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Autore: Amaranthine    09/08/2017    3 recensioni
Questa è una raccolta di racconti scritti quando ero più piccola, troverete errori e ingenuità ma forse anche qualche sorriso ;)
Ho pensato a realizzarla grazie a una sfida lanciata da Soul_Shine, a me e ad altre ragazze: pubblicare gli scarabocchi di quando eravamo piccole! Non so se i miei interesseranno a qualcuno, ma in fondo non c'è nulla di male a provarci!
Genere: Comico, Generale, Horror | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: Raccolta | Avvertimenti: Incompiuta
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Ehilà!
Non so se è rimasto qualcuno a leggere questa raccolta, ma mi era venuta voglia di aggiornare comunque. Per ora non credo che riuscirò a passare dalle altre ragazze del club, ma spero di rifarmi il prima possibile!
Che dire? Questo nuovo episodio di Visite dall'Oltretomba potrebbe contenere, finalmente, la svolta! Oppure no. 
Nel frattempo, vi riporto fin da subito una sorpresa fantastica che ho tirato fuori da un altro vecchio quaderno, e che è di per sé "spaventoso" quasi più della storia.
Il ritratto ufficiale di Cinzia, del sign. Previni e di suo figlio Marco/Carlo!! A uso carta d'identità...

 
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Come non resistere alla rude bellezza del Previni?
E con questo interrogativo, vi lascio al quarto capitolo di questo libro estremamente dedicato agli zombie. 

Ps: Catia 29 anni non so chi sia, forse la incontreremo nei capitoli successivi.
 
 
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Visite dall’oltretomba, fr.6


MISTERI E SOLUZIONI


Rientrò in casa (chi? un fantasma? No, Cinzia, ovviamente): erano appena cadute alcune goccie d'acqua piovana (specificazione importante, metti che era di fogna). La pioggia, soprattutto di notta, era spaventosa, in quelle campagne isolate.
Sentendosi sola telefonò a Barbara. Aspettò un po', poi chiuse, perché aveva capito che non c'era nessuno in casa.
"Strano, sono già parecchi giorni che non è in casa e non ho neppure il numero del fratello." Disse sottovoce, quasi sovrappensiero.
Si affacciò poi alla finestra: Vide nel cielo qualcosa che non aveva mai notato prima: si trattata di una specie di grandine, che muovendosi si moltriplicava (ah, non chiedete a me, io non ne ho idea)
Piano piano, si avvicinarono e Cinzia poté capire che cos'era: erano delle cellule dell'acqua, le esseri che si sviluppano velocemente (che tenerezza, non ricordo nemmeno se alle elementari si faceva scienze)
Non fu' l'unica a riconoscerle, anche altra gente; insieme chiamarono gli esperti (chi non ha il numero di un esperto sempre a portata di mano?): nessuno riusciva a capire questo strano fenomeno. Ogni scienziato, portò nel suo laboratorio, una cellula. Davano tutti opinioni diversi, l'unica cosa che affermavano in comune è come sia possibile che delle cellule siano tanto grandi.
Cinzia osservò alcune cellule caduti sul suo giardino. Provò a toccarle: assomigliavano a piccoli girini (la cosa si fa sempre più inquietante).
I suoi pensieri furono interrotti da un uomo in piazza che urlava con un megafono. Lei si avvicinò.
"Signori, niente panico, questo mistero sarà probabilmente risolto al più presto!"
"Mi scusi signore, ma come faciamo a impedire la loro moltiplicazione: mica possiamo rimanere col giardino pieno!" (Sti cazzi!) Urlò una signora con un bimbo piccolo in braccio che piangeva.
"Sì! Giusto! Vero! Come facciamo?" Gridavano gli altri concordando.
"Calmi! L'unico modo per distruggerli, è quello di schiacciarli noi, però non sbagliate mira altrimenti la loro riproduzione sarà più rapida."
La gente non se lo fece ripetere 2 volte: corse allora alle proprie fattorie. CInzia però intravvise la sua amica Barbara: le corse incontro:
"Ehi Barbara!" La sua amica si girò di scatto, emise uno stridulo sottile e scappò via verso casa sua.
Cinzia rimase confusa e dubbiosa. Raggiunse piano piano casa sua, passando per quella della sua amica: ma non c'era! "Forse non voleva incontrarmi ed è andata a casa di suo fratello, forse è solamente a casa di Paolo, e forse per non farmi pensare di essere a casa sua non si è voluta fare vedere..." (è una psicopatica, cambia amica).
Arrivò comunque a casa, intenta a provare la nuova tattica contro quegli esseri: "Oh mio Dio!" Fu l'unica cosa che disse a vedere tutte quelle cellule che avevano completamente coperto il giardino.
I cani erano dentro casa che guardavano fuori, le galline erano al sicuro nel pollaio chiuso, le mucchie al sicuro nella stalla chiusa... La ragazza si mise all'opera.
Dopo un po' vide alcune persone che aiutavano la gente a distruggere le cellule. Alcuni uomini vennero ad aiutare anche Cinzia.
 Dopo qualche ora tutte le cellule furono "distrutte".
La ragazza si precipitò a mangiare, e a dare da mangiare agli altri animali.
Per lei non fu' una cena favolosa, il frigo e la dispensa erano quasi vuote. In più era stanca per tutta la fatica che aveva fatto. 
Stanchissima e assonnata consolò i cani e andò a dormire al 2° piano, dopo però avere fatto un bagno rilassante.

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Tutto è bene quel che finisce bene, come sempre!
  
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