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Autore: Hao Sakura    07/09/2017    3 recensioni
Una bambina con un triste passato viene tormentata dal suo incubo peggiore.
Ma siamo davvero sicuri che quell'incubo ci sia?
[299 Parole]/[OC Centric!]
Genere: Dark, Horror, Mistero | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate, Violenza
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Note: Questa è una storia Splatter/Psicologica. Non sapendo in che categoria potesse rientrare -e sotto consiglio di un'amica- ho messo il genere Horror. E' la prima volta che mi cimento in questo tipo di fic, prego di aver partorito qualcosa che non sia un orrore completo. xD
Spero sia di vostro gradimento, buona lettura!






La lama lucida ed affilata del coltello affonda con violenza nella carne di quel corpo per tante, numerose, volte.
L’unico calore che avverto è il sangue che schizza sul mio viso e sui miei vestiti; rido, le mie risate non si fermano nemmeno alla vista di quel cadavere.
Lo vedo, lo sento. Il mostro che alberga in me si è risvegliato.
Mi guarda, mi osserva ed io ho paura di ricevere un giudizio da quegli occhi inumani. Eppure, non è dietro di me.
Ma lui c’è, ne sono sicura. C’è sempre.
Io non dico bugie, lui c’è davvero. La sua voce ed i suoi gesti sono così reali.
Lui è reale.
Lui esiste.
E mi farà del male se non obbedisco.
L’odore ferroso di quel liquido impregna le mie narici e mi beo di quella fragranza meravigliosa; ghigno, rido e poi ghigno di nuovo. E’ un circolo vizioso.
Sto eseguendo i suoi ordini nulla di più, tutto normale.
Anche io sono normale.
 
Appena finisco l’opera mi rialzo da terra, coperta dalla testa ai piedi di sangue. Il sangue della mia vittima.
Sorrido soddisfatta alla vista di quel cadavere completamente martoriato, era veramente delizioso.
Non provo rimorso per la mia azione, lui ripete sempre che il rimorso ad una come me non serve.
Semplicemente mi limito a sopravvivere.
Uccidere è peccare, ma se la mia anima era sporca già da neonata non ci potevo fare nulla.
Sono stata cresciuta dal demonio, ecco la verità.
Sono nata peccatrice, non ci sono diventata.
Sento un qualcosa sfiorarmi la spalla improvvisamente ed una risata sanguinaria provenire da dietro di me: lui.
Mi giro di scatto, ma non c’è nessuno.
L’unico rumore nella stanza è il mio respiro affannoso; mi guardo le mani macchiate di rosso, scosse da violenti tremiti.
Io sto forse impazzendo?
   
 
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