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Autore: Ladyhawke83    15/07/2017    7 recensioni
One shot scritta per lo scambio di coppie, challenge a tema indetta da EFP FANdoms!
A me è capitato nello scambio di scrivere una storia a sfondo di guerra, o western.
Amelia, la ragazza con cui devo scambiare, mi ha gentilmente fornito una citazione da cui partire che riporto qui nel testo.
Spero di non aver toppato completamente la sfida e di aver reso un po' l’idea di cosa è per me la guerra seguendo comunque la citazione come traccia…
Buona lettura!
Ladyhawke83
In the Desert
"Nel deserto
ho visto una creatura, nuda, bestiale
che, accovacciata a terra,
teneva il suo cuore tra le mani
e lo mangiava.
Ho chiesto: “E’ buono, amico?”
“E’ amaro amaro”, ha risposto.
“Ma mi piace
perchè è amaro,
e perchè è il mio cuore.”
Citazione da Stephen Crane, "Nel deserto"
Genere: Azione, Guerra, Introspettivo | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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One shot scritta per lo scambio di coppie, challenge a tema indetta da EFP FANdoms! A me è capitato nello scambio di scrivere una storia a sfondo di guerra, o western.Amelia, la ragazza con cui devo scambiare, mi ha gentilmente fornito una citazione da cui partire che riporto qui nel testo.Spero di non aver toppato completamente la sfida e di aver reso un po' l’idea di cosa è per me la guerra seguendo comunque la citazione come traccia…Buona lettura!

Ladyhawke83

 

 

In the Desert

"Nel deserto

ho visto una creatura, nuda, bestiale

che, accovacciata a terra,

teneva il suo cuore tra le mani

e lo mangiava.

Ho chiesto: “E’ buono, amico?”

“E’ amaro amaro”, ha risposto.

“Ma mi piace

perchè è amaro,

e perchè è il mio cuore.”

Stephen Crane, "Nel deserto"

 

La guerra da qualunque parte la si guardi ha sempre un ché di sbagliato.

Non importa quante giustificazioni uno si dia per convincersi che ammazzare sia giusto, uccidere rimane sempre un atto riprovevole, che anche se non subito, ma a distanza di tempo lascia i suoi strascichi sia nel fisico, che nella mente di colui che cala la scure per togliere la vita.

In guerra sono sempre due le fazioni, due i gruppi, entrambi si illudono di vincere, con la cieca ambizione di schiacciare l’altro, il diverso, l’inferiore.

La verità è che non ci sono mai vincitori, né da un lato, né dall’altro. Una volta che gli scoppi e le grida saranno cessate resteranno al suolo solo lunghe file di cadaveri, dolore e tante ultime cose non dette. Parole che muoiono sulle labbra, fuggendo via silenti come fugge via l’ultimo respiro dal corpo.

Chi ha visto, chi ha combattuto, può dire che ci vuol coraggio a stare in mezzo a tutto ciò, ma poi alla fine ci si fa l’abitudine e il cuore, a poco a poco, indurito dall’orrore e dall’istinto di sopravvivenza, si fa più insensibile, sordo ad ogni richiamo alla razionalità.

In guerra anche l’animo più nobile si fa bestiale, non c’è tempo per farsi scrupolo degli altri, dei caduti, dei feriti, persino per i propri compagni non c’e compassione. Lo scopo ultimo e unico è quello di sopravvivere, e per farlo occorre uccidere, affondare la lama a fondo nel cuore del nemico versando il suo sangue insieme ai suoi sogni sulla sabbia candida e dorata del deserto. Quel sangue rosso vermiglio non sarà più però solo quello di chi muore, ma diventerà anche la ferità di chi sopravvive, una cicatrice insanabile, sempre aperta, sempre bruciante. La morte non ha forma ma i morti pesano tutti sulla coscienza, soprattutto di notte, nel buio di una stanza, essi torneranno come incubi tormentatori.

Sarà il cuore dell’uomo solo nel deserto, a sanguinare, ancora e ancora, dimentico dell’umanità e del pudore, divenuto creatura errante, nuda e folle.

La guerra distrugge le convenzioni sociali, creando cannibali, assetati solo di nuovo dolore da infliggere, di nuovi corpi da martoriare, ma chi scopre il sapore amaro del proprio cuore, dopo aver annientato lo spirito, può dirsi ancora un uomo? Quando in una lotta un uomo smette di essere tale, per divenire un assassino?

Fin dove è giusto spingersi per seguire ideali che non sono propri? Ideali calati dall’alto da qualcuno che mai si sporcherà le mani nella sabbia mista a sangue, qualcuno che nella propria vile esistenza preferisce dare ordini, sapendo che altri li eseguiranno anche a costo della loro stessa vita e della dignità?

Questo sono io, un numero, un soldato che esegue gli ordini, ho un ruolo ben preciso, ma non sono che l’ombra di qualcosa che non sono più. Nei miei occhi troverai riflessa l’immagine dell’agonia del mio rivale, nelle mie narici  respirerai l’odore del sangue, non so più nemmeno se mio o quello dell’uomo accasciato ai miei piedi. Nella mia bocca sentirai il sapore ferroso di un colpo che ho subìto di recente. Ti chiederai in tutto ciò dove stia la mia anima, ebbene, la mia anima l’ho chiusa in un cassetto aspettando il tempo in cui non occorrerà più che io la custodisca, che io la protegga dalla bestia che è in me e che la guerra ha risvegliato da molte lune ormai…

  
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