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Autore: Crateide    08/08/2017    3 recensioni
| Modern!AU |
"Macaria sbatté ripetutamente le palpebre, perplessa.
- In che senso? – chiese, mentre si lasciava ammaliare dal profumo indefinito che emanava il suo insegnante.
- Vediamoci questo pomeriggio, alle 16:00, in piazza dell’Unità – le rispose semplicemente l’uomo, sfiorandole una ciocca di capelli corvini.
Macaria dischiuse le labbra e rimase a fissarlo imbambolata.
“Mi ha... mi ha... chiesto di uscire?!”."
Genere: Commedia, Romantico, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Crack Pairing
Note: AU, Lime, OOC | Avvertimenti: Incompiuta
Capitoli:
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Prompt: gelosia + chiavi di casa.

Numero parole: 1836.

 

 

 

“Ma cosa mi è saltato in mente?”

Macaria addentò distrattamente la brioche, senza rendersi conto che metà della marmellata che conteneva le stava colando sulla maglietta bianca.

Suo padre abbassò il giornale e sollevò un sopracciglio, tossicchiando per richiamarne l’attenzione. Lo guardò, colpevole, arrossendo fino all’attaccatura dei capelli.
- Qua-qualcosa non va? – gli chiese, deglutendo a fatica la brioche, mentre nella sua mente riverberava il ricordo del volto di Thanatos contratto dal piacere.
- Dimmelo tu – le rispose il padre – ti stai sbrodolando addosso come se avessi cinque anni. Se vai avanti così, dovrò metterti il bavaglino.

Macaria abbassò gli occhi sulla propria maglia ormai irrimediabilmente macchiata e si lasciò sfuggire un’imprecazione. Prese il tovagliolo, ma riuscì solo a peggiorare la situazione e ad allargare la macchia.
- Siamo molto distratte – commentò il padre, ripiegando con cura il giornale sul tavolo accanto alla tazzina di caffè – è forse dovuto a qualcosa che non vuoi dirmi?

Macaria iniziò a sudare freddo. Che l’avesse vista con Thanatos o, peggio, avesse sentito qualcosa provenire dalla sua stanza la sera prima?

Scacciò via quei pensieri, consapevole del fatto che suo padre lavorava tutto il giorno e che la sera tornava sempre tardi. Si ricompose, prese un profondo respiro e gli indirizzò un sorriso innocente e spudorato al tempo stesso.
- Sono solo sovrappensiero a causa degli esami imminenti – mentì.

Suo padre sbatté le palpebre e i suoi occhi azzurrissimi s’illuminarono di una strana luce.
- C’è di mezzo un ragazzo?

Per poco Macaria non si strozzò con il succo al melograno.
- N-no! – rispose – Pe-perché me lo chiedi?
- Perché hai la stessa aria che avevo io quando ho conosciuto tua madre.

La ragazza si alzò dalla sedia, che stridette sinistramente sul pavimento bianco.
. Sono in ritardo e mi tocca anche andare a cambiarmi – disse.
- Macaria...
- Oh papà, no-...
- Ti tengo d’occhio – e, detto questo, suo padre riaprì il giornale e tornò a leggere tranquillamente la pagina dedicata alla Cronaca.

 

 

Il cielo era terso e solo un pallido Sole splendeva fra i tetti degli edifici universitari, regalando appena un lieve tepore.

Macaria procedeva sul viale principale a passo spedito, con due libri stretti al petto, lo sguardo fisso sui propri piedi che divoravano la strada lastricata e la tracolla che ondeggiava ad ogni suo passo.

Procedeva senza guardare in faccia nessuno, pensando e ripensando a quanto accaduto con Thanatos solo la sera prima.

“Quando ci rivedremo avrò dimenticato i significati delle parole etica e morale” le aveva detto e Macaria non poté impedire a se stessa di arrossire.

Durante le loro lunghe chiacchierate su Skype non avevano mai affrontato l’argomento “sesso”, probabilmente perché troppo imbarazzante... almeno per lei. Non aveva mai avuto esperienze in quel campo. Aveva esplorato il proprio corpo, questo sì, ma con un ragazzo non si era mai spinta oltre qualche carezza un po’ ardita.

Si fermò e tirò un lungo sospiro.

“Chissà che razza di impressione avrò dato di me” pensò, affranta.

Forse, Thanatos si sarebbe aspettato una donna sicura di sé, certa dei propri desideri e della propria libido, esperta con gli uomini, anche. Invece... invece si sarebbe ritrovato davanti una ragazza del tutto incapace.

