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Autore: Akiko Swift    17/07/2017    0 recensioni
Un mondo popolato da angeli e demoni, i quali si addestrano dall'età di 13 anni per sterminare una specie aliena che ha invaso la terra:gli Smells.
Il mezzo-demone Nicole sarà costretta ad affrontare pericoli e problematiche ben più complicate di una semplice adolescente.
Eccomi qui, imbarcata in una nuova avventura in compagnia di mia cugina Francesca, creatrice di questa magnifica storia, pronte a portarvi in un nuovo mondo... allora non pensateci su molto e provate a leggere questo nuovo racconto!
Genere: Azione, Fantasy, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo 1:

Sono rinchiusa qui da circa tre anni, ovvero da quando avevo tredici anni.

A quell'età si viene trasferiti in un prototipo di liceo per essere addestrati da soldati che si sono allenati anni e anni
per uccidere gli Smells, una razza aliena che decenni fa invase il nostro pianeta.

Non è ben chiaro il motivo per cui siano interessati alla Terra, l'unica certezza è che bisogna eliminarli.

Già due miliardi di anime sono volate via come polvere.

Ogni persona, da quando è ragazzina, fino a quando non ha compiuto il diciannovesimo anno d'età, deve allenarsi
per tentare di porre fine a questa situazione che va avanti da troppo tempo.

Ogni anno possiamo tornare a casa per tre giorni, ma alcune volte sono proprio io a non volerci andare.

Sempre le solite storie, i soliti tormenti, le solite angosce.

Forse dovrei scivere questo.

Cerco di trovare le parole giuste che possano riassumere in modo sintetico la scarica di rabbia che si impossessa di me
pensando alle mille uno differenze che mi scaraventano anni luce lontana dalla mia famiglia.

Una madre casalinga, un padre che scrive articoli di cronaca nera per ricordarci quanto è diventato penoso vivere in questo
mondo in subbuglio e una sorella perfetta.

Ma almento lei sta a casa al sicuro, "troppo fraggile per combattere gli Smells, noi abbiamo bisogno di ragazzi col carattere
forte".

Questo fu quello che disse il comandante degli squadroni della resistenza.

Mentre lei è spensierata sul pianeta 67, dall'altro capo dell'universo, io resto sulla Terra a dover affrontare dei bestioni orripilanti
per liberare il nostro pianeta madre.

L'ira monta, mi fa contorcere lo stomaco, che sembra sia preso da spasmi violenti.

La penna scava sul foglio mentre stringo ferocemente i denti.

-Ehi, tutto bene?-

Una mano mi si appoggia sul mio braccio contratto.

Volto il viso verso destra e vedo l'espressione preoccupata dell'unica persona che in questo mondo riesce a riconoscere i miei stati
d'animo.

Faccio appello a tutte le mie forze per calmarmi, in parte ci riesco.

-Tutto ok-

Accenno ad un sorriso.

Riguardo il foglio e mi accorgo di quanto la mia penna sia andata a fondo stampando le parole sul libro posto sotto di esso.

-Come sta andando il compito? Ricorda, questo è l'utimo del quadrimestre, con questo ci giochiamo tutto.-

-Lo so Megan, me lo avrai ripetuto almeno un centinaio di volte.-

Sbuffo scocciata.

Sorride, con quel sorriso imperfetto che ha, con un canino leggermente spezzato a causa di una caduta da un piano troppo alto per la sua
età.

-Scusa? potresti piegare la tua ala? Mi ingombri il foglio!-

Dice infastidito Drake, dietro di me.

-Spostati allora-

Ringhio senza guardarlo.

-Fallo tu-

Ribatte accigliato.

-Dopo di te-

-Dai su Nicole, sposta la tua ala che gli dai fastidio.-

Mormora Megan, rimproverandomi e guardando dolcemente Drake, sul cui viso compare un sorriso sghembo.

-Non l'hai sentita la tua amica? Sposta quesa cosa-

Ghigna, indicandomi l'ala con la mano.

-OK-

Divertita sbatto le ali violentemente e le stendo verso l'alto, sfiorando il soffitto, poi le ripiego comodamente dietro la
schiena.

Tutto ciò che vi era sul suo banco cade sul pavimento a scacchi e il ragazzo impreca furioso.

-Scusa-

Sussurro soddisfatta portandomi le ciocche dei capelli scompigliati dietro le orecchie.

-Dannata! Te e le tue sporche ali macchiate-

Un qualcosa si smuove dentro di me e cerco di trattenermi dal piantargli la penna nel bel mezzo della mano, fissandolo
al banco e non facedolo più muovere da lì.

Sospiro e chiudo gli occhi, cercando di non perdere il controllo.

-Smettila di pensare che sei come noi, tu non sei nessuno, solo un miscuglio di due razze differenti, non sei Pura-

Scandisce le parole che risultano veleno per la mia mente.

-Non l'hai ancora capito?- aggiunge - Tu non sarai mai come noi. I tuoi non si vergognano ad aver cresciuto un
mezzo-demone? Tua sorella è così perfetta, bianca, immacolata, e tu invece...-

La rabbia monta.

Si sporge da dietro sul mio banco e, accostando le labbra all'orecchio, sussurra lieve.

-Non sei nulla.-

Quelle parole mi avvolgono la mente, entrano in circolo cercando di disfarsi di me, sento il sangue scorrere senza
gravità verso la gola, sale e sale, mi strozza, ho l'impressione di sentire il sapore di ferro in bocca.

Mi giro di scatto, prendo per il collo Drake e lo alzo in aria.

-Nicole!-

Esclama Megan, inorridita e con le mani sul viso.

-Lascialo stare-

Urla afferrandomi il braccio, ma io non demordo.

-Oh Megan, smettila di difenderlo sempre solo perchè sei innamorata di lui-

Abbaio furiosa.

Parole che escono come un flusso, senza fermarsi.

Il ragazzo non sembra essere sorpreso, ma balbetta rosso in viso.

-Ecco cosa sei... una bestia-

Digrigna furibondoi denti tentando di allentare la presa con le mani.

Stringo ancor di più la morsa intorno al suo collo.

Potrei ammazzarlo se solo volessi, ma non lo faccio... o almeno, non me lo permettono.

-Nicole Stuart, dal comandante!-

Urla agitata la professoressa Milton strattonandomi il braccio dalla gola del ragazzo.

Lancio uno sguardo assassino a Drake che si massaggia il punto dove lo avevo afferrato, respirando affannosamente.

Poso poi il mio sguardo su Megan che ha gli occhi lucidi.

Ho appena rivelato a più di 30 ragazzi anni di tristezza,pianti e notti insonni di quella ragazza che in questo momento
vorrebbe sprofondare, non esistere.

So come ci si sente in questi casi.

Potrei urlare "mi dispiace", ma un po' per il mio carattere e un po' per il mio dannato orgoglio, le parole non escono e non
vogliono uscire.

Era questo quello che voleva Drake,no? Fare uscire la parte peggiore di me e farmi finire direttamente nell'ufficio del
comandante.

E' la terza volta che ci vado quest'anno, ormai dovrebbe conoscermi a memoria.

Dopo aver respirato profondamente, Drake , ancora rosso in viso, accenna una risata e, scuotendo la testa in segno di
disapprovazione, si risiede al suo posto.

-Lurida.-

Sputa allargandosi il colletto dell'uniforme.

-E' stato un piacere-

Dico mentre mi sposto tra i banchi e mormorii per recarmi fuori dall'aula.








   
 
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