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Autore: TeamFreeWill    22/08/2017    7 recensioni
Eccomi alla mia prima j2!
Jensen vive da anni nel tunnel della droga. Ogni volta che crede di uscirne la sua compagnia lo ributta nel baratro, ma un incotro inaspetato lo salverà. :)
Genere: Romantico, Sentimentale, Slice of life | Stato: completa
Tipo di coppia: Slash | Personaggi: Jared Padalecki, Jensen Ackles
Note: AU | Avvertimenti: nessuno
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'Con questo mio scritto, pubblicato senza alcuno scopo di lucro, non intendo dare rappresentazione veritiera del carattere o dell'orientamento sessuale di queste persone, nè offenderle in alcun modo'
 

 

Jensen si svegliò all’improvviso, un clacson in lontananza lo riportò alla realtà.

La testa gli scoppiava, gli occhi bruciavano talmente tanto che dovette sbattere le palpebre più e più volte per abituarli alla luce che entrava attraverso la finestra.

Dopo diversi minuti finalmente riuscì ad aprirli e con fatica si tirò su appoggiando la schiena al muro…Della spalliera del letto nemmeno l’ombra….Anzi era già tanto che in quel posto ci fosse un letto sopra a una rete!

Come cavolo c’era finito di nuovo in una situazione così? Il ragazzo visibilmente sudato tentò di concentrarsi e con fatica ricordò la notte brava e folle che aveva vissuto.

Lui a casa che guardava una serie tv tranquillo, i suoi cosiddetti amici che suonavano insistenti alla porta, la scelta stupida di seguirli in un locale…

L'arrivo in seguito in quel posto che solo loro conoscevano ubriachi fradici, senza controllo. La siringa offerta e lui che s’iniettava il veleno....poi tutto che iniziava a farsi confuso.

Solo una cosa ricordava: quella sensazione dove non t’importa di nulla, dove ti senti libero dai problemi, dove apparentemente sei invincibile, forte, felice…apparentemente.

La consapevolezza lo investì in pieno. Con orrore si guardò il braccio sinistro e sbiancò….Un singolo puntino rosso capeggiava a ridosso della vena che s’intravedeva sotto pelle.

“Cazzo!” gridò e con uno scatto corse in bagno dove il riflesso dello specchio restituì un uomo che non aveva niente a che fare con tale definizione.

Profonde occhiaie, occhi che di verde avevano solo una sfumatura spenta, il viso magro e pallido.

“Fallito” disse scuotendo la testa. Poi una rabbia lo invase e tutto quello che aveva a tiro non fu risparmiato dalla sua furia.

Svuotato di ogni forza possibile si accasciò a terra nascondendosi il viso tra le mani. Non ci era riuscito nemmeno stavolta e consapevole di questo si lasciò andare all’ennesima crisi di pianto.

Si perché Jensen Ackles viveva da anni nel tunnel della droga e ogni volta che credeva di uscirne la sua compagnia lo ritrascinava dentro.

Preso dallo sconforto uscì dalla stanza. Non voleva sentire più niente.

Paradossalmente l’unica cosa che non gli faceva sentire più niente era quella cosa che odiava prendere,  ma tanto lui era un fallito, un perdente, un derelitto.

Scese le scale e andò in salotto. Chiese una dose e senza esitare se la fece. Un misto di sensazioni gli riempirono il cuore immediatamente: rabbia, dolore, vergogna, fallimento, paura…poi più niente solo…niente.

Completamente fuori e fatto scappò da quello squallore. Corse letteralmente via per dirigersi in paese. Non gli importava se era a piedi, ridotto a uno straccio o peggio.

In meno di un quarto d’ora arrivò in centro, barcollando e respirando affannosamente. Aveva sete, tanta sete e caldo.

Stava per entrare in un bar quando inciampò e finì addosso a un bambino che cadde a terra piangendo.

“Scusa…piccolo” riuscì a dire biascicando le parole, ma il padre del bambino, guardandolo in viso lo allontanò in malo modo spingendolo a lontano.

“Sta' lontano da mio figlio drogato!” sbraitò contro Jensen che si sentì morire, mentre le persone attorno a lui mormoravano di allontanarlo, che quello era un posto con figli e che gente come lui non era accetta.

