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Autore: shana8998    06/08/2017    0 recensioni
" Quando mi processarono ero consapevole del reato commesso. Non ricordavo perfettamente come ero riuscita a compierlo, ma sapevo per certo che la colpa era solo ed esclusivamente mia. "
Melinda ha solo 16 anni quando viene accusata dell'omicidio di Pit , suo coetaneo non che il suo ragazzo. Viene a causa di ciò spedita in un riformatorio per scontare la sua pena poiche' ancora minorenne . E' proprio in quel riformatorio lontano da casa sua che incontrerà qualcuno che le permetterà di scoprire la vera ragione per cui si è ritrovata li.
" E' come se la me di una volta non fosse mai esistita...E devo ringraziare solo te..."
Genere: Avventura, Romantico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Raggiunsi l'ingresso della palestra alle prime graffiate di sole.
C'erano tutti, Bradley , la ragazza delle foto , Ruth....E poi ancora fra il mucchio di ragazzi , poco più lontano dalla calca lui, Raf.
Se ne stava a braccia conserte e lo sguardo rivolto all'enorme portone scuro . Mi persi a fissarlo per quei pochi istanti e realizzai che fosse veramente , la visione più bella da quando mi ero alzata quella mattina. Più delle crostatine al cioccolato mandate da mia madre o dal nuovo paio di converse nere...Niente più del vederlo di prima mattina mi rendeva così strana e , felice ? Forse. Era sin troppo difficile da capire. Specie perché poi , quando ero troppo vicino a lui avvertivo quella sorta di pericolo di repulsione innaturale , ma quando gli ero un pò lontana avrei voluto poterlo toccare e farlo mio.
All'improvviso una delle due ante si separò dal resto ed una donna massosa , in tenuta da palestra , calzoncini blu con una piccola strisciolina di tessuto giallo cucita sulla lunghezza del pantaloncino e canotta bianca, apparve sulla gradinata.
Portò alla bocca un piccolo fischietto in metallo e respirò al suo interno così forte che il suono che emise quell'arnese risultò uno stridio insopportabile.
In un attimo tutto il cortile si fece muto.
-Buongiorno, io sono la signorina Sparks.-. Proferì.
Quando parlò un leggero brusio nacque alle mie spalle, ed ecco , che la moltitudine di ragazze incominciò a commentare quanto grandi o grasse fossero le sue gambe lattiginose , o quanto imbarazzante fosse il suo doppio mento . A qualcuna era parso vedervi anche una leggera peluria e beh, se realmente fosse stato così, speravo di non accorgermene mai , cosa che sapevo potesse succedere , magari chiedendole come si doveva svolgere un esercizio . Sarebbe stato imbarazzante.
I capelli, li aveva raccolti in un codino dietro la nuca , non avevano l'aria di passarsela bene , forse, non vedevano lo shampoo da un pò.
-Buongiorno.-. Risposero tutti in coro. Assomigliavano ad un branco di pecore...
Portò a se , dal pavimento, un grosso scatolone e vi misticò all'interno mentre lenta scendeva i quattro ampi gradoni.
-Prendi.-. Incominciò a consegnare quelli che sembravano essere costumi da bagno.
Pantaloncini neri per gli uomini e costume interno per le donne.
Quando raggiunse me , mi passò l'indumento in modo così sgarbato che quasi me ne sentii offesa.
Avrebbe potuto tirarmelo in faccia, sarebbe cambiato poco.
-Raggiungete gli spogliatoi. Tre minuti per cambiarvi avete.-. 
Poi di colpo fischiò nuovamente nell'aggeggio.
-Muoversi!-. 
La folla prese a camminare in direzione palestra , velocemente .
-E' terrificante non è vero?-. Ruth piombò alle mie spalle , appoggiandosi su una di esse, mostrando un'insolito sorriso divertito.
-Abbastanza. Non avevo mai visto una tipa così.-. Le sorrisi .
