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Autore: Koreshadow    09/08/2017    0 recensioni
Una nuova epoca fatta di vecchi miti e credenze che si credevano assurde e impossibili. Un nuovo Medioevo, dove la caccia alle streghe è all'ordine del giorno. William non sa cosa sia, non sa perché sua madre gli abbia mentito e crede fermamente che un sedicenne non possa essere la salvezza di un popolo. Lia deve prendersi la responsabilità di qualcosa per la prima volta nella vita. Il Dott. Levi potrà forse trovare nelle streghe la sua salvezza. Religioni e scienza dovranno fare i conti con i misteri della magia. Un viaggio alla ricerca di verità impossibili, libertà e pace...per quanto essa sia ormai quasi un miraggio.
***
Primo capitolo volutamente formattato in maniera poco chiara. E' la mia prima originale, siate clementi. Avevo già provato a postarla ma il risultato non mi aveva soddisfatta.
Genere: Avventura, Dark, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Il giorno in cui il mio paese proclamò guerra alle streghe, facendo sprofondare improvvisamente tutto e tutti nel Medioevo, non ero in casa.
Mi trovavo in un centro di recupero per tossicodipendenti, lievi malati psichiatrici, depressi cronici e borderline.
Fui io stesso a richiedere l’internamento per un periodo non inferiore ai sei mesi. Ora che ci ripenso, forse esagerai. Sei mesi furono più che sufficienti a farmi capire che le mie ferite non si sarebbero di certo rimarginate con l’abuso di sostanze stupefacenti, alcool e altri comportamenti autolesionisti. La mia vita era andata in pezzi nel giro di pochi mesi, dieci anni di matrimonio sfumati e distrutti da una lacerante malattia che non lascia scampo a nessuno. Un’intera professione, la mia, messa in discussione dal mondo accademico, ma soprattutto da me stesso. Non ero stato in grado di riconoscere i sintomi, prevedere, fare qualcosa. Nonostante non fossi un oncologo o un neurochirurgo ero pur sempre un dannatissimo psichiatra, laureato con lode, membro del “grandioso” e “valoroso” Esercito degli Stati Uniti.
Avevo perso tutto, moglie, figlio, stima, rispetto, voglia di vivere. Ero pronto ad abbandonare questo mondo, ci provai più volte. Ironico come un professionista con libero accesso a prescrizioni mediche di ogni tipo non abbia pensato di farla finita con una dose massiccia di morfina o un cocktail di ansiolitici ed alcool.
La realtà, nuda e cruda, è che ero e sono un codardo. Non sono stato in grado di salvare mia moglie e mio figlio, così come non sono stato capace di uccidermi sul serio.
Forse puntavo fin da subito sulla lenta autodistruzione, avrei dovuto soffrire amaramente per le mie colpe.
L'arrivo di quello che sarebbe stato definito come “male diabolico”, fornì nuova linfa vitale al mio spirito.
Non fui spaventato da loro. Non temevo le maledizioni, le magie, gli arcani misteri malvagi che sembravano circondare quegli esseri così simili a noi, ma che non sarebbero potuti essere più diversi, più lontani da ciò che era reputato umano. Fui invaso da una strana, pericolosa curiosità morbosa di sapere, di parlare, di scoprire. Quando scelsi di specializzarmi in psichiatria, lo feci per indagare sull'organo più misterioso dell'uomo, dove si annidano i turbamenti dell'anima. Scelsi di scoprire i segreti più intimi dell'essere umano, mosso sempre dall'assurda sfacciataggine, quasi a livello maniacale, di accedere a delle risposte sconosciute. Inutile dire che questa ricerca mi portò solo sofferenze e ben poche vittorie.
Le streghe mi avevano ridato speranza. Avrei potuto scoprire, aiutare, fare qualcosa che mi avrebbe riscattato agli occhi di tutti.
La mia fu una ripresa pressoché stupefacente, i medici più impreparati crebbero che il sistema di recupero avesse funzionato. Il primario del centro si oppose il più a lungo possibile alle mie dimissioni. Fu l'unico a capire che in realtà non ero guarito, non avevo improvvisamente ritrovato la serenità: avevo semplicemente smesso di ossessionare me stesso per la morte di mia moglie e di mio figlio sostituendola con quella per degli esseri che erano, di fatto, la personificazione della morte.
