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Autore: Elibettysoul98    25/07/2017    0 recensioni
Il ’45 non è andato come previsto: gli Alleati hanno perso, i nazisti hanno conquistato l’Europa e gli americani sono risultati privi di forze per resistere e contrattaccare o almeno, questo è quello che mi ha detto il barista del locale da cui sono appena uscito.
Genere: Avventura, Demenziale, Science-fiction | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: What if? | Avvertimenti: nessuno
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Il ’45 non è andato come previsto: gli Alleati hanno perso, i nazisti hanno conquistato l’Europa e gli americani sono risultati privi di forze per resistere e contrattaccare o almeno, questo è quello che mi ha detto il barista del locale da cui sono appena uscito.

Ah giusto, mi presento, sono Andrew e viaggio nel tempo e attraverso le dimensioni. Fortunatamente, nella dimensione in cui sono nato, Einstein ha formulato le varie ipotesi della fisica quantistica, la fisica per cui io riesco a muovermi in giro per lo spazio-tempo. Che fortuna, starete dicendo voi; fortuna più o meno dico io. Posso decidere quando viaggiare nel tempo, ma non posso fare altrettanto per quanto riguarda l’anno e la dimensione. Ora, per spiegarvi come sono finito in questo casino, dovrei farvi una lezione di 400 ore di fisica teorica e quantistica, ma francamente, non ne ho la minima voglia. Insomma, al momento l'obiettivo principale del mio viaggio casuale attraverso decenni e migliaia di dimensioni è quello di dare la caccia al mio cappello.
Era un bel copricapo, e poiché mi è venuto a costare ben 100 bigliettoni negli anni Venti, ci tengo a recuperarlo.
Torniamo a noi, vi stavo spiegando che l’Europa è diventata il terzo Reich e sebbene sia il 1977, siamo ancora fermi nel preguerra.
Non vi è stata alcuna evoluzione in campo scientifico, sfortunatamente.
Confidavo nell'ascolto di qualche gruppo metal nazista...figuriamoci.
Del mio cappello ancora nessuna traccia: neppure questa è l'epoca corretta.
Credo che me ne andró da qui, in fondo i nazisti hanno delle belle uniformi ma il loro senso dell'umorismo lascia alquanto a desiderare.

Vi chiederete come faccia a saltare da una dimensione all'altra: è tutto un trucco, basta semplicemente pensare ad una determinata dimensione, chiudere gli occhi, riaprirli, ed eccomi catapultato altrove in un baleno. Certo, e una cosa piuttosto bizzarra e assurdamente  semplice, così semplice che tutto ció potrebbe essere il frutto di uno strambo sogno che sto facendo mentre sono in coma da anni, mentre una grassa infermiera dalla dubbia identità sessuale mi sostituisce la flebo e giocherella con il mio cappello.
Giusto, il mio cappello!
Dunque, davanti a me si erge un teatro interamente composto da rocce. All'entrata, molto probabilmente sono di guardia, vi sono dei brutti ceffi mal vestiti.
Gli ho appena domandato in quale epoca ci troviamo, ma non ho  ottenuto alcuna risposta. Non conoscono l'inglese, ma aspetta!
E se questo teatro fosse Stonehenge? Probabile, il pessimo gusto che gli anglosassoni hanno in fatto di architettura si nota persino in quest'epoca.
Non importa, posso cercarlo benissimo da solo. Questi tizi mi stanno lanciando occhiate sempre più torve, e scommetto che i loro due neuroni non sono in grado di elaborare le mie elementari parole...non è una novità dopotutto. Senza farmi notare, attiro un loro cavallo e ci salto in groppa, cominciando ad ispezionare ogni singolo angolo di questa campagna desolata per trovare il mio prezioso cappello.

Ancora nulla.

Spero vivamente che i Warmhole non lo abbiano ridotto in coriandoli di stoffa.
Lui è cosi bello, un copricapo perfetto, ed è il mio unico amico.
Non credo riuscirei a separarmene, tantomeno starci senza per troppo tempo.
Merda, ora mi sono anche perso...un momento! Non posso essermi perso se non ho la minima idea di dove io sia.
Potrei perdermi se fossi in un supermercato e stessi cercando i flauti al cioccolato nel reparto delle merendine, ma qui sono convinto, nonostante non ne sia proprio sicurissimo al 200%, di essere in Inghilterra e di stare cercando un cappello che potrebbe non esserci.
Per questa notte dormiró in tenda.