Rise di gusto. - E non hai ancora visto quanto stressanti e noiosi sono i suoi esercizi. Uscirai da qui che preferirai la punizione dell'altra mattina.-. Mi diede un colpetto alla spalla con il palmo della mano dirigendosi anch'essa verso la struttura.
Quell'esordio non prometteva nulla di buono, poi, se mettiamo anche in conto che io avevo sempre odiato la palestra , quella sarebbe risultata la mattinata più dura della mia vita.
Una volta entrata nello spogliatoio, mi ritagliai un angolino di spazio su una delle cinque panche di legno , già tutte occupate dagli abiti delle altre ragazze.
-Guarda chi c'è...-. Non feci in tempo a liberarmi del maglioncino che una voce mi raggiunse come una coltellata alle spalle.
Melanie Hoods, era dietro di me a braccia conserte. Mi fissava con l'occhiataccia più malevola che io avessi mai conosciuto, stringendo in un pugno la cinta dei suoi jeans.
La guardai leggermente preoccupata.
-Tu sei la ragazza di qualche mattina fa...-. Dissi , trovandomi spiazzata.
-Oh, ti ricordi anche ...-. Incominciò a girarmi attorno  e sarebbe mancata solo la canzoncina dello "squalo" in sottofondo per rendere l'idea di come preda mi stavo sentendo.
Lo spogliatoio si era svuotato già da quando ci avevo messo piede, e restare sola con lei , mi aveva già illuminato su quanto mi sarebbe potuto succedere.
-Allora ... Ti sono piaciute le mie foto?-. Mi spintonò e barcollai leggermente riprendendomi a volo.
Ricordai che lei soggiornava nella mia stessa ala e che la sua stanza era esattamente difronte alla mia. 107.
Una ragazza psicologicamente instabile , probabilmente con manie suicide-omicide , considerati i vari tagli che aveva su una delle due braccia.
Restai di sasso, spiazzata da quell'accanimento nei miei confronti.
Sapevo solamente che ce le avrei prese.
-Cosa vuoi?-. Le feci cercando di intimidirla con un tono secco della voce.
-Tu mi sei veramente antipatica, Watson.-. Disse sibilando d'odio.
L'immagine di me che le raccoglievo le foto mi rimbalzò nella testa , e me ne pentii amaramente di aver cercato di aiutarla.
-Lasciami in pace.-. Le intimai.
Ma lei ghignò.
-Sono quelle come te che dovrebbero fare la mia fine. Sono quelle come te che dovrebbero bruciare all'inferno...-. Le sue parole strisciarono acide nelle mie orecchie.
Non capivo perché se la stava prendendo con me. Io non le avevo fatto nulla, non ne aveva motivo.
Mi strappò il costume dalle mani ed agganciati due lembi lo tirò fino a che lo strappo delle cuciture non tuonò fra le sue dita.
-NO!-. Cercai di strapparglielo a mia volta , dalle mani. Ma lei , molto più alta di me, lo teneva sospeso con un braccio sulla sua testa.
-Ridammelo!-. Continuai a ripete , ma Melanie non ne voleva sapere di restituirlo.
-Melanie, finiscila.-.
La voce pacata , tranquilla , di Raf piombò nello spogliatoio. 
Era fermo davanti all'ingresso privo di porte e fissava la ragazza in modo severo, seppur l'espressione sul suo volto apparisse disinteressata.
La giovane si pietrificò abbassando lentamente il braccio permettendomi di riappropriarmi dell'indumento.
Lei , aveva le labbra dischiuse , come se ci fosse rimasta veramente male per essere stata fermata nell'apice del divertimento.
Poi serrò la mascella e nuovamente quello sguardo colmo di rabbia le tornò a mascherare il viso.
Raf attese che lei uscisse , non prima, ovviamente, di avermi regalato un'ultima occhiata in cagnesco.
Guardai il giovane e mi resi conto di essere scivolata nella pozza d'imbarazzo più grande che avessi mai provato.
-Grazie per aver...-.
