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Autore: Brighella    11/08/2017    0 recensioni
Dove può portarti la voglia di sapere?
Che destino può esserci per chi naviga nell'ignoto?
La pazzia è figlia della fame dell'ignoto.
Ferdinand Nelly, non lo sa ancora. Un'antica istituzione che lo guida, un lontano grido.
Questo è il sentiero di un Ricercatore.
Romanzo mitologico/sovrannaturale/steampunk(?) Aggiorno tutte le settimane.
Genere: Dark, Horror, Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: Violenza
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Il corpo del rettore era in preda alle convulsioni. Oramai gli squarci sulla sua pelle erano sempre più ampi, rivelando muscoli neri e marci. Le ossa del corpo iniziarono a spaccarsi una per una, a causa dell’imminente metamorfosi.

“Chi avete portato nella mia dimora?!” Gridò Jǫrmungrandr.

Il corpo del Rettore, smise di tremare. Tutti sentirono scorrere i secondi mentre attendevano cosa si sarebbe palesato dopo la trasformazione; l’unico davvero impaurito, era Yuri Zakayev.

Improvvisamente, qualcosa iniziò a farsi strada del corpo deturpato del Rettore.

Ciò che ne venne fuori, rappresentava l’oscurità in terra. Le braccia aumentarono di spessore, mostrando dei bicipiti grossi, coperti dalla pelle nera. Il busto era raddoppiato rispetto alla misura originale del Rettore, e le gambe erano diventate pelose e caprine. Sulle sue spalle bruciava un fuoco nero come la notte.

Ma quello che più terrorizzava, era il suo volto. Larghe e pronunciate erano le fauci, simili a quelle di un lupo. Aveva sei occhi, rossi come il fuoco più ardente. E sulla sua testa, dei tentacoli simili a spessi capelli scendevano si intrecciavano in un’arzigogolata sottospecie di capigliatura.

Era più basso di Jǫrmungrandr all’incirca di un metro. L’essere si stiracchiò e osservò i presenti.

“Monesh, Ferdinand. Scappate.” Disse Zakayev indietreggiando verso la grande porta.

“Chi sei tu? Conoscevo Garym da tempo, e mai avrei pensato nascondesse questa cosa dentro di sé.” La Serpe di Midgard iniziò a camminargli intorno, teso come una corda di violino, pronto a combattere.

L’essere emise un grugnito, e disse con una voce appena udibile e con parole stentate:” Sono oscurità.” Si smaterializzò in una specie di nebbia nera, e si avventò contro Jǫrmungrandr; recuperò la forma solida e afferrò alla gola l’uomo rettile.

Esso rispose con un pugno dritto sul viso della bestia oscura, ma vi passò attraverso. Venne morso sul braccio, ma le sue scaglie erano troppo spesse. Jormungrandr riuscì ad afferrare per la gola l’essere oscuro e a trafiggerlo con la sua mano, da cui si erano formati degli artigli. La bestia oscura sembrò non sentire alcun dolore, e iniziò a sanguinare.

Per tutta risposta, colpì con le zampe caprine il ventre della Serpe, che si rivoltò subito e morse il collo alla bestia oscura. Gli iniettò una dose massiccia di veleno, ed essa cadde a terra agonizzante.

“Sei stato una delusione. Assomigli vagamente ai demoni dell’est, ma sei più piccolo e rapido. Sono rimasto sorpreso da come gestisci la forma eterea, ma non la controlli appieno.” Lo canzonò Jǫrmungrandr, recuperando la calma.

La bestia oscura si animò di nuovo, aumentando di dimensioni, raddoppiando quelle della Serpe. Ora stava su quattro zampe, emettendo un ruggito spettrale contro Jǫrmungrandr.

Gli si avventò contro, ma fu spiazzato dalla conseguente mutazione della Serpe di Midgard. Era diventato una aberrante fusione tra un pitone e un varano, di pari dimensioni della bestia oscura.

“Non puoi battermi, creatura.” Disse schivando il colpo della bestia, e bloccandola con le zampe. Ma accadde qualcosa di strano. La creatura divenne nuovamente eterea, ed entrò nella Serpe.

Jǫrmungrandr iniziò a sanguinare dalla bocca, vomitando grossi grumi di sangue scuro. Tornò nella sua forma umanoide, cadendo rovinosamente a terra.

Il fumo nero uscì da lui, ricomponendo la figura del Rettore. Aveva i capelli sciolti e scompigliati, ed era completamente nudo.

“Garym, se Namtar è apparso significa che Nergal sta arrivando. Non puoi opporti. E se mi uccidi, il mondo non sarà salvato.” Disse tossendo Jǫrmungrandr, rialzandosi a fatica.  
“Monesh, tu devi recuperare la lancia chiamata Ukob. La tua condizione andrà a peggiorare se non lo farai.” Terminò la serpe.

Il Rettore si voltò e disse:” Io ti chiedo perdono.”

“Tu hai scelto un destino peggiore della morte, giovane Garym. Hai piegato la magia e la scienza, ma questa creatura che hai dentro ora piega te. Non posso unirmi alla tua causa, e nonostante la lotta, non ci sarà inimicizia tra noi. Vi chiedo solo di lasciarmi in pace.” Il tono di Jǫrmungrandr era stanco e affranto.

Il Rettore annuì, e anche Zakayev mostrò il suo assenso.

Ferdinand e Monesh erano terrorizzati.
 
Garym sembrava non sentire la temperatura, camminava nella neve come se niente fosse. Gli altri, a pochi passi da lui, tremavano come foglie.

“Cos’era quella cosa?” Disse Ferdinand.

Zakayev sospirò e non rispose.

“Yuri, se non mi dai una spiegazione ora, sparami. Perché preferisco morire con una pallottola che per mano di quella cosa.” Disse Ferdinand fermandosi di colpo.

Yuri alzò gli occhi al cielo.

“Non sono autorizzato a farlo. Morirei a mia volta se fossi io a parlare. Sarà il Rettore stesso a darvi una spiegazione.” Non sembrava entusiasta nemmeno lui di rientrare.

Ferdinand indugiò, ma proseguì verso la nave.
 
 
 
   
 
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