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Autore: Juliia8    11/08/2017    0 recensioni
Sono la principessa cattiva nella favola sbagliata, per salvare il lupo avrei ucciso il principe..
" Lo osservo per l'ennesima volta, seguendo le sue cicatrici che segnano il suo corpo ormai rimarginate, non pi Sam o almeno quello che conoscevo." Eravamo sempre noi fin dal principio, Sami e Sam legati da un segreto che doveva rimanere tale ma che costitu la causa della distruzione.
Genere: Sovrannaturale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Mi sveglio sbattendo pi volte gli occhi, che cercano, invano, di adattarsi alla luce che invade la stanza. Sento un forte calore avvolgermi, mi basta voltarmi di poco per ritrovarmi Sam che dorme beato mentre mi stringe a se, il suo petto si alza e si abbassa in modo quasi ipnotico, mentre noto che le ferite hanno un aspetto decisamente meno orribile, mi fermo ad osservare le sue labbra ricordandomi il loro sapore su le mie, erano cos morbide e avide; una cosa che dovrebbe farmi sentire cos bene mi da la sensazione opposta, il mio stomaco aggrovigliato un misto di ansia e rimorso. Decido di liberarmi dalla sua presa cercando di alzarmi senza svegliarlo, faccio passi quasi in punta di piedi finch una voce mi fa sussultare

"Dove credi di andare?"

Se c una cosa che odio profondamente il suo udito da lupo! Non riesco a voltarmi, scontrarmi con il suo sguardo comporterebbe domande e le domande esigono risposte che non ho, prendo un grande respiro per poi voltarmi ed eccoli quei fottutissimi occhi verdi e castani insieme che mi osservano come lame affilate

"Sami..sto parlando con te"

lo sento ringhiare leggermente, non sopporta quando faccio finta di nulla

"Andavo a fare colazione"

mi scruta con insistenza, forse spera che sia io ad affrontare per prima l'argomento, ah povero illuso sono cosi nervosa che mi lancerei dalla finestra se servisse a sorvolare la questione.

"Mi do una sistemata e scendo di sotto con te"

non ci penso proprio! appena si volta per alzarsi sono gi fuggita alla velocit della luce, scendo di sotto ritrovandomi Thomas che sta cucinando, e dall'odore, qualunque cosa sia deve essere ottima.

"Buongiorno Sami"

dice per poi voltarsi verso di me e sorridermi, indossa una canottiere nera e dei pantaloncini del medesimo colore, le sue ferite sono quasi svanite, mentre punta i suoi occhi color miele su di me con aria preoccupata

"Come sta Sam?"

"Molto meglio..grazie"

ci voltiamo all'unisimo verso colui che ha appena parlato, mentre scende le ultime scale aggrappandosi allo scorrimano arrivando proprio di fronte a noi, non degna Thomas di uno sguardo mentre me ne rivolge uno infuocato, ma non dice una parola.

"Ho preparato i pancake, ne volete ?"

"No..sono troppo di cattivo umore per mangiare ma ti ringrazio"

dice Sam mentre lo vedo dirigersi in camera di Anna

"Sami.."

"Che c'!"

"Che gli hai fatto?"

"E cosa diavolo ti fa pensare che io sia la causa!"

"Perch ti guardava come guarda me quando salto gli allenamenti"

"ahh! voi lupi mi avete stufato!"

dico uscendo di casa sedendomi sul porticato in legno, l'aria mi solletica il viso mentre sospiro pesantemente, l'odore di terra bagnata invade le mie narici mentre osservo il cielo coperto da nuvole nere, anche il cielo sembra rappresentare il mio umore.

"Lupetta..vuoi evitarmi all'infinito?"

un piccolo brivido percorre tutta la mia schiena, cosa pensavo? di poter scappere da lui per il resto della mia vita..Sam si siede accanto a me accendendosi una sigaretta e inspirando profondamente per poi guardarmi

"Sono pessima.."

"Ti sei gi pentita non vero?"

dice abbassando lo sguardo sul terriccio bagnato.

"Non quello che.. complicato ci siamo lasciati trasportare dal momento, insomma tu eri ferito gravemente e io ero cosi preoccupata da non riuscire a ragionare"

"Quindi..mi stai dicendo che il tuo stato un gesto involontario? un po come uno starnuto giusto?"

scuote la testa mentre lancia il mozzicone nel bosco

"Sei stata chiarissima"

si alza rientrando in casa, sbattendo la porta d'ingresso. Sono una perfetta idiota, riesco sempre a complicare le cose con lui, ma sono fatta cos quando c un problema io fuggo non riesco e forse non voglio affrontarlo, lui al contrario ha sempre avuto bisogno di conferme, sa sempre cosa dire e nel migliore dei modi, in me invece domina l'incertezza pi assoluta. A passi lenti mi reco in citt i negozi sono affolatissimi, entro in libreria sicura di trovare un po di tranquillit, ma appena entro il best seller del momento proprio "Il ritorno del licantropo", non so se trovare tutto questo divertente o imprecare all'istante. Inspiro l'aria per poi rigettarla fuori cercando di calmarmi mentre mi addentro tra gli scaffali cominciando a sfogliare qualche libro di Romanzo generale.