Il ragazzo era bloccato, non si muoveva. “Vattene drogato!” fece l’uomo avvicinandosi al ragazzo con fare minaccioso. Stava per spingerlo via quando un braccio lo fermò.

“Stia fermo se non vuole beccarsi una denuncia. Non lo vede che non può difendersi da solo?. Vada da suo figlio che sta piangendo. E voi vergognatevi!”

L’uomo guardò male quel ragazzo alto che aveva preso le difese di un drogato e la gente fuori seduta ai tavolini guardò a terra, sul viso la piena vergogna.

“Ehi non ascoltarli…vieni ti offro un po’ d’acqua” disse al ragazzo biondo che lo seguì all’interno del bar timidamente. Era veramente frastornato.

“Misha porta un bicchiere d’acqua a…” e guardò il ragazzo sorridendo che capì “Jensen mi chiamo Jensen”

Nei successivi 20 minuti Jensen bevette molti bicchieri d’acqua, parlarono del più e del meno e ringraziò Jared di essere intervenuto in suo aiuto.

“Amico….non devi ringraziarmi…è il mio compito aiutare le persone in difficoltà e tu ne avevi bisogno” disse il moro tirando fuori all’improvviso dalla tasca dei pantaloni un biglietto da visita di un centro per persone in difficoltà.

“Grazie…ma cosa dovrei farci?” chiese sorpreso Jensen.

“Io lavoro lì….potresti farci un giro....Siamo dell’idea che svolgere attività ricreative e stare a conttatto con altre persone possa aiutare più delle medicine” e lo disse alzandosi.

Il biondo lo guardò ma non disse niente. “Seguimi” fu l’invito di Jared e Jansen obbedì.

Stettero in silenzio per un po’ poi il biondo riprese il discorso, anche per sfogarsi un po’.

“Con la droga non c'è niente che possiate fare. E poi io sono un caso disperato. Ci ho provato…” , ma il moro lo interruppe.

Stavano attraversando un vialetto e senza rendersene conto, il maggiore si ritrovò in casa di Jared. Cazzo quel ragazzo lo aveva ipnotizzato! Lo aveva seguito come se lo conoscesse da una vita!

Il moro si girò verso di lui serio “Se dici che sei un caso disperato e irrecuperabile ti prendo a pugni! Sei sempre ricaduto nel tunnel perché eri solo…ma ora ci sarò io…fatti una doccia….ti porto al centro. Se poi non ti piace…libero di fare come vuoi!”

“Sei un bel tipo sai, Padalecki?” disse strafottente il biondo e l’altro rispose “Non sai quanto Ackles”

Dopo essersi fatto la doccia ed essersi reso un po’ presentabile, con Jared andò al centro.

Subito era un po’ impacciato, ma con l’esuberanza e la vicinanza di Jared si rilassò; così la giornata passò serena e Jensen si sentì bene e felice come non lo era mai stato.

Osservare il moro interagire anche con altre persone era uno spettacolo. Cosa gli aveva fatto quel gigante?

“Ehi che pensi?” chiese al biondo avvicinandosi. “Che mi hai convinto‼ Proverò anche questa strada!”

E con enorme sorpresa Jared abbracciò d’istinto quel ragazzo tanto fragile quanto meraviglioso.

Quell’ abbraccio fu calore, energia e vitalità. Jared si staccò e lo guardò intensamente negli occhi. Il mondo sparì intorno a loro. Erano solo loro due. Occhi negli occhi.

“Lo sapevo che ti avrei convinto! Se il sottoscritto si mette in mente una cosa ottiene sempre quello che vuole” gli disse ancora con le braccia attorno al collo del biondo che sorrise.

“Dio che sorriso” si ritrovò a pensare il moro e poi, per un secondo, vide brillare gli occhi verdi del biondo. Erano meravigliosi.

“Mi conosci appena…e fai questo per me…perché?” sussurrò emozionato il biondo non riuscendo a staccare gli occhi da quelli dolci di Jared “Perché mi hai colpito” ed era vero. Lo aveva colpito, dritto al cuore.
  
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