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Autore: LDianaLawliet    07/09/2017    1 recensioni
Dal testo:
«Tu sei tu, sei fuori di testa, ma lui non è un criminale. Pensa che, se vuole tenere questo palazzo integro, e credo che sia così, perché sennò l'avrebbe già distrutto, vuole che i pazzi come noi, che potrebbero causare una catastrofe nel mondo là fuori, siano rinchiusi. Non è fuori di testa.»
Genere: Azione, Mistero, Thriller | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Lee.
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Dimmi, tesoro ❤️
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Sospiro leggendo quel messaggio.
Gli spezzerò il cuoricino, povero cucciolo. Non che mi interessi più di tanto, anzi non mi è mai importato di lui.
Non sono malvagia, non so cosa sia la malvagità nel suo significato.
Ma non capisco come gli umani possano farsi manipolare così facilmente; è così stupido da parte loro.

Fortuna che io non sia così stupida, e non lo dico con cattiveria, da farmi manipolare, perché io non sono umana.
Non provo emozioni, non le ho mai provate e, grazie a questo, riesco ad agire senza rimorsi e ragionare razionalmente, tutto il tempo.
Non ho mai avuto un trauma infantile, semplicemente sono nata senza di essi, per qualche strana ragione. Non che mi importi realmente, anzi è un vantaggio.

A scuola mi chiamano 'Emotionless', cioè 'Senza Emozioni'.
Dicono che io non sia umana; hanno ragione.
Io sono una macchina. Una macchina che porta solo distruzione e disperazione.
'Che si diverte a manipolare le persone a suo piacimento.' dicono, ma io non so cosa sia il divertimento.

Domani mattina, a scuola, mollami davanti a tutta la classe.
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Cosa??
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Rileggi quel che ho scritto.
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Ma perché?!
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Perché se non lo fai, lo farò io e diventerai lo zimbello della scuola.
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Non capisco...
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Perché dobbiamo lasciarci?
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Vuoi una bugia confrontate o una verità struggente?
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Ehm...
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Non mi piaci quando fai così. Comunque verità.
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Non mi sei mai piaciuto, non che io possa provare una preferenza, ma non sento niente nei tuoi confronti, quindi deduco che significhi ciò. E Ti stavo sfruttando.
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Per cosa?
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Tua madre è la professoressa di storia, fai due più due. Anche una mente elementare come la tua ci può arrivare.
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Ma... Sono... Posso chiamarti? Chiariamo a voce, ti prego.
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No, la tua voce mi irrita, per dire. Soprattutto, quando potrebbe essere interrotta da singhiozzi e sentimenti mescolati insieme. Fastidio e disgustoso.
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È una scusa. Non posso permettere che loro mi sentano parlare con una persona estranea, tramite un telefono addirittura.

Io... Non posso farlo, io ti amo. Ti prego, magari è solo un momento.
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Io non ho momenti. Non ho emozioni, posso fingerli, come ho fatto con te.
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Se vuoi che finga che è solo una specie di crisi amorosa, posso farlo. Ma non credere per un secondo che tutto quel che dica sia vero.
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Ma se io ti lascio, tu sarai considerata lo zimbello.
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Fa come ho detto. Questione chiusa. Non scrivermi più.
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Spengo il telefono e lo nascondo sotto il cuscino. Nessuno deve scoprirlo.
Mi guardo intorno, guardo la stanza di color grigio chiaro nei suoi pochi particolari, dopodiché chiudo gli occhi immaginando il volto del ragazzo mentre legge il messaggio in lacrime.

Riapro gli occhi, saltando giù dal letto a castello.
Guardo la mia compagna di stanza. Non ha per niente un bel aspetto, ha un colore cadaverico intenso. Le avevo detto di usare dei trucchi che ci avevano portato due giorni fa, ma non li ha usati. Stava tutto il tempo chiusa in camera, sul lettino, facendo sì che il suo corpo si espandesse in una maniera incredibile, ma le importava ben poco. È sempre stata pigra e russava un casino. Mi mandava fuori di testa il suo russare, ma ho imparato a conviverci. Più che altro, credo che sia stata lei a perdere questa brutta abitudine.
Ora c'è molto più silenzio nella stanza, però dovrebbe lavarsi, emette un odore orribile. Dovrebbe davvero lavarsi.

Ha le palpebre abbassate. Spero vivamente di non svegliarla, sarebbe raccapricciante svegliare un morto.

 

   
 
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