"Non ti piace il ritorno del licantropo?"

"direi di no"

rispondo senza alzare lo sguardo dalla mia lettura, fin troppo interessante per stare ad ascoltare chiunque mi abbia appena rivolto parola.

"A tutte le ragazze piace il licantropo sanguinario e belloccio"

sanguinario forse si..belloccio, bhe dipende dai punti di vista.

"Al momento sono iterdetta sull'argomento, posso sapere perch me lo chiedi?"

dico alzando lo sguardo notando solo ora che si tratta di un ragazzo, non molto alto ben piazzato non come Sam ma ottimamente per un umano, i suoi capelli sono castani con piccoli riflessi biondi, i suoi occhi sono azzurri, direi quasi grigi.

"Perch sono andate tutte li saltellando per la felicit, mentre tu ti sei diretta qui senza batter ciglio"

dice ridendo, e involontariamente mi volto osservando come quel libro vada a ruba, se vedessere un vero licantropo ricoperto di sangue con le enormi zanne mentre ringhia feroce non credo sarebbero pi cos entusiasti.

"Forse perch non credo a quelle stupide storielle, la realt ben diversa da come viene descritta dai libri"

"E cosa te ne fa essere cos certa? Hai visto e avuto una chiaccherata con un licantropo ultimamente?"

e mentre lui scoppia a ridere io sussulto mordendomi la lingua, magari la volta buona che me la stacco e sto zitta!

"Comunque perdonami non mi sono ancora presentato, piacere sono Alex, e tu simpatica donzella?"

"Sono Sami"

dico stringendo la sua mano.

"Sei da sola o sei con il tuo ragazzo?"

"Tipica tattica per scoprire se ho il ragazzo?"

"E ce l'hai?"

e subito penso al bacio tra me e Sam e tutta la penosa situazione annessa, ottimo modo per distrarmi.

"Tecnicamente no"

"Quindi non credo ci siano problemi se ti invitassi a prendere un frullato?"

"Direi di no"

poso il libro nel suo scaffale per poi seguirlo, ci vogliono almeno 5 minuti per arrivare, "Milky" l'insegna che ci troviamo di fronte, mi invita ad entrare, il locale anche se molto affollato decisamente accogliente con le sue pareti color pesca, e le tovaglie a scacchi, mi soffermo ad osservare l'espositore che si protende per tutta la sala.

"Sono un infint di gusti"

"Sono perfettamente d'accordo con te, ma se non ti dispiace potrei consigliarti il mio mix preferito"

"Stupiscimi"

dico per poi sedermi ad uno dei tavolini, rimandendo ad osservalo mentre ride, per poi voltarsi e parlare con la commessa che gli prepara due frullati secondo le sue disposizioni, sembra un bambino mentre indica una miriade di gusti, ed eccolo che mi raggiunge stringendo i due bicchieri stracolmi che terminano con un abbondante spruzzata di panna.

"Posso sapere cosa c qui dentro?"

"Assaggialo e poi forse ti riveler gli ingredienti segreti"

dice incrociando le braccia aspettando una mia mossa, porto la cannuccia su le mie labbra per poi lasciare che una piccola quantit passi dalla cannuccia alla mia bocca, e rimango piacevolmente stupida dal dolce sapore.

"Allora?"

"Sono sicura ci sia la cannella"

rispondo osservando la sua espressione stupita dalla mia affermazione, credo di averci preso con la cannela.

"Precisamente Latte, cannela, vaniglia e menta"

"Mi piace"

sorride per poi cominciare anche lui a bere il suo. Mentre io mi volto verso la vetrata alla mia destra per osservare la strada, ma individuo qualcuno di fin troppo familiare che cerca, inutilmente, di nascondersi dietro un secchione dell'immondizia.

"Puoi scusarmi solo un attimo?"

Alex annuisce, e io esco dirigendomi verso quell'idiota di Thomas che cerca ancora di nascondersi, forse si crede un camaleonte o qualcosa del genere!

"Cosa diavolo ci fai qui !?"