Macaria risollevò il capo e guardò l’entrata del dipartimento di lettere, dove un nutrito gruppo di ragazzi era intento a chiacchierare animatamente prima dell’inizio delle lezioni.

Una nuvola passeggera oscurò il Sole e qualche goccia d’acqua iniziò a venire giù.
- Accidenti, ci mancava solo la pioggia! – borbottò, mentre iniziava a correre. Era anche uscita senza ombrello!

Raggiunse l’edificio e si rifugiò all’interno del corridoio principale, insieme ad altri studenti.

Fu allora che li vide e che il suo cuore perse un colpo e le gambe divennero molli: Thanatos e Afrodite, la ragazza più sexy e disinibita del Corso, uscivano insieme da un’aula, scambiandosi un sorriso fugace che a lei però non sfuggì.

Macaria rimase ferma al suo posto, pallida come un morto. Li vide passarle accanto, senza che l’uomo le rivolgesse uno sguardo, come se non si fosse nemmeno accorto di lei.
- La ringrazio, professore – sentì cinguettare da Afrodite – grazie di tutto – e si separarono.

Macaria divenne paonazza. Strinse con forza i libri e, raccolto il proprio coraggio, seguì Thanatos fino al suo studio, incurante dell’inizio delle lezioni e del fatto che qualcuno avrebbe potuto vederla.

S’infilò dietro di lui e fu lesta a chiudere la porta, posandovi la schiena contro.
- Ma cosa...? Macaria! Che ci fai qui? – le chiese l’uomo, ricomponendosi.

Macaria strinse le labbra e con tutte le sue forze trattenne le lacrime.
- Che ci facevi con quella civetta di Afrodite? Cosa vi siete detti? Cosa avete fatto? – chiese tutto d’un fiato, con la voce che si spezzò sull’ultima domanda.

Non poteva né voleva credere che Thanatos l’avesse presa in giro fino a quel momento e che, in realtà, non fosse altro che un donnaiolo.

L’uomo sollevò entrambe le mani e le ondeggiò avanti e indietro, sbattendo ripetutamente le palpebre.
- Ehi, calma! – le disse – Cosa stai cercando di insinuare?

Macaria prese un profondo respiro e alzò il mento, incurante delle lacrime che le bagnavano le ciglia.
- Mi siete sembrati molto intimi tu e lei – rispose – inoltre, mi sei passato accanto e non mi hai degnato nemmeno di uno sguardo.
- Macaria – e Thanatos le si avvicinò, prendendole il viso fra le mani e costringendola a guardarlo – come puoi pensare che io possa anche solo guardare un’altra che non sia tu?
- È quello che mi pareva stessi facendo, a dire il vero...
- Vuoi sapere come sono andate le cose? Ebbene, te lo dirò: Afrodite è una delle allieve peggiori che abbia mai avuto, sono già tre volte che prova a superare l’esame di Logica senza successo e questa mattina ha cercato in tutti i modi di... “corrompermi”.

Il sopracciglio di Macaria iniziò a tremare.
- Corromperti... in che modo? – chiese, con le mani che le prudevano. Quanto avrebbe voluto prendere a schiaffi quella sfacciata!

Thanatos sospirò.
- Ha cercato di sedurmi e...
- ...E tu ci sei cascato con tutte le scarpe, immagino!
- Cosa te lo fa pensare? – sembrava offeso.

Macaria strinse i pugni.
- Il modo amorevole con cui vi siete salutati – sibilò.

Thanatos sollevò gli occhi al cielo.
- Stai scherzando, vero? – disse – Appena ho capito ciò che stava facendo, l’ho respinta e minacciata di denunciarla al Rettore. Le ho dato l’ennesima possibilità di superare il mio esame, consegnandole un libro per semplificarle ulteriormente lo studio, ma nulla di più.

Macaria arrossì.

Aveva dunque frainteso tutto? Si era lasciata trascinare dalla gelosia?
- Io... mi dispiace – sussurrò infine.

Thanatos le cinse la vita sottile con un braccio e l’attirò a sé, posando la fronte contro la sua e aspirando il suo profumo.
- Sai che ho occhi solo per te – le soffiò sulle labbra – e poi... – una strana luce gli brillò negli occhi neri.

