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Autore: Kagome_01    16/07/2017    1 recensioni
Chi di voi non conosce L'Illiade con tutti i suoi valorosi eroi? L'indomabile Achille,l'astuto Odisseo,l'avido Agamennone,il coraggioso Ettore e il vile Paride? La maggior parte di loro tutti uomini valorosi e chi tra loro giunto fino a Troia per riportare a casa Elena, la moglie di Menelao re di Sparta. Nell'Illiade principalmente l'unico fine delle donne è quello di essere rapite e diventare mogli o schiave.
Ma se tra di loro ci fosse una principessa? No,per giunta una guerriera arrivata fino a Troia per riportare a casa l'amata sorella? E se grazie a lei la concezioni del mondo di quell'epoca cambiassero? Se fosse predestinata a ciò? Ecco a voi Alida...
Genere: Sovrannaturale, Sportivo, Storico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Shonen-ai, Shoujo-ai
Note: Movieverse | Avvertimenti: Tematiche delicate
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Le mani dei suoi protettori erano così grandi e candide, rispetto alle sue piccole e scure. Per il solo colore degli occhi, sarebbe potuta essere tranquillamente scambiata per loro figlia. Era quasi l’alba, e Aurora dalle dita rosate stava per cedere il posto dal sorgere del sole.
La fecero salire su un semplice carro, trainato però da delle splendide aquile. Alida, curiosa com’era, si rivolse alle divinità. Chiedendo loro come mai della presenza delle aquile, nel trainare il loro carro, sapendo che rappresentassero il padre degli dei.
Apollo le sorrise e rispose: “Avevamo intenzione di portarti per via terra dai tuoi genitori, ma nostro padre ha preferito che vi arrivassimo in volo. Cosicché il popolo non sappia, per ora, che tu sei la nostra protetta.”
“Grazie a questo singolare carro, gli spartani vedranno semplicemente uno stormo di aquile volare verso la residenza del re.” Disse Artemide continuando il discordo del fratello.
La bambina annuì soddisfatta e con un fischio le aquile spiccarono il volo. Alida era estasiata, non era mai stata così in alto, riusciva a toccare le nuvole e vedere tutta Sparta dall’alto. Gli dei sorrisero al vederla così felice. Ma notarono il suo mutamento di espressione alla vista della residenza dei regnanti.
Con il carro atterrarono all’interno della residenza, la sola presenza delle due divinità bastò a far inginocchiare ogni guardia o servo del luogo. Per essere la residenza dei re oltre alle grandi dimensioni del giardino e delle stanze, il tutto era abbastanza sobrio. Vi erano affreschi che raffiguravano gesta di antenati spartani e scene mitologiche, su alcuni muri dei corridoi e degli androni. Giungendo nella sala del trono le guardie stesse aprirono le porte, facendoci entrare. Assistendo ritorno di Elena, nessuno si accorse dei nuovi arrivati.
“E’ accaduto qualcosa Elena? Ti ha fatto qualcosa? Parla!” Sbraitò il Re nei confronti di una fanciulla dai capelli dorati e un chitone azzurro. Ella aveva dietro di sé due ragazzini identici con indosso la clamide, simbolo che erano da poco tornati da una cavalcata. Tremante ma decisa ella rispose:
“No padre, fortunatamente i miei fratelli mi hanno tolta dalle sue grinfie prima che fosse troppo tardi.”
Il pavimento nella sala del trono era composto da un enorme mosaico rosso e nero. I muri ugualmente al resto della residenza presentavano affreschi di ogni genere. Al centro della sala, circondato da quattro pilastri del medesimo colore del pavimento, vi era il trono in pietra. Il quale presentava sulla sommità, scolpita, la Lambda simbolo di Sparta. Per finire due donne ai lati di quest’ultimo, vi era la regina vestita da un Chitone rosso e con i capelli tenuti in alto da vari fermagli, alla destra, assisteva alla scena senza sapere che fare. Dal lato opposto, un ritratto più giovane della regina, dai lunghi capelli castani e con indosso un semplice peplo, aveva il palmo della mano destra poggiato sulla guancia con sguardo annoiato.
“Perdonate l’intrusione, ma avevamo in compito di riportare a casa vostra figlia.” Disse Apollo avvicinandosi al re, che nel frattempo si era seduto sul trono con gli occhi chiusi e massaggiarsi le tempie. Senza aver quindi notato, che il resto delle persone presenti in sala si fossero inginocchiate.
“Non capisco che stai blaterando, mia figlia è stata già riportata a casa dai Castore e Polluce.” Disse il re aprendo gli occhi per poi sgranarli alla vista delle due divinità. Scese velocemente dal trono per inchinarsi a loro e dire:
“Quale onore avervi nella mia umile dimora. A cosa devo ciò?” disse il re divenuto improvvisamente servizievole.
