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Autore: Sarastar88    05/08/2017    2 recensioni
Sophie, a ventotto anni, possedeva tutto quello che aveva sempre desiderato: due migliori amiche fantastiche, un lavoro che le piaceva e per cui aveva studiato, un fidanzato che l'amava e con il quale aveva appena comprato casa.
Tutto andava a gonfie vele, fino a quando una persona del passato non ripiombò nella sua vita, costringendola a rivalutare le sue convinzioni.
Soph si troverà costretta a ponderare delle scelte tra giusto e sbagliato, tra il cuore e la ragione.
Quale delle due avrà la meglio?
Alcuni cassetti, se chiusi a chiave, non andrebbero mai più riaperti!
Genere: Fluff, Romantico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Lime | Avvertimenti: Triangolo | Contesto: Contesto generale/vago
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Era visibilmente tesa, le gambe molli e la gola secca. Si guardò più volte allo specchio, rassicurandosi mentalmente sul fatto che fosse piuttosto carina e decisamente provocante quella sera. Era quello il maggiore dei suoi problemi; sarebbe riuscita a non cedere sotto il suo sguardo?
Sì, voleva che lui la vedesse in maniera diversa da tutte le altre, tutte quelle che era abituato ad avere ai suoi piedi. Anche lei lo desiderava, ma voleva essere di più di una delle tante per Francesco, voleva essere quella ragazza.
La vibrazione del suo telefonino la destò da questi pensieri, riportandola alla realtà. Sullo schermo apparve il suo nome, seguito dal breve sms:
Sono sotto casa tua”.
Sophie si specchiò un'ultima volta nella sua piccola, ma accogliente stanza: i leggings neri di pelle erano aderenti e seguivano perfettamente la linea dei suoi fianchi sinuosi, il corpetto di pizzo nero, con una leggera scollatura a balconcino, metteva in risalto i suoi, seppur piccoli, seni tondi e alti, uno stivaletto nero lucido col tacco la alzava di qualche centimetro, nascondendo lievemente la sua bassa statura. Le lunghe ciocche nere erano mosse e ricadevano morbide sulla schiena, la frangetta era stata spostata di lato sulla destra del viso, così da non oscurarne i penetranti occhi. Aveva scelto il solito trucco, ovvero matita nera, eyeliner e mascara, facendo così risaltare quelle profonde e lucenti iridi verdi. Aveva evitato accuratamente il rossetto, sapendo che le sue labbra sarebbero state impiegate in faccende ben più interessanti del puro e semplice dialogo.
Si diede una spruzzata di profumo e indossò il suo cappottino nero, pronta ad affrontare il freddo di quella sera di gennaio. Mise il cellulare nella tasca della giacca, spense la luce e uscì dalla sua stanza.
«Ciao, io esco.» «Non fare tardi!»
La voce apprensiva della madre fece bloccare la ragazza sulla soglia dell’ingresso.
«Mamma, ho più di vent'anni, sono ormai grande per queste raccomandazioni. Comunque, il mio amico domani lavora, quindi non tornerò tardissimo. Ciao.»
Fece un cenno di saluto con la mano, dandole le spalle, mentre prendeva le chiavi di casa per poterle riporre accuratamente nella tasca libera del cappotto.
Scese le scale del piccolo condominio aggrappandosi alla ringhiera, sperando di poter trovare in quel oggetto inanimato un altro tipo di appoggio, quello che le sarebbe servito per affrontare quella serata con lucidità. 
L'aria fredda investì Sophie non appena mise piede fuori di casa, ricacciando in un cassetto le preoccupazioni. Fece qualche passo, raggiungendo la sua macchina, una BMW Serie 4 nera, e il ragazzo che la stava aspettando all’interno. Bussò al finestrino dal lato passeggero e vide Francesco girarsi verso di lei e sorriderle, mentre azionava il pulsante di sbloccaggio delle portiere.
Il suo cuore saltò un battito quando notò quel sorriso illuminargli il viso, creando delle adorabili fossette, pensando a quanto fosse bello e a quanto gli fosse mancato in quelle settimane.
