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Autore: Riley Hazuki    17/07/2017    1 recensioni
Ciao a tutti,
Io sono Will e vi racconterò la mia storia. Una storia che non sarà sempre triste ne sempre allegra.
Una storia che non parlerà sempre e solo di me, ma anche di una persona che mi è cara...forse l'unica in questo mondo che posso veramente considerare tale.
Genere: Mistero, Romantico, Triste | Stato: in corso
Tipo di coppia: Shonen-ai
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti
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Ciao a tutti

il mio nome è Will.

Anche se, per essere precisi, il mio nome per intero è William Andrews Luncaster...quindi rinizio.

 

Ciao a tutti

il mio nome è William Andrew Lancaster,

e da oggi vi racconterò della mia pazza vita.

Già la mia vita è sempre stata sdregolata e pazza sin dal primo attimo in cui sono venuto al mondo, ma due anni fa, nel pieno dei miei 16 anni, la mia vita ha preso una strana piega e forse anche a tratti interessante.

Detto questo inizio con il mio racconto facendo un salto nel passato, ai miei gloriosi 16 anni e tranquilli, se ad un certo punto trovate che la mia storia sia penosa non pensateci due volte a smettere di leggere, perché io forse, al vostro posto lo farei se non fosse la mia vita.

 

Iniziamo da qui:

8 Marzo 1998

 

Oggi è una giornata come le tante, sono appena tornato a “casa”, sempre se così si possa chiamare.

Un bilocale sporco e cupo, un luogo in cui ogni volta che ci metto piede mi chiedo perché la mia non potesse essere una famiglia come tutte le altre.

 

Ah giusto la mia famiglia!!

Mia madre si chiama Evangeline Gorgius e mio padre (uomo che ho considerato tale solo per i primi due anni della mia vita, perché poi è fuggito a Los Angeles con la sua amante lasciando me e mia madre in banca rotta e in mezzo ad una strada) si chiama Josh Luncaster.

I miei genitori non sono mai stati dei veri genitori...fondamentalmente perché non ci sono mai stati.

l’unica cosa di cui si sono sentiti soddisfatti è stata quella di darmi “un nome elegante, degno di un buon uomo di Londra e all’altezza dei loro nomi”...così dicevano sempre. Ma la mia famiglia di “elegante” aveva solo quello...i nomi.

A volte mi sono chiesto se io non fossi un problema per loro, se mi abbiano veramente voluto o semplicemente sono capitato, ma questa credo che sia una di quelle domande che tutti i figli come me (sempre che ce ne siano) si pongono almeno una volta.

Mi sono sempre sentito fuori luogo nella mia famiglia, il che mi ha portato a sentirmi sempre fuori luogo anche a scuola sin dai tempi delle elementari e anche nella vita.

Questo mio non sentirmi mai parte di qualcosa mi ha portato a fare delle brutte scelte...il che mi porta a questa mattina.

 

Per l’ennesima volta ho saltato la scuola per stare con il gruppo di tempisti che frequento oramai da diversi mesi. Sono diventato il loro “cane addomesticato”, così mi chiamano.

Mi piace? Certo che no.

Perché sto con loro? Perché stare con loro è comunque meglio che stare da solo a casa o comunque con una madre svenuta sul divano per una notte all’insegna della sdregolatezza.

In oltre non ho mai creduto che, in questo mondo, ci siano persone buone o che esistano eroi che ti vengono incontro quando tutto va male e tu sei solo.

Per cui, stare con loro non mi sa così male, mi sento solo comunque...ma tanto per quanto mi riguarda, lo sono sempre stato.

 

Tornando a loro,

oggi mi hanno fatto correre per tre isolati solo perché avevano fame e non avevano i soldi per la spesa. Come se io ne avessi infatti!!

Ho utilizzato i pochi soldi che avevo messo da parte dal lavoro part time e ho comprato tutto ciò che desideravano.

Anche per questa settimana dunque, addio miei cari biscotti al cioccolato, sarà per la paga della prossima settimana...forse.

Dopo pranzo siamo andati al parco ad osservare le ragazze che uscivano da scuola, visto che li vicino si trova la High School Generation. Volevano che ne rimorchiassi una ma, no grazie, sono abbastanza incasinato così per stare con una ragazza.

E poi dai...diciamocela tutta...chi mai vorrebbe stare con uno come me?

Cosa mai potrei dare ad una ragazza?

Inoltre, come posso impegnarmi con qualcuno se neanche io apprezzo me stesso?

Comunque, nel pomeriggio li ho lasciati e finalmente eccomi qua...a casa...ad aspettare di nuovo mia madre (probabilmente sbronza) ed a guardare la tv mentre l’orologio segna le 00:00.

In teoria è già iniziato un altro giorno e dovrei andare a letto abbandonando mia madre, come lei stessa fa, per non sembrare uno zombi la mattina a scuola.

In pratica, invece, attenderò mia madre che arriverà verso le 01:00, la metterò a letto, le preparerò la colazione per quando si sveglierà e solo alle 04:00 andrò a letto per poi alzarmi alle 06:00 per attraversare mezza Londra per andare a scuola.

So che tipo di persona è mia madre.

Ha fatto parecchi sbagli? Si.

Glieli ho perdonati tutti? No.

Le voglio bene? Si...immagino di si.

In fondo l’unica cosa che più si avvicina al concetto di “famiglia”.

In oltre, poteva benissimo lasciarmi per strada quando era i banca rotta, ma si è rimboccata le maniche, ha trovato un lavoro (anche se lo odia) e mi ha dato un tetto sotto il quale stare. Tutto sommato, è la persona a cui più tengo e alla quale più devo...nonostante tutti gli errori e i difetti che ha.

Ma chi non ne ha in fondo...io ne ho molti.

Uno dei miei difetti è quello di essere senza speranza e sogni, per cui il mondo mi appare grigio e senza scopo.

Vediamo domani come va, ora scusate ma, è arrivata mia madre.

Buonanotte.

 

   
 
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