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Autore: worlsad    16/07/2017    0 recensioni
- Piccola ingenua, tu non hai alcuna possibilità di scegliere. Questo è il tuo destino che tu lo voglia oppure no. Quindi evita tutte queste sceneggiate e comportati nel modo corretto- affermò la donna intrecciandole i lunghi capelli biondi in una treccia laterale.
- SI, mia signora- replicò la ragazza torturandosi le mani.
Fra pochi minuti sarebbe tutto finito.
Fra pochi minuti la sua vita sarebbe terminata.
Fra pochi minuti il mondo come lo conosceva sarebbe cessato di esistere.
Genere: Angst, Drammatico, Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Madlyn si guardò intorno e si rese conto di una cosa, Jackart era uguale a Durken.
 
Tra le due città, infatti, non c’erano troppe differenze.
 
I palazzi erano gli stessi, le mura di cinta erano identiche e la piazza cittadina era addirittura costituita dalle stesse bancarelle.
 
Tutto nella capitale della contea di Cranyon, le ricordava la sua città natale.
 
L’unica discrepanza sostanziale erano i colori utilizzati per costruirla.
 
Mentre Durken era caratterizzata da delle sfumature bluastre, Jackart era stata innalzata utilizzando la tavolozza del rosso.
 
- Siamo arrivati- stabilì Adam varcando la soglia di una tenuta.
 
La casa del suo futuro padrone si ergeva nel centro della città, a pochi metri dal tribunale e dal mercato.
 
Madlyn osservò l’enorme villa in stile romanico e si sentì mancare la terra sotto i piedi.
 
Chiunque la possedesse, doveva essere dannatamente ricco e potente.
 
Camminarono velocemente per un lungo corridoio tempestato di quadri fino a raggiungere un piccolo salotto.
 
- Vi stavo aspettando- affermò un uomo di mezza età sistemandosi meglio sul divano color cobalto ed aggiunse – Avete trovato qualche intoppo durante il vostro viaggio? –
 
- No, mio signore- rispose Trevor avvicinandosi all’uomo ed inginocchiandosi.
 
- Sapevo che non mi avresti deluso- replicò l’uomo facendo cenno al ragazzo di alzarsi.
Lavorava per lui.
 
Trevor era uno degli uomini che lavoravano per il suo nuovo padrone.
 
Madlyn sentì un senso di repulsione scorrerle nelle vene ed alzò gli occhi al cielo.
 
Avrebbe dovuto immaginarlo.
 
- Ti abbiamo portato quello che volevi, ora ridacci ciò che ci appartiene- disse Bradley facendo un passo avanti.
 
- Ciò che vi appartiene si trova all’ingresso quindi se volete potete andare subito a recuperarlo- ribatté l’uomo chiamando uno dei suoi servitori.
 
- E la ragazza? – chiese Adam preoccupato.
 
- La ragazza starà benissimo, ve lo assicuro- rispose l’uomo muovendosi dalla sua posizione e raggiungendola.
 
Madlyn deglutì e si voltò verso Adam.
 
Lo supplicò con lo sguardo di non abbandonarla ma Bradley lo trascinò via di forza.
 
Ora era ufficialmente sola ed in un luogo pericoloso.
 
- Come ti chiami? – chiese l’uomo obbligandola a guardarlo.
 
- Madlyn- sussurrò la ragazza intimorita.
 
- Madlyn che nome grazioso, io sono il signor Mendell ma puoi chiamarmi Caleb- sentenziò l’uomo con la presa salda sulla sua mascella.
- Cosa vuole da me? – domandò la ragazza con un filo di voce.
 
- Tante cose ma questo non è il luogo ideale in cui parlarne. Ultimamente anche le mura sembrano avere le orecchie ed io vorrei evitare che la nostra conversazione sia origliata da qualcuno- confessò Caleb ed aggiunse – Trevor accompagna la ragazza nella sua stanza a darsi una rinfrescata e fra un’ora portala nello studio-
 
- Si, mio signore- replicò il ragazzo prendendola a braccetto.
 
- E Trevor, se osi anche solo toccarla, ti farò impiccare in cortile- stabilì l’uomo lasciandola andare.
   
 
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