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Autore: Saigo il SenzaVolto    16/07/2017    3 recensioni
Era una serata come tutte le altre, quando improvvisamente Naruto, assieme a Hinata, Sakura e Sasuke si ritrovò in un luogo sconosciuto senza ricordare nulla. Ma loro non sono i soli ad essere finiti lì. Direttamente dall’oltretomba infatti, anche i genitori di Sasuke e quelli di Naruto fanno la loro comparsa, insieme a due personaggi provenienti dal futuro: Sarada Uchiha e Boruto Uzumaki.
Quest'ultimo, inoltre, molto diverso dalle aspettative di tutti!
Tra dispute familiari, passati dolorosi e comportamenti inaspettati, per i nostri eroi non sarà facile andare d'accordo. Ma tutti loro dovranno riuscire ad unirsi insieme per superare molte difficoltà, poiché una grave minaccia rischia di distruggere il loro mondo.
E loro sono gli unici in grado di fermarla!
Genere: Avventura, Azione, Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Boruto Uzumaki, Naruto Uzumaki, Sakura Haruno, Sarada Uchiha, Sasuke Uchiha | Coppie: Hinata/Naruto, Sasuke/Sakura
Note: Cross-over, Missing Moments, OOC | Avvertimenti: Spoiler! | Contesto: Naruto Shippuuden
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Ciao a tutti, sono Saigo il SenzaVolto, l'autore di questa storia basata sui personaggi di Naruto. Vi presento il primo capitolo de "La battaglia di Eldia"! Se volete, leggete e commentate. Sono ben accette opinioni, critiche e domande di ogni tipo inerenti alla storia. La storia è originale al 100%. Spero possa piacervi la vicenda che ho ideato. Buona lettura!
PREMESSA: alcuni eventi e personaggi di questa storia potrebbero essere diversi dall'opera originale! Dipende tutto dalla mia immaginazione!



Misteri e Confusione 1
“Dove sono?”
Naruto aprì gli occhi e si guardò intorno. Si trovava in un luogo mai visto prima. Un’enorme foresta si ergeva tutt’intorno a lui, talmente fitta da non riuscire a vedere oltre qualche metro. Nell’aria non si udiva nessun suono, se non quello del vento che soffiava forte tra i rami degli alberi. Il cielo era oscuro e pieno di nuvoloni minacciosi, ma non si riusciva a distinguere se fosse giorno o notte.
Dire che era confuso era troppo riduttivo. Non bastava a descrivere il suo stato d’animo. Cosa stava succedendo?
“Come sono finito qui?” pensò, confuso e spaventato. ”Ricordo… ricordo di essere andato a letto ieri sera perché ero distrutto, cosa ci faccio adesso in una foresta?”
Una realizzazione lo colpì all’improvviso.
“Ma certo! Se sono andato a letto vuol dire che sto sognando! Questo deve essere un sogno!" pensò tra sé.
Tuttavia, anche dopo questa realizzazione Naruto percepiva che c’era qualcosa di strano, come una qualche sensazione che continuava a turbarlo. Poteva sentire chiaramente il suo chakra scorrere dentro di lui, a differenza dei sogni di cui aveva ancora memoria o delle volte che era entrato nella sua mente per parlare con la Volpe, e una strana inquietudine lo attanagliava nelle viscere. Si sentiva come se fosse sveglio. Si sentiva vivo. Mai prima d’ora aveva sperimentato un sogno così strano.
Naruto notò inoltre che gli alberi attorno a lui erano veramente enormi, non solo in altezza ma anche in spessore. Alcuni raggiungevano un diametro di alcuni metri, e la corteccia era grigiastra e spessa.
“Sembra così reale…” disse con stupore, guardandosi intorno e meravigliandosi quando sentì un soffio di vento accarezzargli la faccia, scompigliandogli i capelli.
Si avvicinò all’albero più vicino e vi posò la mano sopra. Era gelido al tatto. In un sogno non avrebbe dovuto percepire nulla.
“Come diavolo è possibile?” pensò ritraendo la mano.
“N-Naruto-kun?”
