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Autore: miciaSissi    19/07/2017    6 recensioni
Io sono Miime, sì… sono una gatta nera, una gatta nera di un anno.
Voi direte, ma che razza di nome è, Miime? Be’, la mia mamma umana è fissata con un certo “capitan Harlock”, e pare che questo qui abbia un’amica aliena che si chiama così… e allora invece che Pucci, Fuffi, Frufru, e altro, mi ha chiamata così. Cosa ci volete fare?
Genere: Comico, Commedia, Demenziale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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NOTA: ho scritto questa oneshot di getto, non so cosa ne sia venuto fuori, ma volevo parlare della storia della mia adorata micina Miime, trovatella salvata appena in tempo e adorabile combina-guai in casa!
 
 
 
Miime!!
 

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Io sono Miime, sì… sono una gatta nera, una gatta nera di un anno.
Voi direte, ma che razza di nome è, Miime? Be’, la mia mamma umana è fissata con un certo “capitan Harlock”, e pare che questo qui abbia un’amica aliena che si chiama così… e allora invece che Pucci, Fuffi, Frufru, e altro, mi ha chiamata così. Cosa ci volete fare?
Veniamo a noi… fui trovata quando avevo un mese e mezzo, abbandonata in un parco, la mia mamma gatta era sparita. Qualche umano bravo mi ha raccolta e portata in un bel posto, si chiama ENPA* e lì mi hanno curata. Ecco, l’ho saputo dopo, che allora pesavo solo centosettanta grammi (come un uccellino, più che come un gattino), ero disidratata e denutrita… insomma, mi hanno salvata, anche se la mia schiena ha una forte scogliosi, e quindi sono rimasta piccola piccola e un po’ gobbetta, e con un po’ di asma… adesso peso due chili, quindi ho fatto progressi, da allora!!!
Fatto sta che all’ENPA mi hanno curata e messa in una gabbia con altri micetti… e un giorno è venuta quella che sarebbe diventata la mia mamma umana, a cercare una gattina nera da adottare. Eccomiiii!!! Io ovviamente mi misi in mostra, iniziai a saltare e a giocare, feci la splendida e fu così che venni scelta… solo che la mamma umana stava per andare in vacanza, in un posto che diceva si chiamava “Mar Rosso” (ma il mare è rosso? Boh!), e così tornò a prendermi dopo un mesetto… mi vide e io feci ancora salti e fusa, e così mi portò via.
Ecco, la mamma umana aveva letto sulla mia scheda dell’ENPA il nome che mi avevano dato lì: Teppa (diminutivo di “teppista”). La mamma umana non si era preoccupata di quel nome, ma forse adesso inizia a chiedersi come mai (!!!!!!!) i gentili signori dell’ENPA vi avessero chiamata così…
Comunque mi portò a casa, e qui trovai un altro gatto: un maschio di nove anni, Tiki, grosso quattro volte me, che però non mi fece del male. Adesso siamo amici e ogni tanto giochiamo insieme, anche se lui preferisce dormire.
La mamma umana ogni tanto mi riporta dai veterinari dell’ENPA, perché mi devono curare la mia schiena e la mia asma… e quindi mi mette su una grossa scatola rossa che si muove e fa rumore (tipo: brum! Brum!) e lei la guida e mi porta in giro. Io mi arrabbio perché non mi piace la scatolona rossa che fa rumore, però i veterinari sono bravi e mi vogliono bene (eeehhhh si ricordano di me!!! Sì, sì!! Chissà perché…).
Ma sapete anche un’altra cosa???? Dopo due mesi che ero a casa della mia mamma umana è arrivata un’altra gatta, la terza di casa, che si chiama Stella: era una gatta randagia, e la mia mamma umana l’ha presa e tenuta con me e Tiki. Stella adesso è la mia mamma pelosa: mi lecca tutta la faccia e le orecchie, mi vuole bene, e giochiamo spesso insieme. Così sono passata da essere abbandonata dalla mia mamma gatta ad avere due mamme: quella umana e quella pelosa! Non sono una micina fortunata???