-Di niente.-. Rispose così freddo, che il gelo della sua voce lo percepii nelle mie ossa.
Sparì dietro al muro , e tornai finalmente sola.
"No, non è partita affatto bene...".
Mi dissi , ed effettivamente quella mattina , non era partita affatto come doveva essere.
Mi infilai il costume ora tutto largo e spiegazzato che faceva difetto su ogni punto.
Presi fiato.
Ero arrabbiata con Melanie, ma allo stesso tempo , amareggiata nel vedere una ragazza così giovane , avere simili problemi mentali.
Quando raggiunsi l'ampia porta a vetro della palestra però , non sapevo che il peggio doveva ancora arrivare.
Spalancai la porta .
Al centro di quella che aveva l'aria di essere una chiesa sconsacrata , nasceva un'enorme vasca di acqua limpida illuminata per due lati da fari posti in basso, sul fondo.
Attorno spalti di fortuna con i classici sgabelli blu , gli stessi sgabelli che si trovavano anche al campo da Baseball.
Nonostante i quattro grandi finestroni ad arco sul lato est dell'edificio, la luce che filtrava al suo interno non bastava ad illuminare tutta l'area , regalando un non so che di spettrale a quel posto.
Il suono del fischietto della Sparks non faceva altro che rimbalzare sulle pareti della palestra , seguito dall'infrangersi della coltre d'acqua sotto i tuffi , a volte precisi, a volte , scomposti dei ragazzi.
Poggiai la pianta nuda , del mio piede, oltre la linea immaginaria che divideva l'ingresso dalla piscina, pronta per eseguire i miei esercizi.
Un flash , ed ebbi come la sensazione strana di non essere più nel mio corpo.
C'era una navata, una luce arancio, ma era tutto sfuocato, ed io avevo ben poco la percezione di cosa , realmente , stesse accadendo in quell'immagine.
Era nella mia testa? Era reale? 
C'era un altare bianco, e torce infuocate attorno arpionate ai muri . Ciò che mi colpi però fu una statua. Non la vedevo distintamente ma doveva ritrarre un soggetto alato , tipo un angelo o qualcosa di simile. Mi faceva paura. Provavo quella sensazione dritta nel petto ...Ed era terribilmente vera...
Quando rinvenni da quella visione mi sembrò di aver appena imparato a respirare. D'istinto mi portai una mano al petto. L'aria nei miei polmoni fece fatica ad essere pompata ritmata.  
Incespicai leggermente all'indietro ma non caddi.
-Avanti.-. La Sparks , che non si era accorta minimamente di nulla mi spintonò debolmente verso il bordo della piscina.
-10 vasche.-. Pronunciò severa.
Restai ferma a fissare l'acqua luminosa , ma avevo la certezza che gli occhi della temibile insegnante di ginnastica non fossero gli unici addosso a me.
Di fatti, quando alzai lo sguardo, dritto a me, dall'altro lato della piscina , Raf mi fissava sospetto.
Non aveva un'espressione ben definita sul suo viso, o per lo meno io non la seppi decifrare.
Ma sicuramente si era accorto di quel qualcosa che non stava andando in me.
Sfuggii dal suo sguardo tornando all'acqua. Presi un bel respiro e salii il gradino pronta per tuffarmi.
Uno slancio e finalmente mi immersi totalmente sotto l'ovattato silenzio del fondo della vasca.
Tutto ciò che era fuori dalla piscina sparì con la mia percezione di esso.
Mi svuotai di tutti i pensieri ,o ci provai. Non era facile . Per tutto il tempo non avevo fatto altro che rimuginare su quel flash , alla fine, mi concentrai così tanto su di esso che non mi resi conto di aver fatto una ventina di vasche senza sentire la Sparks che mi intimava di uscire dall'acqua.
Nuotavo affondando con violenza le braccia in acqua. Gli zampilli arrivavano ovunque. C'era rabbia in quello stile libero improvvisato.
C'era rabbia in me.
Riemersi per respirare e solo allora mi resi conto che tutta la palestra mi guardava allibita.