Si voltò di scatto all’udire quelle parole, trovandosi faccia a faccia con una persona inaspettata.
“Hinata!?” esclamò Naruto, completamente confuso e stupito nel ritrovarsi la sua amica davanti agli occhi così all’improvviso. Era sempre stata lì? Come aveva fatto a non notarla prima?
La ragazza sembrava confusa e persa almeno quanto lui. Si guardava intorno girando la testa di scatto come un animale colto di sorpresa, i suoi pallidi occhi sgranati emanavano insicurezza, timore e spavento.
“D-dove siamo Naruto-kun?” chiese lei con timore.
“Cosa ci fai tu qui?” la interruppe il giovane. “Perché ti trovi nel mio sogno?”
Hinata sgranò ulteriormente gli occhi, un’espressione di totale confusione in faccia.
“S-Sogno?” balbettò lei. “Cosa vuoi d-dire?”
“Cosa sta succedendo? Perché sto sognando Hinata in questo momento? E perché sembra tutto così strano?” si chiese mentalmente Naruto. Non riusciva a capire quello che stava succedendo.
Notando la tensione di Hinata, cercò di darle una spiegazione più chiara possibile.
“L’ultima cosa che ricordo è di essere andato a letto ieri sera dopo un allenamento con Kakashi-sensei e Sakura-chan,” tentò di spiegare il ragazzo, grattandosi la testa con un’espressione confusa. “E poi all’improvviso mi sono ritrovato qui, in questa strana foresta. Quindi immagino che tutto questo sia un sogno… Giusto?”
Hinata era totalmente persa.
“Un sogno? Sto sognando anche io? Ma non ricordo di essermi addormentata. Che cosa è successo? Stavo leggendo un libro in camera e poi… Cos’è successo dopo? Perché non riesco a ricordare nient’altro!? Ma se questo è un sogno perché Naruto-kun è qui, e perché sembra così confuso? E come mai mi sento così strana?"
“N-non credo che questo sia un sogno N-Naruto-kun,” disse finalmente con voce bassa ed incerta. “N-non so come ma sono certa di non essermi a-addormentata prima. L’ultima cosa che ricordo è che stavo leggendo un libro e poi mi sono ritrovata qui. Non riesco a ricordare nient’altro.”
“Huh?” fece Naruto, scioccato. “Non è un sogno? Sei davvero tu, Hinata? Non sto immaginando cose strane nella mia testa?”
La ragazza annuì. “S-sì Naruto-kun. Sono proprio io.”
“Ma se sei davvero la vera Hinata e questo non è un sogno, allora come siamo finiti qui?” chiese ancora lui, osservandosi intorno.
“N-non lo so,” rispose l’altra, volgendosi anche lei a guardarsi attorno. “Non riesco a ricordare nulla.”
Naruto annuì, ma non proferì parola. Rimasero in silenzio per alcuni secondi, tentando di comprendere la situazione e studiando l’ambiente circostante.
“E se ci trovassimo in un’illusione?” pensò Hinata improvvisamente. “Siamo stati intrappolati in un Genjutsu a nostra insaputa?”
L’intuizione sembrava più che plausibile. Alzando la mano e formando il sigillo con le dita, Hinata tentò subito di dispellere qualunque arte illusoria attorno a loro.
KAI!” urlò.
Naruto si voltò verso di lei, sorpreso dal grido. Appena intuì quello che stava facendo la imitò subito dopo. Tuttavia non accadde nulla.
Tentarono di nuovo, e poi ancora, e ancora per diversi minuti. Il risultato non cambiò affatto.
“Sembra che non ci troviamo in un Genjutsu…” disse allora Hinata, abbassando la mano e volgendo lo sguardo su Naruto.
“Così sembra.” confermò lui. “Ma allora dove siamo? Se non stiamo sognando e questo posto non è neanche un’illusione, cosa è questo posto allora?”
La ragazza aprì la bocca per rispondere, quando improvvisamente percepì una presenza a qualche metro dalle sue spalle. Si voltò di scatto, assumendo una posa difensiva. Anche Naruto percepì la stessa presenza e subito si posizionò affianco ad Hinata, pronto a difenderla in caso di pericolo.
