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Autore: TRIX94    12/08/2017    1 recensioni
Alice, ventisette anni appena compiuti, una laurea alle spalle, conduce una vita abbastanza tranquilla.
“Alice, io alla tua età avevo già il moroso e… prendevo tante sberle da tua nonna” aveva esclamato sua madre l'ultima volta che era andata a trovarla a pranzo.
Aveva avuto qualche esperienza da ragazzina ma nulla che potesse neanche lontanamente avvicinarsi a quella che tutti chiamano una storia seria.
***
Mattia ha circa ventisette anni e subito dopo la laurea magistrale si trasferisce a Milano per motivi di lavoro.
Il sabato sera è solito uscire per una cena in centro e poi andare in giro per locali fino a notte fonda in cerca dell’ennesima ragazza con cui trascorrere alcune ore piacevoli.
Al contrario di quanto gli altri credano, il ragazzo non ha mai avuto una storia importante.
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TITOLO PRECEDENTE: Ricatto d'amore
Genere: Introspettivo, Malinconico, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: Lime | Avvertimenti: Incompiuta | Contesto: Scolastico, Universitario
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Capitolo 11 - Una storia importante - Eros Ramazzotti
 

Sì lo so, aggiorno dopo sette mesi, ma ad aprile mi sono laureata e poi ho iniziato a lavorare... In meno di due ore ho partorito questo capitolo. Fatemi sapere cosa ne pensate!! *Bea

 

GIOVEDì 30 GIUGNO 2022

Dato che non avevano ancora cenato, Alice si rifugiò in cucina e iniziò a preparare la cena, dato che erano stati parecchio impegnati in altre faccende.

Doveva cercare di restare lucida, di non farsi coinvolgere, di tenere Mattia a distanza... Tante belle parole, almeno sulla carta.

Nella realtà c'era sempre un filo conduttore invisibile ad unire lei e il giovane seduto in terrazza.

Doveva convincersi che quello che era successo prima in camera da letto fosse ''solo sesso'', in modo tale da non diventare dipendente da Mattia come un'eroinomane con la propria dose di droga.

Mentre Alice cercava di convincersi di tutto ciò, Tia cercava di riprendere un po' di autocontrollo prima di fare qualcosa di avventato, come riportare lui e Alice in camera da letto e di restarci fino al mattino successivo.

Era stato ''strano'' fare sesso con Alice. Nonostante la conoscesse da anni, si era fatto un'idea completamente sbagliata su di lei. Credeva sarebbe rimasta passiva, lasciando che fosse lui a prendere l'iniziativa e invece, vinta la timidezza iniziale, aveva iniziato a baciarlo sul petto...

Meglio raffreddare i bollenti spiriti, prima di ritrovarsi con un'erezione dolorosa.

Un profumino lo invitò a rientrare in casa e ad accomodarsi in cucina.

Chissà cosa si sarebbe inventata Alice per allontanarlo, mentre lui avrebbe voluto vederla in ogni momento libero.

''La cena è pronta'' disse la giovane imbarazzata.

''Buon appetito'' rispose Mattia.

Poco dopo, per stemperare il silenzio irreale che si era creato aggiunse: ''Sai, Ali, credo proprio che saresti una ragazza da sposare''.

Alice lo guardò con sguardo truce, pronta a ripetere la solita filippica: ''Non ti ci mettere pure tu. Bastano già i miei genitori e quel rompiscatole di mio fratello''.

''Si preoccupano per te''.

''Si preoccupano un corno. È da quando ho dodici anni che mi tormentano con questa storia e ancora non hanno capito che più insistono, più mi impunto a fare l'esatto opposto''.

''Sei sempre la solita testona''.

Adorava punzecchiarla su quell'argomento.

Alice alzò gli occhi al cielo e non replicò, tanto era una causa persa.

''Vuoi che prepari un caffè?'' domandò a Mattia.

''No, no. Lascia perdere che sennò poi non dormo''.

Alice vuole rinchiudersi nella sua camera da letto, in modo tale da mettere in ordine la confusione che regnava nella sua mente.

Come se non bastasse il giorno dopo era venerdì e doveva andare a lavorare. Non poteva permettersi di fare tardi di nuovo, sennò il giorno dopo si sarebbe svegliata con il mal di testa.

Mattia intanto, dopo averla aiutato a sistemare i piatti nella lavastoviglie, si era rifugiato in sala e aveva iniziato a fare zapping finchè non aveva trovato una replica di Italia - Ucraina del mondiale 2006.