Per mia fortuna, non erano molti i medici che si dedicarono a questi nuovi arrivati, soprattutto ben pochi psichiatri decisero di indagare nelle menti delle streghe. Inizialmente, l'Esercito non mi diede molto peso e, di certo, non avrebbero potuto fare altrimenti: si pensò prima a mettere in sicurezza le città, “SANIFICAZIONE”, così venne definita la prima fase che si perdurò per circa tre mesi. Le truppe speciali, con l'ausilio di tutte le altre forze militari, scandagliarono ogni angolo del suolo americano alla ricerca delle streghe, grazie alle nuove tecnologie messe a punto da ingegneri e cervelloni che seppero incorporare negli armamenti l'unica sostanza fino ad ora conosciuta in grado di neutralizzare la magia delle streghe, l'aneto. Incredibile come una semplice pianticella, un'erba aromatica che mia madre metteva nell'arrosto, potesse mettere KO un essere sovrumano. Si capì presto che ne serviva molto e che da solo poteva essere letale solo in certi casi, soprattutto se la strega in questione era molto giovane e inesperta. Solitamente gli uomini, i cosiddetti stregoni erano più difficili da abbattere, ma più semplici da scoprire.
Molti furono i morti, da ambedue le fazioni, molte furono anche le rivolte, anche se negli Stati Uniti si potrebbe quasi affermare che streghe e stregoni furono fortunati. In altre nazioni, soprattutto europee a stampo religioso fortemente cristiano e cattolico, si poté assistere ad una vera e propria Inquisizione: omicidi, stragi di massa, impiccagioni, lapidazioni, perfino roghi.
Non sono mai stato credente e, nonostante sia un umano, la Chiesa ha iniziato ad essere sospettosa verso tutti coloro i quali non esprimano un Credo religioso. Paradossalmente vanno bene tutti, islamici, ortodossi, induisti...tutto è meglio che ateo, tutto è preferibile alla possibilità di essere sospettati di satanismo e stregoneria.
Quattro anni dopo la Sanificazione le cose erano decisamente cambiate. Ben presto i governi si resero conto di non poter intraprendere una guerra con un nemico così vago, eterogeneo e sparso per il mondo. Ogni Paese aveva le proprie idee su come condurre il conflitto, ma nessuno avrebbe potuto affermare con sicurezza di aver trovato la soluzione al problema. Di fatto, non era nemmeno chiaro quale fosse questo problema: le streghe esistevano, erano sempre esistite e non ce ne siamo mai resi conto sino ad oggi ma siamo sopravvissuti. Su questo ragionamento, molto lineare per quanto mi riguarda, prese piede un movimento pro-Streghe e Stregoni, promosso in larga misura da ex politici e politici democratici, minoranze a vario titolo e scienziati.
Avevano tutti i loro personali interessi nel voler entrare in contatto con questa nuova classe sociale; personalmente posso parlare a nome dell'ultima categoria, gli scienziati. Come il sottoscritto, anche altri studiosi avevano interesse a sviluppare nuove teorie su questi esseri, vedevano in loro la chiave per risolvere una moltitudine di interrogativi millenari. Forse, loro avevano accesso ad altre informazioni, loro avevano vissuto una storia diversa, e se non l'avevano proprio vissuta, perlomeno avevano certamente un punto di vista privilegiato.
Una grande quantità di quesiti affollava la mia mente e quella di altri colleghi ed eravamo pronti ad indagare nel profondo di questi esseri, se ce l'avessero permesso.
I primi anni fummo considerati dei pionieri per alcuni, per altri degli idioti visionari. Tuttavia, dopo due anni di scontri, gli Stati Uniti decisero che sarebbe stato necessario un radicale cambio di strategia. La popolazione era insoddisfatta, le risorse economiche praticamente esaurite, l'Esercito sempre più in crisi di uomini, fondi e spirito d'iniziativa. Sembrava che anche dall'altra parte le Streghe non se la passassero meglio: si era creata una specie di zona d'ombra, in corrispondenza dell'Irlanda del Nord, dove si era stabilito una specie di Stato delle Streghe, un governo formato da quella che era la loro classe politica e sede del loro Esercito.