-Che ti era preso in palestra?-. Ruth camminava al mio fianco lungo il corridoio che portava all'ala sud del correzionale.
-Niente.-.
"Niente", perché niente era quello che realmente era successo. Qualcosa che solo io sapevo che solo per me era tangibile e dolorosamente vivo , ma che per gli altri era parso come una crisi di qualcosa o semplicemente come la Watson che aveva disobbedito alla Sparks e per questo si era beccata un altro giorno a pulire il cortile.
-Non ne volevi sapere di uscire dall'acqua e la Sparks era diventata paonazza quando ti ha visto non riemergere e continuare a nuotare senza tornare a galla.-.
Non ero mai riemersa a parte quando mi ero accorta di ciò che stava succedendo attorno a me?
-L'hai fatta spaventare ..-. Continuò sghignazzando.
Mi grattai il capo rispondendo quasi imbarazzata. -Non volevo farle prendere un accidente , credimi.-.
-Oh , beh anche se quella era la tua intenzione sarebbe stato compreso da tutti...Gli altri vorrebbero che le accadesse qualcosa ma hanno troppa paura per mettere in atto qualche piano.-. Bisbigliò al mio orecchio le ultime poche parole come se fossero segrete.
-Oh! Guarda chi c'è!-. Esclamò poi di colpo allontanandosi da me.
-Kanny!-. 
Un ragazzo incappucciato, con vistosi dread che gli arrivavano fino al fondo-schiena , color miele e abiti larghi e macchiati su vari punti da vernice spray, si arrestò difronte a noi.
Aveva gli occhi celesti ed un piercing sotto il labbro superiore che fece capolino dalla sua bocca quando sorrise a Ruth.
Si salutarono con un " batti-cinque". Sembrava un tipo apposto.
-Non mi presenti la tua amica?-. Disse poi lui , una volta che la ragazza si sganciò dal suo collo.
-Ah! si giusto. Lei è Mel.-.
Kanny tese la mano .
-E' un piacere ..Mel.-. Sorrise.
-Piacere mio.-.
-Come procedono i preparativi per stasera?-. Fece poi, lei, appoggiando l'avambraccio sulla spalla di lui  guardandolo con uno strano e sottile sorriso sornione.
-Tutto pronto, manca solo qualche piccolo particolare da perfezionare. Qualcuno non ha portato un certo ordine...-.
Non avevo idea di cosa si trattasse, ma dal modo in cui aveva pronunciato le parole "certo ordine" , si doveva trattare di qualcosa di strettamente riservato e sicuramente illegale.
-Ti aiuta Raf ad organizzare ?-.
Kanny si passò un dito sotto il naso strofinandolo ed alzò gli occhi al cielo.
-Penso di no. E' strano in questo periodo. Sta sempre sulle sue..-.
A Ruth le si scurì il volto.
-Che non sia ancora per quella pazza maniaca della 114!?-.
-Perché c'è una pazza maniaca nella 114 , che ha a che fare con lui?-.
I due alla mia domanda, si guardarono dritti negli occhi accennando un sorrisetto.
Avrei voluto chiedergli che cosa avessi detto di tanto strano, poiché le occhiate ripetute che si stavano mandando sapevano di intesa.
Ruth mi prese da dietro le spalle spingendomi a camminare verso il lato opposto alla nostra direzione, di colpo. Kanny dietro noi.
-Emh cara...-. Rise. -Raf ha un debole per i casi patologici...-. 
-Che genere  di casi patologici?-. Feci io gettando leggermente la testa all'indietro finché non ebbi la visuale del volto di Ruth ad un palmo da me, quando, mi accorsi che non lontano da noi c'era qualcuno che poco dopo sparì sull'ennesima delle tante gradinate.
-Sentila come è interessata!-. Fece Kanny sghignazzando di gusto, distraendomi dal cercare di capire chi ci fosse , ma era chiaro che Ruth mi aveva portata via perché si era accorta prima di me , di quella quarta presenza in quel corridoio.
