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Autore: Leaina    09/08/2017    1 recensioni
« L'amore è solo un dettaglio opinabile, figlio. »
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Dei moderni Caino e Abele. Ma tutto non va come è già stato scritto.
Genere: Drammatico, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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I.
 
 
 
« Frateino! Frateino! »
« No, piccino: Fratellino. Con due L.—  lo corregge paziente la balia —  E lascialo stare. Non vedi? Non ha voglia di giocare, ora. »
 
Caino è piccolo, non ha che quattro anni, ma impara in fretta e sa già fare orecchie da mercante: ogni fiato con lui sembra sprecato. Fissato un obiettivo, ci si lancia a capofitto, senza che nessuno possa distoglierlo in alcun modo dal raggiungerlo.
Ora, la nuova meta sono le attenzioni del fratello, che ricerca scuotendolo, chiamandolo, tirandolo per la maglietta.
Ma la via è tanto impervia e la volontà e il desiderio di tranquillità dell’altro ferree: si è persino procurato un libro come scusante; lo tiene poggiato alle ginocchia, aperto a metà. Non sa ancora leggere, ma è deciso a non dargli corda, poiché non ne sopporta l’irruenza, il chiasso che si viene a creare ovunque lui si trovi, né tanto meno la voce, che preannuncia sempre e solo tempesta e marachelle: la trova a dir poco perforante e ogni volta che la sente le mani corrono a coprire i timpani, nella vana speranza di salvaguardarli.
 
« Frateino! —  ripete Caino, vedendosi ignorato —  giochiamo! »
 
Ciano fa scorrere una pagina, sbadigliando.
Non gliela darà vinta questa volta.
 
« Frateino? »
 
L’unica risposta che gli concede è un gesto scocciato, prima di ritornare a dedicarsi alle immagini impresse sulla carta lucida: sono elaborate e complesse quanto le frecce e le lettere che le accompagnano, ma risultano affascinanti ai suoi occhi. Ne segue i contorni col dito, totalmente ammaliato, le labbra appena appena schiuse rivelano tutta la sua meraviglia bambina.
 
« Nounou, nounou —  chiama Caino, attaccandosi al vestito della balia, impegnata intanto nelle faccende di casa —  lui non gioca mai con me! » si lagna.
 
La donna sospira due volte, una per questo bimbo chiassoso e una per quello che tanto fa il sostenuto. Il primo, posate le armi —  straccio, scopa e spazzolone; in casa Daverio è lei ad occuparsi di tutto, dal bagno fino alla cucina —, lo prende in braccio e, in cambio della promessa di un po’ di silenzio, gli offre quella di una passeggiata al parco e del gelato. Al secondo, invece, più difficile da raggirare con le parole, toglie senza troppa grazia il volume di mano, poggiandolo poi su un ripiano, in modo che non riesca a raggiungerlo neanche con l’ausilio di una sedia.
Nel riporlo, lo sguardo le cade sulla copertina e un pallore, poi seguito da un rossore, si impossessa del suo viso.
 
« Dove lo hai preso questo? » chiede quasi urlando.
 
Domanda retorica. Il libro incriminato è un manuale di anatomia umana e può provenire da una sola libreria della casa: quella della madre. Quella intoccabile della madre.
La signora Lolie Durand —  si rifiuta di utilizzare il cognome del marito —  non è una donna particolarmente gelosa o possessiva, ma detesta che qualcuno, sopratutto i figli, frughi nella sua stanza: è il suo reame inviolabile e non permette nemmeno a Nounou di entrare per pulirla. In sua assenza, poi, la camera viene solitamente chiusa a doppia mandata e la chiave nascosta in un luogo segreto —  non poi troppo in realtà, dato che Ciano era riuscito a scovarla senza grande fatica.
 
« Guardavo solo le figure. —  si difende il piccolo, tenendo gli occhi bassi bassi — Sono belle. » 
« Non è questo che ti ho chiesto. E poi, cielo, tu sì che sei strano, figlio mio: come puoi chiamare belli questi... Cosi? — lei rabbrividisce disgustata al pensiero di muscoli, organi, cadaveri; e scuote la testa — Ma non importa. Ora lo rimetto io a posto, va bene? E non diciamo niente alla mamma, intesi? »  
« Va bene, Nounou. »  
« Sai che rischio mi stai facendo correre? »
 
Se Ciano pensa alla madre vede una donna che è metà fata e metà strega: eterea, impalpabile, sempre arcigna e con una voce severa, che sa essere terrificante anche quando è calma. Non osa immaginarla irata — e non vuole che lo diventi con lui o con la povera Nounou, che non c’entrava nulla con la sua piccola trasgressione.
 
« Scusami, Nounou. » sussurra, veramente dispiaciuto.
 
La balia gli fa una carezza, scompigliandogli i capelli, e posa accanto a lui il gemello, rimasto stranamente quieto e silenzioso per tutto il tempo.
 
« Ti scuso solo se ora giochi con tuo fratello e dopo ci accompagni a prendere il gelato. »
 
La casa prende poi a tremare sotto le urla giocose e i passi dei due.
Caino sorride felice, trascinandosi dietro Ciano. In qualche modo, lui l’ha sempre vinta.


















NdA:
Un Caino inconsapevole e un Abele rancoroso. Così definirei i gemelli Daverio, i protagonisti di questa storia.
Marionette di cui sembra che tutto sia già stato scritto dalle presenze — definirli genitori, familiari o conoscenti sarebbe un eufemismo bello e buono — che, per ora, aleggiano eteree sullo sfondo. 

Ecco qui Lea con un nuovo, ambizioso e orripilante progetto: vi sono mancata, eh?
Ci si sente presto~


 
   
 
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