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Autore: noemi 2004    30/07/2017    2 recensioni
è notte fonda, penso siano più o meno le due e mezza di notte. Sono a letto e cerco di prendere sonno, peccato che il vicino continua a fare chiasso. Perchè le persone non hanno niente da fare la notte?! A questo punto mi alzo sapendo che avrei passato la notte in bianco e mi avvio in cucina. Torno in camera e dalla mia finestra noto qualcosa di strano... Sarebbe stato meglio se fossi tornata a dormire.
Genere: Horror, Suspence | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti
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é notte fonda, penso siano più o meno le due e mezza di notte.
Sono a letto che cerco di prendere sonno, peccato che il vicino continui a fare chiasso.
Perchè le persone non hanno niente da fare di notte?!
A questo punto mi alzo, sapendo che avrei passato la notte in bianco, e mi avvio in cucina per prepararmi una bella tazza di tè caldo.
Con una mano verso tranquillamente la mia bevanda stando attenta a non bruciarmi, e con l'altra mi stropiccio gli occhi.
Con un ampio sbadiglio torno in camera e continuo a sentire quei dannati rumori, così decido di affacciarmi alla finestra.
Vedo il vicino uscire di casa con un pesante baule.
Quell'uomo è sempre stato reputato strano e così era considerato da tutto il vicinato e io non ero di certo esonerata.
Se non ricordavo male si chiamava Gregorio, un nome strano, che sicuramente rispecchiava chi lo possedeva.
Immersa nei miei pensieri sorseggio la mia bevanda calda.
Vedo il vicino guardarsi a destra e a sinistra con fare sospetto e questo mi fa alzare un sopracciglio, 
interessandomi ancor di più a quello che stava accadendo fuori le mura di casa mia.
Quando però, vedo l'uomo far cadere il baule e rivelare il suo contenuto, quasi non mi ustionavo con il tè per lo shock provocatomi 
da quell'orrenda visione.
Avevo la bocca letteralmente spalancata e la tazza cadde rovinosamente a terra.
Dal baule il corpo di una donna in putrefazione giaceva sul prato verde.
Per un attimo credevo di aver visto male, SPERAVO di aver visto male.
Lo vedo riporre il cadavere con una tranquillità disarmante e questo gesto mi provoca un disgusto incredibile.
A questo punto si allontana velocemente, e, a quel punto il mio cervello formula due ipotesi:
tornare a letto e far finta di aver sognato tutto quando,
o andare in fondo alla faccenda.
Sapevo che sarebbe stato impossibile dimenticare l'accaduto, così mi vesto in fretta ed esco di casa.
Lo seguo silenziosamente, non si deve accorgere di me; quando sento un rumore dietro di me.
Mi giro di scatto, veloce, sto sudando freddo...che diavolo era? O peggio, CHI diavolo era?
Meglio non pensarci, la mia priorità è seguire Gregorio. Tra me e me penso chi me lo faccia fare.
Continuo a seguirlo furtivamente dimenticandomi ogni tanto di respirare.
Lo vedo dirigersi verso il Lago di Roccaforte, che in estate ospita famiglie felici 
e invece adesso sembrava il set di un film horror: nebbia, desolazione e freddo, tanto freddo.
Vedo l'uomo guardarsi nuovamente attorno, certo che nessuno lo stia seguend, quando ad un tratto tira fuori un...
Un MACETE?!
Ma dove cavolo lo teneva nascosto?
Ero lì, ferma, immobile, paralizzata non potevo credere ai miei occhi.
Tutto ciò che riuscivo a sentire erano ossa, carne e muscoli che venivano tagliati e mutilati sotto la lama tagliente del macete.
Cerco di trattenere un conato di vomito.
La bestia, perchè quello era, rimette tutto ciò che rimane di quella povera donna,
insieme al macete dentro al baule e lo scarica nel lago.
Mi chiedo chi fosse quella donna e che male avesse mai fatto per meritare una fine del genere.
Mi sento confusa, stordita, DISGUSTATA, ma in me sento anche rabbia.
Ad un tratto sento un rumore, lo stesso di prima, così mi giro lentamente con il sangue che si ghiaccia nelle vene.
L'ultima cosa che vedo è il riflesso della luna su una lama affilata che punta contro la mia testa.
Ora capisco che la mia "avventura" finisce qui.
Adesso però mi sorge una domanda che probabilmente non avrà risposta:
finirò anche io infondo al lago dimenticata da tutti?
L'unica cosa che so è che, ciò che ho visto, rimarrà con me
sul fondale del lago...
PER SEMPRE.
   
 
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