Ma la mamma umana ogni tanto pensa a quel nome che mi aveva dato l’ENPA e si chiede: ma non è che avevano ragione loro sul nome??? Ecco, io a casa mi diverto un sacco: anche se la mamma umana mi ha comprato tanti giochetti (palline che fanno rumore, palline pelose, giochi con le piume, piccoli peluche, ecc..) a me piacciono tanto le caramelle! Eh sì, sono così belle e fruscianti… le tiro tutte fuori dal contenitore e le porto in giro per la casa… le butto da tutte le parti, e la mamma umana un po’ si arrabbia perché poi le trova tutte sotto al divano, ai mobili… eh, però sono così divertenti!!!
E poi in casa ci sono delle cose bellissime, che si chiamano “tende” (chissà a cosa servono?). Queste tende penzolano dall’alto e sono una cosa meravigliosa: basta un saltino ed è fatta: dondolo a penzoloni, che bello!! La mamma umana mi chiama “Tarzan” quando faccio così, però non è che sia tanto contenta… infatti ha dovuto comprarle nuove, più robuste e lunghe, e mi ha fatto un discorsetto a quattr’occhi… va be’, vedremo se queste qui sono comode come le altre, mamma umana!
Alla mattina è molto divertente rifare il letto con la mia mamma umana: lei ripete sempre “Miime esci – Miime esci”, dev’essere una specie di preghiera rituale per cercare di sistemare le lenzuola e il copriletto, soprattutto la recita quando deve andare a lavorare… chissà perché? E poi il letto è un’altra cosa bellissima: ci sono dei piedi terribili che si muovono sotto le coperte… e acchiapparli alle sette del mattino in quel giorno che gli umani chiamano “domenica” è ancora più divertente… la mamma umana mi urla un po’ dietro, e allora io le mangio i capelli e le mani, che bello!
Ogni tanto la mamma umana mi taglia le unghie, e mi aveva anche comprato un bellissimo tiragraffi rosa con le api che facevano rumore… ma i miei due amici gatti di casa mi hanno consigliato di usare un altro tiragraffi più grosso, lungo e con i cuscini, che è più comodo. La mamma umana lo copre sempre, forse perché vuole che giochiamo con l’altro, ma noi gatti siamo quello che siamo e… sgattaiolare (è il caso di dirlo) sotto al telo e usare il “tiragraffi grosso” è un attimo!
C’è poi una cosa che non capisco: la pianta. Ecco, la pianta è subdola… sì, sì, subdola! Perché? Perché appena sbatacchi le sue foglie con le zampe, la azzanni per giocare, ci frughi un po’ dentro e poi tenti di arrampicarti, lei cosa fa? Si butta sul pavimento! E la mamma umana urla “Miiiiiimeeeee!!!!”. Ma mamma umana, lei si è buttata apposta, e ha sparso tutta la terra sulle piastrelle chiare della sala! E’ subdola, lo dico io!!
Poi c’è una cosa che la mamma umana fa spesso e dove io intervengo: si siede davanti a una schermo e scrive delle cose in continuazione… ma cosa cavolo scrivi, mamma umana???? Devo dire che lo schermo per scrivere, che lei e gli umani chiamano “computer” è molto divertente… io mi sdraio dietro, poi cerco di prendere quel bel filo attaccato a una scatoletta piccola… la mamma umana deve averlo messo lì per me, sono sicura! E da dietro lo schermo posso poi fare altre cose divertenti, sulla scrivania della mamma umana: giocare coi fili vari, ribaltare le foto, far cadere le penne dal portapenne e buttarle per terra, staccare le cose appese al muro, dormire nel portadocumenti… la mamma umana a volte mi prende e mi mette a terra, forse non vuole che mi diverta così tanto, con tutte quelle belle cose che ha! Il filo con la scatoletta attaccata è il mio preferito, soprattutto quando penzola dalla scrivania e puoi assaltarlo come le tende… forse è per questo che la mamma umana ha dovuto cambiarlo e adesso lo nasconde dietro al computer quando non è a casa?
Insomma, mi diverto un sacco, anche se la mamma umana ogni tanto mi sgrida… ma mi fa sempre tanti baci, soprattutto sul musino e sulla pancia: mamma umana lo so che mi vuoi bene, che sono la tua “piccolina”, il tuo “topino” e il tuo “amore”.

Ma domani, se è domenica, posso mangiarti i piedi sotto il lenzuolo alle sette????



 
FINE


Eccomi insieme alla mia mamma pelosa:

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Ed eccomi dietro al computer della mamma umana:

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*ENPA: Ente Nazionale Protezione Animali
  
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