“Lo ripeterò solo un'altra volta, abbiamo riportato nella sua dimora vostra figlia, Alida vieni avanti.”
Detto ciò la bambina guardò con apprensione la dea che la incoraggiò a fare ciò che gli era stato detto.
Tutti i presenti in sala alzarono lo sguardo e il re per poco non si strozzò con la propria saliva nel notare gli occhi dorati della bambina. Dopo di ciò si voltò adirato verso la regina che sobbalzò.
“E’ qui il suo posto Tindaro, il fato deve compiersi, e non sarà un semplice mortale per quando possa essere il re, ad impedirlo.” Proferì Artemide guardando il re con disgusto.
“Come desiderate.” Disse il re sottovoce, maledicendosi mentalmente per non averla uccisa con le sue stesse mani.
Detto ciò le divinità si congedarono ad Alida e si avviarono verso la porta. Improvvisamente si fermarono e voltarono in sincrono dicendo:
“Tindaro, non osare far un passo falso perché noi lo verremo a sapere. Arrivederci Alida.”
Detto ciò scomparvero ed il re ricomponendosi si avvicinò alla regina che cominciò a tremare.
“Mi dispiace, ma non sono riuscita a farlo. E’ pur sempre nostra figlia.” Disse con le lacrime agli occhi.
“Zitta!” Le ordinò in re pronta a colpirla in viso, ma fu fermato da una frase di Alida.
“Non osate! Vi ricordo ciò che vi è stato appena detto, e semmai farete del male a qualcuno sarò io stessa a riferirlo ai miei protettori.” Affermò la bambina risoluta, sorprendendo i presenti in sala.
“Già vuoi dettar legge piccoletta, ricordati chi sono, Tindaro re di Sparta e tuo padre. Cerca di imparare cos’è il rispetto.” Proferì il re, così simile a lei anche se con degli occhi scuri e senza luce, abbassando il braccio ed avvicinandosi alla bambina.
“Certo padre.” Affermò risoluta guardandolo negli occhi e leggendovi la stessa determinazione. Era suo padre, avrebbe voluto abbracciarlo, ma sapeva che ciò non era possibile.
La regina le si avvicinò prendendola per mano e dicendo a tutti i suoi figli di seguirla. Uscirono fuori, in giardino, e si sedettero in cerchio sotto un enorme albero di ulivo. Alida si ritrovò seduta tra la regina e la fanciulla bionda e dinanzi a sé aveva l’altra fanciulla e i gemelli.
La regina le prese il viso tra le mani, dopo averla guardata per bene con le lacrime agli occhi l’abbracciò e le disse:
“Bambina mia, sei cresciuta così bene. Perdona io mio averti allontanato da qui, ma prova a capirmi, che è stato per salvarti la vita.”
Alida stringendo forte la madre, le rispose che non aveva nulla da farsi perdonare.
“Scusate l’intrusione madre, ma potremmo sapere il perchè la presenza di una sorella a noi precedentemente sconosciuta?” Chiese Elena mantenendo un dolce tono di voce.
“E’ ovviamente la sorella che 8 anni fa nostro padre spacciò per morta a causa dell’essere nata, a detta sua, senza aver pianto e quindi morta soffocata. A quei tempi avevamo tutti noi 5 anni quindi non è facile ricordarlo.” Rispose Clitemnestra con fare scocciato.
“Mi sorprende sempre il tuo intelletto figlia mia, credo che davvero Atena ti abbia infuso un po' della sua saggezza. Vostra sorella ha ragione, figli miei, vostro padre mi disse di ucciderla. Ma non ebbi cuore di farlo e la lasciai in custodia alle sacerdotesse del tempio di Artemide.” Rispose la regina, omettendo il perché.
“Perché mai nostro padre vi avrebbe orinato una cosa del genere madre?” Chiese il moro dei gemelli sconvolto.
“Riguarda la profezia giusto?” Chiese Clitemnestra già certa di aver fatto breccia.
“Quella riguardante le voglie sui palmi e il prendere il posto dei figli maschi sul trono?” Chiese a sua volta il biondo dei gemelli.
La regina si limitò ad annuire guardando negli occhi i suoi figli.
I gemelli cominciarono a ridere abbracciandosi, lasciando Alida sorpresa.
“E’ tutto vero, ho quelle voglie e gli occhi dello stesso colore di Artemide e Apollo, loro stessi mi hanno condotta fin qui, da come avete potuto vedere voi stessi.” Affermò Alida adirandosi e alzandosi in piedi.
“No tranquilla sorellina ti crediamo eccome. A noi fa ridere il fatto che nostro padre sia ancor certo che noi regneremo su questa città. Noi siamo degli avventurieri, non siamo fatti per regnare.” Affermò il biondo cingendo con un braccio le spalle di Alida.
“Non vi conviene dire ciò dinanzi a vostro padre se volete che non vi rinchiuda e vi costringa in ogni modo a cambiare idea.” Disse la regina sospirando.
“Tutto si è risolto per il meglio no? Questo è l’importante.” Disse Elena allegra, battendo le mani e alzandosi per abbracciare la sorella. Ciò che fecero a loro volta i gemelli e, dopo essere stata spronata dagli altri, Clitemnestra.
 
