Storie originali > Poesia
Ricorda la storia  |      
Autore: Nevinca    16/07/2017    1 recensioni
Siamo fermi, sospesi in un tempo che vorrei rendere eterno. Ho gli occhi umidi di lacrime e tu fai ciò che ti riesce meglio, mi consoli. Ma, nel tempo di quest'abbraccio, ho la consapevolezza di ciò che sei per me. E mi spaventa.
Genere: Introspettivo, Romantico | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A

Tu mi tocchi ed io
come quando è mosso il mare
m'agito dentro.
E non v'è miglior tormento
del sentirsi scossi
dal tiepido calore
delle carezze tue.
 

Non ti guado e stringi le dita
nei fili biondi e blu
che ho in testa,
non ho forza per fissar
gli occhi nei tuoi,
mentre il terror di riperdermi
in quei pozzi nocciola
torna costante.

Respiro il tuo respiro
con l'orecchio che invano cerca
un ritmo che suoni per me;
con il capo poggiato
sul tuo respiro steso
sul petto mobile e quieto,
che annulla così il mal
dell'agitata anima mia.

Come marea che sale
il desiderio mio
trabocca,
inonda occhi e labbra
che scelgon di guardarti
di lodar ciò che sei.

Io che t'amo
come il mare ama la riva
cercandola perrennemente
senza mai farla sua.
Tu con la testa dura.

Io che t'odio
come la riva odia il mare
pretendendo attenzioni
che esso non può dar.
Tu con il cuore morbido.

Tu che nel mio percosso spirito
porti tempesta e quiete.
Tu cammino e meta d'un viaggio
che mai esisterà. 

   
 
Leggi le 1 recensioni
Ricorda la storia  |       |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Poesia / Vai alla pagina dell'autore: Nevinca