Storie originali > Romantico
Segui la storia  |       
Autore: Shanna_RenicoBOO    12/08/2017    0 recensioni
Romantico | Sentimentale| Introspettivo|
Jennifer e James si conoscono al lavoro: lei, appena poco più che diciottenne, ancora spaesata dal vero mondo; lui, ormai vent'enne superati da un pezzo, l'uomo che la fa stare bene.
Tuttavia non è destino che stiano insieme... o forse sì?
[...]
- Fa ancora più male quando pensi di averlo superato, perchè le vostre strade si sono pure divise ad un certo punto, per un certo periodo, ma invece lo ritrovi, dopo anni, scoprendo che non è cambiato niente: è piombato nella mia vita improvvisamente dopo cinque anni.
Lui è lo stesso, io sono la stessa.
E lì capisco che anche stavolta sono stata debole nel resistergli -
Genere: Angst, Romantico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Contesto generale/vago
Capitoli:
 <<  
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Note d'Autore:

Terzo capitolo. L'ho revisionato quindi non dovrebbe esserci nessun errore orrendo, ma mai dire mai. Fatemi sapere :)
 

All the love,

Shanna.

Back To You


 Canzone del capitolo: qui
Storia su Wattpad ( + copertina): qui
Pagina Facebook: qui



  3. Sing a song

"When you're too in love to let it go."

***

Parliamo molto. O meglio, sono loro a parlare la maggior parte del tempo, io mi limito ad ascoltarli e a ridere delle sue battute. Le star principali del pranzo sono James e Tim, che parlano e fanno battute, mentre Molly si limita a ridere a crepapelle e ad aggiungere qualcosa di tanto in tanto, finchè almeno Tim non si volta verso di me e dice:
«E tu?»

E io cosa?

«Raccontaci qualcosa di te, visto che sei nuova e dobbiamo conoscerci.»

«Oh,» faccio, un po' delusa: volevo che questo momento arrivasse il più tardi possibile; non mi piace parlare di me. Mastico un po' più lentamente, guadagnando qualche secondo per ingogliare il boccone di riso e pesce - che per la cronaca questo Yakiqualcosa è davvero buono- e infine dico: «Non c'è davvero molto da sapere su di me.»

Molly sbuffa. «Oh, andiamo!»

Esito. «Sono nata a Londra... la mia vita è stata abbastanza noiosa e monotona, sapete: studio e casa. Mi piacciono i romanzi di ogni genere quindi il mio tempo libero l'ho sempre passato leggendo, al massimo vedendo qualche film. Mi sono trasferita in un appartamento nella periferia di Londra un paio d'anni fa... quando mia madre è morta.» improvvisamente sentii un groppone in gola; non mi piace affatto parlare della morte di mia madre - è stato il dolore più forte che io abbia mai provato - ma suppongo di doverlo fare, almeno una volta, e per evitare domande.

I volti di Molly, Tim e James si rattristano un attimo mormorando un sincero: «mi dispiace» e poi io contino, cercando di porre fine a quell'imbarazzo.

«Ho vissuto un anno con mio fratello, poi lui è-» mi mordo il labbro, espirando profondamente. Non gli avrei detto la verità, su questo, non c'è nessun bisogno che sappiano anche di lui. «-è partito.» riprendo. «Poi io sono stata chiamata qua ed eccomi.» scrollo le spalle.

«Bene, stando con questi due idioti ti accorgerai che la normalità non è il nostro forte. Ti stravolgeranno un po'.» mi strizzò l'occhio Molly, facendomi ridacchiare.

«Guarda che tu sei malata di mente quasi quanto noi.» esclama sincero James, quasi offeso, beccandosi una gomitata in pancia da Tim che con un sorriso che arriva agli occhi, dice: «Non trattare male la mia ragazza, Jamie.»

«Non inizierete a battibeccare, vero?» minaccia Molly. «James, le tue parole non mi toccano.»

«Grazie sorellina, anche io ti voglio bene.»

«Fottitti.»

James rotea gli occhi al cielo e mi guarda sorridendo, poi punta un dito alla tempia e lo gira mimando con le labbra : «è pazza.»; poi lancia uno sguardo al suo Rolex e spalanca la bocca in una 'o'. «Dobbiamo correre, abbiamo il turno del pomeriggio.» e poi strizza un occhio.

Forse questo ragazzo ha un tic, perchè da quando l'ho conosciuto a questa parte l'ho visto strizzarmi l'occhio troppe volte, e non solo a me in realtà.

Paghiamo - Tim e James insistono per offrirmi il pranzo ma io mi rifiuro ripetutamente; odio chi mi paga le cose, mi piace essere indipendente- e ci affrettiamo a tornare alla Harper. Io non ho il turno lungo fino alle diciotto come gli altri, perciò dopo un paio d'ore raccatto la mia roba e mi preparo ad andarmene.

Prima di raggiungere la porta dell'ascensore, vedo James posizionarsi al mio fianco, sorridere e strizzarmi l'occhio. «Vado a casa presto, oggi.» sospira sollevato, abbozzo un sorriso.

