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Autore: MathieuChevalier    10/08/2017    1 recensioni
I ragazzi della Bridgston Hotel School sono disposti a tutto pur di raggiungere l'apice della popolarità e del successo. Quando gli viene presentata l'occasione per raggiungere tutto ciò, non si renderanno conto che alla fine tutto ha un prezzo. Gli spettri del passato torneranno a perseguitarli e per loro arriverà il momento di saldare il conto.
Genere: Drammatico, Generale, Mistero | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Yaoi
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Chris era fermo di fronte al tavolo delle bevande. Guardava quelle bottiglie con sguardo perso, mentre decine di ragazzi lo spintonavano per raggiungere qualche birra o uno shot di gin. Il dj suonava già da più di un'ora, ma nessuno ballava veramente. L'immenso giardino era affollato e le voci si confondevano tra di loro, attenuate dalla musica ad alto volume.  

 

"non riesci a decidere cosa bere?". Allison mise una mano sulla spalla di Chris. Era come se si fosse risvegliato di colpo. Fece un leggero sorriso. 

 
"ehm...c'è un casino...io andrei comunque sulla classica birra". Chris ne prese una e la passò ad Allison. Lei la accettò ed accennò un "grazie", quasi impercettibile per via della musica. 

 

"carina come festa...casa di Ashley è enorme" disse Allison. Prese il primo sorso di birra e fece segno a Chris di seguirla verso l'interno. Trovarono posto sul divano. Il soggiorno era comunque affollato. Alcuni ragazzi erano già ubriachi e vagavano con strani sorrisi sul volto, cercando di muoversi a tempo di musica, leggermente più bassa per via delle vetrate, molte delle quali lasciate chiuse. 

 

"sono le nove e mezza e i ragazzi cominciano già a collassare" disse Allison. 

 

"non trovi che sia un po' strana come cosa...intendo...questa festa" disse Chris. 

 

"cosa vuoi dire?" 

 

"voglio dire...Ashley ha organizzato le feste più fiche della Bridgston degli ultimi cinque anni...questa è la prima dove ha invitato...tutti". 

 

"mi hanno sempre detto quanto sia stata stronza...e di come abbia distrutto la vecchia se stessa e le vecchie amicizie per creare...il mostro che è oggi" disse Allison, girandosi verso Chris, per cercare uno sguardo di approvazione.  

 

"cosa non si fa per uno straccio di popolarità" disse Chris. Bevve il primo sorso della sua birra. Poggiò la bottiglia sul tavolino del soggiorno.  

 

Allison accennò un sorriso, "se davvero questa storia delle elezioni andasse a buon fine...per te...diventeresti il nome più conosciuto dell'ultimo anno". 

 

"mi rendo conto solo ora che sarebbe un incubo" 

 

"lo hai voluto tu...e ancora mi chiedo il perché" disse Allison. Era convinta del fatto che Chris avesse un'idea. Un qualcosa da portare a termine, solo tramite la vittoria di quelle elezioni. Era come se ci fosse qualcosa che andasse ben oltre il classico "lo faccio per il bene della scuola".  

 

"sai...Allison...parli con uno dei ragazzi più umiliati dell'istituto. Mi sono candidato anche nella speranza di ricevere una rivincita personale. Un qualcosa che mi faccia avere la consapevolezza che forse io valga ancora qualcosa". 

 

"non devi dire cosi, Chris". Allison sentì una sorta di dispiacere nel sentire quelle parole. Era consapevole anche che quelle parole l'avevano colpita perché erano uscite dalla bocca di Chris. Solo perché erano le sue parole. E la sua voce. "quei bastardi vedranno di cosa sei capace. Ne sono convinta". 

 

"grazie, Allison". I loro occhi si incontrarono per un secondo. Allison abbassò lo sguardo per prima. Velocemente. Prese un altro sorso di birra. "credo sia il momento di mettersi all'opera, caro Chris". 

 

"che vuoi dire?" 

 

"c'è tutto il quinto anno. E tra due giorni il primo dibattito. Vieni...è il momento di farsi conoscere". 

