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Autore: Silverwinx    24/08/2017    0 recensioni
Raccolta di storie partecipate ai concorsi
Genere: Generale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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"... e poi sono entrata nel bagno con un piatto in mano. Mi sono fermata e ho detto <>".

Una risata rimbomba nella sala degli interrogatori.
È la mia.
Il giudice non sta ridendo, anzi lui soltanto sospira e tira fuori la penna, cominciando:
"Signora Silverwinx, lei è qui per autodescriversi, non per fare la comica".

"Sì, ha ragione" replico dopo essermi ricomposta, mentre lo guardo appoggiare un taccuino sul tavolo e girare una pagina.
Dunque egli alza gli occhi su di me.
Si comincia.

"Allora, io mi chiamo Silverwinx, ma questo lei lo saprà già. Sono una giovane ragazza dal tratto asiatico, ma preferisco definirmi un'italiana. Sono alta 168 cm, peso 52 kg, vaccinata di norma, anche se mi sono dimenticata dell'ultimo appuntamento con il medico per...".

Egli mi fissa con quegli occhi annoiati e indifferenti. Il taccuino è ancora intatto.
Cade un silenzio imbarazzante, che viene interrotto soltanto dallo schiarimento della sua voce.

"Signorina" mi chiede guardando il foglio bianco. "Mi descriva il suo carattere in tre parole".

"Ok, allora, sono estroversa... no, introversa, vabbe' tutti e due, dipende dalla situazione. Posso essere sia simpatica che antipatica, ma tendo sempre ad essere la prima, perché adoro vedere la gente sorridere. La sedentarietà è nel mio sangue, ma ogni tanto qualche esercizio fisico mi fa stare bene. Ah e annoti questo...".

Il giudice smette di scrivere e mi guarda, aspettando che continui.

"Io odio correre" concludo a bassa voce. "Sono la reincarnazione della sirena, e le sirene non sanno correre".

La luce del neon fa un tic improvviso.
Un altro silenzio imbarazzante.

"Senta signorina..." continua l'interrogatore dopo aver gettato un pesante sospiro. "È mai stata innamorata?".

"Lei sta provando con me?" gli chiedo con un furbo sogghigno, ottenendo come risposta l'espressione annoiata dell'altro.
Pessima battuta.

"Va bene, le confesso" continuo. "Ho avuto qualche cotta qua e là, ma non sono mai andata oltre. Sa che noi donne vogliamo sempre il primo bacio perfetto, da sogno, non uno che capita al primo tiro e poi dopo neanche 24 ore si lasciano".

Mentre parlo lo guardo scrivere sul foglio come un'elettrocardiogramma. Mi chiedo se capirà qualcosa quando dovrà rileggere tutti quegli appunti.

"Quindi non sono fatta per una storia d'amore, anzi temo di essere una pessima fidanzata. Ma per fortuna nel mondo non esiste solo l'amore, insomma ci sono anche i libri, i film, la musica, lo sport, i parenti, gli amici... Insomma, quasi quasi non voglio perdere del tempo con uno sconosciuto".

Il giudice inarca un sopracciglio, prima di continuare con un'altra domanda: "E mi dica, tra queste cose che ha elencato precedentemente, quali sono i suoi preferiti?".

"Di sicuro come film scelgo Avatar di James Cameron. Ha presente quegli alieni blu su un pianeta chiamato Pandora? Ecco, quello è il mio film! Però come genere vado più sull'azione che fantascienza, quindi quel film è solo un'eccezione. Poi come musica ascolto un po' di tutto, tranne Metal, quello non riesco proprio a sopportarla".

"E i libri?".

"Oh beh, questa è una bella domanda... vede, fino a qualche anno fa non leggevo molto, anzi ero più fissa sui videogiochi nonostante non avessi neanche un Nintendo in casa, insomma guardavo sempre uno youtuber americano giocare. Poi forse nel 2012 alla fiera di Torino ho scoperto l'esistenza dei capolavori di Licia Troisi, e da lì ho capito quanto sia potente la scrittura".

"Quindi ha smesso di giocare?".

"Oh no! Figuriamoci, anzi a volte quando ho il tempo libero guardo ancora qualche video gameplay qua e là. Ehm, forse sarebbe meglio che non scriva quello che le dirò...".

La sua penna smette di scrivere.

"Io mi faccio film mentali su vari personaggi di fantasia quando sono sveglia".

Il giudice sta per dire qualcosa, quando gli fermo con il gesto della mano, aggiungendo in fretta:
"Aspetti aspetti aspetti! Prima di andare avanti devo confessarle un'altra cosa".

Silenzio.

"Qualche notte fa ho sognato di essere diventato Jace, Jace Harondale Lightwood, il tipo figo di Shadowhunters! Non ho ben capito perché dovevo salire sul treno ma comunque il mattino dopo credevo di provare qualcosa per lui... qualcosa che ha provato Clary al suo diciottesimo compleanno! E poi proprio ieri mentre stavo leggendo il primo libro di Percy Jackson, c'era una scena in cui Annabeth si prese cura di lui dopo che egli è svenuto davanti al mulino. Non so cosa mi avrebbe detto lei, ma in quel momento provavo un'incredibile tenerezza... mi capisce!?".

Detto ciò getto il mio volto sul tavolo in preda alla fangirl estrema che c'è in me.
Il giudice non mi dice nulla, si limita solo a fissarmi riprendere la calma. Dopodiché tira fuori un altro foglio, stavolta scarabocchiato, e me lo porge.

"Signora Silverwinx, questa è la copia di una delle sue opere pubblicate sulla piattaforma. Vorrebbe commentarla un attimo?".

"Oh beh, di sicuro solo una malata di mente scriverebbe una cosa del genere" le dico accompagnata da una risatina nervosa. "Comunque ammetto di essere pessima nell'inventare una trama con il senso, per non dire di quanti errori grammaticali combino in ogni riga. Insomma se fossi un'insegnante darei un sei solo per la simpatia".

"Beh immagino che quel genere non sia adatto a lei".

"No no, si sbagli" lo correggo. "Anzi, è l'unico genere che mi riesce meglio. Se provi a leggere le mie opere sul Giallo o l'Horror le verrebbe la voglia di scavare gli occhi con la forchetta".

Un secondo dopo l'interrogatore chiude il taccuino di scatto, rimane lì a fissarlo per un po', poi conclude alzandosi dalla sedia: "Va bene, abbiamo finito. Le faremo sapere del risultato da parte del direttore".

M'alzo anch'io dalla sedia, ma prima di andarmene gli rivolgo le ultime parole: "Senta, non ho mai detto questo a nessuno, quindi lei è la prima persona che dirò questo... le ringrazio per avermi ascoltato".

Non ci posso credere, ma pochi secondi dopo un lieve sorriso compare sul suo volto. Egli allunga la mano per stringere la mia, e conclude con: "La prossima volta non si esageri troppo con la nutella".

  
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