Ci infiliamo in ascensore e preme il tasto del piano terra. Mentre aspetto che le porte si spalancano di nuovo, mi volto appena a guardarlo e a studiare il suo profilo. Non sono una pazza, mi piace studiare il volto delle persone in modo di cercare di capire che tipo di carattere hanno e quasi sempre ci indovino subito.

James è parecchio più alto di me ed è magro, ma non troppo, credo che abbia il giusto fisico per essere un modello. A parte questo, il suo viso non è statuario, ma è bello, di una bellezza strana, che ti cattura anche se non è, appunto, come il viso di un modello. Ha la mascella particolarmente squadrata e non porta la barba; le labbra sono a forma di cuore e gli occhi sono piccoli e il colore del caffè spicca in essi. I capelli non sono troppo corti: li porta in lievi ondeggiature fin sotto l'orecchio e sono rasati nella parte bassa.

A vederlo così, con quella sua espressione beata in volto, sembra una persona senza pensieri, che fa e dice ciò che vuole. Una persona affidabile e buona. Ma potrei sempre sbagliarmi.

Il trillo dell'ascensore mi riporta alla realtà con un sussurro, costringendomi di distogliere lo sguardo, e in fretta, prima che pensi sia una maniaca o qualcosa del genere.

Fortunatamente James non si è accorto che lo sto fissando, e marcia in avanti verso l'uscita. Superata la porta di ingresso sollevo la mano per salutarlo e lui mi sorride.

«Qual'è la tua macchina?»

«Oh- io non...» e arrossisco. Perchè?

«Non hai la patente? Oh, d'accordo, vuoi uno strappo prima che ti perda per New York?»

«No, no, tranquillo...» farfuglio. Mi sento il volto scottare. «io vado con il  taxi.»

«Taxi? Tutti i giorni? Non è un po' costoso?»

«Solo per poco. La patente ce l'ho, ma la macchina no. Provvederò a breve a comprarmene una usata...»

«Dài, ti accompagno.»

«No, grazie James...»

«Insisto.» sbotta lui, facendo roteare le chiavi della macchina con un dito mi poggia una mano sulla spalle e mi spinge un po'. E' grande, la sua mano, e mi racchiude chiude tutta la spalla. Il contatto mi fa arrossire ancora di più.

Mi lascio trascinare fin una macchina piccola e azzurra. E' una Fiat 500, penso; non so, non me ne intendo molto di macchine.

Prendo posto nella sua auto, a disagio. E' la prima volta che salgo nella macchina di uno sconosciuto; anche se forse non posso considerare James uno sconosciuto totale, ma eravamo colleghi solo da un giorno e...

«Dove abiti?» mi domanda.

«A un paio di isolati da qui. A Little W Street.» comunico.

James fischia, accendendo la radio. Una musica riconoscibile tra mille parte e il mio cuore sussulta come una bambina il giorno di Natale. «Io abito qualche via più indietro, sulla costa.»

Lo guardo con gli occhi che probabilmente mi luccicano. «I Coldplay!» strillo. «Ti piacciono i Coldplay!»

James sorride mentre ingrana la marcia e fa partire la macchina. «Anche a te, suppongo. Dài, avanti: la tua canzone preferita.»

Sorrido; ci penso su, socchiudendo gli occhi e immaginandomi la canzone più bella del mio gruppo preferito. «Yellow, penso. Non so, mi trasmette un bel messaggio.»

«Yellow, sì, bella, per carità, ma se vogliamo parlare di 'bel messaggio' allora parliamo di Fix you.» spegne completamente la radio ed inizia a canticchiare. Ha una bella voce, melodiosa e pulita. «'Lights will guide you home, and ignite your bones and I will try to fix you»

Mi metto a ridacchiare e di conseguenza lui mi guarda un attimo, prima di riportare gli occhi sulla strada. Poi continua a intonare la strofa successiva: «high up above or down below...' Dài, canta.»

Non sono sicura di essere molto intonata, tuttavia amo troppo la musica per farmi scappare un divertimento simile. Mi schiarisco la voce e cerco di moderarla mentre canticchio un po' a bassa voce: «'When you're too in love to let it go'» nell'ultima parola finale ho una piccola stonatura, così mi interrompo e scoppio a ridere, e James scoppia a ridere con me.

Durante tutto il viaggio proseguiamo così: cantando e citando pezzi dei testi dei Coldplay, talvolta mettendo a palla i brani. Sono stati i venti minuti più felici dei miei ultimi tempi, ed indimenticabili. Davvero, non ridevo e scherzo così da molto tempo ormai, nemmeno con Anne e Phillip. Inoltre, James è davvero un ragazzo divertente e solare e si capisce chiaramente che è uno che con le donne ci sa fare.

Si ferma davanti casa mia e con un po' di dispiacere da parte mia, ci salutiamo e io proseguo verso il mio monolocale, trovando ad aspettarmi, di nuovo, i miei ricordi. 
   
 
Leggi le 0 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<  
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Romantico / Vai alla pagina dell'autore: Shanna_RenicoBOO