 

------------------------------------------------------------- 

Austin posò il suo bicchiere per prendere qualche nocciolina. Si guardava intorno, osservando i ragazzi e gli abbinamenti tra scarpe e abiti delle ragazze. Vide Chris circondato nel soggiorno da una decina di persone. Sembrava fosse riuscito davvero ad attirare l'attenzione. Si chiese se fosse l'ennesima presa in giro o se davvero quelle persone lo stessero ascoltando. Riconobbe Allison vicino a lui. Tornò alle sue noccioline. Jessica entrò dalla porta principale. Cercava disperatamente volti famigliari tra la folla e si diresse velocemente verso Austin. 

 

"oh cielo...alla fine sei venuta". 

 

"zitto Austin...non so neanche io perché sono qui". 

 

"perché non volevi passare un sabato sera asociale in camera tua mangiando patatine e guardando Orange is the new black su Netflix" 

 

"hai ragione".  Jessica allungò lo sguardo sui tavoli sparsi nel giardino, cercando qualcosa da bere, come se avere un bicchiere in mano fosse l'unico modo per integrarsi nella festa. "hai visto Monica?". 

 

"sono riuscito a parlarle solo un paio di volte stasera. Va in giro per tutta la festa attaccando bottone con gente con cui non ha mai parlato" disse Austin. 

 

"quella ragazza è strana" disse Jessica. 

 

"puoi dirlo forte". 

 

"conosciuto qualcuno?" Improvvisò Jessica. 

 

"zero assoluto. A dire la verità ti stavo aspettando. Non caccio quasi mai da solo, lo sai". 

 

Risero e fecero un brindisi con i loro bicchieri.  

 

"non posso crederci...". Jessica rimase a fissare un punto preciso del giardino. 

 

Austin rimase a fissarla, aspettando delle spiegazioni. 

 

"Emily è qui". 

 

Austin seguì lo sguardo dell'amica. Emily era seduta su un lettino a bordo piscina. Parlava con alcuni studenti del quinto anno, mentre era abbracciata al braccio di un altro ragazzo, sullo stesso lettino.  

 

"si frequenta con un ragazzo del quinto anno?". Jessica era particolarmente sorpresa. Austin prese un altro sorso dal bicchiere.  
 

"pensavi che dopo quello che è accaduto si facesse monaca? Io credo che abbia fatto bene a non tirarsi indietro. È giovane, poco più piccola di noi, ma ha tutto il diritto di passare un sabato sera tra amici". 

 

"lo so, Austin...ma...lascia stare. Mi fa strano, tutto qui. Dopo quello che ha passato. Insomma...i ragazzi che hanno causato la morte di Lucas potrebbero essere nella nostra scuola. Addirittura a questa festa".  

 

"non si è mai scoperto chi diede le anfetamine a Lucas? E poi...pensi che davvero sia stato ucciso volontariamente?". Austin si sentì come nella scena di un film poliziesco. 

 

"sinceramente non voglio pensare a queste cose stasera. Quello che so è che le anfetamine erano contaminate...con arsenico. Come cazzo fa a finire dentro delle anfetamine? Molti sostengono che siano state avvelenate apposta. Anche lui aveva i suoi giri...forse era scomodo per qualcuno. E no...nessuno, o almeno così sembra, sa da chi le abbia prese. Rimane solo un mistero". 

 

"basta...Ho l'ansia. Andiamo a vedere se troviamo qualche bel giocatore". Austin prese Jessica a braccetto e si spostarono verso il centro della folla. 

 

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"non capisco se tu stia facendo conoscenza o attività di relazioni pubbliche per il giornalino". Jonhatan si affiancò a Monica, mentre lei prendeva qualche patatina. 

 

"considera entrambe le cose". 

 

"ti piace la festa?" Disse Jonhatan, frugando tra le cose da mangiare. 

 

"molto carina. È uscita una bella festa". 

 

"Ashley non ne sbaglia una. Il fatto strano è che questa sia la prima festa di Ashley a cui sono stato invitato". 

 

"fa strano a tutti...anche a me. Credo che per una volta ci abbia semplicemente reso partecipi della sua..." 

 

"ricchezza?" Tentò Jonhatan. 

 

"ehm...si. Credo di si". 

