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Autore: Cornflower Blue    17/07/2017    3 recensioni
La ragione non conosce le ragioni del cuore.
Blaise Pascal

Anita ha sedici anni è riflessiva, cinica e testarda, ed è convinta che morirà zitella e vergine perché non ha nessuna intenzione di concedersi al primo idiota che le bestemmia e rutta in faccia in discoteca.
Soprattutto non ha alcuna intenzione di farsi imbrogliare da Gabriele - il classico bello e dannato - che di anni ne ha diciotto e sparge vittime di cuori infranti fra tutte le ragazze della scuola. Neanche se sarà lui ad avvicinarsi a lei dopo averla ignorata a random negli ultimi due anni.
Insomma lei è diversa non si farà ingannare dai suoi occhi, giusto?
Genere: Commedia, Introspettivo, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Lemon, Lime | Avvertimenti: Tematiche delicate | Contesto: Scolastico
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Terrible Love


Prologo





Stupida.

Ero una stupida.

Questo pensai mentre chiudevo dietro di me la porta del bagno; quella che doveva essere la perfetta serata finale della gita a Torino si era tramutata in un incubo.

E io ero una stupida.

E lui uno stronzo.

Non che prima non lo sapessi solo che… prima non l’avevo provato sulla mia pelle, quanto, potesse fare male. Era colpa sua se ora mi sentivo così.


Stronzo!

Stronzo!

Stronzo!

Mi misi una mano davanti alla bocca per impedirmi di singhiozzare, non volevo più piangere.

Io odiavo piangere, eppure, in quell’ultimo anno era la cosa che avevo fatto più spesso.

Dio perché quest’anno ce l’hai con me?

Niente da fare,  ricominciai a piangere. Quello che era successo era stato troppo, forse avevo esaurito la forza.

«Ascolta, quando ti verrà da piangere cercami; vedi che te la faccio passare la voglia di piangere, come oggi.»

Quelle parole mi tornarono in mente prepotenti, provocandomi un’altra stilettata nel cuore.

Ah sì dovrei cercarti? E come faccio se sei tu che mi fai piangere?

Piansi, piansi a dirotto, singhiozzando forte, mi rannicchiai su me stessa, a terra, per cercare di calmarmi. Ma purtroppo, le mie braccia non potevano fare niente, erano troppo piccole, troppo deboli, non erano mai state capaci di calmarmi, non erano le sue, non erano in grado di darmi il conforto che cercavo, soprattutto in quel momento.

Piansi ancora per un tempo che mi sembrò infinito, fino ad esaurire le lacrime.

Poi dopo essermi sfogata, finalmente capii: non era colpa sua era colpa mia. Solo mia, io gli avevo permesso di avvicinarsi, anche se ogni singola cellula della mia anima mi diceva di stargli lontana.

Forse la cosa che più di tutte mi aveva tratto in inganno e attratto come una calamita erano stati i suoi occhi. Di quel verde così scuro da farmi perdere la cognizione del tempo e dello spazio. Quegli occhi erano stati la prima cosa a piacermi di lui senza se e senza ma. Erano belli e io li avevo amati senza se e senza ma.

Sarebbe stato meglio amare sempre e solo i suoi occhi, continuare a tenerlo a distanza poiché lo sapevo che fosse uno stronzo, lo avevo visto con i miei occhi,  senza contare che, lo dicevano tutti: mia madre, mia sorella, sua sorella, i suoi amici, Eleonora...

Anche Ele.

Perché non avevo dato ascolto ad Ele?

Perché ero una stupida ecco perché.

O forse perché, anche se il cervello mi implorava di stargli lontana quel traditore del cuore, gioiva della sua vicinanza? O magari era anche colpa dell’orgoglio, quello che ogni santa volta mi impediva di ascoltare mia madre?

Oh mio Dio! Che sciocca.

In qualche modo me l’aveva detto anche lui…

«Non sentirti importante, però.»

Era questo che volevi dirmi quella volta?

Che stupida.

Mi ero fregata da sola. Se solo gli avessi dato ascolto,  non mi sarei trovata,  seduta sul pavimento del bagno di un albergo a piangere per la mia stupidità.

Come avevo fatto ad essere tanto sciocca?

Come avrei voluto tornare indietro e non permettergli più di entrare nella mia vita e soprattutto nel mio cuore.

Se solo fosse stato possibile, avrei cambiato tutto quello che era successo.

«Brava Anita sei stata un vero genio! Credevi di essere importante? Nessuno ti ha mai spiegato che gli stronzi non si innamorano? Sciocca a credere che di te gli importasse. Ora stai male? Prenditela solo con te stessa. »

Quelle parole cattive e affilate come una lama mi tornarono prepotenti in mente, ma , ora non volevo più piangere, volevo capire. Perché era impossibile che fino a qualche ora fa non avessi capito niente di niente.

Volevo capire.

 Come diamine c’ero finita in quel casino?





Angolo Autrice

A chiunque sia arrivato fin qui grazie. Se per caso tra di voi c’è qualcuno che un anno fa ha letto l’altro “Terrible Love” quello che io ho cominciato a scrivere come seguito di questa storia beh ben ritrovati. Questa è l’originale “Terrible Love” scritta nel mio diario fra il 2010/2011. Ho deciso di pubblicarla perché mi sono accorta di amare troppo questi Anita e Gabriele.

Preciso una cosa, questo prologo prima non c’era ma, visto che, questa storia nacque dall’immagine di una ragazza che chiudeva una porta e scoppiava in lacrime… mi è sembrato appropriato.

Ah e ad un certo punto riprenderemo questa scena quindi se non ci avete capito niente: tranquilli capirete a tempo debito.

Ora la smetto di tediarvi e spero di leggere qualche parere e anche che sarete ancora qui quando pubblicherò il primo capitolo.

Per gli aggiornamenti vi dico subito che ho pensato di pubblicare un nuovo capitolo ogni 15/20 giorni.
 

Al prossimo capitolo (spero).
   
 
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