Nonostante tutti sapessero dove si trovasse il centro operativo delle Streghe, nessun Paese osava spingersi entro i suoi confini, aerei, terreni o marittimi, perché per gli esseri umani era obbiettivamente impossibile da localizzare.
La teoria più accreditata era quella ovviamente di un incantesimo che permetteva di coprire alla vista di un occhio umano la presenza di questa specie di base. Di certo esisteva una vasta zona, molto estesa, dove gli aerei improvvisamente perdevano quota e si schiantavano al suolo, le navi andavano incontro a dei fenomeni di mareggiate e mare in tempesta che mai si erano visti nei secoli precedenti e le truppe di terra, in un modo o nell'altro, venivano sempre bloccate ad un certo punto per svariati motivi, fra i quali improvvisi malanni, febbre alta, deliri, cortine di fumo, nebbie, campi e prati letteralmente in fiamme e inspiegabilmente dal fuoco indomabile.
Si sapeva che la situazione non si sarebbe potuta protrarre a lungo, anche le Streghe avevano giornalmente la loro personale conta dei morti, risorse economiche scarse, continue minacce e agguati alla loro popolazione che ancora cercava di sfuggire ai controlli, alle ronde, ai rastrellamenti in tutto il mondo.
Fu quando si decise di trovare una soluzione seria a questa situazione che venni chiamato dall'Esercito. Mi dissero che avrei dovuto stilare una sorta di trattato sulle Streghe, una specie di guida su chi fossero davvero i nostri nemici, cosa volessero, perché sino a pochi anni prima nessuno si era mai accorto di loro e, soprattutto, come avessero fatto a non farsi scoprire.
Si credeva che più cose sapevamo sulle Streghe, più armi avremmo avuto a disposizione per trattare una pace, un armistizio. Per questo motivo venni spedito sulla portaerei militare U.S. DAHILA, nelle vicinanze di Malta.
Credevo che avrei condotto ricerche grazie alle testimonianze dei soldati o che qualcuno mi avrebbe fornito materiale top secret che avrei finalmente potuto studiare.
Mi illudevo che avrei condotto una normalissima seppur straordinaria ricerca fenomenologica con dei dati oggettivi. Mi sbagliai, tutto in quella ricerca sarebbe stato fuori dall'ordinario.
Appena misi piede sul pontile fui perquisito sino alla punta dei piedi, armato fino ai denti. La prima cosa che notai fu la scarsità del personale a bordo. La portaerei era famosa per essere la più grande mai costruita, dotata di una capienza massima di 200 uomini, 5 aerei d'assalto, altrettante munizioni, mitraglie e altre chincaglierie che avrebbero fatto tremare e indignare i pacifisti. Un altro soldato mi intimò di lasciargli tutti gli oggetti elettronici, cellulari e computer, con la promessa che mi sarebbero stati riconsegnati il prima possibile. Venni scortato sottocoperta, dove fui stupito nuovamente: poche camere, pochi uomini. Il corridoio portava direttamente ad una porta blindata, pattugliata da due uomini, costantemente. Il soldato che mi scortò sino a quel punto si congedò con il tipico saluto militare, al quale risposi con qualche difficoltà. Non ero più abituato a rapportarmi con l'esercito, in realtà non lo ero mai stato. Il mio spirito non era certo quello di un patriota, io cercavo un modo per eliminare la nefandezza della guerra dalla mente degli uomini, di certo non ne tessevo le lodi.
Restai qualche minuto fermo, in attesa che quei due soldati mi aprissero, ma sembravano non essere preposti a questo compito. Infatti, alle mie spalle mi si presentò un piccolo uomo, molto basso e piuttosto gracile. Indossava un abito elegante, non era palesemente un membro dell'esercito, troppo rachitico, troppo diligente, troppo composto.
Immagino che lei sia il Dott. Levi”, mi disse porgendomi la mano. “Onorato di fare la sua conoscenza, Timothy Colbrene.”
Nel rispondere al suo saluto credo avesse intuito il fatto che non avessi la minima idea di chi fosse.
Sono il sottosegretario alla Difesa contro le magia Oscura. Il Governo è lieto che abbia accettato questa collaborazione.”
