormai. Sostenere la carica di Rettore, era paragonabile al dover essere un’eremita, sacrificando tutta la sfera emotiva legata all’empatia. Il pugnale era un dono che ricevette in giovane età da un vecchio imbroglione, dicendo che apparteneva ad uno degli scoiattoli più veloci dell’universo; la sua ruggine era causata dalle lacrime che versò prima di lasciare il pugnale. Una ruggine che si poteva pulire, ma non prevenire. Una volta che il pugnale fu pulito, lo ripose nella sua borsa. Dato che mancavano ancora delle ore, decise di sonnecchiare un po’.

Ebbe il tempo di sognare un breve squarcio di orrore, che però, non lo spaventava minimamente. Lo stava aspettando, e aveva molta paura di lui.
 
 
 
   
 
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