Salì sull’auto e ricambiò il sorriso, inchiodando i suoi grandi occhi verdi in quelli marroni di lui, vedendoci una sabbia dorata, una spiaggia al tramonto e il mare a fargli da cornice.
Distolse per prima lo sguardo, sentendo il cuore battere all’impazzata per quel contatto visivo.
«Ehi...Ciao.» «Buonasera bellezza. Sei molto carina stasera.»
Lei si sentì avvampare per l'imbarazzo di quel complimento, cercò di deglutire e rispose un timido «grazie», allungandosi poi verso di lui e schioccandogli un leggero bacio sulla guancia.
Dopo essersi riseduta comodamente sul sedile si allacciò la cintura e, senza guardarlo direttamente, gli chiese dove l'avrebbe portata.
«Conosco un posto tranquillo, sempre se non hai cambiato idea.» Sophie vide con la coda dell'occhio il ghigno soddisfatto di Francesco, convinto di avere già la vittoria in tasca. Lei aveva paura di cedere, ma non glielo fece notare. Era una ragazza timida e insicura, ma quando si fissava di ottenere qualcosa, diventava testarda e niente e nessuno sarebbe riuscito a persuaderla. Alzò il suo viso e tornò a puntarlo su quello di lui, ricambiando quel sorriso arrogante e mostrando una finta sicurezza, dettata principalmente dal suo orgoglio.
«Perché dovrei? Sei tu quello che perderà la scommessa questa sera.» «Staremo a vedere…»
Questa volta fu Francesco a distogliere per primo lo sguardo, girando poi la chiave nel cruscotto e azionando il motore della sua BMW. Uscì dal parcheggio e si immise in strada.
Durante il tragitto parlarono dei loro gusti musicali completamente opposti, quasi scontrandosi per avere la meglio l’uno sull’altra, come se quella loro battaglia superficiale volesse celare un messaggio preciso, ma nascosto: “Sarò io a vincere!”
Francesco si parcheggiò nel posteggio di un locale piuttosto gettonato nel weekend, dove erano soliti ritrovarsi molti dei loro coetanei vestiti in maniera elegante. I ragazzi che frequentavano il posto sembravano dei pinguini inamidati, mentre le ragazze facevano a gara a chi indossava il vestito più corto. Il Terzo Cerchio era un locale prettamente per classici fighetti con la puzza sotto il naso, quelli che Sophie cercava di evitare come la peste. Gli uomini erano più interessati a intrattenere conversazioni citando la grandezza del loro bolide, della velocità con cui percorrevano ogni curva, del profumo caldo e sensuale che lo avvolgeva. Le loro vetture erano più importanti di qualsiasi altra cosa!
Le donne invece discutevano di borsa e affari; era più costosa una Chanel o una Louis Vuitton? Meglio accettare il corteggiamento di un giovane benestante o di un signore di mezza età ricco sfondato?
Un mondo nettamente contrastante con quello di Sophie, il cui unico sogno era quello di trovare l’amore, quello vero, quello con la “A” maiuscola e insieme a esso crearne una famiglia.
Non avrebbe mai creduto che lui fosse uno di quei boriosi figli di papà che frequentava quel locale così esclusivo, né che l’avrebbe portata proprio lì per il loro “appuntamento”.
Sophie si slacciò la cintura di sicurezza con assoluta lentezza, accompagnando il gancio fino alla cima.
«Sarebbe questo il posto tranquillo? Comunque non credo di essere vestita in maniera adatta! Se avessi saputo che saremmo venuti qui avrei scelto un outfit differente.»
Francesco, a quella affermazione che gli era sembrata decisamente incomprensibile, squadrò la ragazza da capo a piedi, dopodiché scoppiò in una omerica risata, slegandosi anche lui dalla cinghia nera che bloccava i suoi movimenti.
«Non penserai davvero che io sia uno di quelli? Ah, Sophie… non mi conosci proprio!»
La ragazza, sollevata dalla notizia, si domandò tacitamente il perché avesse scelto quel posto, se l’intenzione non era quella di entrare nel locale. Attorno a loro c’era il vuoto, solo qualche chilometro più avanti si tornava a essere in città. Francesco, come se avesse captato i suoi pensieri, rispose alla sua tacita domanda.
