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Autore: Riley Hazuki    17/07/2017    1 recensioni
Ciao a tutti,
Io sono Will e vi racconterò la mia storia. Una storia che non sarà sempre triste ne sempre allegra.
Una storia che non parlerà sempre e solo di me, ma anche di una persona che mi è cara...forse l'unica in questo mondo che posso veramente considerare tale.
Genere: Mistero, Romantico, Triste | Stato: in corso
Tipo di coppia: Shonen-ai
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti
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Nuovo giorno, nuova vita.
O almeno questo è quello che direbbero tutti i positivi del mondo.
Peccato che io non faccia decisamente parte di quel gruppo di persone.
Mia madre mi ripete sempre che da piccolo ero il sorriso della casa e che ora invece non sorrido mai.
Sinceramente non mi ricordo neanche più quando sia stata l’ultima volta che ho sorriso con sincerità a qualcuno o per qualcosa.
Infondo, come già ho detto, per me il mondo è divenuto totalmente grigio...e in un mondo grigio non c’è molto per cui sorridere perché tutto appare freddo e insignificante.

Comunque tornando alla mia grande giornata, come previsto, sono arrivato tardi a scuola e quindi non mi hanno fatto entrare alla prima ora di lezione.
Così mi sono rifugiato nel mio luogo segreto...cioè la biblioteca scolastica.
So che non sembro un ragazzo con particolari interessi, ma la lettura mi ha sempre attratto. 
In particolare le autobiografie dei grandi autori, di quando raccontano delle loro difficoltà nella vita e di come, nonostante tutto, siano riusciti a realizzare il loro grande sogno.
A volte mi danno un po’ di speranza…speranza che prima o poi la mia vita possa migliorare.
Ma poi mi ricordo che io non ho un grande sogno e, infine, penso alla mia situazione attuale e quel briciolo di speranza si spegne come la fiammella di una candela esposta ad una corrente d’aria.
Però è rilassante leggere...staccare da tutto ciò che mi circonda e non preoccuparmi di nulla per un po’.
Tutto questo fino a quando non ha iniziato a suonare la campanella della seconda ora...perchè il quel momento sono decisamente andato in panico per il compito di spagnolo, visto che non ho studiato assolutamente nulla per garantirmi almeno la sufficienza.
Uscito da scuola sono andato a fare spesa per cena e subito dopo mi sono diretto verso casa.
Erano le 19:00 e mia madre si stava preparando per andare a lavoro, per cui appena sono entrato si è infilata le scarpe, mi ha dato un bacio sulla guancia ed è scomparsa oltre la porta.

Ah giusto...non vi ho mai parlato del lavoro di mia madre!!
Beh lei fa la barista in un Night Club.
Il requisito principale richiesto per lavorare li è la bellezza...e mia madre non è di certo brutta.
È una donna di 36 anni, altezza 1,67, è magra ma ha comunque delle belle forme, capelli lunghi e di un biondo dorato da assomigliare ai raggi del sole ed infine ha due occhi stupendi...occhi verde intenso...mi ricordo che da bambino, quando mi prendeva in braccio, mi fissavo sempre ad osservarli.
Il lavoro di mia madre è sempre stato visto male dalle altre persone.
Tanto che, quando andavo alle elementari, le madri non volevano che i loro figli fossero miei amici...francamente non mi è mai interessato.
Inoltre, il lavoro di mia madre ci ha tolto dalla strada, per cui non trovo come questo possa esser considerato deplorevole. 
Mia madre ha sempre odiato il suo lavoro perché io venivo giudicato come lei solo per questo, ma io le ho sempre detto di non preoccuparsi perché non mi interessava. 
Ma infondo so che lei continua a starci male.


Appena mia madre uscì andai verso la cucina per preparare la cena, cosa che non feci perché Luke, il capo banda, mi chiamò per dirmi che dovevo subito andare al nostro solito punto di incontro perché avevano bisogno di me.
Arrivato lì non trovai nessuno, era come se tutti fossero scomparsi nel nulla.
Ad un certo punto Luke e i suoi escono da dietro una casa abbandonata che si trovava li vicino e si posizionano in cerchio intorno a me.
Non capendo cosa stesse accadendo chiedo spiegazioni e Luke guardandomi disse che avevo solo due possibilità di scelta:
-O diventavo effettivamente uno di loro iniziando a rubare e a molestare chiunque non gli andasse a genio.
-Oppure quella sera non sarei tornato a casa, almeno vivo, perché oramai sapevo troppo dei loro affari per lasciare il gruppo e non avere alcuna conseguenza.

Sinceramente non sapevo cosa fare in quel momento.
Alla fine presi la mia decisione rimanendo fedele ai miei principi..
..probabilmente non sarei tornato a casa..
..non avrei rivisto mia madre per dirle che, nonostante tutto le voglio bene e che si, le ho urlato contro spesso, le ho urlato contro cose orribili, ma che rimane comunque la persona a cui più tengo..
..rimarrò me stesso e se dovrò morire per questo bene così sia..

Guardai Luke e gli risposi che non volevo essere come loro, che sono stato nel suo gruppo solo perché non avevo un posto a cui appartenere, ma in realtà non mi sentivo di appartenere neanche a loro.

In un solo attimo mi trovai a terra, con lo sguardo verso il cielo e tutti loro che continuavano a darmi calci su calci...sapevo che stavo perdendo molto sangue, ma non mi importava...infondo non avevo nulla da perdere.
Mi uscì una sola lacrima...era per mia madre...volevo dirle che mi dispiace...mi dispiace di ricordarle mio padre ogni volta che mi guarda...mi dispiace…

mi dispiace per non essere ciò che immaginavi...ti voglio bene...non mi sentirai, ne lo saprai mai ma...ti voglio bene.

E...in un lampo, quando pensavo che si stesse avvicinando la mia fine, un ragazzo sbucò dal nulla e...mi salvò.
Non so come...ne perché...però lo ha fatto.

Ho avuto un solo minuto di  tempo per guardarlo.
Si avvicinò a me e iniziò a parlare...ma improvvisamente io svenni.

Tutto divenne buio e freddo per l’ennesima volta.

   
 
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