Perché tutta questa segretezza?”, chiesi.
Lei va dritto al punto”, mi rispose sogghignando Colbrene, “sono contento. Sono certo che il nostro rapporto sarà produttivo. Il Ministero ci tiene a ringraziarla per il lavoro svolto in questi anni, siamo lieti che abbia deciso di aiutarci in questo...chimiamolo caso particolare.”
La mia curiosità era ufficialmente aumentata. A quale caso faceva riferimento il damerino del Governo?
Mentre la mia mente si arrovellava, Colbrene aveva già provveduto ad inserire la chiave di sicurezza nella porta, digitare un codice e sottoporsi alla lettura digitale delle impronte. Quando la porta di aprì, mi ritrovai con stupore in una specie di atrio, molto piccolo, quasi come se fosse l'anticamera di una stanza più grande. Alla chiusura della porta alle mie spalle, il sottosegretario si voltò verso di me prendendo un profondo respiro.
Dottor Levi, questa è una stanza isolata e insonorizzata. A differenza di tutta la nave e della zona nella quale si appresterà ad entrare, questo è l'unico posto dove non ci sono telecamere, spie o altro genere di apparecchio elettrico. Ciò che sto per dirle, rimarrà segreto. Una volta varcata quella soglia”, disse indicando quella che appariva come una normalissima porta alle sue spalle, “lei non farà parola di ciò che udirà, vedrà o farà con nessuno, nessun soldato se non quelli presenti in quella stanza, nessun collaboratore, nessun uomo politico, amico, collega o famigliare.”
Che cosa sta succedendo?”, chiesi fermamente. Troppe regole, troppi segreti.
Come lei ben sa, i governi stanno cercando da tempo una pace, un armistizio con quelle creature. In breve, due settimane fa, un comitato formato da un manipolo di streghe è stato segretamente inviato a New York per stipulare una tregua. Non posso darle ulteriori particolari, posso solo dirle che le basi per un dialogo sembravano essere solide. A questo incontro hanno partecipato alcuni membri del Congresso, fra cui il nostro Ministro alla Difesa. Durante le trattative, c'è stata una rivolta, siamo stati colti da un attacco a tradimento da parte di quelle creature. C'è stato uno scontro, scontro nel quale il Ministro ha perso la vita.”
Ma di cosa sta parlando? I telegiornali non hanno fatto alcuna menzione! Avete insabbiato la morte di un Ministro?!”
Non ne sia così sorpreso”, mi rispose Colbrene, “come crede che sia sopravvissuta la politica dai tempi di Giulio Cesare ad oggi? Controllo delle informazioni prima di ogni cosa, per evitare altre rivolte, altre vite umane buttate. Domani alle 12 in punto i notiziari diffonderanno la notizia della morte per arresto cardiaco del Ministro, in seguito a delle complicazioni post operatorie dovute ad un intervento eseguito due settimane fa. Ma lei è qui per un altro motivo.”
Lo sa, non credo di essere disposto a partecipare ad un insabbiamento del Governo. Sono un medico professionista con un'etica ben precisa. Non mi presterò a nessun tipo di inganno. Io perseguo la libertà e la verità”, dissi con rabbia.
Lei non dovrà mentire per niente, dottore”, mi rispose sorridente. “Sarebbe stato compito mio darle delucidazioni sul caso, ma credo sarebbe meglio che sia il caso stesso a spiegarle come stanno le cose...”
Guardai quel damerino dello Stato sorridermi furbo. Prese una normalissima chiave dal taschino della sua giacca e si apprestò ad aprire la porta.
Una forte luce data da neon, un odore caratteristico che ben conoscevo, mi investirono come un tir.
Lia”, disse Colbrene, “c'è qualcuno che vorrebbe fare la tua conoscenza.”
Appena il sottosegretario si scansò dalla mia vista, potei ammirare di fronte a me un'enorme gabbia, come quella per i leoni, circondata da piante di aneto che ricoprivano le sbarre completamente. Al suo interno, seduta su un piccolo letto, c'era una strana ragazza dai capelli blu, con le braccia tatuate e lo sguardo curioso.
Dottor Levi, le presento Lia, la sua nuova ricerca vivente.”
  
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