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Autore: Theautumncolours    14/07/2017    0 recensioni
L’uomo, al giorno d’oggi, incarica se stesso di un subbuglio di problemi, la maggior parte di essi, diverranno inutili dopo un attento e scrupoloso esame di coscienza. Autonomamente e inconsciamente, si mette in condizione di un’impossibilità di comunicazione, dapprima con se stesso e successivamente con gli altri.
Genere: Generale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Si parla spesso di comunicazione e di quanto sia cambiata nel corso degli anni, dell’approccio dell’uomo con la società, del modo in cui vengono trattati i problemi e della ricerca delle appropriate soluzioni.
Dal mio modesto punto di vista posso dirvi che l’uomo, al giorno d’oggi, incarica se stesso di un subbuglio di problemi, la maggior parte di essi, diverranno inutili dopo un attento e scrupoloso esame di coscienza. Autonomamente e inconsciamente, si mette in condizione di un’impossibilità di comunicazione, dapprima con se stesso e successivamente con gli altri. Questo perché, durante tutte le generazioni che si sono andate a sviluppare sino ad ora, l’uomo ha raggiunto caparbiamente la totale capacità di conquiste lavorative, soprattutto nel settore della tecnologia a tal punto da rivolgere la sua particolare attenzione quasi esclusivamente verso di essa, oscurando parallelamente la propria vita sociale. Per questo si parla di incomunicabilità fra uomo e società. Egli si renderà estraneo a tal punto da dissociarsi con il resto del mondo se continuerà ad evolvere ciò che è materiale e non ciò che è umano.
L’uomo potrebbe essersi mai soffermato sulla condizione in cui si appresta a divenire parte integrante della società? E successivamente e ciò, ha mai saputo riconoscere il suo ruolo in essa? Potrebbe aver messo sotto la propria luce personale il valore che cela dentro di se? Durante il corso degli anni ho maturato un particolare interesse sul comportamento dell’uomo nella società moderna, del modo in cui egli si approccia in ambito lavorativo e in ambito sociale. Mi son sempre chiesta cosa spinga l’uomo a far una determinata cosa o cosa pensasse in quel preciso momento, o magari, se fosse al corrente delle conseguenze delle proprie azioni e in che modo le avrebbe affrontate. (Come ad esempio.. cosa pensavano i kamikaze nel momento in cui andavano a schiantarsi contro le Torri gemelle quell’ 11/09/01 o ancor meglio, riuscivano a pensare qualcosa in quel determinato attimo?..).
Pascoli rivela una condizione di vita umana prettamente indispensabile attraverso la poetica del fanciullino. Il fanciullino non è altro che l’animo interiore che ogni essere umano possiede e che nella maggior parte dei casi egli riesce a seppellire caparbiamente durante determinate situazioni, dimostrando un eccessivo e, talvolta non necessario, aspetto virile fuori dall’ordinario.

L’animo bambino vorrebbe esser riscoperto maggiormente nel momento in cui la persona viene sopraffatta dalla debolezza fisica e psicologica.
Per diluire tale condizione delicata risulterebbe necessaria una semplice comunicazione con l’animo in modo tale da instaurare un dialogo con se stessi senza aver il timore di poter essere soggetti di pregiudizi. Abbiamo tante cose da raccontarci noi esseri umani e, in qualche modo, lo facciamo ma non a fondo, bensì superficialmente talvolta non prestando attenzione persino a noi stessi.

 
   
 
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