Ah giusto, non vi ho parlato del mio marsupio: posso pensare a qualsiasi cosa, infilare una mano al suo interno e la ottenerla acchiappandola da un'altra dimensione.
Quest'ultima collasserà su se stessa e scomparirà nel nulla.
Ovvio, questo è un piccolo prezzo da pagare, ma cosa importa, posso fare quello che voglio.
Vi starete chiedendo se potessi fare la medesima cosa per il mio cappello ed avanzare questa piccola escursione tra le monotone e maleodoranti campagne inglesi, ma no, sarebbe stato troppo semplice.
Sfortunatamente, non so in quale dimensione sia, perciò la mia ricerca tra le spighe di grano continua.
Il viaggio temporale e dimensionale funziona in un modo assai strano, ogniqualvolta che si cambia dimensione, da quella in cui ci si trasporta si creano un numero molto vicino all’Infinito di altre dimensioni, perché qualsiasi cosa succeda, la storia del futuro muta, (esatto, molto probabilmente il futuro e il passato son già stati scritti). Potrei tirare in ballo il classico esempio del battito d’ali di una farfalla che può scatenare una tempesta dall'altro capo del mondo. Grazie a un qualsiasi cambiamento, anche il più piccolo dei piu piccoli, si crea una dimensione per ognuno di essi.
Ad esempio, una volta mi é capitato di essere ospite di un probabile pianeta preistorico, quando ancora c’era solo vita acquatica.
Stavo passeggiando tra le paludi quando, dopo aver sferrato un piccolo calcio un ad una roccia che affiorava dall’acqua, il primo pesce si é poggiato maldestramente sulla sua superficie umida dando vita alla specie degli anfibi.
Così la vita ha continuato ad evolversi fino a creare creature sempre più intelligenti sott’acqua.
Il meteorite che avrebbe colpito la terra non ha causato alcun danno essendoci solamente esseri viventi marini. Vi è stata una razza di pesci alla quale sono cresciuti dei potenti meccanismi di difesa quali chele e spine elettriche che venendo lanciate raggiungono una velocità formidabile, e pian piano hanno provato a muovere i primi passi sulla terraferma. Ma ormai le terre emerse erano diventate quasi tutte scogliere e con il passare del tempo, quegli esseri hanno sviluppato delle forti braccia per poterle scalare e
salire in superficie, dando origine al genere umano anfibio, molto più potente di noi comuni umani, ma che sembrano sicuramente dei piccoli topi rispetto ai giganti dell’acqua.
Questa è solo una possibile dimensione, per ogni azione compiuta se ne creano infinite simili in cui si compie un azione che vi ci assomiglia ma non è uguale.