«Nel weekend questo luogo pullula di gente, ma durante la settimana il covo degli snob è chiuso.»
A Sophie fu tutto più chiaro; erano in un parcheggio isolati dal caos cittadino, con pochissimi lampioni a illuminarne i contorni, perché era il luogo perfetto per avere la loro riservatezza.
“Quel furbetto aveva pensato proprio a tutto! Voleva vincere quella scommessa a tutti i costi!”
«Immagino che non sia un caso che tu conosca la tranquillità di questo posto.»
Sophie pronunciò quelle parole con una punta di fastidio. Il pensiero che lui l’avesse portata nello stesso luogo dove era solito venire con le sue conquiste la toccò nel profondo, ferendola nell’orgoglio e nell’anima.
«Giusta osservazione. Sì, è capitato che alcune sere mi appartassi qui con qualche ragazza. Ho sempre messo in chiaro quali fossero le mie intenzioni, così come ho fatto con te; non mi piace illudere nessuno.»
Il motore dell’auto rimbombò nella testa della ragazza insieme alle parole di lui. Non aveva mai celato il fatto che fosse un Don Giovanni senza nessuna intenzione di soffermarsi sulla conoscenza più approfondita di qualcuno, concedendo al massimo un terzo giro di corsa. Lei però sperava di poter cambiare questo suo lato, credeva fermamente che se gli avesse dimostrato che non era come le altre che cedevano immediatamente al suo fascino, lui sarebbe stato interessato ad approfondire il loro rapporto. Aveva acconsentito a vestirsi come le aveva richiesto per non dargli l’impressione di essere una ragazza affetta da restitudine cronica, ma si era auto imposta di non cedere alle sue avances, o per lo meno di non andare oltre al bacio.
«Touché! Allora, le tue intenzioni sarebbero quelle di fare le cose sconce in questa macchina? Te l’ho detto che io non ragiono con la vagina…»
Sophie si portò le braccia al petto, guardando Francesco con un sopracciglio alzato e senza nascondere un sorriso di scherno che provocò una nuova risata nel bruno.
«Tutte lo dite eppure, dopo dieci minuti, siete già senza reggiseno a pregarmi di togliervi anche le mutandine. Forse tu potresti resisterne venti o al massimo trenta, ma tra massimo un’ora scommetto che io e te staremo facendo un gran bel sesso!»
Francesco le fece l’occhiolino, provocandole un grande imbarazzo che la fece arrossire sulle gote e persino sul collo.
Per calmarsi, la ragazza si portò una ciocca di capelli dietro l’orecchio e si morse il labbro, gesto che non passò inosservato agli occhi di lui, che spostò lo sguardo proprio su quella bocca rosea e leggermente umida.
«Sei proprio sfacciato, lo sai? Una scommessa dentro a una scommessa; rischi di perderne due in un colpo solo. Il tuo ego spropositato potrebbe reggere un tale affronto?»
Sophie cercò di stemperare la sua agitazione rispondendo in maniera canzonatoria al bruno, sentendosi più a suo agio inserendo un po’ di umorismo nel loro continuo botta e risposta.
Invito che Francesco accolse positivamente, emettendo una nuova risata e distogliendo lo sguardo dalle labbra della mora.
«Oppure, di vincerne due in una sola botta. In tutti i sensi ovviamente.» La canzonò, portandole una ciocca di capelli dietro l’orecchio.
«Ci sediamo dietro per essere più comodi?»
Sophie, a quella domanda, deglutì a fatica, conscia che sarebbe stata l’ora più difficile della sua vita.

 
✿..:* *.:.✿
 
Un grande saluto a tutti quelli che si sono apprestati a leggere questa mia nuova storia.
Mi ero ripromessa di aspettare a pubblicare a stesura quasi ultimata, ma non ce l'ho fatta!Chi mi conosce sa che non sono una persona molto paziente e non vedevo l'ora di presentarvi i miei nuovi personaggi.
Impressioni a caldo? Secondo voi come sarà andata la serata?Sophie sarà riuscita a non cadere in tentazione?
Per scoprirlo, non vi resta che continuare con la lettura di questa mia storia.

Il prossimo aggiornamento sarà sabato prossimo!
Baci, Sara


 
   
 
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