''Ali, corri subito qui'' gridò il giovane dal salone.

Alice cercò di asciugarsi le lacrime, non sapeva se di gioia o di tristezza, e lo raggiunse.

''Oh, i mondiali del 2006, che ricordi!''

''Già, avevano fatto vedere le partite in oratorio quando erano di pomeriggio''

''Ti ricordi Italia - Australia e il rigore di Totti a tempo scaduto?''

Sarebbero potuti andare avanti per ore a parlare del 2006 e del Mondiale, ma il secondo tempo stava volgendo al termine e anche la loro serata.

Alice fece per alzarsi dal divano, ma Mattia la acchiappò e i loro corpi inevitabilmente si scontrarono.

''Ali'' disse lui con un sorriso stampato in viso '' Non mi dai il bacino della buonanotte?''.

La ragazza in generale detestava prendere l'iniziativa, ma non si oppose alla richiesta del giovane.

''E quello cos'era?''

''Il tuo bacio della buonanotte''

''Nemmeno a tredici anni baciavi così''

Ali lo fissò truce.

''Sì, lo so. Si fa per dire'' e avvicinando ancora il viso al suo, le sussurrò: ''Adesso ti faccio vedere io''.

Iniziò a baciarla, prima lentamente, poi con maggior foga.

Alice cercò di divincolarsi un'altra volta prima che la situazione degenerasse di nuovo, ma Mattia non la lasciò andare.

''Tia'' sbuffò esasperata.

''Ali'' rispose lui.

''Lasciami andare, dai che domani è venerdì''.

''Sono solo le ventitrè''

''Appunto''

''Quindi?''

''Quindi adesso recuperi le tue cose e vai a dormire dai tuoi'' rispose lei con una calma assurda.

''Io dico di no'' rispose alzandosi, facendo sentire Alice uno dei sette nani di Biancaneve.

''Io dico di sì'' aggiunse Ali.

''Tu dici?''

''Tia, sul serio, è meglio così''.

''Per te o per me?''.

Non aveva conosciuto una ragazza più esasperante di lei.

Non sapendo cosa rispondere, Alice si era rifugiata in camera sua, dove il caos regnava sovrano.

Sperava di aver messo fine alla discussione quando Mattia la raggiunse.

''Si può sapere che ti prende?''.

Ancora silenzio. E lui odiava i suoi silenzi perchè portavano a galla i ricordi di quegli anni in cui non si erano più parlati, per volere di Alice.

''Si può sapere quale film ha elaborato la tua mente questa volta?''.

Non sapeva nemmeno lui perchè insistesse tanto con la ragazza che aveva di fronte; di solito non si curava mai del dopo. Ma sapeva che con Alice era diverso.

La giovane dal canto suo non voleva esporsi, per paura di sembrare ridicola e aveva innalzato il suo muro, fatto di silenzi e indifferenza.

Mentre cercava di rifare il letto, Mattia si piazzò sopra di esso in modo da non lasciarle scampo.

''Allora?''

''Tia, lasciami perdere''.

Pensò solo nella sua mente la classica frase ''Quello che è successo prima, è stato un errore''. Non era stato un errore e non aveva aspettato quindici anni per poi pentirsene subito dopo.

Non appena Mattia le sfiorò un fianco, rabbrividì. Non era così insensibile al suo fascino.

''Perchè la tua bocca mi dice una cosa e il tuo corpo l'esatto opposto?'' le chiese, fissandola negli occhi.

Ali era ancora in piedi, incerta sul dà farso, mentre il giovane era seduto sul suo letto, ancora sfatto.

Non poteva confessargli le sue paure. Ne andava del suo orgoglio.

Quel suo maledetto orgoglio che le aveva fatto allontanare tutti e tutto per paura di soffrire.

Riacquistando un po' di voce gli disse: ''Tia, lo sai che mi metti soggezione''.

''Cristo, Ali. Sono io. Darisi. Mattia. Tia''.

''Eh lo so. È complicato''.

''Per quale motivo?''

''Per quello che è successo''

''Prima o anni fa?''

''Ti detesto''

''Naaaa, sei follemente innamorata di me, ma sei troppo orgogliosa per ammetterlo''.

Era una battaglia destinata a durare in eterno, fino a quando uno dei due non si sarebbe arreso.

E Alice si arrese e lasciò che il suo amore per Mattia tornasse a galla.

  
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