Tornando al cappello, ho fatto un altro salto dimensionale e mi sono ritrovato in Egitto.
Vedo due piramidi,quindi se non erro, dovrebbe proprio essere l’Egitto.
Mi è venuto un certo languorino, spero ci sia un kebabbaro da qualche parte.
Però c'è qualcosa che non quadra...non è presente alcuna insegna o cartello, magari se entrassi dentro le piramidi potrebbe esserci qualcuno che dorme.
Sono appena entrato nella piramide più grossa ma niente, non credo di trovar...oh mio dio, che cosa diavolo è quella luce blu? Non sarà un insegna al neon? Ah no, è solo un led gigante proiettato da una astronave.
Mi avvicino e da quest'ultima vi esce un individuo strano, probabilmente alieno, o abitante della Terra che mi consegna un oggettino e mi fa segno di attaccarlo sulla fronte. Dopo averlo fatto, l’alieno comincia a parlarmi, dicendomi che mi ha dato un dispositivo che può tradurre la sua lingua nella mia. Sarebbe molto utile se lo possedessi, così potrei finalmente far capire a quegli incapaci dei tedeschi qualche mia battuta.
Gli chiedo cosa ci facesse dentro la piramide e mi risponde che lui e i suoi simili l'hanno costruita millenni fa come una sorta di scudo per la battaglia che avverrà oggi.
Non capendo gli chiedo di quale battaglia si tratti, e mi dice che i francesi con a capo Napoleone Bonaparte stanno giungendo al Cairo, più forti che mai, o almeno così ho capito.
Sapete, questo aggeggio che ho appiccicato sulla fronte a volte emette uno sfarfallio sinistro e tendo a scambiare parole con altre.
Ignoro il fatto di aver capito "bottiglia" al posto di "guerriglia" e continuo ad ascoltare il suo discorso.
Ma certo! Siamo nel 1800 o giù di lì, quando Napoleone venne in Egitto! Non so come possa concludersi questa battaglia.
Pensandoci bene, è meglio che mi allontani.
Mi giro e cerco di andarmene quando quel cosetto alieno mi blocca con non capisco quale parte del corpo e mi dice che quello che sto cercando è nella sfinge.
Sono estasiato, spero proprio si tratti del mio cappello! Esco dalla piramide e vedo un esercito enorme con tanto di soldati volanti; probabilmente posseggono tutti un jetpack, tutti indossano una divisa francese e si stanno dirigendo nella mia direzione.
Guardo in alto e vedo che un drone inizia a scaricare un intero caricatore su di me.
Maledizione!
Inizio a correre sbracciandomi per fermare i francesi, i quali si fermano improvvisamente da un carro armato che levita a circa 2 centimetri da terra (anche se non capisco quale sia il loro problema...é sufficiente montargli delle ruote e il consumo di carburante diminuirebbe esponenzialmente, insomma!).
Dal quest'ultimo fa capolino una figura che probabilmente appartiene a Napoleone e cammino verso quest'ultima biascicando qualche parola
di cortesia e di circostanza in francese (è sufficiente fare finta di avere un tremendo raffreddore e di possedere una erre più moscia di una lumaca, no?)
Napoleone mi osserva e improvvisamente mi spara.
Quanto cazzo odio quando la gente fa così.
Estraggo allora dal borsello una spada e con un gesto tanto rapido che l'attenzione dei soldati è ancora focalizzata sul proiettile che mi ha quasi colpito, lo decapito.
A questo punto inizio a correre, pensando che forse gli alieni hanno iniziato la battaglia.
I soldati non mi stanno più guardando ma stanno
sparando dietro di me.
Non importa, devo arrivare assolutamente alla sfinge.
Rubo il jetpack di un cadavere di un soldato e volo verso la sfinge. Atterro proprio di fianco a quest'ultima e mi guardo in giro. Per qualche ora cerco il mio cappello, e proprio quando sto già pensando di cambiare nuovamente dimensione, quale magnifica visione! Il cappello é all’interno del naso della sfinge, o almeno, quel che vi rimane.
Inizio così a scalare il gigante roccioso per giungere alle due narici quando un enorme fascio di luce bianca seguita da un boato mi investe violentemente (probabilmente una bomba H o qualcosa di simile) e come disse un famoso poeta, caddi come corpo morto cade, e come naso morto cade, il naso della sfinge mi si posa dolcemente sulle palle a 9,8 chilometri orari, con un peso di 2 tonnellate, se non erro.
Molto probabilmente morirò tra qualche ora dissanguato, non ho via di scampo, ma dato che sarei morto di lì a qualche ora perché non usufruire del mio marsupio? Vi estraggo la griglia e varie bistecche che inizio a cuocere. Non conosco la provenienza di quella carne, ma è senza dubbio ottima, veramente succulenta e con un vago retrogusto di funghi. Magari è fiorentina...quanto mi manca la fiorentina che mi faceva mia nonna...
Dal mio orologio posso dedurre  che manchi poco alla mia fine, decido così di tirare fuori dal borsello una lapide e uno scalpello, per poi scriverci sopra: "In questo punto vi giace colui che è stato un grande cantante, musicista, fisico, generale, ballerino classico, insegnate, amante degli animali (soprattutto se quest'ultimi erano al sangue) e grande
amante.
Appoggio la lapide dietro la nuca e per conservare le usanze locali incrocio le braccia al petto.
Come non detto, la guerra contro Napoleone l'hanno vinta gli alieni… stupidi francesi.
Gli alieni sono arrivati in mio soccorso con grossi mezzi e gli ho fatto capire in qualche modo che il naso della sfinge mi sta schiacciando e che io sto tirando le cuoia.
A questo punto, non so se siano più imbecilli i francesi o gli alieni, perché uno di loro giunge da me e inizia a tirarmi il naso.
Ma che cazzo fai? Il naso in questione è quello della sfinge, idiota!
Mi sono anche dimenticato che possono capire quello che dico.
Poco male, perché di lì a qualche secondo scopro che non mi è successo niente,  che il naso è precipitato su di me in modo tale che mi stesse solo stringendo leggermente le palle.

Realizzato ciò, mi ritraggo e riesco a liberarmene.
Ringrazio gli alieni per il loro "prezioso" aiuto e afferrò tra le dita il mio amato cappello, tornando nella piramide illuminata dal neon a farmi una dormitina.

 
 
 
   
 
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