Mi scansai dalla ragazza prendo a camminare all'indietro, le mani in segno di resa.
-Guardate che non è come pensate .A me non piace Raf.-.
Gli occhi di entrambi si fecero due fessure e i lati delle loro bocche si piegarono in un sogghigno.
-Seriamente! Ragazzi non mi interessa.-.Ripetei  facendo spallucce voltandomi , mentre cercavo di dar loro le spalle  prima che potessero accorgersi del sorrisetto che spontaneo era nato sul mio viso.
-Ragazza. Non avere paura di ammettere i tuoi sentimenti.E poi...Ho visto come vi guardate ogni volta che capitate nello stesso posto-. Kanny attorniò col suo braccio il mio collo, mentre con il pollice e l'indice della mano libera , mi aveva agganciato il mento richiamando a se il mio sguardo.
-Kanny!-. Risi. - Dico sul serio!-.
Ruth strappò via il braccio del ragazzo facendogli arrivare uno schiaffo sul petto.
-Ahi! Che ti prende?!-. 
-Primo, non ci provare con la mia amica , secondo , non vedi che la stai mettendo in imbarazzo?Razza di ebete.-. Sbuffò imbronciata.
-Lascia che sia lei a dirle certe cose arpia!-. Esclamò lui .
Ma non erano amici quei due?
-Ti metto in imbarazzo ?-. Si rivolse poi a me.
-Ma no, no...-. Perché dovevo sempre trovami in situazioni imbarazzanti?
-Ecco vedi?!-.
-Lei vuole solo essere carina con te!-.
Le voci di entrambi si fecero lontane lentamente, non li sentivo praticamente più, quando la sagoma di Raf apparve alla fine del corridoio. Aveva lo sguardo rivolto verso ciò che c'era dietro un muro , ma non avevo la minima idea di cosa stesse fissando.
Poi sorrise e si mosse verso il confine bianco che lo avrebbe fatto sparire nell'ingresso secondario.
Perché ogni volta che mi imbattevo in lui il mio cuore perdesse un battito e nulla attorno a me mantenesse la propria forma, ancora non lo capivo.
-Ehy , guarda guarda...Chi è quella?-. Per un secondo la voce di Kanny incuriosito dalla stessa scena a cui stavo assistendo io, mi distrasse.
Quando tornai a guardare nella direzione di Raf , lui, non era più solo.
La bionda profumata di violetta con le unghie smaltate era apparsa di colpo e gli faceva dei nauseanti occhioni dolci . 
Pareva stessero scherzando dal modo in cui Raf le sorrideva e da quello in cui lei ricambiava.
-Ma...Non...Mi ...Dire.. Adesso se la fa anche con le finte Barbie?-. Fece Ruth quasi nauseata.
La bionda allacciò entrambe le braccia ad un braccio di Raf e i due si allontanarono insieme.
Ruth mi fissò.
Probabilmente c'era qualcosa sul mio volto che non andava.
-Certo che Raphael è proprio un idiota!-. Esclamò poi, aggrappandosi al mio braccio come se mi volesse sostenere moralmente sia con quell'esclamazione  che con quel gesto stesso.
-Beh c'è da ammettere che quella ragazza è proprio carina..Quei jeans poi le fanno un didietro!-.
Ruth sferrò un pugno alla schiena di Kanny che gemette per il colpo , ed avrei giurato anche di aver sentito un sottile "zitto stupido".
Scossi il capo allontanando l'immagine di Raf e la bionda dalla mia testa.
-Torno un pò in camera..-. Proferii poi in un filo di voce leggermente roco.
Ruth mi guardò rattristata.
-Allora ci ...Vediamo dopo?-. Questa volta non aveva urlato ne mi aveva imposto di vederci più tardi come faceva di solito, ma aveva lasciato a me la scelta , come se avesse capito perfettamente la mia delusione.
Le sorrisi appena.
-Si , a più tardi...-.
   
 
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