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Autore: Lady Red Moon    16/07/2017    0 recensioni
Una donna non più giovane che guarda il suo vecchio specchio.
Genere: Introspettivo, Malinconico, Storico | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
- Questa storia fa parte della serie 'Una serie di storie senza pretese'
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Lo Specchio

 

< Il tempo non esiste. Perché allora scorre?>

Erano questi i pensieri di Madame Dubois fermatasi davanti allo specchio. Stava per uscire, Monsieur Dubois l’avrebbe portata al party organizzato da Madame Durand e, mentre lei sarebbe rimasta con le altre signore, suo marito si sarebbe defilato con una scusa dozzinale, appartandosi con quella servetta che aveva quasi trent’anni in meno di lui, unica ragione per la quale sarebbero andati al party di quella strega impicciona.

“Tutto bene Madame?” la voce di una serva la fece ritornare alla realtà.

“Si,” rispose la nobildonna senza staccare lo sguardo dal suo riflesso. “Domani dì a Jean Pierre di togliere questo specchio, è troppo ingombrante,” disse guardando con disprezzo misto a nostalgia il vecchio specchio dalla cornice dorata.

Quello specchio, aveva visto Madame Dubois giovane e bella, allora era una ragazza che, troppo giovane per capirne il vero uso, chiedeva per gioco.           -Specchio, specchio delle mie brame. Dimmi, sono io la più bella del reame?-  e interpretava quel silenzio come un tacito assenso.  

Quello specchio, aveva visto quella donna incantevole mentre indossava per la prima volta l’abito da sposa, l’aveva vista ricamare solitaria sulla poltrona, sorridendo amaramente mentre si accorgeva che la vita non le avrebbe mai dato ciò che le aveva promesso quel giorno. Aveva visto quella donna radiosa mentre accarezza il ventre rigonfio e, aveva visto anche quella donna distrutta, mentre accarezzava il ventre ormai vuoto, reggendo un bicchiere di sherry innaffiato dalle sue lacrime, lacrime versate per quella piccola gemma che era appassita ancor prima di sbocciare, lacrime versate per quel letto vuoto e per chi avrebbe dovuto occupare quel posto accanto a lei.

Quello specchio, aveva visto quella cosa chiamata tempo, un’abominevole invenzione degli uomini, che nonostante non esistesse, li imprigionasse, segnando il loro volto e la loro vita.

Quello specchio odiava il tempo. Si era preso la felicità e la giovinezza della sua padrona e, anche se più lentamente, il tempo stava divorando anche lui, la sua cornice dorata era sempre più logora, la sua superfice rifletteva sempre di meno.

Mentre suo marito la prendeva  sottobraccio, Madame Dubois diede un ultimo sguardo spezzante a quello che una volta era stato un suo caro amico, ma che ora, era alla stessa stregua di un criminale, colpevole di riflettere la pianta arida e avvizzita che era diventata.

   
 
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