 

"questa festa sembra una cena politica. Leo parlava a tutta la squadra di football del dibattito della settimana prossima". Jonhatan si girò, dando le spalle al tavolo. Monica fece lo stesso. 

 

"e non hai visto Chris. Il club del libro lo adora" disse Monica.  

 

Jonhatan la guardò attentamente, mentre lei osservava Leo, circondato dai burattini di Ashley.  

 

"da quando tu e Ashley vi parlate?". 

 

Monica sentì una fitta allo stomaco. Deglutì e aggiustò una ciocca di capelli dietro l'orecchio. "come scusa?". 

 

"prima...vi ho viste parlare. Guardavate la gente e vi dicevate cose...non voglio sapere cosa. Mi ha sorpreso vedere che vi rivolgete la parola, tutto qua". 

 

"io...stavano finendo le patatine e...le ho chiesto dove fossero le altre...noi non ci parliamo". 

 

Jonhatan fece un sorriso. Sapeva che le due ragazze si erano parlate per circa venti minuti. Un po' troppi per chiedere dove fossero le patatine. Decise di cambiare argomento e realizzò di essersi imbattuto in faccende di cui in fondo non gli importava poi molto.  

 

"sai...pensavo ad un articolo sul giornale scolastico...diciamo...sul mio programma elettorale". 

 

Monica si girò verso Jonhatan, sospettosa. "farò un articolo sul dibattito". 

 

"appunto...un articolo che ci metterà tutti e tre sullo stesso piano. Io e te abbiamo parlato chiaro l'altra volta". Il tono di Jonhatan cominciò a farsi particolarmente serio.  

 

"cosa pretendi, Jonhatan? Che io ti dedichi la prima pagina e oscuri gli altri candidati? Questi favoritismi darebbero troppo nell'occhio. Riceverei troppe critiche" si difese Monica. 

 

"magari non la prima pagina...forse la seconda...quello che voglio ricordarti è che io e te sappiamo qualcosa che gli altri non sanno...ricordi di cosa abbiamo parlato qualche giorno fa?" disse Jonhatan, con uno strano sorriso.  

 

"cosa c'entra quella storia Jonhatan?". Monica si avvicinò al ragazzo, con sguardo preoccupato, "lascia stare Jason". 

 

"allora ricordi perfettamente il discorso dell'altro giorno. Mi fa piacere...ricambierò il favore Monica, ma se questo è l'unico modo per renderti davvero affidabile..." 

 

"dubiti di me?" 

 

"so quanto vorresti il successo di Leo alle elezioni, ma lui ormai ha Ashley...ci penserà lei a portarlo alla ribalta. Sempre che ci riesca. Mettiamola così, Monica. Tu pubblicherai un articolo sul mio programma elettorale, esprimendo la tua fiducia nel mio programma...e quella foto non farà il giro di tutti i telefoni della scuola". 

 

"mi stai ricattando...sei solo un bastardo". Monica sembrò particolarmente alterata, ma cercò comunque di tenere basso il tono della voce, nonostante la musica.  

 

"tutto è lecito in guerra e in amore. Fallo per Jason...ti ringrazierà...gli salverai la faccia". 

 

"tu..." 

 

"vado a fare un giro a bordo piscina...io qui ho finito. Sai quello che devi fare". Jonhatan si allontanò. Monica rimase a fissare le sue spalle mentre si allontanava e salutava alcuni ragazzi. Monica si appoggiò sul tavolo, sospirando. Alzò lo sguardo. Vide Jason vicino la console del dj, mentre parlava con Brad e altri ragazzi delle squadre sportive. Sentì un leggero mal di testa. Rientrò nel soggiorno, dirigendosi verso il bagno. Austin e Jessica erano tra i ragazzi che circondavano Chris. Notarono Monica rientrare, ma decisero di non seguirla.  

 

 

PS: SE PER CASO NON SIETE RIUSCITI A CAPIRE IL DISCORSO TRA MONICA E  JONHATAN VI INVITO A RILEGGERE IL CAPITOLO 6 ;) 

INOLTRE VI INVITO A LASCIARE DELLE RECENSIONI PER SAPERE COSA NE PENSATE DELLA STORIA FIN'ORA. GRAZIE! :) 

 

 

   
 
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