Tuttavia l’oscurità e gli alberi fitti della foresta impedivano loro di riuscire a scorgere chi si nascondesse tra gli alberi.
“Chi è là?” domandò Naruto.
Hinata attivò immediatamente il suo Byakugan per vedere se ci fosse veramente qualcuno vicino a loro. Quello che vide la riempì contemporaneamente di stupore e sollievo.
“Naruto? Hinata?” disse Sakura uscendo lentamente dall’oscurità. “Ci siete anche voi?” Il suo tono era pieno di stupore ed incredulità.
“SAKURA!” esclamò Naruto. “Anche tu sei finita qui?”
La ragazza si avvicinò ai due compagni rapidamente, i suoi occhi spalancati e pieni di sollievo nel trovare alcuni dei suoi amici insieme a lei.
“Dove siamo?” chiese ancora. “Sapete come siamo finiti in questo posto?”
“Non ne abbiamo idea,” rispose il biondo. “Sia io che Hinata-chan ci siamo ritrovati qua senza un apparente motivo. Non riusciamo a capire cosa sia successo!”
Sakura guardò Hinata come per confermare le parole di Naruto, la ragazza annuì semplicemente.
“Com’è possibile?” disse allora Sakura in un tono pieno di frustrazione. “Ci ritroviamo tutti qui senza sapere niente. Che razza di scherzo è questo?”
“Qual è l’ultima cosa che ricordi Sakura?” chiese Hinata.
La ragazza si calmò un secondo, portò una mano sotto il mento e chiuse gli occhi, riflettendo per qualche istante prima di rispondere.
“Stavo cenando con i miei genitori, e poi nulla. Non riesco a ricordare cosa è successo dopo. So solo che mi sono ritrovata in questo posto.” disse alla fine.
Naruto ed Hinata si scambiarono un’occhiata. Era successa proprio la stessa cosa a loro due. Nessuno dei tre ricordava esattamente come fossero finiti in quel posto, e adesso si trovavano da soli in un luogo sconosciuto senza provviste e senza alcun indizio su dove fossero o come tornare al Villaggio.
“Anche noi non ricordiamo come siamo arrivati qui,” spiegò Hinata sommessamente. “Abbiamo ipotizzato ci trovassimo in un sogno oppure in un’illusione, ma non abbiamo rilevato la presenza di nessun tipo di Genjutsu. Adesso cosa facciamo?”
Né Naruto né Sakura sapevano cosa rispondere. Cosa avrebbero dovuto fare adesso? Quale sarebbe stata la loro prossima mossa?
“Non possiamo restarcene qui senza fare nulla,” pensò Sakura. “Dobbiamo almeno esplorare dove ci troviamo, e forse riusciremo a trovare qualche indizio.”
“Forse se esploriamo questo posto riusciremo a trovare qualcosa.” disse allora la ragazza guardando negli occhi Naruto e Hinata. “Inoltre, potrebbe esserci qualcun’altro del villaggio qui, proprio come noi!”
Gli occhi di Naruto si sgranarono all’udire ciò. Era una possibilità concreta a cui non aveva pensato fino ad adesso.
“Credi che sia possibile?” chiese ansiosamente il biondo.
“Se noi tre siamo finiti qui, e questo posto non è un’illusione come dite, allora è possibile che qualcun’altro si trovi qua.” rispose Sakura logicamente. Non avevano alcuna certezza o prova di ciò, ma il dubbio rimaneva.
“Allora non possiamo perdere tempo!” disse frettolosamente Naruto. “Andiamo a cercare-“
Un suono di passi nella loro direzione fece interrompere il ragazzo, e tutti e tre si irrigidirono all’istante. Con un balzo all’indietro assunsero delle pose di difesa nel caso di un qualche pericolo imminente. Appena prima che Hinata potesse attivare il suo Byakugan, una risata sommessa riecheggiò nel buio.
“Sembra proprio che non sia l’unico ad essere finito in questo strano posto.” fece una voce stranamente familiare.