Macaria non ebbe tempo di fare né dire nulla, che si ritrovò con la schiena contro la parete accanto alla scrivania, avvinta in un bacio bramoso ed esigente, passionale e carico di desiderio. Chiuse gli occhi e accolse la lingua di Thanatos, lasciando cadere a terra i libri che stringeva ancora al petto. Gli gettò le braccia al collo e affondò le mani nei suoi capelli corvini, trasalendo appena l’uomo le sfiorò un seno.

Si staccò confusa e lo guardò negli occhi, sentendo un piacevole brivido d’eccitazione percorrerle le membra e soffermarmi nel bassoventre. La desiderava: il suo sguardo glielo stava urlando.
- Thanat-...

Macaria si coprì la bocca con una mano per non lasciarsi sfuggire un gemito, mentre Thanatos le baciava il collo e lasciava una scia umida sulla sua pelle chiara.
- Te l’avevo detto che avrei dimenticato i significati delle parole “etica” e “morale”, no? – le sussurrò all’orecchio, suadente come il serpente che tentò Eva.

Macaria chiuse gli occhi e sentì il cuore martellare nel petto, non appena Thanatos le aprì la parte superiore della camicia. Premette con più forza la mano contro le proprie labbra quando avvertì il freddo pungerle la pelle sensibile del seno sinistro. L’uomo scese con la lingua fino alla punta turgida, che iniziò a stuzzicare lievemente. Macaria sussultò nel sentire la mano di Thanatos trovare la via per la sua femminilità, che pulsava con forza.
- Io non l’ho mai fatto!

Le parole le fuggirono via dalle labbra senza che potesse rendersene conto, ma bastarono per fermare l’uomo, che la guardò con un misto di confusione e divertimento.

Si risollevò, liberandola dalle proprie carezze e posò una mano contro il muro, all’altezza del suo viso.
- Non so perché, ma lo immaginavo – disse ridendo.

Macaria divenne, se possibile, ancora più rossa. Si ricompose, abbottonandosi la camicia sul petto e scostandosi leggermente da Thanatos.
- Mi dispiace – sussurrò – non so nemmeno io cosa mi fosse preso ieri... in altre circostanze non avrei mai e poi mai proposto una cosa simile. Ti sarai fatto un’idea del tutto sbagliata di me, penserai che io sia una ragazza facile e...
- Hai finito di blaterare? – la interruppe l’uomo, dandole un lungo bacio sulla fronte.

Lo guardò esterrefatta.
- Ma...
- Non mi sono fatto nessuna idea sbagliata su di te. Se pensassi che tu sia una ragazza facile, non mi sarei mai spinto così in là. Te l’ho detto, no? Io ti amo, Macaria.

Macaria lo abbracciò forte.
- Ti amo anch’io, Thanatos!

Rimasero immobili per lunghi istanti, ascoltando i respiri dell’uno e dell’altra.
- Forse è il caso che vada – disse ad un tratto la giovane, staccandosi.
- Sì, non voglio che tu perda le lezioni – replicò Thanatos.

Macaria si avviò verso la porta, ma prima che potesse abbassare la maniglia, l’uomo la richiamò indietro.
- Macaria?
- Sì?

Nel voltarsi, si trovò davanti un paio di chiavi.
- Queste sono del mio appartamento – le disse Thanatos in evidente imbarazzo – voglio che le tenga anche tu, nel caso io... dovessi perderle.

Macaria arrossì fino all’attaccatura dei capelli. Afferrò le chiavi e con un sorriso radioso uscì dalla stanza.

 

 

 

 

 

 

 

 

Angolino dell’autrice:

Ciao a tutti!

Questa volta, la colpa dei prompt è a metà fra Avareil e Napee.

Non avevo mai scritto di una Macaria gelosa e non sono certa di essere soddisfatta del risultato. Questa Macaria è decisamente OOC rispetto a quella che ho presentato in “Raptus”, ma... va bene così. Non mi piacciono i personaggi statici, senza contare poi che questo è un Modern!AU, mentre “Raptus” ha un’ambientazione canon.

Comunque.

Spero che il modo in cui ho sviluppato e unito i due temi via sia piaciuto, nonostante il secondo prompt molto probabilmente lo ritroveremo più in là.

Ringrazio tutti coloro che mi hanno lasciato delle parole chiave: grazie di cuore! Ogni volta che mi metto a scrivere un capitolo di questa storia, ho come la sensazione di non essere sola, come se anche voi la steste scrivendo con me. È una sensazione bellissima :)

Ringrazio Ekaterina_Poe per aver aggiunto la storia alle Preferite. Grazie!

 

Alla prossima,

Elly

 

 

 

   
 
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