 
Alida non era mai stata così felice in vita sua. Passò qualche giorno, nel quale cominciò a fare conoscenza di ogni persona e oggetto in quella casa. A partire da i suoi genitori e fratelli fino ad ogni filo d’ erba presente in giardino. Scoprì che il giorno in cui era arrivata i fratelli avevano salvato Elena dalle grinfie di Teseo. Il quale aveva aspettato l’arrivo della notte,per rapire la sorella dormiente nelle sue stanze. Fortunatamente Elena era riuscita a svegliarsi prima che Teseo la portasse via, lanciando un urlo riuscì a svegliare i fratelli che di corsa presero il loro carro e in qualche modo, forse con l’ausilio divino, erano riusciti a raggiungerlo e salvare la sorella prima che fosse troppo tardi. Polluce era abile nel pugilato mentre Castore nelle corse con i cavalli. Entrambi cercavano di insegnare ad Alida le loro specialità. Clitemnestra memorizzava velocemente qualsiasi informazione. Solitamente riservata ma era sempre ben lieta di spiegare qualcosa ad Alida quando ella non la comprendeva. Leda era una buona madre, amorevole e capace di capire facilmente i propri figli, ciò accadeva anche con Alida, nonostante avesse trascorso con lei solo qualche giorno. Tindaro tendeva a dar poca considerazione alla figlia, ma grazie alla presenza e all’affetto dei fratelli, della madre e della servitù ciò non le pesava più di tanto. La residenza del re era piena di stanze uguali fra di loro, la sua era vicina a quella dei fratelli e delle sorelle. Capitava spesso infatti, che si riunissero di notte in una di quelle stanze e trascorrendo la notte a narrare storie e ad inventarle.
La persona con la quale si trovò a trascorrere più tempo fu Elena, era sempre molto gentile di piacevole compagnia. Amava la danza e il canto e fece appassionare a ciò anche Alida. Che però molto timida inizialmente non lo diede a vedere. Fin quando un pomeriggio la trovo a cantare e ad improvvisare passi di danza in un angolo nascosto del giardino.
“Ma sei un prodigio! Hai una voce così vellutata e ti muovi con grazia e flessuosità.” Affermò Elena vedendola e facendola sobbalzare ed arrossire imbarazzata.
“Dici davvero? O lo fai solo per farmi felice?” Disse chinando il capo.
“Sorellina, non sono mai stata così sicura delle mie parole. Su ora insieme.” Disse prendendola per mano e facendola girare su sé stessa. Danzarono e cantarono fino al tramonto per poi stendersi sfinite tra l’erba, senza rendersi inizialmente conto dell’arrivo di una figura a loro nota. Quando ciò accadde, Alida si alzò di scatto notando la presenza di Artemide al suo fianco.
“E’ un piacere rivederti così bene ed a tuo agio.” Disse la dea sorridendole.
“Anche per me è un piacere rivederti. A cosa devo ciò?” Chiese guardando la dea.
“Domani saprai, tu limitati a svegliarti all’alba. Verremo noi da te.” Detto ciò la dea scomparve lasciando le due sorelle interdette. Quella notte Alida andò a dormire chiedendosi cosa avesse in serbo per lei l’indomani.
 
 
 
 
 
 
Angolo autrice
Dopo secoli ecco il continuo. Che ne dite? Servivano più particolari? Pian piano si svelerà tutto. Per ora cercherò di aggiustare le altre storie. Dopo aver fatto ciò mi dedicherò al prossimo capitolo :3 Per qualsiasi perplessità ,per quanto riguarda termini insoliti o altro,non esitate a chiedere.
Ciau e alla prossima, vostra Kagome_01
  
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