“Chi sei? Fatti vedere!” urlò Naruto nella direzione della voce, tirando fuori un kunai dalla sua borsa e impugnandolo saldamente.
Proprio in quell’istante dagli alberi venne fuori con passo silenzioso una figura. A mano a mano che si avvicinava, i tre riuscirono a scorgere sempre più dettagli di quella persona. Portava una veste bianca, con dei pantaloni neri legati al busto da una grossa e lunga cinta porpora.  Appena la figura fu abbastanza vicina gli occhi dei tre amici si spalancarono dallo stupore.
Hinata portò una mano alla bocca, scioccata.
“N-non p-può essere!” balbettò Sakura.
“C-come è possibile!?” biascicò Naruto, allibito e con gli occhi spalancati. “Cosa ci fai TU qui?” domandò con un misto di rabbia e incredulità.
La figura incrociò le braccia e continuò ad avanzare verso di loro come se nulla fosse, fermandosi a qualche metro di distanza da loro.
“È così che si saluta un vecchio amico?” chiese Sasuke con un ghigno malizioso in faccia e un tono pieno di sarcasmo.
“CHE CI FAI TU QUI?!” gridò di nuovo Naruto rabbiosamente. Tra tutte le persone che avrebbe potuto incontrare, lui non se lo aspettava di certo.
Dopo tutto quello che il suo ex compagno aveva fatto a lui e Sakura, Naruto aveva sviluppato una sorta di risentimento nei suoi confronti. Anche se era ancora più che mai determinato a riportare Sasuke nel Villaggio, questo non voleva dire che lo aveva perdonato per tutti i crimini che aveva commesso, o anche per tutto il dolore che aveva causato ai suoi amici.
Sasuke non sembrava affatto turbato dal tono e dallo sguardo minaccioso di Naruto.
“Ho sentito il vostro discorso di prima,” rispose quello casualmente e con un tono pieno di indifferenza. “Anch’io mi sono ritrovato improvvisamente in questa foresta senza ricordare come ci fossi finito. Ho semplicemente scelto di approcciarmi a voi per capire qualcosa in più, visto che siamo nella stessa situazione.”
Sakura provò una miriade di emozioni nel rivedere di nuovo Sasuke. Confusione, gioia, speranza, dolore, nostalgia e depressione. Immediatamente cominciarono a formarsi lacrime nei suoi occhi. Ricordava ancora con grande orrore e tristezza il giorno in cui aveva tentato di ucciderla, e ci sarebbe riuscito se non fosse stato per Naruto. Ma anche nonostante questo, non era riuscita a cancellare completamente Sasuke dal suo cuore. Adesso vederlo di nuovo aveva riportato a galla una grande insicurezza in lei.
“Sasuke…”
Naruto strinse i denti, il suo sguardo rabbioso e i pugni serrati con forza.
“Cosa hai intenzione di fare?” domandò ancora. “Hai intenzione di causarci problemi?”
Hinata cominciò a tremare leggermente all’idea. Aveva sentito dire che Sasuke era diventato molto forte da quando aveva lasciato il Villaggio grazie ad Orochimaru. Talmente forte da riuscire ad uccidere suo fratello Itachi e da decidere di attaccare i cinque Kage ed uscirne vivo. Se il suo intento era quello di ostacolarli, non avrebbero avuto molte possibilità contro di lui.
“Certo che no,” rispose il giovane Uchiha con un sorriso beffardo. “Almeno non fin quando riuscirò a capire dove sono e come andarmene da qui.”
Naruto cominciò a tremare per la rabbia. Quanto avrebbe voluto togliere quell’aria di superiorità e di scherno dalla sua faccia a suon di pugni. Tuttavia la situazione attuale richiedeva calma e nervi saldi. Nessuno di loro sapeva dove fossero, ed ingaggiare uno scontro con Sasuke in questa circostanza non era certamente un’opzione saggia.
“A-allora cosa vuoi fare Sasuke-kun?” chiese un po’ più pacatamente Hinata. Anche solo rivolgergli la parola le aveva richiesto un’enorme dose di coraggio, ma per il bene di Naruto e Sakura aveva trovato abbastanza forza d’animo da riuscirci. “V-vuoi forse darci una mano a c-capire dove ci troviamo?”