"Ero nei dintorni e ti ho vista per cui volevo venire a salutarti"

"Mi credi stupida!"

dico per poi prenderlo per i capelli

"Dimmi che non come penso!"

"Aia! Ci ho messo un ora per sistemarli Sami!"

"Giuro che te li strappo dal primo all'ultimo se non parli"

"Sam mi ha chiesto di tenerti d'occhio"

lascio la presa dai capelli di Thomas, la rabbia si impossessa del mio corpo vorrei tanto gonfiarlo come un pallone questo coglione, ma preferisco tenere le energie per l'altro. Torno dentro il locale, e noto che Alex mi osserva preoccupato

"Alex mi dispiace sei stato dolcissimo ma ora devo proprio andare, c una questione urgente che devo risolvere"

"E scommetto che c'entra lui?"

" un amico di mio fratello, mi ha detto che deve parlarmi"

"Posso almeno lasciarti il mio numero? magari per organizzare qualcos'altro senza intoppi"

dice, e noto che il sorriso che aveva prima si spento, lasciando spazio ad un espressione delusa, gli porgo il mio telefono, scrive, per poi ridarmelo.

"Mi dispiace te lo giuro"

"Sami non importa davvero, a patto che ti farai perdonare"

"Si pu fare"

e finalmente mi sorride, esco dal locale, infuriata pi che mai. Thomas mi ha accompagnata con la sua auto da Sam, anche se piuttosto nervoso, non dice una parola, arriviamo alla radura dove il branco si riunisce, ed esco dall'auto puntando dritta verso gli enormi lupi che si stanno allenando combattendo tra di loro

"Dov' Sam!"

Elis mi indica un punto non tanto lontano in mezzo al bosco e senza degnarla di uno sguardo mi addentro nel punto da lei indicato. Continuo a ripetere un buon discorso da dirgli ma quando lo vedo va tutto a puttane.

"Cosa vuoi?"

dice ringhiando, e io senza dargli ascolto arrivata a pochi centrimetri da lui, colpisco la sua guancia con tutta la rabbia che ho frenato fino ad ora.

"Vattene"

"No!"

"Ho detto vattene! Sami non farmi incazzare pi di quanto io non lo sia gi..potrei sbranarti in mezzo secondo"

e i suoi occhi gialli mi osservano come il peggiore dei nemici.

"Non lo faresti mai"

"Sono un licantropo, sento e tue vene pompare sangue fin da qui e credimi sono assai invitanti"

"Dopo che ti avr parlato me ne andr su questo puoi starne certo"

"Io non voglio ascoltare le tue inutili parole"

"Sai qual la cosa pi ridicola di tutta questa storia? Il fatto che io ti abbia permesso di giocare con me, io sono Samuel Maxwell l'Alpha pi potente di tutta la Svizzera e mi sono fatto trattare come un inutile giocattolino da un umana persa nei suoi stupidi dolci ricordi di qualcuno che la maltratta ogni giorno ma ne continua essere devota come uno schifoso gattino, e poi quanto poco ti ci voluto a trovare un altro pupazzo con cui giocare?, sei solo un inutile ragazzina, tornatene dal tuo nuovo giocattolo umano e sparisci dalla mia vista!"

"So che non sei tu a dire queste cose.."

"E invece sono io! Apri gli occhi e smettila di fare la ragazzina che vive nelle favole, questa la realt, guardami!"

le sue zanne si sono fatte spazio nella sua bocca, cos come gli artigli mentre continua a guardarmi e a ringhiare.

"Ti chiedo solo di nasconderlo bene il tuo giocattolo, perch se lo trovo per primo ti assicuro che preferir non essere mai nato, dopotutto un inutile essere in meno non un enorme danno"

"Sembri Dylan.."

dico in un sussuro, ed in quel momento che i suoi occhi ritornano quelli di sempre mentre ritira le zanne, sentirsi dire di sembrare ci che maggiormente odia ha funzionato..anche se nelle sue taglienti parole ho davvero visto la parte presa da suo padre prendere possesso.

"Vattene Sami perfavore.."

mi osserva mentre i suoi occhi si fanno rossi e lucidi, vorrebbe piangere anche se sta cercando di trattenersi con tutte le sue forze, ed quello che vorrei fare anche io, mi avvicino lentamente a lui allungando una mano verso di lui per cercare di confortarlo ma riesco solo a sentire un dolore lancinante che mi costringe a ritiare il braccio ora segnato da profonde ferite lasciate da i suoi artigli da cui gocciola il mio stesso sangue, il suo sguardo impassibile mentre io indietreggio, e per la prima volta ho davvero paura di Samuel Maxwell.

   
 
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