Sasuke la osservò un secondo, come incuriosito dal suo tentativo di impedire lo scoppio di uno scontro tra lui e Naruto.
“Io non la metterei così,” disse allora guardando tutti e tre. “Data questa misteriosa circostanza in cui ci troviamo, ho intenzione di restare vicino a voi per comprendere meglio in che situazione siamo finiti. Ma mettiamo in chiaro una cosa. Non aspettatevi alcun tipo di aiuto da parte mia.”
“In pratica hai intenzione di usarci per capire come andartene?” sbottò Naruto.
“Esattamente.” confermò quello senza battere ciglio.
“E cosa ti fa credere che ci fidiamo di quello che dici? Per quanto ne sappiamo potresti star mentendo, o potresti persino essere il responsabile di tutto questo mistero!”
Sasuke rise di gusto all’udire le parole di Naruto.
“Credimi, se avessi architettato un piano per uccidervi non sarei certamente ricorso ad utilizzare uno stupido mistero. Sono più che capace di uccidervi con le mie mani, senza usare trucchetti o inganni”.
L’espressione di Naruto si fece ancora più furiosa e contorta, ma tentò subito di calmarsi ripensando ai bei momenti trascorsi con Sasuke e Sakura, quando ancora facevano parte del Team 7 tutti insieme. Quanto avrebbe voluto che le cose potessero ritornare come prima.
Ma non era possibile, non ancora. Naruto lo vedeva bene negli occhi del suo vecchio“amico”. Sasuke era cambiato troppo. Era caduto in un baratro fatto d’odio e di sofferenza, un baratro creato dal dolore causatogli da Itachi e dalla sete di vendetta. Un baratro da cui non era più riuscito ad uscire. Ma Naruto non si dava per vinto. Aveva fatto una promessa, ed era più che mai determinato a salvarlo da tutto quell’odio.
“Un giorno ti salverò Sasuke! Non mi rimangio mai la parola!” pensò con determinazione.
“Perché, Sasuke?” chiese improvvisamente Sakura, col volto segnato da lacrime ed un tono pieno di dolore e rammarico. “Se non vuoi ostacolarci, almeno dacci una mano per riuscire a trovare una soluzione.”
Sasuke la guardò con indifferenza.
“E per quale motivo dovrei farlo?” chiese con sarcasmo. “Non siete più i miei compagni. Non mi interessa ciò che potrebbe succedervi, né tantomeno guadagnerei qualcosa nel prestarvi aiuto.”
“Dunque sei caduto così in basso da non voler sapere più niente dei tuoi amici Sasuke?” fece una voce improvvisamente.
Tutti e quattro si irrigidirono all’istante appena udirono quelle parole. Naruto, Sakura ed Hinata si guardarono attorno freneticamente, nel tentativo di scorgere da dove fosse giunta quella voce. Sasuke attivò immediatamente lo Sharingan, osservando in tutte le direzioni alla ricerca di una traccia di chakra. Alla fine fu Hinata a scorgere qualcosa col suo Byakugan. I suoi occhi si spalancarono e rimase letteralmente senza fiato per qualche secondo.
“Hinata!” esclamò Naruto vedendo il suo stupore. “Cosa vedi?”
La ragazza non rispose. Invece si limitò a restare a bocca aperta ed a puntare il dito verso l’oscurità. Gli altri seguirono quella direzione con lo sguardo, ed intravidero la sagoma di quattro figure che avanzavano verso di loro.
E tutti e tre rimasero sconvolti nel vedere di chi si trattava.
“No… Non è possibile…” disse Naruto con gli occhi sgranati e le gambe tremanti.
Sasuke non disse nulla, ma il suo corpo vibrò leggermente e la sua bocca rimase aperta per parecchi secondi prima di richiudersi con un suono secco.
Dall’oscurità uscirono fuori Fugaku e Mikoto Uchiha, insieme al leggendario Quarto Hokage Minato Namikaze ed a Kushina Uzumaki.
I genitori di Sasuke e Naruto.
   
 
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